Giovedì, 21 Giugno 2018 15:48

Nasce la rete dei siti Unesco di Puglia

Parte un’esperienza pilota di rete dei siti Unesco di Puglia. La Regione Puglia ha approvato, con delibera di giunta del 19 giugno scorso, un atto di intesa che avvia la sperimentazione di un piano di gestione integrato dei siti UNESCO.

L’intesa sottoscritta questa mattina tra gli enti titolari e gestori dei siti UNESCO, formalizza un accordo tra le amministrazioni di Alberobello, Andria, Monte Sant’Angelo, Matera nonché del Parco Nazionale del Gargano, Parco Nazionale dell’Alta Murgia e Polo Museale della Puglia.

Vogliamo sostenere la valorizzazione dei siti Unesco insieme con il Polo museale della Puglia, il Parco nazionale dell’Alta Murgia, il Parco nazionale del Gargano e i comuni dove si trovano i siti Unesco in Puglia, coinvolgendo anche Matera – commenta il Presidente Michele Emiliano - Si tratta di avviare un’esperienza pilota di rete e messa a sistema del patrimonio diffuso di pregio e di indiscusso valore identitario delle comunità territoriali.”

Con questa intesa avviamo un’esperienza rinnovata di collaborazione e cooperazione per realizzare iniziative e proposte di fruibilità dei siti Unesco con itinerari e servizi integrati, in cooperazione con il MIBACT – afferma l’Assessore all’Industria Turistica e Culturale, Loredana Capone - I nostri siti Unesco sono beni unici e rari, ma oggi è molto importante che siano raccontati e vissuti come una esperienza coinvolgente; grazie anche alle nuove tecnologie e a modalità di fruizione innovative è possibile far calare i visitatori nel mondo e nella storia di cui i siti Unesco rappresentano una meravigliosa testimonianza”.

 

L’atto di intesa, che si inserisce pienamente nel percorso già avviato per la sperimentazione di un piano di gestione integrato dei siti UNESCO, costituisce la base operativa per la presentazione, entro la scadenza fissata per il 26 giugno prossimo, di un progetto che si candida ad intercettare i finanziamenti della legge nazionale n. 77 del 2006, fino ad oggi mai ottenuti proprio a causa dell’assenza di una visione strategica chiara e di una governance multilivello.

Il Parco Nazionale dell’Alta Murgia, già attuatore di numerose misure definite dalla delibera regionale “La murgia e la gravina che abbracciano Matera, capitale 2019”, si pone ancora una volta come interlocutore di rilievo, non solo per la qualità di ente di area vasta ma anche per il supporto finanziario (assicurerà il cofinanziamento necessario alla presentazione del progetto).

Alla conferenza stampa di presentazione dell’Atto di Intesa hanno partecipato: Maristella Margozzi, Direttore del Polo Museale  della Regione Puglia, Elena Saponaro, Direttore Castel del Monte - Polo Museale della Puglia, Silvia Pellegrini, Dirigente Dipartimento Turismo e Cultura, sezione Valorizzazione territoriale – Regione Puglia, Michele Maria Longo, Sindaco del Comune di Alberobello, Luigi Del Giudice, Assessore Cultura e turismo del Comune di Andria, Rosa Palomba, Assessore cultura e turismo del Comune di Monte Sant’Angelo, Paola D’antonio, Assessore al Patrimonio Unesco e Qualità Urbana del Comune di Matera, Domenico Nicoletti, Direttore del Parco Nazionale Alta Murgia, Cesare Troia, Vicepresidente del Parco Nazionale Alta Murgia, Claudio Costanzucci, Vicepresidente Parco Nazionale del Gargano.

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Un aereo con rilevatori a raggi in­frarossi per monitorare l’inquinamento delle acque marine, 18 battelli veloci su cui sarà imbarcato anche il personale della Croce ros­sa per i soccorsi, 41 motovedette per la guerra alla pesca irregolare. E poi due testimonial d’eccezione

per martellare pugliesi e turisti con una campagna sull’uso corret­to del mare e delle spiagge: il velista barese Paolo Semeraro e l’apneista salentino Michele Giurgo­la, entrambi campioni del mondo nelle loro specialità. La guardia co­stiera è pronta per un’estate di su­perlavoro, considerati i numeri di un turismo sempre in crescita e condizioni meteorologiche finora molto favorevoli. La campagna Mare Sicuro è stata presentata dall’ammiraglio Giuseppe Meli, a capo di una Direzione marittima che vigila su 865 km di coste e uno spazio acqueo di 24.000 metri quadrati. «La maggior parte degli incidenti e delle richieste di soc­corso si verificano nei 500 metri a partire dalla battigia - ha spiegato - ed è lì che si concentra molta del­la nostra attenzione». Laddove, ha chiarito Semeraro, «bisogna ri­spettare spazi e delimitazioni, adeguandosi alle regole del mare, scritte e non». L’appello del veli­sta è rivolto, in particolare, a chi guida le imbarcazioni: «Non è suf­ficiente avere la patente, bisogna consultare i bollettini meteo, le or­dinanze della Capitaneria di por­to, le carte nautiche. Bisogna con­trollare bene le dotazioni di bordo e, soprattutto, farsi un esame di coscienza per capire se si è in gra­do di affrontare la navigazione che si è scelta». Di necessità di avere chiari i propri limiti prima di entrare in acqua, ha parlato anche Michele Giurgola, apneista salentino che ha messo in guardia dalla tentazio­ne delle immersioni fai da te. «Non ci si improvvisa apneisti né pescatori sportivi - ha spiegato - bi­sogna frequentare dei corsi, e in Puglia ce ne sono di molto appro­fonditi, che non devono durare meno di tre mesi». Altra questio­ne da non sottovalutare è «la ne­cessità di uscire in coppia e di usa­re i palloni segna-sub, che pur­troppo non sempre vengono ri­spettati dai diportisti». Perché le regole del mare, in realtà, vengo­no spesso considerate con superfi­cialità sia dai navigatori che dai bagnanti. Come dimostrano le sfrenate esibizioni con le moto d’acqua, davanti a tutte le coste. Anche su quel versante la guardia costiera effettuerà controlli: su chi usa gli acquascooter e su chi li noleggia.

Chiara Spagnolo

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Si registra in Puglia la quota più bassa tra le regioni italiane di laureati: è uno dei dati che emerge da 'L'economia della Puglia', il documento redatto dalla sede di Bari della Banca d'Italia e presentato ai giornalisti. La quota di laureati in Puglia è infatti con il 10,1%, la più bassa tra le regioni e ad incidere ci sono 40mila laureati emigrati fuori regione nel decennio 2006-2016. La perdita di capitale umano - è spiegato nel documento - è ascrivibile soprattutto ai movimenti verso i sistemi locali del lavoro urbani del Centro Nord, ma nel periodo considerato è aumentato anche il peso dei trasferimenti all'estero. Le emigrazioni interessano soprattutto i laureati con caratteristiche più favorevoli all'inserimento lavorativo e si realizzano in parte nella fase di scelta dell'università proseguendo nel periodo successivo. Sempre in tema di capitale umano, in Puglia risulta poi uno scarso utilizzo di personale qualificato, tanto che tra il 2012 ed il 2016 le assunzioni programmate di personale laureato hanno rappresentato il 12,4% (sotto la media nazionale con un dato inferiore del 3,3%). "L'emigrazione - secondo il responsabile della divisione analisi e ricerca, Maurizio Lozzi - sta impoverendo la Puglia da vari punti di vista, anche con un costo diretto, di mancato reddito di queste risorse che vanno fuori regione. La perdita si può stimare in 3 punti di pil regionale".
    Il documento di Bankitalia fa luce anche sull'occupazione, che in Puglia è rimasta stabile. "Sono diminuiti i lavoratori autonomi ed è leggermente aumentata la componente dei lavoratori dipendenti. Tuttavia l'aumento - ha aggiunto Lozzi - si è concentrato nel 2017 sui contratti a termine, mentre è rimasto stabile l'indeterminato. La media della disoccupazione pugliese, pur restando su livelli superiori rispetto alla media nazionale con un dato strutturale del 18,8%, diminuisce. Un calo - ha concluso Lozzi - che non è purtroppo legato ad una maggiore occupazione, ma ad una minore partecipazione al mercato del lavoro, con più gente inattiva". Il documento 'L'economia della Puglia' sarà pubblicamente presentato oggi nell'aula magna del Politecnico di Bari.

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Dopo quella sui test, l’am­ministrazione sanitaria regionale pugliese, accogliendo la segnalazione delle associazioni dei malati, rimedia all’anoma­lia nella procedura per l’ac­cesso ai servizi, che, non te­nendo conto della particolarità della patologia, metteva in di­scussione la tutela della pri­vacy dei pazienti affetti da Hiv anche per le procedure di ac­cesso a day Service e alla re­gistrazione dei codici di esen­zione. «Deve essere consentito - scrivono i dirigenti del Dipar­timento regionale di promozione della salute, benessere sociale e dello sport per tutti - di accedere al day Service senza preventiva prenotazione agli sportelli dei Cup aziendali. In altre parole l’accesso deve es­sere consentito con prescrizio­ne medica, ma senza preno­tazione attraverso il Cup, re­candosi nei giorni e negli orari indicati alle unità operative delle malattie infettive. La pre­scrizione della prestazione richiesta viene il tal caso redatta in modalità dematerializzata o su ricetta rossa da medici della stessa unità operativa di ma­lattie infettive che hanno in carico l’assistito».

«Quanto alla procedura per ottenere l’esenzione al paga­mento per patologia del ticket

sanitario - spiega Nicola Ca­tucci, dell’associazione Centro di assistenza malati di Aids Cama-Lila -, era addirittura ca­pitato che nel timore di poter essere identificati, alcuni pa­zienti avevano addirittura avu­to seri problemi. Problemi tali da porsi la domanda, e non in pochi casi, se rinunciare o me­no a sottoporsi alle cure pur necessarie». Anche in presenza di quest’ulteriore anomalia, i dirigenti regionali hanno mes­so in chiaro in un provvedi­mento esplicativo che ai pa­zienti in Hiv non va riservata la trafila burocratica ordina­ria: possono ottenere l’esenzio­ne anche in ospedale senza presentarsi agli sportelli Asl. «Al fine di soddisfare una specifica istanza delle associa­zioni dei pazienti - scrivono dalla Regione - è stata intro­dotta una specifica funziona­lità nel sistema informativo Edotto, che consente al per­sonale delle unità operative di malattie infettive di poter registrare, laddove ne ricorrano le condizioni, l’attribuzione dell’esenzione per patologia appartenenti al gruppo “020”. Quanto sopra per consentire ai pazienti affetti da Hiv/Aids di ottenere l’esenzione al paga­mento del ticket per presta­zioni specialistiche e per ac­quisto dei farmaci senza do­versi recare presso il distretto sociosanitario di appartenenza”.

Giuseppe Armenise

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Ulteriore riunione questa mattina a Bari, nella sede dell’Assessorato Regionale alla Pianificazione Territoriale, del Tavolo della Bellezza, il comitato tecnico-scientifico incaricato, a titolo gratuito, di elaborare una bozza di legge per la valorizzazione e tutela del paesaggio, dell’identità pugliese e del benessere delle comunità.

Il tavolo ha stabilito l’invio, nei prossimi giorni, di una nota agli ordini professionali e al vasto mondo delle associazioni per coinvolgerli nel processo di elaborazione dei contenuti che formeranno l’intero disegno di legge.

“Chiederemo a diversi stakeholders di accompagnarci in questo percorso. Non è affatto una proposta di legge chiusa ma dinamica, inclusiva di tutti i contributi che andremo a raccogliere nell’imminente fase di partecipazione e animazione nelle diverse province pugliesi” spiega l’assessore Alfonso Pisicchio.

“Stiamo anche immaginando di coinvolgere il mondo accademico – aggiunge – e diversi dipartimenti universitari, sia umanistici, sia scientifici, che ci aiutino a leggere e interpretare con analisi storiche, antropologiche, tecniche e puntuali tutti i luoghi della nostra splendida regione”.

“L’obiettivo del comitato della Bellezza e del mio assessorato – conclude Pisicchio – è quello di approvare, entro fine anno, l’intero testo di una legge che deve necessariamente mettere al centro la valorizzazione delle nostre ricchezze e il benessere della persona”.

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"Il pagamento del Reddito di dignità per il bimestre marzo-aprile è in corso di erogazione, in quasi tutto il territorio pugliese, grazie allo sforzo straordinario della struttura regionale e degli Ambiti territoriali di elaborare in tempi molto più rapidi i dati dei dispositivi di pagamento in favore dei beneficiari del ReD". 


Lo conferma l'assessore al Welfare Salvatore Ruggeri. "Secondo quanto comunicatomi dagli uffici - afferma Ruggeri -  già da metà giugno sono in trasmissione a INPS i dati di pagamento e sono già avviati i flussi verso Poste Italiane per il consueto caricamento delle carte.


Smaltiti gli effetti dello stop operativo di Innovapuglia, i tempi di erogazione stanno rientrando nei limiti temporali fissati dalle disposizioni vigenti.


In questo bimestre, peraltro, si sta recuperando anche le situazioni di coloro che, a seguito di ripescaggio SiA, avevano avuto una sospensione del ReD tra novembre e dicembre, e diverse altre anomalie prima registrate".


"Purtroppo - continua  l'assessore al Welfare - si continua a registrare un ritardo persistente, nonostante i pressanti e ripetuti solleciti e la diffida ad adempiere che Regione ha già posto in essere, da parte di quattro Ambiti territoriali, cioè Manfredonia, Vico del Gargano, San Ferdinando di Puglia e Gioia del Colle, che purtroppo pagheranno i cittadini interessati con l’inevitabile ritardo nella percezione dei rispettivi importi.


Inoltre non poche preoccupazioni per i tempi materiali di attivazione del ReD sta suscitando il caso di Taranto che non ha ancora completato, con una coda di quasi mille beneficiari, la sottoscrizione dei patti di inclusione per gli utenti ReD che già risultavano ammessi nel 2017.


La Regione, peraltro, sta lavorando in collaborazione con InnovaPuglia per attivare gia dal mese di luglio una nuova funzionalità sulla piattaforma regionale che consenta ai Comuni e agli Ambiti territoriali di procedere in autonomia per disporre i pagamenti con un dialogo diretto con INPS, che potranno anche essere mensili, se lo riterranno".

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Nel 2017 l'attività economica in Puglia è cresciuta in misura modesta per effetto soprattutto dell'andamento positivo dell'industria e dei servizi. E' quanto emerge dal documento 'L'economia della Puglia', redatto dalla sede di Bari della Banca d'Italia e presentato oggi alla stampa dal direttore della sede, Pietro Sambati, dal responsabile della divisione analisi e ricerca, Maurizio Lozzi, e dal ricercatore Vincenzo Mariani. "Il passo è lento e le ragioni - ha spiegato Sambati - sono soprattutto nella bassa produttività. E' una questione cruciale che deve trovare risposta con il rilancio degli investimenti, pubblici in particolare". La crescita dell'industria, con il fatturato incrementato dell'1,7%, è stata trainata dal siderurgico che ha beneficiato della ripresa dell'Ilva, i cui livelli produttivi rimangono tuttavia inferiori rispetto al periodo precedente le vicende giudiziarie.
    L'occupazione nel 2017, dopo l'aumento degli ultimi due anni, è rimasta stabile (0,3%).

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“Finalmente c’è la legge regionale contro i danni da fauna selvatica che colma un vuoto normativo durato decenni. Abbiamo fatto pressing affinché si passasse dalle parole ai fatti sul delicato tema della fauna selvatica che mette a repentaglio l’incolumità pubblica e arreca danni al settore agricolo e le nostre istanze sono state accolte e fatte proprie dal Presidente della IV^ Commissione consiliare, il consigliere Pentassuglia che ringraziamo per il lavoro svolto”, ha dichiarato il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, sull’approvazione all’unanimità in Consiglio regionale con 42 voti favorevoli alla Legge ‘Norme in materia di danni provocati dalla fauna selvatica, di tutela dell'incolumità pubblica e dell'ordine economico’. “Nel giro di dieci anni cinghiali e lupi sono raddoppiati – ha continuato Cantele - mettendo a rischio non solo le produzioni agroalimentari e l’assetto idrogeologico del territorio, ma anche la vita stessa di agricoltori e automobilisti, come testimoniato dai frequenti incidenti stradali, anche con feriti gravi. Valuteremo attentamente il testo approvato per verificare che gli emendamenti presentanti non ne abbiano modificato la ratio”.

Qualora le misure di prevenzione si rilevino inefficaci è previsto un efficace controllo faunistico, tramite le attività di contenimento numerico, allontanamento e controllo della fauna selvatica che si rendono necessarie perché gli imprenditori agricoli vivono uno stato di malessere che cresce in misura esponenziale e la preoccupazione aumenta – denuncia Coldiretti Puglia - se si considera la capacità di adattamento di cinghiali, lupi e storni ai cambiamenti ambientali, dato che sono comparsi anche in aeree da cui risultavano assenti da anni e stanno mettendo a rischio la stessa presenza e il lavoro degli agricoltori in molte zone della regione

“Abbiamo ritenuto indispensabile contribuire alla stesura di un dispositivo normativo perché in Puglia sono enormi i danni causati dalla fauna selvatica. I cinghiali distruggono le coltivazioni e attaccano gli uomini e gli animali allevati – ha precisato il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - come anche i lupi e i cani inselvatichiti, gli storni azzerano la produzione di olive e distruggono le piazzole, le lepri divorano letteralmente interi campi di ortaggi, i cormorani mangiano i pesci negli impianti di acquacoltura, con un danno pari ad oltre 11 milioni di euro”.

La legge passata in Consiglio prevede l'utilizzo di tutte le strategie venatorie ammesse dalla legge – spiega Coldiretti Puglia - per una presenza della specie compatibile con le esigenze ambientali, sociali ed economiche del contesto territoriale, con particolare riferimento alla salvaguardia delle colture agricole e forestali, prevenire i danni, riducendoli progressivamente attraverso la fissazione di soglie massime di danno realistiche, garantire la pubblica incolumità, sia per chi pratica tali forme di caccia che per chi frequenta gli ambienti rurali, mediante la formazione dei soggetti abilitati al prelievo, effettuare le misurazioni biometriche sui capi abbattuti, anche al fine di valutare ogni anno il potenziale riproduttivo della popolazione locale.

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Le misure straordinarie di contenimento della spesa farmaceu­tica sono partite dalle farmacie. Ma ora tocca agli ospedali, che dovranno risparmiare almeno 70 milioni l’anno ricorrendo in maniera marcata a ge­nerici e biosimilari e introducendo strategie mirate per le prescrizioni.

Lo prevede una delibera della giun­ta regionale che ha effettuato la ricognizione di quanto e soprattutto come si spende per i medicinali ospe­dalieri: parliamo di 676 milioni di euro, nel 2017, dai quali sono esclusi i farmaci innovativi oncologici coperti da un fondo ad hoc. Di questa somma quasi un terzo (poco meno di 180 milioni) è destinata ai farmaci an­titumorali, altri 145 milioni agli immunosoppressori, 53 agli antiemor­ragici e 45 agli antitrombotici. Non si tratta, ovviamente, di limitare l’accesso alle cure. Ma, in analogia di quanto è già stato fatto per le prescrizioni dei medici di base, bisognerà da un lato garantire l’uti­lizzo dei farmaci in base alle linee guida e, dall’altro, sfruttare meglio il potenziale di acquisto del servizio sanitario regionale: ovvero indicendo gare d’appalto aggregate per ottenere sconti maggiori sulle forniture. Tut­tavia l’istruttoria condotta dall’asses­sorato alla Salute ha fatto emergere, in analogia con quanto avviene per i medici di famiglia, un fenomeno tutto pugliese: «Pur essendo disponibili scelte a minor costo di altre, identificabili per lo più in molecole far­macologiche a brevetto scaduto (farmaci generici/biosimilari) all’interno di una stessa categoria di terapeutica, il trend delle prescrizioni mediche della Regione Puglia, rispetto alla media nazionale, è maggiormente orientato verso le scelte te­rapeutiche a più alto costo, determinando il mancato rispetto dei tetti di spesa definiti dallo Stato per l’acquisto diretto di medicinali». Insomma, anche in ospedale si tende a ricorrere al «griffato» anche quando esiste un generico equivalente che costa di meno. Stesso discorso per i farmaci bio­logici, quelli che costano di più in assoluto. A marzo l’Aifa (l’Agenzia del farmaco) ha chiarito che, ferma re­stando la responsabilità di scelta del medico, è ammissibile l’intercambia­bilità tra farmaco originario e far­maco biosimilare, e questo «tanto per i pazienti naive quanto per i pazienti già in cura». Vuol dire che anche chi è già in trattamento con un biologico «originale», e che fino ad ora per le vecchie linee guida aveva una sorta di diritto a proseguire, può essere trat­tato con il corrispondente farmaco biosimilare. Un esempio: una cura con l’infliximab (che si usa ad esem­pio per l’artrite reumatoide) costa circa 1.000 euro al mese, mentre uno dei corrispondenti biosimilari ha un costo inferiore del 30%. E oltre a un risparmio di spesa, il ricorso al bio­similare può garantire a un maggior numero di pazienti la possibilità di essere trattati con un biologico. Spetterà ai direttori generali met­tere in pratica le iniziative di con­tenimento della spesa farmaceutica negli ospedali. Puntando, tra l’altro, anche su strategie di prescrizione che privilegino «l’uso di medicinali con maggior rapporto costo/efficacia»: si tratta, soprattutto nel caso dei trat­tamenti contro il tumore, di iden­tificare le strategie migliori mettendo allo stesso tavolo medici farmacisti. In altre Regioni (ad esempio l’Emilia Romagna) lo fanno da oltre un de­cennio. Ogni centesimo risparmiato sulla spesa farmaceutica, peraltro, verrà destinato al finanziamento delle nuove assunzioni.

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Primo incontro e confronto ieri alla Fiera del Levante nel Padiglione della Regione Puglia con gli operatori turistici per avviare un processo di miglioramento qualitativo dell’offerta turistica pugliese che porterà alla costruzione di veri e propri prodotti turistici. L’Assessorato all’Industria Turistica e Culturale e Pugliapromozione hanno avviato un percorso di analisi e sviluppo dei PRODOTTI TURISTICI ed hanno selezionato con avviso pubblico tre esperti che accompagneranno gli operatori in questo processo.

“Progetti e prodotti turistici per fare una Puglia grande! E l’impegno che parte quest’anno con il Piano Puglia365. Come arrivarci? La strada la dobbiamo fare insieme con gli operatori turistici e grazie all’impegno della Regione e di Pugliapromozione, insieme con i tre esperti che abbiamo selezionato. Le premesse sono incoraggianti: nonostante il maltempo la sala è gremita di operatori questo pomeriggio per iniziare questo processo che porterà ad una organizzazione più efficace e innovativa dell’offerta turistica – ha affermato l’Assessore all’Industria Turistica e Culturale, Loredana Capone -  Oggi abbiamo beni, bellezze, bontà enogastronomiche. Dobbiamo trasformarli in prodotti turistici, aiutando gli operatori ad organizzarsi in reti, ad usare professionalità, competenze, capacità organizzative. Li accompagniamo con analisi, informazioni, formazione. Insieme agli esperti e alle associazioni di categoria E in questo percorso verrà fuori la Puglia migliore, più creativa e collaborativa”.

All’incontro, al quale hanno partecipato tantissimi operatori turistici della Puglia, erano presenti oltre all’Assessore Loredana Capone, i tre esperti, Roberta Garibaldi per il prodotto Enogastronomia, Fabiola Sfodera  per  Arte e Cultura, Pierfelice Rosato  per  Sport Natura e Benessere, il responsabile Prodotto di Pugliapromozione, Rocky Malatesta, coordinati da Luca Scandale, Responsabile del Piano strategico Puglia365. I tre esperti hanno fatto alcune riflessioni introduttive sui trend del turismo enogastronomico,  del turismo culturale e del turismo sportivo e naturalistico in Italia e nel mondo. Trovate le loro analisi sul sito dell’Agenzia Pugliapromozione nella sezione “Scopri i prodotti turistici”  www.agenziapugliapromozione.it/

L’incontro ha aperto un confronto che proseguirà con dei focus di approfondimento che verranno organizzati nei vari territori della Puglia durante l’autunno.

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