Silvestri gas
Martedì, 23 Ottobre 2018 15:30

Cari sindaci, ora serve il brand “Costa del Gargano”

 

Carissimi ed Illustrissimi Sindaci del Gargano,

 sicuramente sarete a conoscenza della presentazione in Fiera del Levante, solo un mese fa, di un percorso di Unione dei Comuni della Valle d’Itria. Protagonisti di questo evento i comuni di: Alberobello, Ceglie Messapica, Cisternino, Locorotondo, Martina Franca ed Ostuni. A supporto del progetto anche l’assessore regionale all’Industria del Turismo e della Cultura Loredana Capone. La domanda, carissimi Sindaci, sorge spontanea a cosa aspettiamo a far nascere la Costa Garganica?

Nella presentazione l’assessore al Turismo della Regione, Capone ha tenuto a sottolineare che: «La Valle d’Itria ha un bellissimo paesaggio e bellissimi borghi, ma anche operatori culturali che sanno puntare ad offerte di qualità. Fino a qualche anno fa il turismo in questa zona non era organizzato. Adesso vogliamo puntare all’industrializzazione del turismo anche qui, dando al turista quello che chiede: esperienza, accoglienza, enogastronomia. Siamo orgogliosi – ha rimarcato- di quello che Valle d’Itria ha e di come si valorizza quello che si ha in questa area. Area che auspichiamo possa diventare cuore della Regione». Il Gargano è da meno?

Per la verità, l’idea di una “Città Gargano” che divenisse sistema, possibilmente non solo sotto l’aspetto turistico, è abbastanza datato. Gli anni sono trascorsi. Perché continuare a sopravvivere alla nostra atavica rassegnazione? Tanto per citare l’economista Gianfranco Viesti: “Ci sono parti del Mezzogiorno che corrono di più, che sono caratterizzati da tassi di dinamismo imprenditoriale più consistenti rispetto ad altri. Questo sud che corre di più è giusto e naturale che abbia livelli di rappresentanza politica-economica più adeguata”. La velocità di crescita del Gargano fuori dal suo ambito viene chiaramente percepita e letta, ma continuiamo a non avere adeguata rappresentanza e ottimismo, ma forse, basterebbe solo una comunione d’intenti. Il Gargano rappresenta sicuramente quel pezzettino del Mezzogiorno nuovo, come quell’area di speranza che corre di più. E Voi, carissimi Sindaci, lo sapete benissimo. Il Gargano, inutile girarci attorno, e lungi da presunzione e arroganza, necessita di strategie che si liberino dai lacci ofantini, baresi e salentini, semplicemente perché siamo garganici.

Siamo un'altra cosa.

Questo è l’elemento chiave che dovrebbe spingerci ad insistere per far nascere il brand della COSTA GARGANICA.

Il nostro storico isolamento e l’ancora attuale tragica carenza di collegamenti tra i vari e numerosi Comuni del nostro territorio hanno contribuito ad amplificare e consolidare una evidente diversità di interessi, di scelte, di strategie. Questa difficoltà, pur in evidente stato di attenuazione, ha fatto perdere di vista anche la soluzione delle problematiche comuni, che sono tante, relegando il Gargano, non solo sotto il profilo della rappresentanza, al ruolo di cenerentola nel panorama regionale. E’ evidente a tutti come il Salento ci abbia surclassando in tutti i settori pur non disponendo di pari potenzialità territoriali: in quell’ambito, anche se formalmente, il sistema è già in atto, il progetto Valle d’Itria ne è una ennesima evidente testimonianza. Pubblico e privato concorrono allo sviluppo, gli enti sovracomunali investono fortemente nella cultura del territorio, la classe politica in generale è molto più visibile ed incisiva. Ne scaturisce un’immagine forte, più della realtà, con una comunicazione costante ed efficiente. Il boom del Salento è oggi un dato costante in quanto comunicato e partecipato: la realtà è diversa e dimostra, se approfondita in termini turistici, che i flussi turistici sul Gargano sono maggiori e costanti. La nostra carenza è nel non saper comunicare adeguatamente la nostra offerta turistica, di non saperla ordinare, di non possedere una strategia di sviluppo studiata, condivisa e sostenuta. Questa ampia parentesi sul Salento, che non è Lecce, Gallipoli, od Otranto, ma semplicemente SALENTO, serve ad evidenziare i nostri errori, serve a rendere l’idea di cosa è necessario fare per evitare che i progetti di ognuno dei centri del Gargano ammuffiscono nella nostra testa o nella burocrazia non solo dei palazzi regionali. Diamoci una mossa. Il trasloco da un’economia contadina a quella imprenditoriale è avvenuto. E’ il momento della convinzione. Fare un deciso passo verso la concreta volontà di collaborazione. E’ necessario, anzitutto, rimuovere con decisione perplessità, paure, furbizie, da primi della classe e porsi con nuovo spirito e nuova mentalità rispetto alla domanda economica e sociale che è articolata, composita e di difficile soddisfazione. Ciascuno di VOI o noi, singolarmente, dal politico di turno o imprenditore: piccolo o grande, è obiettivamente impossibilitato a dare risposte articolate e composite: è necessario unire le singole esperienze, i singoli progetti, i singoli interessi, le singole visioni per aprirci con dignità e serietà ad una realtà che cambia troppo in fretta e che, con la stessa fretta, chiede le risposte. E se non saremo in grado di rispondere, le domande saranno rivolte altrove, come purtroppo, in parte, già avviene. Passare dall’idea di un campanile all’idea di un territorio. Con questa logica, la logica dello stare insieme, si comincia a fare sistema e la Costa del Gargano può e deve rappresentare il primo momento della creazione di uno sviluppo ordinato e un turismo più qualificato. E’ tempo di cogliere la grande opportunità di una nostra unione, una unione che coinvolga l’intero Gargano… DOVE IL MARE È SOLO L’INIZIO e far nascere un vero nostro brand: LA COSTA DEL GARGANO.

Abbiamo bisogno di essere tutti più vicini sui temi seri dei trasporti, della viabilità, della sanità, delle comunicazioni: il problema dei trasporti aerei non può trovare soluzione solo a Foggia o Bari; va discusso e condiviso con il mondo produttivo.

Va “messo a fuoco” il ruolo del Gal e le sue competenze originarie che riguardano la ruralità il cui potenziamento rappresenta oggi una nuova e forte opportunità turistica.

Va, di converso, consolidato il ruolo del Parco Nazionale del Gargano che è l’attuale vero fiore all’occhiello (inutilizzato) del nostro territorio. Bisognerà operare una scelta di principio tra turismo di qualità ed improvvisazione. Tra turisti e viaggiatori. Passare definitivamente dall’economia della fatica a quella della conoscenza. Sia chiaro: ogni progetto ha necessità di avere basi finanziarie su cui camminare. Ed è importante avere non solo il supporto dei Comuni ma anche della Regione e degli operatori economici, attivando una collaborazione verticale,verso gli enti, ed orizzontale verso chi opera nel settore.

Un nostro Sistema che promuova solo grossi eventi, o meglio manifestazioni che ci portano sui grossi media. Per questo è auspicabile una sorta di “coordinamento della comunicazione”. Ri-partire da un tavolo comune che vivisezioni la legge quadro sul turismo e butti le basi per una strategia comune di marketing, anzi, di INFOMARKETING, che porti finalmente alla nascita di un vero nostro brand.

 Un sistema che metta in rete strutture turistiche, villaggi, alberghi, b&b, ristoranti e servizi del Gargano, sotto un unico marchio. Partendo da cose concrete, mantenendo la nostra identità e mettendola a servizio delle innovazioni.

   Oggi più che mai il rapporto tra turismo e comunicazione è forte e inscindibile. Un Gargano che venga raccontato tra immagine, immaginario e immaginazione.

Immaginiamo di ordinare un percorso lento lungo il Gargano che recuperi e valorizzi i nostri tesori culturali, architettonici, paesaggistici (sedimentati in leggende, nomi, riti, calendari, saghe, canti, ordinamenti urbanistici, enogastronomia, artigianato, figurazioni di genti e della morte). Finalmente no alla sovrapposizione degli eventi nel corso dell’estate. È il primo passo per consentire a tutti, visitatori e residenti, di vivere il territorio senza dover scegliere a quali eventi partecipare. È un processo culturale che va seguito e sostenuto provando ad unire ancora di più le forze per migliorare l’accoglienza turistica e la fruibilità del nostro territorio: dalla pulizia ai parcheggi a servizi dei centri, fino ad una politica dei prezzi che deve tutelare residenti e visitatori ed alle infrastrutture. Senza dimenticare il recupero ed il rispetto delle nostre architetture.

Far partire un progetto di fidelizzazione tramite l’utilizzo non solo di un sito, una app, ma di una Carta Garganica. Una sorte di documento di viaggio che incoraggi, sproni e accompagni l’ospite sul posto, nelle diverse località del nostro Gargano, mettendolo in condizione di rafforzare il proprio immaginario, vivendo a pieni polmoni la vacanza.

Finalmente lo strumento Costa Garganica per passare al Turismo Responsabile.

Non ci si può sempre lamentare come persone che non hanno speranza.

A Voi i rispettosi saluti di buon lavoro.

ninì delli Santi

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