Silvestri gas
Martedì, 08 Gennaio 2019 08:39

Ciao a tutti, io esco. Facebook, così sono riuscito a lasciarlo. I 4 passaggi: per far un “lavoro pulito” bisogna salutare, scaricare i dati, eliminare l’account e aspettare.

In questi anni di rivoluzione digitale, Facebook è stato forse lo strumento più innovativo, la piattaforma che ha cambiato per sempre le relazioni tra persone, lontane e vicine. Amicizie virtuali che in una fotografia con chiari e scuri hanno modificato distanze e rapporti, ponendo le basi per una società diversa. Nel mondo ci sono 2,3 miliardi di utenti attivi nel social network, in Italia siamo oltre 31 milioni. Meno una unità, da oggi. Il 2018 è stato senz’altro l’anno peggiore per Mark Zuckerberg tra i 14 di storia della sua creatura: molti gli scandali (su tutti, quello di Cambridge Analytica), continui i furti di dati. I nostri dati. Ma i molti passi falsi di Facebook, vissuti da molti come «tradimenti» di un patto in realtà mai sottoscritto dalle parti, non c’entrano con la mia decisione. Che è la conseguenza di una riflessione sul tempo destinato al mondo digitale e inevita­bilmente sottratto a quello reale. Ad aiutarmi ci ha pensato proprio quella Silicon Valley dove nascono i sogni elettrici. Il movimento «#DeleteFacebook» è nato lì, così come i nuovi contratti «no smartphone» da far firmare alle baby­sitter per tenere lontani dagli schermi i figli. A Cupertino è stato poi creato il software per iPhone chiamato «Tempo d’utiliz- zo» per monitorare il tempo che passiamo con occhi e cervello sul telefono. Installato a settembre, in media viaggiavo sulle 2 ore e mezza al giorno. Troppe. Mi sono ripromesso di mettermi a dieta, limitando gli alimenti con maggior apporto calorico. Un videogioco addictive, e Facebook. Ma quella con il social network, negli anni, è diventata una vera relazione a due. Più mi allontanavo, più la controparte si faceva insistente per riportarmi da lei. Notifiche a pioggia, ricordi stuzzicanti, anniversari di amicizie, compleanni, citazioni e ogni sorta di sottoschema che andava a costruire un rapporto stratificato e complesso. Come in ogni relazione, dunque, c’era una sola soluzione possibile: chiuderla, definitivamente. Ecco come.

II saluto alla comunità

La fine di un rapporto va innanzitutto dichiarata, per onestà e come paracadute nel caso di ripensamenti. Quello con Facebook non è mai stato amore, ma certo c’era tanta amicizia. Alcuni rapporti digitali belli, altri utili, eterni ritorni e vecchi compagni di vita dati per persi. Altre amicizie erano detestabili, alcune «fake» da parte di bellissime donne che stranamen­te mi cercavano solo su Facebook. Il 22 dicembre li ho salutati tutti: «Ciao, io esco». Cosa è successo dopo, su quel post, non lo so. E la curiosità è tanta. Ma indietro non si toma.

Scaricare i propri dati

Il secondo passaggio è servito a rafforzare la deci­sione. Con la schermata di Facebook davanti, sono andato sulle «Impostazioni» (nel menù in alto a de­stra) e ho cliccato la terza opzione, «Le tue informa­zioni su Facebook». Da qui è possibile gestire tutto quello che il social network ha immagazzinato su di noi negli anni. Il mio obiettivo era «Scaricare le tue informazioni», la seconda voce. È un po’ come por­tare via calzini e fotografie dalla casa che si sta la­sciando, con la differenza che scaricare tutto quello che Facebook sa di noi non equivale a cancellarlo dai server della piattaforma. Quello lo faremo dopo. Po­chi secondi di tempo, ed ecco un file da oltre 400 mega: fotografie, like, post, commenti, ricerche e utilizzi di app correlate. Dieci anni circa di relazioni digitali, e di tanti dati personali, raccolti e ordinati in cartelle. Prima di chiudere per sempre, volevo ve­dere, ricordare, magari conservare. La morbosità dei dettagli sulla mia vita raccolti da Zuckerberg era così tanta che non ha fatto altro che consolidare l’idea della fuga.

L’eliminazione dell’account

Siamo arrivati così al passaggio catartico: l’elimina­zione dell’account. Niente di complicato, a livello pratico (ma attenzione: se avete app collegate a Face­book, dovrete accedervi con altre credenziali. Fatelo prima di cancellarvi). Menù in alto a destra, Imposta­zioni, quindi «Le tue informazioni su Facebook». Ora la scelta cade sull’ultima voce: «Elimina il tuo account e le tue informazioni». La finestra che si apre è piuttosto informale: «Se vuoi eliminare in modo permanente il tuo account Facebook, faccelo sapere». Sotto due op­zioni: disattivare l’account, che non significa cancellarlo ma solo ren­derlo dormiente; scari­care le informazioni, passaggio che abbiamo già fatto. Sotto, in blu, il pulsante «Elimina l’account». Una schermata chiede di inserire la pas­sword per confermare la scelta. Una volta scritta per l’ultima volta, il dado è tratto. 0 quasi.

L’attesa di 30 giorni

Perché Facebook non molla. E visto il fatturato an­nuo da oltre 40 miliardi di dollari derivante dalla ven­dita degli utenti come prodotto, sarebbe strano pen­sare il contrario. Come una ex compagna generosa (e disperata), il social network ci dà 30 giorni di tempo per cambiare idea. Un limbo tentatore: il mio scadrà il 21 gennaio prossimo. Basta un cenno, in questo ca­so accedere nuovamente al proprio account, per can­cellare la scelta di eliminazione. La schermata di Fa­cebook con il login è lì davanti a noi, per invitarci a farlo. Nel dubbio arriva anche una mail riepilogativa di quanto fatto che si chiude con un tasto blu che spinge a tornare sui propri passi. Resistere, resistere, resistere. E chiudere sul browser la paginata di Face­book, nonché cancellare subito l’app dal telefono, che l’abitudine è dura a morire. Il mio conto dei mi­nuti sul telefono è sceso a un’ora e mezza. Ancora tan­to ma un pò di tempo ora l’ho liberato.

Federico Cella

@VitaDigitale

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