Venerdì, 21 Settembre 2018 17:17

Occupazione abusiva immobili – DOPO LA CIRCOLARE DEL VIMINALE, DALLA PREFETTURA LE INDICAZIONI AI COMUNI PER GLI SGOMBERI

Entro il 20 settembre la Prefettura di Foggia aveva chiesto ai Comuni di Capitanata un primo punto di situazione sullo stato del fenomeno dell’occupazione abusiva immobili con l'indicazione delle iniziative avviate. La richiesta era inserita in una comunicazione che il Prefetto di Foggia, Massimo Mariani, aveva inoltrato ai Sindaci, a seguito della circolare che lo scorso 1° settembre il capo di Gabinetto del ministero dell’Interno Matteo Piantedosi aveva inviato a tutti i Prefetti d’Italia per fornire indicazioni in tale materia.

Nel documento si specifica che “ai fini preventivi, per migliorare l’azione di contrasto del fenomeno, si rende necessario che gli Enti pubblici proprietari di immobili temporaneamente inutilizzati si attivino per l'approntamento di tutte le misure di difesa passive occorrenti alla tutela, dei loro beni. volte a scoraggiare ogni forma di indebita intrusione negli stessi”.

Per quanto concerne gli sgomberi, per assicurare la massima tempestività dell'iter istruttorio preordinato all'esecuzione vengono esposti specifici indirizzi.

Attività propedeutica allo sgombero deve essere il censimento degli occupanti, che deve essere condotto sotto la regia dei Servizi sociali comunali nelle forme ritenute più adeguate in relazione alle singole fattispecie, in modo da acquisire un complessivo quadro della situazione e, in particolare, delle ricadute sul piano sociale e su quello della tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica derivanti dall'esecuzione dello sgombero.

Il censimento dovrà essere finalizzato alla possibile identificazione degli occupanti e della composizione dei nuclei familiari, con particolare riguardo alla presenza all'interno degli stessi di minori o altre persone in condizioni di fragilità, oltre alla verifica della situazione reddituale e della condizione di regolarità di accesso e permanenza sul territorio nazionale.

“Si tratta di interventi – spiega la Circolare ministeriale - che, nella misura in cui siano ritenuti sufficienti ed adeguati dai competenti uffici comunali, sulla base di una ponderata valutazione, avuto riguardo anche alle possibilità in concreto dell’Ente, non potranno essere considerati negoziabili. Per tutti gli altri occupanti che non si trovano in situazioni di fragilità, invece, potrà essere ritenuta sufficiente l’assunzione di forme più generali di assistenza, da rendersi nell’immediatezza dell’evento. Ad esempio, potranno essere individuate strutture provvisorie di accoglienza ove poter collocare gli occupanti per il tempo strettamente necessario all’individuazione da parte loro di soluzioni alloggiative alternative”.

Infatti, pure alla luce della più recente giurisprudenza è da ritenersi che, nel contemperamento dei diversi interessi che vengono in rilievo in relazione agli sgomberi, il diritto di proprietà receda limitatamente ed esclusivamente a fronte di quelle situazioni che possono pregiudicare l’esercizio da parte degli occupanti degli impellenti e irrinunciabili bisogni primari per la loro esistenza, collegati a una particolare condizione di vulnerabilità.

Nella fase successiva allo sgombero, poi, sarà cura degli enti preposti compiere valutazioni più approfondite e individuare le soluzioni che possano permettere via via di sostenere i percorsi d’inclusione sociale delle persone in situazioni di fragilità, anche all’interno di complessive strategie di intervento condivise con le Regioni.

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