Domenica, 24 Dicembre 2017 11:47

Manfredonia/ Ieri la cerimonia di dedicazione della 13° parrocchia affidata al viestano don Sandro Rocchetti. Svolgerà anche funzioni sociali.

Una nuova chiesa de¬dicata a San Pio da Pietrelcina. Sorge, nei nuovi comparti edilizi a nord dell’abitato, in viale Europa dell’insula CA4. Eretta canoni¬camente parrocchia nel 2011 affidata a don Alessandro Rocchetti, è rimasta allocata in locali in affitto. Nel giugno scorso è stata posta la prima pietra della nuova chiesa e ieri nei primi vespri della IV domenica dell’Avvento, l’arcivescovo mons. Michele Castoro ha presieduto la solenne liturgia della dedicazione della nuova chiesa parrocchiale, la tredicesima di Manfredonia. La dedicazione di una chiesa è un rito solennissimo con cui il vescovo consacra al culto di Dio l’edificio della chiesa, così sottraendolo ad ogni uso profonde convertendolo in casa di Dio e luogo di adorazione. “La Chiesa par¬rocchiale - ha spiegato l’arcivescovo Castoro - è la casa della preghiera, la scuola della Parola di Dio e la palestra dell’amore fraterno”. Non sempre la dedicazione coincide con la costruzione. La chiesa della Madonna del Car-mine, ad esempio, è stata eretta nel 1818 ma solo il 5 agosto del 1904 è stata dedicata. Anche la chiesa cattedrale, direttamente discendente dalla cattedrale di Siponto, parrocchia ab immemorabili, sede del capitolo dal 1327, è stata dedicata il 27 maggio 1677:37 anni dopo la sua costruzione avvenuta nel 1640. Sono bastati solo 567 giorni per costruire il corpo della nuova chiesa, mentre il resto del complesso, aule per il ministero pastorale, canonica, auditorium, oratorio e quant’altra dotazione di servizi essenziali ad uso dei nuo¬vi quartieri di espansione della città, saranno approntati entro la primavera prossima. Anche questa struttura ecclesiastica è stata realizzata grazie ai fondi dell’otto per mille. L’impianto generale della struttura è opera dello studio romano dell’architetto Maddalena Terenzi, ma la realizzazione è un lavoro a più mani che ha coinvolto le istanze teologiche di don Alessandro Rocchetti validate dal Comitato Cei per l’edilizia del culto, le esigenze dell’ufficio tecnico della diocesi, i progettisti, artisti, tecnici vari, assieme all’Ufficio della direzione lavori, l’impresa e le maestranze. La matrice formale della chiesa è a pianta cruciforme con chiara valenza simbolica: una croce greca ottenuta con moduli quadrati, perfettamente iscritta in un cerchio. Il quadrato rappresenta la terra, il cerchio il cielo. Una sintesi della tradizione pugliese che si ispira alla tipologia ideale occidentale dello spazio longitudinale, con la memoria orientale delle chiese a pianta quadrata.
“La costruzione di questa chiesa - annota il parroco don Alessandro - segna un punto di arrivo ma anche di partenza in una comunità che sta crescendo e per un quartiere ancora quasi del tutto privo di luoghi per la vita sociale. La vera sfida sarà ora quella di non sistemarsi comodamente nel nuovo e spazioso edificio, ma vivere sempre la dimensione del¬la missionarietà e della vicinanza concreta alle gioie e ai dolori della gente”.

Michele Apollonio

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