Mercoledì, 07 Febbraio 2018 08:12

Vieste/ 4 MARZO 1943 2018

“Ma che politica è questa? Qual è la differenza tra sinistra e destra? Cambiano i ministri ma non la minestra...”. Fa più o meno così uno dei brani italiani più in voga del momento, pezzo che calza a pennello con ciò che il nostro Paese andrà finalmente ad affrontare il prossimo 4 marzo: il voto. La canzone, come gran parte di noi sa, è cantata da Ghali, un ragazzo italo-tunisino, che nonostante sia nato a Milano, se dipendesse dalla volontà di qualche politico, senza fare nomi, non dovrebbe essere neanche in mezzo a noi, figuriamoci con tanto di cittadinanza italiana. Ma questa è un'altra storia...
La responsabilità che ogni italiano ha, in particolar modo noi giovani alla primissima esperienza alle urne, è quella di evitare che populismi e demagogie possano avere la meglio sulla democrazia così faticosamente conquistata dai nostri antenati e che al giorno d’oggi appare più in pericolo che mai.
Come ha recentemente ribadito il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso di fine anno, i nati nel 1999 si apprestano anche loro a combattere la propria “battaglia”, con le dovute proporzioni con chi, un secolo fa, è stato costretto a combattere per un qualcosa di ben più grande: la Prima Guerra Mondiale. Ricordiamoci che questo è il periodo più lungo di pace che l’Europa abbia mai vissuto, ed è nostro dovere difendere questo status, sempre però con un occhio di riguardo al di fuori della nostra area protetta, verso i conflitti e le minacce che stanno facendo tremare un mondo che, seppur sembri così lontano, è lo stesso in cui noi stessi soggiorniamo.
Per noi giovani, appena maggiorenni, ancora lontani, ma non troppo, dal mondo del lavoro, il voto appare come un’entità ignota e difficile da comprendere; conosciamo i nomi dei candidati, le loro ideologie, ma c’è anche, molta, tanta confusione e opinioni al dir poco contrastanti su quel che davvero occorre all’Italia.
Noi siamo la generazione cresciuta durante la crisi, quella che ha imparato a risparmiare, a puntare sulla scelta di una scuola, di un percorso, che ci conduca in un campo in cui sia più facile trovare un lavoro, per quanto questo sia possibile.
Noi siamo i ragazzi che hanno testimoniato il susseguirsi di quattro governi non eletti, il caos generale della politica del Belpaese, e che vengono anche accusati di non interessarsi abbastanza di affari pubblici ed economia,quando magari sono quest’ultimi che non si preoccupano di noi.
È giunto il momento che i partiti e che anche i ragazzi stessi facciano i conti con quella che è la realtà attuale, con la speranza che sia giunta la vera ora della rinascita per un Paese, come il nostro, che in passato è stato fin troppe volte preso in giro.
Infine, ci preme ricordare che questo articolo non lede in alcun modo a quelle che sono le attività di campagna elettorale di ciascun partito o movimento; abbiamo studiato e sappiamo cosa vuol dire essere in par condicio, tuttavia le nostre sono solo considerazioni che dei giovani fanno sulla situazione politica attuale. Bisognerà cominciare anche a fare i conti con esse...

ANDREA CARIGLIA,

FEDERICA PASTORE

VA LICEO SCIENTIFICO

 

 

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