Lunedì, 24 Luglio 2017 14:37

Il 24 luglio 2007 di Ondaradio

“Ninì, qui c'è l'apocalisse!!!”

La sigla del giornale radio di mezzogiorno l'avevamo appena tolta ed eravamo pronti ad uscire dalla redazione quando la telefonata di Fabrizio Losito faceva cambiare i piani della nostra giornata, segnando per sempre i ricordi legati al 24 luglio. Era in prima linea, Fabrizio, a pochi metri dal fuoco arrivato ormai all'ingresso della sua Peschici, spinto dalla forza del vento forte e caldo che lo stava alimentando. Il suo tono di voce raccontava la concitazione di quei momenti, la paura e contemporaneamente l'impotenza davanti a tanta forza. Ogni espressione da lui usata era pesante quanto un macigno, infuocato per giunta: apocalisse, finimondo, putiferio! Quanto di meglio per trasmettere in quei pochi secondi al telefono la gravità di ciò che stava accadendo, e di farcelo vivere.

“Edizione straordinaria, subito!” 

Nel computer tutti avevamo notato il file “Sigla GR edizione straordinaria” ma nessuno l'aveva mai aperto (e a 10 anni di distanza continuiamo ancora a chiederci cosa avesse di diverso da “Sigla GR”...). Era appena partita la prima edizione straordinaria del giornale radio di Ondaradio, e toccava al direttore condurla. “Abbiamo in linea Fabrizio Losito da Peschici. Fabrizio, cosa sta succedendo?”. Secco, senza anticipare niente, senza togliere nemmeno un attimo al racconto della tragica realtà che lui stava vivendo, e che noi stavamo per vivere con lui, tramite lui. E altrettanto secca giungeva la risposta: “Sta succedendo il finimondo, l'apocalisse”. Tornavano quei macigni infuocati, questa volta non solo in una chiamata privata ma in diretta radio. E ancora: “Scoppi di bombole di gas posizionate nei magazzini dei fratelli Mongelluzzi che sono state toccate dalle fiamme impetuose e che hanno invaso tutto il territorio circostante la cittadina di Peschici”. Non serviva altro. Il prosieguo del racconto aggiungeva sbigottimento e rabbia in noi, noi che eravamo al fresco di ben due condizionatori, ignari che fuori il vento da sud stava facendo salire i termometri oltre i 40 gradi. E quel vento incandescente non stava dando tregua nemmeno a Vieste, costringendo all'evacuazione alcune strutture turistiche sul lato sud, minacciate da fiamme appiccate da delinquenti senza scrupoli.

“Sandro, tocca a te”

Aveva aperto l'edizione straordinaria Ninì, ma sentiva di dover lasciare il microfono a chi ha più parlantina di lui, ma soprattutto aveva capito che doveva prendere l'altro telefono e attivare tutta la squadra di collaboratori da dislocare sul territorio. Tra i primi ad intervenire in diretta, Saverio Serlenga si preoccupava di dare preziosissime indicazioni agli sfollati su quali strade poter percorrere per mettersi in salvo. E intanto Fabrizio proseguiva con il suo drammatico racconto: “Evacuato il villaggio Julia”, “C'è una emergenza incredibile al San Nicola” fino ad arrivare a “Brucia anche il cimitero di Peschici. Neanche i morti troveranno pace”.

“Dove sono i soccorsi?”

Se lo chiedevano tutti, cittadini e rappresentanti delle istituzioni, tutti col naso all'insù in attesa di veder arrivare aerei ed elicotteri. Inutilmente. Si perché erano tutti a terra, fermi all'indomani dal decesso del pilota di un Canadair caduto durante le operazioni di spegnimento di un incendio in Abruzzo. Ma l’opera eroica dei volontari era già incessante: era una lotta impari quella che contrapponeva un gruppo di uomini armati di qualche autobotte, contro le fiamme alimentate dal forte vento, ma nessuno osava sottrarsi; per qualcuno le ferite da ustioni sono rimasti segni indelebili sui propri corpi nonostante interventi chirurgici e anni di cure. Nella diretta veniva coinvolto l'allora presidente del Parco del Gargano Giandiego Gatta, nero dalla rabbia perché appena pochi giorni prima aver ricevuto spallucce dal Ministero alla sua richiesta di rafforzamento di uomini per presidiare il territorio.

“Stiamo aprendo i centri accoglienza”

Se dal cielo non arrivavano aiuti, a terra si moltiplicavano le iniziative per dare sollievo e riparo a chi da quelle fiamme era stato costretto a scappare abbandonando ogni bene personale, da un paio di sandali all’automobile. Molti, sorpresi in spiaggia dall'incendio, erano stati costretti a rifugiarsi in mare e a farsi trasportare a Vieste dalle tante imbarcazioni che si erano messe a disposizione: tra queste, quelle che fanno il giro nelle grotte ma anche il catamarano appena rientrato da Tremiti e tornato a Peschici per trarre in salvo i fuggitivi. Il sindaco viestano Ersilia Nobile interveniva in trasmissione per chiedere la collaborazione dei suoi concittadini: “Stiamo aprendo le scuole per allestire i centri accoglienza; chiunque voglia dare il proprio contributo sarà il benvenuto”. E i viestani hanno dimostrato di avere un cuore enorme: coinvolti per la prima volta in una emergenza, hanno lasciato le proprie abitazioni per diventare abili soccorritori, impeccabili nell'accogliere, coccolare, accudire, rifocillare, sfamare e soprattutto tranquillizzare centinaia di fuggitivi, molti giunti semplicemente scalzi e in costume da bagno. Venivano aperti ben sette centri di accoglienza, e tra questi uno esclusivamente per gli anziani e uno per i bambini giunti senza genitori, all’interno di un asilo nido.

“Abbiamo bisogno di...”

Avevano bisogno di tutto: di bere, di mangiare, di qualcosa da indossare e da mettere sotto ai piedi, ma anche di sapone e docciaschiuma, pannolini per neonati, giocattoli per bambini e tanto, tanto altro. Ogni centro di accoglienza si era dotato di un impianto sonoro per trasmettere la nostra diretta, irradiata anche da ogni bar del paese, in modo da far sentire i nostri appelli e i nostri suggerimenti a chi arrivava a Vieste. Francesca Toto, Checco Pennelli e Michele Mascia con i microfoni avevano dimestichezza e dai centri di accoglienza in cui si trovavano facevano collegamenti per elencare ciò di cui avevano bisogno, ma come loro facevano anche improvvisati corrispondenti, altrettanto bravi e convincenti, capaci di far giungere di tutto ai propri assistiti, e tutto in abbondanza. Si arrivava addirittura a vedere donne truccate dopo aver fatto la doccia o che chiedevano di poter abbinare la maglia al gonnellino.

“Ci sono mamme disperate che non riescono a trovare i propri figli”

L'aver trovato riparo non aveva, però, risolto tutti i problemi: nelle fasi concitate dei soccorsi le famiglie venivano inevitabilmente smembrate e dislocate in vari centri accoglienza, con molti figli lontani sistemati lontani dai propri genitori. E quando veniva ufficializzato il ritrovamento di alcuni cadaveri, la preoccupazione diventava terrore. Dai centri accoglienza i nostri corrispondenti scandivano i nomi di chi aveva necessità di ricongiungersi o di rintracciare i propri cari, elenchi ripetuti fino allo sfinimento da Sandro Siena ed Antonio Troia che si alternavano nella diretta, mai interrotta da canzoni (se non per esigenze tecniche), ma neanche da spot pubblicitari. Gli unici sorrisi, in una giornata così drammatica, giungevano solo quando ci veniva comunicato che avevamo ricongiunto mamma, papà e figli. Stanchi e digiuni, avremmo proseguito ad oltranza ma ci trovavamo costretti ad interrompere la nostra diretta per un black-out che aveva colpito l'intero quartiere. Senza rendercene conto, erano passate più di nove ore.

“Ne avremmo fatto volentieri a meno…”

La successiva visita nei centri accoglienza viestani ci faceva vedere ciò che avevamo raccontato per l'intera giornata: in ogni plesso scolastico c'erano decine di volontari, aule adibite a magazzini traboccanti di prodotti donati da privati, commercianti e ristoratori, e soprattutto centinaia di sfollati, finalmente salvi, finalmente ricongiunti, finalmente sereni. E quant’era bello vedere i propri abiti indossati da sconosciuti? La soddisfazione per aver aiutato quelle persone riempiva i cuori di chiunque aveva dato il proprio contributo, noi compresi, ritrovatici a svolgere il ruolo di coordinatore di una macchina organizzativa mai progettata ma perfettamente funzionante. Di quella nostra diretta-fiume ne hanno parlato il sito del Corriere della Sera (con tanto di link al nostro sito per diffondere la diretta streaming), quotidiani e periodici locali e nazionali, un paio di tesi di laurea e il libro “Terra bruciata” del giornalista foggiano Piero Russo che definì la nostra diretta “degna della CNN”, e detto da chi ha lavorato nella redazione della nota emittente televisiva Euronews fa decisamente piacere. Ma ne avremmo fatto volentieri a meno! Avremmo preferito rimanere nell'anonimato in cambio della salvezza di vite umane ed animali, boschi, villaggi, automobili e di tutti i beni personali spazzati via da quelle fiamme.

“Perché?”

Nella notte cambiava il vento, e al bollente garbino subentrava il fresco maestrale: le fiamme venivano spinte nella direzione da cui erano appena arrivate e non trovando più nulla da bruciare, erano costrette a soccombere nella sfida con gli uomini. O meglio, dopo aver dimostrato di essere più forte, la natura aveva deciso di rinunciare alla sfida. Molti sfollati erano stati trasferiti per trascorrere la notte in alcune strutture turistiche di cittadine garganiche non coinvolte dai roghi (San Giovanni Rotondo in primis) e tanti volontari erano riusciti a tornare nelle proprie case a godersi il meritato riposo dopo una giornata così faticosa, tanto fisicamente quanto emotivamente. Ora che la tranquillità era tornata ad abbracciare tutti, alle dieci noi di Ondaradio iniziavamo un lungo speciale di “Alta marea”, con Ninì in regia, Antonio in studio e il resto della truppa dislocata qua e là per raccogliere testimonianze e commenti su quanto accaduto poche ore prima. Ore di interventi, racconti, emozioni conclusesi senza riuscire a dare una risposta alla più semplice delle domande: “Perché?”. Nei giorni successivi, mentre si faceva il conto dei danni subiti, i media pian piano spegnevano i loro riflettori sul territorio garganico e gli amministratori pubblici rilasciavano dichiarazioni per ringraziare chi si era prodigato nel rendere meno amara quella tragedia. Qualcuno, abilmente, aveva deciso di ignorare quanto fatto dai “propri cugini” esaltando sulle televisioni nazionali esclusivamente l’operato (altrettanto lodevole e meritorio) dei “propri fratelli” e di chi aveva offerto il rifugio agli sfollati, ma dopo essere stati accolti ed accuditi da altri. Ma non fa niente, la solidarietà si fa in silenzio e la gloria la lasciamo a chi ne ha bisogno.

“C’è un nuovo incendio…”

A quel 24 luglio, faceva seguito un nuovo incendio quello nella notte del 30 agosto, quando ad andare in fumo fu la pineta che univa Baia di Campi con la torre di San Felice. La mano violenta di chi aveva già inferto una dura ferita al territorio garganico non era ancora soddisfatta, maledetti! Una telefonata del segretario del Sindaco di Vieste ci chiedeva di fare una nuova diretta, iniziata per le 22:30 e terminata dopo appena un paio di ore. Fortunatamente le poche strutture turistiche presenti in quel tratto di costa non venivano coinvolte dalle fiamme e tutto si concludeva senza evacuazioni e senza aprire centri accoglienza.

“Chi sa è colpevole come chi fa”

Sono passati dieci anni da quell’indimenticabile 24 luglio. Le strutture turistiche andate distrutte sono tornate a funzionare più belle, più ospitali e più sicure di prima, la forza della natura ha fatto sì che quello scenario spettrale sia solo un lontano ricordo e che dove tutto era color grigio cenere ora è tornato meravigliosamente verde, e il Gargano ha riconquistato la sua immagine di splendido posto dove trascorrere le vacanze immersi nella natura rigogliosa. L’unica cosa che è mancata in questi 10 anni è l’individuazione dei colpevoli, di coloro che hanno volutamente creato quel danno e per il quale avrebbero dovuto pagare pesantemente, rimanendo, purtroppo, anonimi ed impuniti. A nulla è valso il manifesto voluto e realizzato dalla nostra redazione, in cui chiedevamo la collaborazione con la giustizia di chi sapeva i nomi dei responsabili. Silenzio spettrale, come quello assordante che si sentiva attraversando le zone in cui la cenere emetteva il suo ultimo fumo. Chi sa è colpevole come chi fa. Gli incendi continuano, i colpevoli restano sempre anonimi ed impuniti: in dieci anni non abbiamo imparato niente.

24 luglio 2007 – 24 luglio 2017: con questo pezzo abbiamo voluto raccontare il nostro 24 luglio, il 24 luglio di Ondaradio. Vi lasciamo con una semplice considerazione grammaticale: sono trascorsi 10 anni e per scrivere questo articolo avremmo dovuto usare il passato remoto, ma a noi sembra ieri, e l’imperfetto, per una volta, si è dimostrato perfetto.

La redazione di Ondaradio


INEDITO - Le prime 6 ore e 45 minuti di diretta (l'ultimo salvataggio prima del black-out)

Una brevissima sintesi della diretta

Le drammatiche scene di quella terribile giornata riprese da una coppia olandese in vacanza a Peschici

Pubblicato in Cronaca

Un amico vero lo riconosci subito, ti fa scoppiare a ridere anche quando proprio non lo vuoi, se ti domanda come stai dissolve anche il più triste pensiero e, basta stare in sua compagnia per sentirsi speciali. Questo è (stato) DR FEELIX. Ha trasformato con la sua gioia e genuina umanità la nostra emittente, in una emittente speciale!
In onda fino alle ore 17,00 in una serie di suoi programmi trasmessi già sulla nostra emittente dal 2006 e montati magistralmente da Michela Papagni.

Pubblicato in Spettacolo

Aveva presentato, in anteprima, proprio due settimane fa, il suo ultimo disco nella trasmissione di Eleonora Mafrolla e Gaetano Simone. Di seguito una sua “chiacchierata” pubblicata sul nostro FARO.

Anche ques’estate il famoso cantate-dj ospite dell’emittente garganica
Dr. Feelx: Amo Ond-Redio perché protegge la famiglia!

Non tutti i giorni s’incontra qualcuno che prima d’iniziare a trasmettere bacia il mixer e si fa il segno della croce. Altrettanto al termine del programma, ringraziando Gesù Cristo per tutto il bene e bello ricevuto. Questo è Dr. Feelx.(pseudonimo di Felix Rotimi Mike Imevbore). Un omone bello, grosso e negro. Catapultato a Vieste da Marcello Paccapelo, dal Quase Nada, e approdato sugli studi di OndaRadio per una serie di trasmissioni musicali, anzi come ama sottolinearle: “fratello le mie sono trasmissioni di pace, pace, capisci...fratello pace...” Incredibile quest’omone figlio di un diplomatico nigeriano laureato in economia e commercio. Cantante, dj, ballerino, rapper ma anche attore, produttore musicale e showman! Questo e tanto altro è Dr. Feelx, voce calda dallo scorso anno anche di OndaRadio. Riconoscibilissimo il suo liner OND-REDIO vero tormentone radiofonico che passa nelle scalette musicali almeno un milione di volte al dì. Con il suo ritmo incalzante ha divertito i radio ascoltatori, anche quest’estate cantando, rappando e chiamando in diretta i suoi amici e colleghi nel corso del "Dr. Feelx Show", appuntamento radiofonico andato in onda nei giorni scorsi. Fare lo speaker radiofonico è un suo hobby perché per Felix l'attività principale è quella del cantante e del produttore musicale: ha arrangiato alcuni grandi successi di Barry White trasformandoli in brani ballati nelle discoteche di tutto il mondo ma la sua prossima scommessa è legata ad un altro suo "fratello", Peppino Di Capri. "Maestro, vorrei fare un remix dei tuoi successi, che ne pensi?". Senza pensarci due volte e con l'entusiasmo di chi ha gradito la proposta, Peppino Di Capri, in diretta radiofonica non ha esitato a rispondergli "vediamoci appena puoi e ci lavoriamo insieme!". Le sue amicizie sono nate grazie alle presenze nelle trasmissioni televisive o quando lavora nei club esclusivi di tutto il mondo. Quest'anno è stato ospite fisso in "Markette", la trasmissione televisiva cult condotta da Piero Chiambretti su La7; inoltre ha partecipato ad alcune puntate di "Buona Domenica", il calderone domenicale di Maurizio Costanzo. Tanti altri sono stati i "fratelli" di Felix intervenuti nel suo spazio preserale su OndaRadio: Cristiano De Andrè, i Flaminio Maphia, Mario Fargetta di Radio Deejay e il suo connazionale Idris, solo per fare alcuni nomi. "Fratello ninì, ti confesso che la nostra Ond-Redio mi emoziona. Mi piace questo clima caldo, familiare. Non c’è industria. Questo devi fare capire ai tuoi radioascoltari del Gargano. Mi piace anche lo slogan: la radio che serve al Gargano. ...La famiglia è importante...fratello e voi siete una famiglia...difendi il Gargano...lascia stare l’industria quello è selvaggia... e non ti scoraggiare se tanta gente fa finta di ascoltare le altre radio solo perché sembrano parlare pulito...non hanno “Animaaa”... l'anno prossimo torno!...Fratello è più di una promessa...abbracciami i fratelli garganici!! "
Grande Dr. Feelx. E’ proprio vero come declamava Tacito: il rispetto (è) maggiore da lontano...

Un commosso abbraccio fratello: rimarrai per sempre in radio, e nei nostri cuori. Ti ricorderemo per la tua gentile umanità e porteremo sempre con noi il tuo tormentone: Aiuta la barca del fratello ad attraversare e anche la tua raggiungerà l’altra riva.....
Cià grande!

 

Il mondo della musica piange Dr. Feelx, nel 2014 ha portato il tributo a Papa Francesco a Sanremo durante il Festival.

Il mondo della musica piange la scomparsa di Dr. Feelx, morto l’otto gennaio scorso. Famoso in Italia per essere stato ospite fisso della trasmissione televisiva “Chiambretti night”. Nel 2014, Il poliedrico artista, vocalist e Dj internazionale insieme al Dj Angelus Marino è stato nella Città dei Fiori, durante la settimana del Festival della Canzone italiana, ospite di numerosi network e di vari locali con la canzone “Diamoci del Tu” – A special tribute to Pope Francis 1 “Papa Francesco”. Parallelamente all'attività da deejay diventa anche vocalist ufficiale di una nota discoteca di Riccione, località turistica e meta di divertimento molto in voga in quegli anni e il decennio degli anni '90 è proprio quello in cui cominci anche un percorso da speaker radiofonico che lo vedrà passare da Radio Dimensione Suono a R101, fino ad alcuni passaggi con i suoi pezzi allo Zoo di 105. Gli anni 2000, oltre ad un'attività di produzione musicale molto intensa, è segnata anche e soprattutto dalla sua partecipazione al programma Mediaset Chiambretti Night, trasmissione di successo condotto dal presentatore torinese. Il ruolo di Dr. Feelx è quello di introdurre ospiti e servizi, scandendo l'intera trasmissione con la sua voce.
Micol Ronchi: "Ricordiamolo con la musica"

Dr. Feelx, pseudonimo di Felix Rotimi Mike Imevbore, noto conduttore radiofonico, produttore discografico, personaggio televisivo e vocalist nigeriano. In Italia, oltre che diverse collaborazioni con Radio Dimensione Suono e R101 e la pubblicazione di alcuni album, è famoso per il suo ruolo di speaker nel programma televisivo Chiambretti Night, condotto da Piero Chiambretti a partire dal 2009. A rendere nota la notizia del decesso è la pagina ufficiale della Nazionale Dj. Il vocalist di origini nigeriane era figlio di un diplomatico della FAO che, dopo aver frequentato l'università romana JohnCabot, ha conseguito la laurea in economia e commercio. La sua carriera nel mondo dello spettacolo comincia dall'attività di stuntman in diversi film, dopodiché si dedica alla musica diventando un deejay, adattando il suo nome di battesimo per dare vita al nickname col quale è poi diventato celebre, Felix appunto. Inizialmente si dedica ai remix di pezzi celebri di alcuni dei suoi idoli musicali, a cominciare da una versione rap di "Billie Jean" di Michael Jackson. Nel biennio 1989-1991 pubblica i suoi primi due album "Different Style" "Vogue with the cat".
Radio e tv, il ruolo a "Chiambretti Night"

Pubblicato in Personaggi

La redazione di Ondaradio saluta il 2016 con felicità per le tante soddisfazioni ottenute. L'anno appena terminato è stato caratterizzato dal rilascio della nuova versione del sito; non si è trattato di una semplice rivisitazione grafica ma dell'aggiornamento del software che lo gestisce e l'introduzione di nuove caratteristiche per migliorare la lettura degli articoli come l'inserimento di una foto a corredo di ciascuna notizia, l'associazione di parole chiave per consentire il collegamento a notizie correlate e la suddivisione per Comuni. Migliorata anche la condivisione sui principali social network e la visibilità sui dispositivi mobili. E a proposito di smartphone, particolarmente interessante si dimostra essere il servizio di notifica offerto da Telegram, una app gratuita del tutto simile alla più celebre Whatsapp ma che, in più, consente di avvisare gli utenti ogni volta che un nuovo articolo sarà pubblicato sul sito di Ondaradio.

Ma l'evento più seguito dell'anno è stato sicuramente il racconto in tempo reale dello spoglio per l'elezione della amministrazione comunale di Vieste. Migliaia di utenti sono rimasti incollati ai propri computer, smartphone e tablet fino ad oltre le tre del mattino per seguire, scheda dopo scheda, il testa a testa terminato con la vittoria della lista “Vieste sei tu” e la conseguente elezione dell'avv. Giuseppe Nobiletti a Primo Cittadino.

Ma veniamo brevemente ai numeri che hanno contraddistinto l'annata 2016 di Ondaradio: sono stati pubblicati 5.083 articoli, mediamente poco meno di 14 ogni giorno; la sola prima pagina ha ricevuto quasi 500.000 accessi (esattamente 484.797) e per la prima volta le visite da dispositivi mobili con sistema operativo Android hanno superato quelle dai computer.

Ma Ondaradio non ha svolto solo attività sul web: alla programmazione radiofonica ormai consolidata (con trasmissioni di informazione ed intrattenimento) si è aggiunta l'organizzazione di alcuni eventi come la cena al buio per raccogliere fondi a favore dell'associazione “Albatros”.

Inizia un nuovo anno e la redazione di Ondaradio prosegue nella sua mission per dare voce al Gargano, una sfida vinta per i risultati raggiunti in termini di gradimento e di seguito, ma che non riceve l'adeguata risposta dall'imprenditoria locale che non approfitta di uno strumento così seguito per promuovere la propria azienda. Il 2017 sarà l'anno giusto?

 

Pubblicato in Varie

 

Contatto mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

orari redazione:

lun. - ven. 7,15 - 12,00 - 14,15 - 20,00

sab. -  8,00 - 12,30 - 16,00 - 18,30

dom. - 8,00 - 12,00 - 14,15 - 17,30

Pubblicato in Avvisi
Sabato, 08 Ottobre 2016 12:41

Il sito di Ondaradio si è rifatto il look!

Dallo scorso fine settimana il sito di Ondaradio ha cambiato la sua veste grafica. Un restyling reso necessario dall’aggiornamento all’ultima versione dell’applicazione che gestisce l’intero sito, diventato indispensabile dopo l’ennesimo attacco da parte di hacker che sfruttavano falle sulla sicurezza. Un sito più bello (almeno si spera), quindi, ma anche più sicuro e di più semplice consultazione.

Tante le novità: intanto ogni articolo è corredato da una immagine, cosa che rende più gradevole l’impaginazione. Inoltre gli articoli più importanti, quelli “da prima pagina”, avranno maggiore risalto nel riquadro principale, mentre la colonna di destra raccoglierà tutti gli articoli (compresi quelli messi in evidenza).

Sarà possibile consultare tutti gli articoli pubblicati in una determinata data, andandola a selezionare dall’apposito calendario, o vederli suddivisi per Comuni cliccando sull’apposita linguetta nella parte inferiore della home page.

Aumentata l’interazione con i social network, con la pubblicazione automatica e quasi immediata dell’articolo su Facebook, Twitter e (novità assoluta) anche su Telegram, una app per telefonini totalmente gratuita, del tutto simile alla più nota Whatsapp, ma che permette di implementare questo tipo di servizio: ogni volta che viene pubblicato un articolo sul sito di Ondaradio, viene inviato un messaggino contenente il titolo dell’articolo stesso e il link alla pagina per poterlo leggere.

E a proposito di telefonini, la tecnologia utilizzata per realizzare il nuovo sito web di Ondaradio agevola la consultazione sugli smartphone, rendendo più semplice la lettura degli articoli senza dover ricorrere all’ingrandimento manuale della schermata.

Queste sono solo alcune novità ma altre sono già in cantiere.

Il nuovo sito di Ondaradio ha già raccolto i consensi dei nostri lettori che hanno aumentato a dismisura i propri accessi, quasi raddoppiandoli in questa settimana. L’auspicio è che a questo aumento di consensi faccia seguito un altrettanto aumento di contratti pubblicitari: del resto, chi vi garantisce visibilità ad oltre 10.000 utenti al giorno se non Ondaradio?

Pubblicato in Avvisi

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