Una persona accusata di aver partecipato alla strage di San Marco in Lamis in cui il 9 agosto 2017 furono uccide con colpi di kalashnikov quattro persone è stata arrestata dai carabinieri, su disposizione della magistratura barese. In manette anche un altro indagato accusato di altri reati.
    Nell'agguato morirono due contadini innocenti, i fratelli Luigi e Aurelio Luciani, di 47 e di 43 anni, colpevoli soltanto di aver assistito involontariamente all'uccisione del boss Mario Luciano Romito e di suo cognato, Matteo De Palma: per questo furono inseguiti e fucilati. La strage rientra nella cosiddetta faida del Gargano, che anche nella zona di San Marco in Lamis vede il clan Romito contrapposto ai Li Bergolis per il controllo dei traffici illeciti.

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Buone nuove per la grotta Montenero nel territorio di San Marco in Lamis, cavità carsica ubicata ai margini dell’omonimo monte, immersa nel bo­sco «Difesa» di San Matteo, alla som­mità della Valle di Piscina Cutinelli. Sono in arrivo 170mila euro di fondi dall’ente parco nazionale del Gar­gano per la messa in sicurezza. Stanziati con delibera di giunta esecutiva dello scorso settembre, firmata dal vicepresidente Clau­dio Costanzucci e dall’assessore Pasquale Coccia. Quei soldi ser­viranno a realizzare la illumi­nazione e la passerella interna, ed agevolare così la fruizione della grotta da maggio a settembre per scopi didattici e divulgativi. «E dunque permetteranno a scola­resche e visitatori di poter co­noscere questo mirabile luogo, espressione del patrimonio geo­logico e carsico del nostro territorio» rimarca il sindaco di San Marco in Lamis, Michele Merla, nonché com­ponente del consiglio direttivo dell’en­te Parco: «ora spero che i lavori par­tano il prima possibile».

«La grotta di Montenero, previa mes­sa in sicurezza, rappresenta imo stru­mento efficace» aggiungono Costan­zucci e Coccia «per la divulgazione degli aspetti naturalistico-ambientali particolarmente rivolta agli alunni del­le scuole che aderiscono ai progetti di educazione ambientale che questo en­te, annualmente promuove». La grotta, ricca di stalattiti e stalagmiti, si apre con un breve tunnel a cielo aperto che immette in una vasta caverna di crollo e, attraverso grossi blocchi cementati da colate calcistiche, conduce a cu­nicoli e salette. E’ visitabile contat­tando il locale ed omonimo gruppo speleologico. Montenero è una delle grotte più note del Gargano. Ancora oggi la credenza popolare le attribuisce un’estensione ed una profondità di gran lunga superiori alla realtà. Come è noto il Gargano è caratterizzato da importanti fenomeni carsici derivanti dalla natura calcarea delle sue rocce, che si manifesta con la presenza di numerose grotte, anfratti, inghiottitoi, grave, doline carsiche. Tali formazioni carsiche, rivestono una notevole im­portanza naturalistica, quali rifugi na­turali e nursery per la chirottero-fauna presente negli ambienti circo­stanti, nonché rifugi per nume­rose altre specie di vertebrati ed invertebrati, oltre ad offrire un substrato utile anche allo svi­luppo di specie appartenenti al mondo vegetale che riescono a svolgere le loro funzioni fisio­logiche anche in presenza di poca luce. Peraltro tutto il territorio del Gargano è caratterizzato da que­sto fenomeno, e tra gli altri, si segnala appunto la grotta di Mon­tenero, la quale dotata di un ac­cesso pedonale posto a livello del terreno, dopo i lavori di messa in sicurezza finanziati dal parco del Gar­gano, sarà così fruibile ai visitatori e scolaresche, che compatibilmente con le esigenze biologiche delle specie ani­mali e vegetali esistenti, potranno ave­re la possibilità di scoprire como­damente uno straordinario mondo sot­terraneo.

Francesco Trotta

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Iniziativa serale all’insegna del buon cibo e della conoscenza della storia del paesaggio

Sabato 25 agosto si terrà la Festa della Calcara, un'occasione speciale, organizzata in una delle più belle masserie del Gargano, quella di Calderoso (San Marco in Lamis), accompagnata da piacevoli momenti di relax e conoscenza del paesaggio circostante, della sua natura e degli aspetti legati alle attività pastorali tradizionali del Gargano.

Infine una cena spettacolo a Masseria Calderoso permetterà di degustare le eccellenze enogastronomiche del territorio.

Il programma nel dettaglio prevede una passeggiata con degli esperti che racconteranno la storia di Valle della Monaca, uno dei valloni più suggestivi del Gargano, a poca distanza da Masseria Calderoso. Importanti saranno anche i momenti dedicati alla conoscenza del lupo e dei suoi comportamenti con Andrea Gallizia e Federica Bava.

Il momento saliente della festa sarà la visita a un’antica calcara, struttura usata per "cuocere le pietre" e ricavarne la calce “viva” utilizzata per imbiancare i borghi del Promontorio.

La festa proseguirà con la cena spettacolo a ritmo di tarantella, con le Mulieres Garganiche, presso l'agriturismo Masseria Calderoso con prelibatezze culinarie del territorio.

Un’iniziativa, dunque, che permette di vivere a tutto tondo un Gargano autentico fatto di antiche tradizioni agro-pastorali, natura e gastronomia.

Per partecipare è necessario contattare i numeri 3398185387 o 3294687668.

La festa è organizzata in collaborazione con Masseria Calderoso, Gym - Music – Sport, Project Wolf Ethology, e Engea - Ente Nazionale Guide Equestri Ambientali.

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C'è l'abbiamo fatta. Il cavalcavia che collega la Statale 89 con la Provinciale 26 da Foggia a San Marco in Lamis sarà riaperto a settembre.

Me lo ha comunicato l'ANAS che ha messo nero su bianco il cronoprogramna dei lavori che consentiranno la riapertura del cavalcavia, danneggiato dall'impatto di un mezzo pesante fuori sagoma.

Il tratto di strada chiuso da diversi mesi, aumentava il rischio d'incidenti, visto che molti automobilisti, come avevo denunciato e ripreso dalla stessa ANAS, accorciavano i tempi di percorrenza tagliando la statale 89 per immettersi sulla provinciale.

Adesso saremo vigili nel verificare il rispetto dei tempi e la riapertura del cavalcavia.

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Nonostante i numerosi solleciti e seguitando le mancate risposte ufficiali dell’Anas e delle autorità preposte alla sicurezza stradale, ho inviato una lettera al Prefetto di Foggia per chiedere il Suo autorevole intervento in merito alla sicurezza stradale sulla Statale 89, in particolare nel tratto che riguarda lo svincolo per la Provinciale 26 che collega Foggia a San Marco in Lamis.

Nella lettera ho segnalato la pericolosità del tratto stradale, compreso tra il km 196 e km 197, in prossimità dello svincolo per la Provinciale 26, che collega Foggia a San Marco in Lamis. Lo svincolo è da tempo chiuso alla circolazione per lavori, appaltati dall’Anas, di consolidamento al cavalcavia che mette in collegamento le due arterie stradali.

Ho portato all’attenzione del Prefetto di Foggia una situazione grave e non più sostenibile, ma che non trova la giusta considerazione da parte dell’Anas e delle autorità preposte. Tutto questo mentre continuano gli incidenti che solo per fortuna non sono ancora finiti in tragedia.

Nei miei precedenti interventi avevo evidenziato come la chiusura dello svincolo, motivata dalla precarietà statica del ponte che scavalca la Ss89, sta causando, oltre al disagio per l'allungamento dei tempi di percorrenza per raggiungere San Marco in Lamis, anche incidenti che si registrano in prossimità dello svincolo. Tutto questo perché gli automobilisti, indisciplinati, mettano a rischio la propria incolumità e quella degli altri, compiendo gravi infrazioni al codice della strada: ovvero l’attraversamento della doppia striscia, che separa la carreggiata, percorrendo poi un tratto di strada contromano e senza rispetto del divieto di accesso.

Vista la situazione, ho chiesto al Prefetto di Foggia Pertanto, se ritenga opportuno assumere informazioni in merito ai tempi e modalità d'intervento previsti dall'Anas per ripristinare la normale circolazione da e per San Marco in Lamis. Se l’Anas ha in cantiere interventi di segnaletica e disciplina del traffico, finalizzati al miglioramento della circolazione stradale, così da evitare i pericoli per la circolazione stradale nel tratto indicato. E soprattutto, sapere come l’Anas intenda procedere nel cercare soluzioni e interventi in favore della sicurezza stradale sulla Ss89.

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All’Arma dei Carabinieri già schierato su tutto il promontorio garganico si è unita una squadriglia di Carabinieri a cavallo, Scuderizzati a San Marco in Lamis. I militari del Reggimento a Cavallo di Roma sono stati richiesti dalla Prefettura. I cavalieri dell’Arma sono in contatto con le Centrali Operative dei Comandi presenti nella zona e con le altre unità dispiegate sul territorio, in primis con i Carabinieri “Cacciatori”, avranno quindi un impiego di natura esclusivamente operativa, volto alla prevenzione e alla repressione dei reati, all’identificazione delle persone trovate lungo i tratti oggetto di perlustrazione, ma anche di soccorso, compito particolarmente impegnativo nel periodo di massima presenza turistica.

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Tre percorsi tematici, cinque ettari di estensione, duecento tavolette incise a fuoco con versi in italiano, in vernacolo e in lingua straniera, sospese agli alberi, disseminate nel cuore del Parco Nazionale del Gargano. È il «Sentiero dell’Anima - Parco di Tempi diVersi» un parco artistico-ambientale, un unicum nel territorio di Capitanata nato dalla volontà dell’artista e poeta di San Marco in Lamis, Filippo Pirro. Nel 2001, infatti, Pirro volle fortemente realizzare questo progetto artistico e culturale che si snoda tra le rocce scavate dall’acqua, tra grave e inghiottitoi, a pochi passi dalla Dolina Pozzatina (dolina carsica lunga oltre 650 metri e larga 400 metri, è la seconda dolina più grande d’Europa, ndr), con la spettacolare vista delle Isole Tremiti all’orizzonte. Catapultati in una dimensione fuori dal tempo e dallo spazio, i visitatori del sentiero hanno la possibilità di vivere un’esperienza a contatto con la natura e con la poesia che rinfresca lo spirito. «Il cammino è come un grande libro aperto - fanno sapere i quattro figli di Filippo Pirro che portano avanti il progetto - ci si imbatte in frasi, parole e storie tra rami, pietre, foglie e fiori. Mimetizzati e integrati lungo il percorso, inoltre, sorprendono i trompe d’oeil, gli affreschi, i murales, le meridiane solari e i gruppi monumentali. I rifiuti, gli scarti, il vecchio ha trovato qui, tra le mani dell’artista, nuova essenza, nuova forma, per mutarsi in oggetto, statua, opera. Le installazioni artistiche completano il messaggio e offrono ulteriori punti di partenza per altrettanti viaggi: omaggio alla civiltà contadina, richiamo ai grandi artisti, siano questi poeti, scrittori, pittori e musicisti, spaccati del Gargano, nel suo ambiente e nella sua storia». Il cuore pulsante del Parco si intitola proprio Libro Aperto, la prima parte del fondo agricolo; segue La Divina Commedia, articolata in un viaggio didattico ed emozionale nelle tre cantiche, con installazioni di land art ed infine gli orologi solari, tra meridiani e scioteri artistici per la misurazione tempo. Il Sentiero dell’Anima rappresenta la volontà di tutelare il territorio e la cultura che però necessita anche di aiuto e sostegno. Per questo da alcuni anni, è operativa l’omonima associazione che porta avanti una serie di iniziai per sensibilizzare la promozione della poesia: «Siamo convinti che la cultura sia patrimonio comune da condividere, scambiare e curare, intrecciando sguardi e mondi diversi» concludono.- Tra le attività promosse, segnalare il premio di poesia Il Sentiero dell’Anima che è gli appuntamenti più importanti dell’anno, organizzato dalle Edizioni del Rosone, Centro Culturale Il Sentiero dell’Anima, dal Fai Fondo ambiente Italiano, delegazioni di Foggia, con il patrocinio della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia e la FondazionePa squale e Angelo Soccio. info: www.ilsentierodellanima.org

Enza Moscartirolo

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Sabato 7 aprile 2018, a San Marco in Lamis presso il Teatro del “Giannone” (via Frassati 2), alle ore 17,30, si svolgerà il Convegno “Da Padre Pio a don Tonino Bello: l’uomo e il suo cammino di salvezza”.

Il Convegno ha il patrocinio di: Convento di San Matteo, Città di San Marco in Lamis, IISS “Pietro Giannone” di San Marco in Lamis, Agesci San Marco in Lamis e Volontariato Protezione Civile SM 27 di San Marco in Lamis.

Ai saluti istituzionali faranno seguito gli interventi di: Raffaele Cera, Matteo Coco, Maria Lucia Ippolito, Francesca Pompa, Michele Illiceto, Rocco De Rosa e Francesco Lenoci.

Il Convegno trae origine dalla visita che Papa Francesco ha fatto sulle orme di Padre Pio il 17 marzo a Pietrelcina e San Giovanni Rotondo e farà sulle orme di don Tonino Bello il 20 aprile a Alessano e Molfetta.

Scrive Martin Buber: “L’universalità di Dio consiste nella molteplicità infinita dei cammini che conducono a lui, ciascuno dei quali è riservato a un uomo”.

Da qui discende una verità inoppugnabile: ogni creatura umana, che viene al mondo, è un “unicum” ed è per questo che è preziosa per Dio, che le ha riservato un destino di salvezza.

Ma questo dipende dalla persona, che deve avere la capacità di capire qual è il cammino giusto, anche servendosi di esempi e modelli straordinari come sono sia Padre Pio, sia don Tonino Bello.

È su questi riferimenti di altissimo significato che il Convegno è chiamato a far ragionare e riflettere, perché l’esistenza di Padre Pio e di don Tonino Bello è stata esemplare nella dimostrazione quotidiana che ogni gesto e ogni parola devono essere conformi all’insegnamento che ci viene dalle pagine del Vangelo, nelle quali è presente il Cristo che esorta ad essere degni del nostro Creatore.

Durante il Convegno il Teatro del Giannone ospiterà un meraviglioso quadro di Angela Barratta. L’Opera mostra Padre Pio che pone la sua mano con le stimmate sulla spalla di don Tonino Bello: un Santo che pone la sua mano con le stimmate sulla spalla di un prossimo Santo.

L’ingresso è libero.

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"SP 48 San Marco in Lamis -Sannicandro Garganico quanta strada ancora da fare ? Quanto tempo ancora passerà affinché un mezzo di trasporto pubblico percorra nuovamente quella strada? Quanto tempo ancora passerà affinché i nostri pendolari percorrano quella arteria stradale in sicurezza? Quanto tempo ancora passerà affinché venga garantita una segnaletica stradale verticale e orizzontale , soprattutto nella stagione invernale, indispensabile per la sicurezza degli automobilisti? Quanto tempo ancora passerà per questa messa in Sicurezza idraulica e idrogeologica? Confido nelle istituzioni e spero possa presto dare delle risposte ai cittadini del territorio Garganico". Sono gli interrogativi di Michele Augello che attendono risposte.

 

 

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«Ideare e costituire nuovi sentieri che permettano di ammirare i bei panorami del Gargano, è un progetto meritorio. Ma non è corretto denominarlo col nome di una strada storica che conserva, a differenza di altre regioni italiane, ancora il suo tracciato antico. È questa la sola e autentica Via Francesca o Francigena coincidente con la S.S. 272, che andrebbe accuratamente tutelata, messa in sicurezza e adeguatamente valorizzata, incluso il suo tragitto all’interno della città di San Marco in Lamis»: è l’accorato quanto ragionato appello lanciato dal Gruppo di studio della Biblioteca francescana provinciale dell’antico santuario di San Matteo dei Frati Minori, alle varie autorità istituzionali della Regione Puglia, della Provincia di Foggia, del Gargano, fino ai sindaci di San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo e Monte S. Angelo. A suscitare la pacata ma decisa e documenta presa di posizione del Gruppo di studio, è il progettò esecutivo del “Piano di
valorizzazione del tracciato della Via Francigena del Sud” promosso dalla Regione attraverso l’Agenzia regionale del turismo. I progettisti non hanno tenuto conto - rileva il Gruppo di studio - delle numerose testimonianze storiche distribuite nei secoli tracciando un percorso che è completamente diverso da quello che la storia ha consegnato come via Francesca o Francigena. “Il nuovo percorso – si evidenzia – risulta del tutto arbitraio e non risponde alle motivazioni sottese dei personaggi che hanno percorso la Via Francigena e pertanto non può essere chiamata Via Francigena». Perplessità anche sui comportamenti dei sindaci dei tre centri interessarti che non sono intervenuti per riportare il progetto nella sua validità storica. La contestazione non è incentrata sulla intitolazione data al nuovo percorso. «Oltre a non avere alcun fondamento storico - viene evidenziato nella lettera - la proposta costituisce un evidente danno per le popolazioni e le istituzioni religiose che vengono a trovarsi private di una parte notevole della loro storia e identità, fino a non poter rendere ragione della loro stessa esistenza». E si ricorda come lo stesso «Consiglio d’Europa richiamando la bella espressione di Jaques Goff “una via di Culture” abbia voluto sottolineare soprattutto il valore culturale della Via Francigena, per intendere le molte culture che hanno contribuito a fondarla come luogo ideale di incontri costruttivi tra le popolazioni europee».
Il tracciato proposto nel Piano è tutt’altra cosa da questo contesto storico consolidato costellato da testimonianze lasciate dai pellegrini. Il Gruppo di studio si chiede «se i proponenti abbiano mai visto i graffiti che documentano secoli di storia nella Grotta di S. Michele, o se conoscano i rapporti fra via Francesca o Francigena, il Santuario di S. Michele e i transumanti, ad esempio. Sorprende come di tutto questo poco o niente sia stato recepito dagli estensori del >Piano. Si rischia un grave falso storico e culturale”.

Michele Apollonio

 

 

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