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Giovedì, 25 Ottobre 2018 07:40

Un processo al Visconti a Ischitella nel 1758 (217° e 218°parte).

gli agnelli nel Palazzo principale, io attesi a ricettare i cavalli ,e di Lionardo Michele d’errico ebbe cura degli agnelli predetti ,i quali seppi dopo che erano stati fatti macellare nella solita bottega di Catualdo Padanella d’ordine di detto Ill.re Marchese ,e datane la carne a mangiare alle suddette persone di Peschici le quali dopo che l’ebbero mangiate s’incamminarono verso Peschici portando in mezzo a loro il predetto Ill.re Marchese ,che andava a cavallo ,col seguito di altre persone di suo servizio né altro di questo io so,ed è la verità in causa scientis.

Inteso chi può deporre le cose suddette setto Sig.re il suddetto Lionardo Michele d’Errico e Lionardo Pizzarelli con Felice Caputo possono rispettivamente deporre quanto di sopra.

Per segno di croce.                                   Dell’Acqua Presidente.

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Un processo al Visconti a Ischitella nel 1758   (218° parte).

Lionardo Pizzarelli di questa terra d’Ischitella dice fare il pastore di età sua d’anni 27 in circa come detto testimone con giuramento inteso ed espressamente sopra il presente interesse e di prima.

Inteso sa se esso testimone se fossero stati mai presi agnelli del Mag.co Giambattista Visconti di questa terra d’Ischitella da chi, come, quando, dove, d’ordine e per quale causa detto Sig. la verità che io so sopra quanto mi si domanda è come ritrovandomi l’anno passato 1758 a servire come pastore delle pecore del Mag.co Giambattista Visconti di questa terra d’Ischitella che erano al medesimo di ducati trecento tra quelle del corpo di agnelli che faceva stare nelle campagne di questa predetta terra ,con tenervi un altro figliolo semplicemente attenta la poca quantità delle pecore ed in atto che stavano vicino la torre di Lionardo Ventrella circa a due miglia di questo abitato in una mattina di un giorno fossimo verso la fine del mese di Aprile di detto anno 1758 essendomi conferito in questo abitato per ascoltare la messa condottomi in casa del mio padrone Giovanni Battista Visconti e trovatolo ivi mi ordinò che fossi subito ritornato alla mandria ove vi erano passati due guardiani dell’Ill.re Marchese di Giuliano per prendere da detta sua mandria ove si erano portati due guardiani dell’Ill.re Marchese di Giuliano per prendere certi agnelli ,se quelli ne volevano prendere da detta sua mandria glieli avessi fatto lasciare perché si contentava piuttosto di regalare al medesimo detto Marchese uno dei due castrati che erano nella mandria predetta con gli agnelli che voleva riservare per altri così ,al qual effetto avrebbe mandato colà una persona colla cavalcatura per prendere detto castrato. Io per eseguire l’ordine del mio padrone, subito- Continua.

Giuseppe Laganella

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