Venerdì, 13 Ottobre 2017 08:58

Vieste/ Rapina del 20 del 2015, Raduano non partecipò all’assalto al furgone. Assolto. Il pm chiedeva condanna a 5 anni e mezzo.

Nuova assoluzione, dopo quella di febbraio quanto fu prosciolto ìn appello dall'accusa di aver custodito l'arsenale della mala in casa di un insospettabile, per Marco Radnano, 34 anni vie¬stano, ritenuto un boss emergente della malavita locale. Se a febbraio fu la corte d'appello di Bari a ribaltare la condanna a 6 anni di primo grado e scarcerare Radua¬no dopo 17 mesi trascorsi in carcere e ai domiciliari, adesso è stato il gup del Tribunale di Larino ad assolverlo dall'accusa di concorso in rapina, sequestro di persona, armi, ricettazione d'auto per l'as¬salto al furgone carico di sigarette dei Monopoli avvenuto il 16 giu¬gno del 2015 nella zona industriale di Termoli.
Per questa vicenda Perna fu ar¬restato dai carabinieri - e con lui altre tre viestani - il 18 agosto del 2015 su ordinanze cautelari in car¬cere firmate dal gip di Larino. Venti giorni più tardi, il 9 settembre 2015, il Tribunale della libertà di Campobasso accolse il ricorso dell'avvocato Francesco Santan¬gelo che parlava di insufficienza d'indizi e scarcerò Raduano (che rimase detenuto per altre vicen¬de). Il processo ai 4 viestani si è sdoppiato, tra chi ha optato per il giudizio abbreviato (Raduano) e chi ha scelto il rito ordinario da¬vanti al Tribunale di Larino: uno dei coimputati è Girolamo Per¬na, un tempo ritenuto amico e alleato di Raduano e ora considerato suo rivale nella guerra di mala locale. «Sparito» dall'inchiesta in-vece Gianpiero Vescera viesta¬no classe '89, arrestato nell'agosto 2015 e morto ammazzato a Vieste da killer rimasti ignoti il 3 set¬tembre del 2016. Il processo di primo grado al solo Raduano per l'assalto al fur¬gone si è ora chiuso con rito abbreviato davanti al gup del Tribunale di Larino con l'assoluzio¬ne. Il pubblico ministero al ter¬mine della requisitoria aveva chiesto la condanna di Raduano a 5 anni e 6 mesi di reclusione, te¬nendo conto dello sconto di un ter¬zo della pena previsto dal rito abbreviato; l'avv. Francesco Santangelo nel sollecitare l'assoluzione, ha rimarcato come già il tribunale della libertà di Campobasso aves¬se ritenuto insufficienti gli indizi, e rispetto a quella decisione non un elemento nuovo è andato a intaccare la posizione processuale del giovane viestano. L'accusa so¬stiene che un'intercettazione dimostra il coinvolgimento di Ra¬duano nella rapina, in quanto l'imputato si informò degli orari di spostamento dei furgoni carichi di sigaretta. La difesa ha ribattuto che l'intercettazione è talmente frammentata da non avere un si¬gnificato univoco; come non ci so¬no indizi che Raduano - ritenuto uno degli esecutori dell'assalto - si fosse allontanato da Vieste il giorno della rapina, ha aggiunto il difensore. Il colpo fu messo a segno all'alba del 16 giugno di due anni fa alla periferia di Termoli. Un comman¬do di rapinatori a volto coperto e armati di pistola a bordo di una «monovolume» affiancò un furgo¬ne che era appena uscito dal de¬posito con un carico di sigarette dei Monopoli per un valore di 200mila euro. L'autista fu bloccato e costretto a scendere dal mezzo, su cui salì uno dei rapinatori: che fu portato in un capannone ab¬bandonalo poco distante. La ban¬da tagliò con un flessibile la la¬miera del furgone e trasbordò su un «Iveco Daily» 900 chili di si¬garette. L'ostaggio fu rilasciato dopo alcune ore nelle campagne di Chieuti e poté quindi dare l'allar¬me, mentre il furgone «Daily» con l'intero carico fu ritrovato dai carabinieri nelle ore successive nelle campagne di Orta Nova. Le in¬dagini di carabinieri e Procura di Larino sfociarono due mesi dopo nel blitz del 18 agosto 2015 con l'arresto di 4 viestani, tra cui Ra¬duano. Il presunto boss emergente del¬la malavita viestana al momento resta in attesa di giudizio a piede libero nel processo «Medioevo» contro il racket della guardiania in cui è stato condannato in primo e secondo grado a 7 anni; e in un processo per spaccio di cocaina in corso davanti al Tribunale di Fog¬gia: Raduano si dice innocente an¬che in relazione a queste accuse.

gazzettadicapitanata

 

 

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