Giovedì, 10 Agosto 2017 09:52

Nella nostra provincia un omicidio ogni 13 giorni. Quattro morti, compresi due testimoni, nella strage di San Marco in Lamis. Da inizio anno sono 17. Questo pomeriggio Minniti sarà a Foggia.

La vendetta è un piatto che va servito. Sempre e comunque. Freddo o caldo. Così la pensano sul Gargano. Senza sconti, anche se a pagare il conto ci sono due contadini trovatisi lì, nel posto sbagliato al momento sbagliato. Così è accaduto ieri mattina sulla strada provinciale 272, nei pressi della vecchia stazione ferroviaria di San Marco in Lamis. Qui un commando ha messo a segno un agguato uccidendo quattro persone, anche se la vittima predestinata era solo una: Mario Luciano Romito, 50 anni, nome storico della mala garganica e di Manfredona. Le altre vittime sono il cognato Matteo De Palma di 44 anni che gli faceva da autista e due fratelli, agricoltori di San Marco in Lamis, Aurelio e Luigi Luciani di 43 e 37 anni. Sarebbero stati uccisi perché scomodi testimoni. Aurelio aveva due fìglì e un terzo in arrivo. Una mattanza che ha prodotto una prima reazione da parte dello Stato: l'aumento di carabinieri nel Raggruppamento Operativo Speciale che da poco si è insediato a Foggia. La decisione è scaturita ieri sera dopo una riunione del Ros presieduta dal comandante, il generale Giuseppe Governale. Mentre questo pomeriggio il ministro dell'Interno Marco Minniti, presiederà in prefettura a Foggia un comitato straordinario per l'emergenza e la sicurezza pubblica. Al termine incontrerà anche alcuni sindaci del territorio. Dall'inizio dell'anno sono stati 17 gli omicidi messi a segno in provincia di Foggia. San Severo e Vieste le emergenze di una criminalità efferata. Una emergenza che sembrava aver raggiunto il culmine il 17 marzo a San Severo quando furono presi di mira due mezzi della polizia. Una situazione, quella di San Severo, diventata ogni giorno ancora più pericolosa. Il 24 maggio in una profumeria due killer hanno ucciso Nicola Salvatore di 56 anni e la moglie Isabella Rotondo. Il mese successivo un altro brutale assassino: alla periferia di Apricena sono stati uccisi Nicola Ferrelli e Antonio Petrella. Un delitto, che potrebbe essere legato anche alla mattanza di ieri mattina. Ma la scia di sangue a San Severo non si arresta. il 14 luglio in un autogrill sulla Foggia e San Severo, viene ucciso Matteo Lombardozzi. Un'emergenza che da San Severo passa a Vieste dopo l'omicidio il primo agosto di Ornar Trotta, 31 anni ucciso nel suo ristorante davanti alla moglie, alla figlia di pochi mesi e a decine di turisti. Un omicidio inquadrato nello scenario di una criminalità senza punti di riferimento dopo l'omicidio di Angelo Notarangelo. Dalla morte di «Cintaridd» a Vieste, il 26 gennaio del 2015, si sono contati sei omicidi; 3 tentativi di omicidio e una lupara bianca. Uno scenario descritto dall'ultima relazione della Dda secondo la quale Vieste è «un raccordo nevralgico per i comuni limitrofi di Vico del Gargano, Peschici e Rodi Garganico». il controllo del mercato dello spaccio rimane il più importante motivo di frizione per le diverse fazioni che si contendono le piazze. Un traffico da svariati milioni di euro, in cui potrebbero rientrare anche gli attriti tra i clan di San Severo e che darebbe, a chi riuscisse a gestirlo, un grande potere anche nei confronti degli altri clan del territorio.

Luca Pernice

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