Ci sono altre tre settimane di tempo per partecipare ai bandi del Programma Operativo Sport 2018, “un appuntamento molto atteso da tutto il movimento pugliese, un popolo di circa 200 mila atleti e oltre 38 mila operatori”, sottolinea l’assessore regionale allo Sport per Tutti, Raffaele Piemontese, a proposito dei sei avvisi pubblici usciti sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia di giovedì 11 ottobre scorso.

 Un avviso non ha scadenza: riguarda il "Sostegno alle Eccellenze Sportive pugliesi", è rivolto a società e associazioni sportive dilettantistiche, e i contributi sono indirizzati sulla base della segnalazioni che trasmetteranno il CONI e il Comitato Italiano Paralimpico pugliesi.

 Gli altri cinque avvisi scadono tutti lunedì 12 novembre prossimo e la modulistica è consultabile e scaricabile dal sito regione.puglia.it nella sezione “In evidenza dall’URP” che si trova in alto a destra della pagina iniziale. Questo è il link semplificato diretto: goo.gl/oUhQhG.

 L’Avviso A “Sostegno alla qualificazione e innovazione del sistema associativo sportivo a livello regionale" è rivolto a federazioni sportive, enti di promozione sportiva e discipline sportive associate al CONI o al CIP.

All’Avviso B "Incentivi alla promozione del turismo sportivo attraverso manifestazioni ed eventi sportivi di rilievo regionale, nazionale e internazionale" possono candidarsi enti e associazioni.

L'Avviso D che prevede sempre il “Sostegno alla qualificazione e innovazione del sistema associativo sportivo a livello regionale" è riservato alle associazioni e società sportive dilettantistiche, agli enti morali e alle associazioni di promozione sociale.

All’Avviso F "Acquisto attrezzature tecnico sportive" possono candidarsi enti e associazioni.

All’Avviso G "Concessione di contributi a favore della pratica sportiva degli atleti con disabilità" possono candidarsi gli atleti paralimpici.

 Condizione essenziale per tutti è essere regolarmente iscritti al portale www.pugliasportiva.it al link "Contributi Economici".  Le istanze possono essere presentate esclusivamente con PEC, Posta Elettronica Certificata, all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Pubblicato in Sport

La trasformazione del siste­ma del 118 in Puglia, la tutela degli infermieri precari nella Asl puglie­si, la figura professionale dell’ope­ratore socio-sanitario e l'assisten­za per le patologie neurodegenerative son stati i principali temi af­frontati nella Commissione Sanità del Consiglio regionale del­la Puglia. Sull’istituenda Azienda regionale dell’emergenza urgenza (Areu) e’ intervenuto anche il pre­sidente della Regione Puglia, Mi­chele Emiliano, partecipando alle audizioni del presidente della So­cietà italiana 118, dei responsabili delle Centrali operative provincia­li, dei rappresenti del volontariato, della Fials, della Fimmg e dell’Usb. “Vogliamo creare - ha spie­gato Emiliano - un’azienda come un’Asl, unica per tutta la regione, un’azienda nella quale assume­re direttamente tutti i medici ed il personale del 118”.

“La situazione oggi - ha prose­guito - vede invece i medici assunti con una convenzione, non come di­pendenti del sistema sanitario re­gionale, e il personale, gli autisti, gli infermieri, gli operatori sanita­ri che per buona parte sono mes­si a disposizione da organizzazio­ni di volontariato”.

La Commissione ha inoltre ascoltato una rappresentanza de­gli infermieri precari delle Asl, prendendo atto che si sta lavoran­do ad un piano di fabbisogno in grado di consentire il ricorso alle proroghe dei contratti. Questione, questa, che riguar­da nell’immediato 164 unità della Asl Bari che dal 31 ottobre rischia­no di non vedersi prorogato il con­tratto. La Commissione ha poi ri­chiesto, con l’invio di un documen­to al governo regionale, l’istituzio­ne di un tavolo sulle patologie neurodegenerative, chiedendo l’impe­gno sul tema dell’assistenza e del­le cure domiciliari integrate (Adi), erogate a persone con patologie che presentano un elevato grado di complessità’, instabilità clini­ca e sintomi di difficile controllo. In riunione congiunta con la Com­missione Lavoro sono state infine approvate a maggioranza, con l’a­stensione di FI e M5S, le modifiche al Regolamento regionale relativo alla figura professionale di opera­tore socio-sanitario, nomando so­prattutto sull’accesso ai corsi di ri­qualificazione per il conseguimen­to della qualifica di Operatore sociosanitario (Oss).

Pubblicato in Sanità

Approvata la graduatoria per il rifacimento delle reti di fogna bianca nei comuni pugliesi.

Sono arrivate 154 domande per un fabbisogno complessivo di 150.844.000 euro: cifre che evidenziano il notevole fabbisogno pubblico e la particolare sensibilità.

A conclusione del proprio lavoro, la Commissione ha fornito i risultati da cui risulta: finanziati 28 progetti, finanziabili con risorse da reperire 122 progetti, esclusi 4 progetti.

Con determinazione della Sezione Lavori Pubblici era infatti stato adottato, a suo tempo, l’Avviso Pubblico per la selezione di “Interventi relativi alla realizzazione di sistemi per la gestione delle acque pluviali nei centri abitati”.

Il bando era finalizzato alla realizzazione e/o adeguamento dei recapiti finali, al completamento degli schemi idrici di fognatura pluviale nei centri abitati, alla realizzazione di infrastrutture idrauliche atte alla separazione delle acque nere dalle acque bianche, alla realizzazione di schemi idrici per favorire il recupero e riutilizzo.

La dotazione finanziaria è pari a 30.000.000 euro a valere sul POR Puglia 2014-2020.

Lo smaltimento delle acque pluviali in recettori finali senza il previo trattamento - ha commentato l’assessore ai Lavori Pubblici a Giovanni Giannini - rappresenta un impatto negativo su suolo e sottosuolo; pertanto, è necessario potenziare le reti pluviali sui territori edificati ed i relativi recapiti finali , sia per evitare i consueti disastrosi allagamenti con cui ci siamo abituati a confrontarci ad ogni minimo evento piovoso, sia anche per limitare sensibilmente l’afflusso di portata anomala in ingresso agli impianti di depurazione, specie nel caso di eventi meteorici intensi.

Indubbiamente la dotazione economica dell'azione è palesemente ridotta rispetto al fabbisogno, ma intanto si potranno attuare gli interventi che, in esito ad una valutazione oggettiva, sono risultati più meritevoli ed efficaci rispetto alle finalità del bando ed ai relativi parametri di misurazione.

Fermo restando l'impegno a reperire eventuali maggiori e nuove risorse da dedicare allo scorrimento della graduatoria, consentito dallo stesso bando, l'approvazione della graduatoria relativa ai primi interventi ammissibili al finanziamento disponibile è un passo importante verso obbiettivi di conservazione e miglioramento della qualità dei corpi idrici pugliesi, nonché di sicurezza dei cittadini dagli allagamenti: obiettivi concreti che stanno a cuore alla Giunta regionale e ne caratterizzano l'azione di Governo”.

Pubblicato in Ambiente

La povertà, almeno per ora, non è stata abolita. Tutt’altro. A Bari ri­guarda quasi 6mila nuclei familia­ri che, stando a quanto dichiarato, vivono con un reddito inferiore ai 6mila euro all’anno. Non tutti, pe­rò, sembrano avere davvero biso­gno di un contributo economico per mandare avanti la famiglia. Al­meno nei casi in cui il sostegno fi­nanziario è vincolato allo svolgi­mento di un tirocinio formativo. È il caso del Reddito di dignità, il cosiddetto Red, una misura di contrasto alla povertà e di suppor­to all’inserimento sociale e lavora­tivo promossa dalla Regione Pu­glia, che garantisce ai cittadini più indigenti la possibilità di se­guire tirocini retribuiti fino a un massimo di 600 euro. I baresi che pur avendo presentato domanda per ottenere il Red, hanno rinun­ciato al bonus sono quasi uno su due.

Pubblicato in Economia

Nei prossimi mesi Acquedotto Pugliese avvierà un piano decennale di sostituzione dell'intero parco contatori, costituito da un milione di apparecchiature, con contatori intelligenti gestiti in telelettura, per un investimento annuo di 15 milioni.
    Il nuovo progetto di telelettura - è detto in una nota - si chiama Smart Metering AQP e ha come ambizioso obiettivo la gestione di tutti i nuovi misuratori installati mediante un'infrastruttura di comunicazione che operi nel modello dell'Internet of Things. Smart Metering AQP porterà con sé numerosi vantaggi: dai nuovi servizi smart, quali, ad esempio, l'accesso ai consumi attraverso apparecchiature mobile, alla fatturazione a conguaglio, fino all'ottimizzazione della gestione delle reti idriche, contribuendo così alla riduzione delle perdite.
    "Agevolare la vita dei nostri clienti, rendere più semplici e fruibili i nostri servizi è uno degli obiettivi che ci sta a cuore", spiega il presidente di AQP, Simeone di Cagno Abbrescia.

Pubblicato in Società

I giovani pugliesi hanno presentato poche domande per la misura statale “Resto al Sud” ma la vitalità imprenditoriale del territorio è testimoniata dal gradimento  per l’analogo strumento regionale NIDI (Nuove iniziative di impresa) e per la misura dedicata ai giovani innovativi, PIN (Pugliesi Innovativi).

A fronte delle 67 istanze di Resto al Sud, infatti,  si registrano complessivamente quasi tremila domande, 1500 sullo strumento NIDI e circa 1440 su PIN.

 Questo potrebbe spiegare  la scarsità di richieste ottenuta dalla misura voluta dal governo e gestita da Invitalia per evitare l’emigrazione dal Mezzogiorno. Agli aspiranti imprenditori che operano in Puglia, evidentemente NIDI e PIN appaiono più attrattivi.

 “Sarebbe auspicabile una maggiore collaborazione per la costruzione degli incentivi”, ha sottolineato l’assessore alle Politiche giovanili Raffaele Piemontese. “Il monitoraggio presentato dal ministro Lezzi ci offre l’occasione per invitare il Governo nazionale a collaborare con le Regioni per concordare le misure e non sovrapporle a quelle già attive da tempo e che evidentemente incontrano il gradimento dei beneficiari regionali. Così gli strumenti sarebbero più efficaci, nettamente migliori i risultati e vi sarebbe un impiego più efficiente delle risorse. Al netto delle specifiche tecniche dello strumento, c’è un tema di prossimità nell’erogazione dei servizi che non andrebbe sottovalutato.

Abbiamo, quindi, già una proposta: discutiamo insieme di come le risorse non impiegate In Puglia sui progetti, possano essere riprogrammate sui servizi di accompagnamento alla creazione di impresa o per il follow up, magari per sostenere la creazione di reti o percorsi di crescita e internazionalizzazione.

Su questi temi la Puglia è pronta sin da oggi a collaborare”. 

Nel dettaglio, i numeri forniti da Puglia Sviluppo che gestisce NIDI in qualità di organismo finanziario, parlano chiaro: con l’incentivo NIDI del nuovo ciclo di programmazione sono arrivate al 18 giugno 2018 ben 1.448 domande per un investimento medio previsto pari a 65.761 euro.

Questi numeri si aggiungono all’analogo strumento attivato nel precedente ciclo di fondi strutturali. Tra l’uno e l’altro sono stati generati investimenti per oltre 92 milioni di euro e concesse agevolazioni per 89,5 milioni. L’incentivo ha dato l’opportunità di autoimpiego a 2.278 soggetti (soci delle 1.596 imprese beneficiarie) precedentemente in condizioni di svantaggio lavorativo.

I motivi di questa attrattività sono nelle caratteristiche stesse dello strumento. NIDI permette infatti di avviare una nuova impresa con un contributo a fondo perduto e un prestito rimborsabile. L’intervento rende possibile a persone con difficoltà di accesso al mondo del lavoro, non solo giovani, anche donne, disoccupati, lavoratori precari con partita Iva e persone che stanno per perdere il posto di lavoro, di risolvere il proprio problema occupazionale attraverso l’autoimpiego. Le agevolazioni possono arrivare fino a 120mila euro per gli investimenti e 10mila euro per le spese di funzionamento. L’aiuto sugli investimenti è concesso inoltre per metà a fondo perduto e per metà come prestito a tasso zero, per spese comprese tra 10mila e 150mila euro.

NIDI attrae di più rispetto a Resto al Sud non solo per la più ampia platea di destinatari (non solo i giovani), ma anche per l’intensità degli aiuti: NIDI prevede che questi siano ripartiti per il 50% a fondo perduto e per il 50% nella forma del prestito. Il fondo perduto ammonta al 50% sugli investimenti e al 100% sulle spese di gestione. Resto al Sud invece prevede un contributo a fondo perduto solo per il 35%. Quanto al prestito, quello di NIDI è a tasso zero ed è erogato direttamente da Puglia Sviluppo, senza richiesta di garanzie proprio perché i soggetti a cui si rivolge sono deboli, nel caso della misura nazionale invece il prestito è erogato direttamente da istituti di credito, ai quali occorre fornire le garanzie sotto forma di beni aziendali o altro, e sono previsti interessi.

L’altro tema è la prossimità tra le persone a cui si rivolge e gli uffici che gestiscono la misura. Lo strumento è per soggetti che aprono aziende in Puglia ed è gestito, a differenza della misura nazionale, direttamente nel territorio regionale. Questo favorisce il confronto in ogni fase del progetto. Nel caso di aspiranti imprenditori, giovani, donne o precari, è un elemento fondamentale per la riuscita dell’investimento. Puglia Sviluppo realizza veri e propri colloqui per valutare le competenze e la consapevolezza dei soggetti che si propongono e il loro reale coinvolgimento diretto nell’attività d’impresa; questi aspetti per la misura “Resto al Sud”, vengono verificati, ma esclusivamente sulla base delle informazioni presenti nel business-plan.

Infine NIDI prevede una modalità di erogazione delle agevolazioni, con anticipazioni che consentono alle imprese beneficiarie di realizzare gli investimenti senza la necessità di disporre di ingenti risorse finanziarie personali.

Un movimento di grande impatto positivo ha sviluppato anche il programma delle Politiche giovanili e dell'Agenzia regionale per la tecnologia e l'innovazione, partito due anni per finanziare idee di giovani dai 18 ai 35 anni. "Specie in una materia così importante come le politiche giovanili per l’autoimprenditorialità – osserva Piemontese – dobbiamo tutti avvertire il dovere di sfidarci nel fare sempre meglio". 

"Per migliorare 'Resto al Sud' - continua l'assessore regionale alle Politiche giovanili – siamo certi che il Governo nazionale vorrà confrontarsi positivamente con politiche di successo come quelle che, in Puglia, stiamo sperimentando con 'PIN', un programma che, a oggi, catalizza 1.442 progetti candidati, un esercito di ragazze e ragazzi che lavorano sulle proprie idee". 

"Finora - conclude Piemontese che ha la delega anche al Bilancio e alla Programmazione unitaria – abbiamo ammesso a finanziamento 358 progetti, con un valore economico che ha superato i 10 milioni di euro della dote iniziale del programma, soprattutto mobilitando servizi reali che accompagnano i primi passi di queste giovanissime imprese nel mercato; di queste, 209 sono già operative e hanno materialmente utilizzato 4 milioni e 304.283 euro, alimentando un’economia agganciata a elementi di innovazione tecnologica, culturale e sociale".

Pubblicato in Economia

Non solo la verifica - chiesta dal ministero dei Trasporti dopo la tragedia di Genova - su ponti e strade. Ma un rapporto completo sullo stato delle infrastrutture pu­gliesi, rapporto che dovrebbe essere pronto entro febbraio per elaborare poi un piano di intervento. È questo l’obiettivo del tavolo tecnico istituito dall’assessore ai Lavori pubblici, Gianni Giannini, che ha coinvolto i Comuni dell’Anci, l’Anas, i Consorzi di bonifica, l’Aqp e i gestori ferroviari: strade, ponti, binari, ma anche opere che si trovano nel territorio comunale come scuole, ospedali ed edifici pubblici, gran­di linee di adduzione idrica e dighe. La mappa verrà definita attraverso una ricognizione effettuata dai singoli proprietari delle infrastrutture (parte­ciperanno anche le Province), che do­vranno compilare una scheda tecnica per la raccolta dei dati sotto la regia dell’Agenzia per lo sviluppo del terri­torio (Asset) che si occuperà dell’analisi e della redazione dell’accordo. «Abbia­mo concordato - spiega Giannini - una linea di condotta innovativa, utile alla conoscenza e alla definizione omogenea delle problematiche relative alle infrastrutture pugliesi. Ol­tre a conoscere lo stato di salute delle singole opere, vogliamo avere uno strumento fondamentale per le prossime pro­grammazioni dei fondi regionali, statali ed europei». Nelle scorse settimane, a valle della tragedia di Genova, c’era stata una polemica per le parole di Giannini, cui il ministero aveva chiesto di compilare entro 10 giorni (cioè entro il 30 agosto) un elenco delle infrastrutture a rischio sul territorio pugliese. La Regione alla fine ha in qualche modo ottemperato, chiedendo ai singoli proprietari di segnalare le eventuali criticità e trasmettendo al Provveditorato per le opere pubbliche un elenco di oltre 100 infrastrutture pub­bliche che presentano situazioni di rischio. Un monitoraggio necessariamente affrettato e poco dettagliato, mancando di verifiche tecniche approfondite: lo stesso compito è stato affidato ai Comuni e alle Province, che dovrebbero inca­ricare tecnici esterni per compiere le perizie necessarie sui manufatti, senza tener conto della mancanza di fondi per operazioni di questo genere. In Puglia non è mai stato effettuato un monitoraggio delle opere pubbliche a rischio crollo, né tantomeno una stima delle risorse necessarie alla messa in sicurezza. Tuttavia la gran parte delle infrastrutture di grande comunicazione ha più di 30-40 anni, e su moltissime strade di competenza provinciale ponti e cavalcavia non ricevono manutenzione straordinaria ormai da anni. Stesso discorso per il patri­monio edilizio nelle città che, secondo l’Anci, al Sud vedrebbe 250mila costruzioni a rischio crollo.

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“È stato pubblicato ieri, sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia, il nuovo Avviso che promuove progetti di formazione per i giovani disoccupati finalizzati all’acquisizione di qualifiche professionali regionali nei settori «prioritari»” fa sapere l’Assessore all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro della Regione Puglia Sebastiano Leo.

“La Regione Puglia – continua Leo – da quando si è dotata di strumenti come il Repertorio Regionale delle Figure Professionale, effettua costantemente azioni di monitoraggio, analisi e valutazione delle esigenze di formazione attraverso i propri osservatori e uffici statistici ma anche accogliendo le segnalazioni inviate dal mondo dell’impresa, dalle associazioni datoriali e sindacali, dal mercato del lavoro, dal terzo settore e dagli enti di formazione.

Da questo attento lavoro di analisi e di ascolto è emerso chiaramente come alcune qualifiche professionali in determinati settori economici, definiti prioritari, risultino fornire maggiori prospettive di occupabilità dei formati. Questo Avviso – precisa l’Assessore – individua e finanzia interventi di formazione finalizzati all’acquisizione di qualifiche professionali utili al primo inserimento lavorativo proprio in questi settori ad alto tasso di occupabilità come agricoltura, zootecnia, silvicoltura e pesca, edilizia ed impiantistica, produzioni alimentari, ambiente, ecologia e sicurezza, informatica, turismo, alberghiero e ristorazione, spettacolo, tessile, abbigliamento, calzature e pelli”.

“I corsi di formazione – conclude Leo – saranno rivolti ai giovani pugliesi che non abbiano superato i 35 anni di età, che abbiano assolto al Diritto-dovere all'istruzione e alla formazione o ne siano prosciolti, e che siano disoccupati o inattivi. Ci aspettiamo progetti innovativi promossi in partenariato con il territorio, con possibilità di stage in regione e fuori regione e anche all’estero. Per questo bando abbiamo impegnato risorse importanti, pari a 7 milioni di euro a valere sul POR Puglia FESR-FSE 2014-2020. Siamo inoltre prossimi ad ampliare lo spettro dei settori “prioritari” con la Logistica e i Trasporti, da questo settore economico, infatti, registriamo un’importante domanda di determinate figure professionali”.

Le domande da parte degli Enti di formazione candidati dovranno essere inoltrate unicamente in via telematica attraverso la procedura on line Avviso n. 5/FSE/2018 Avviso pubblico per progetti di formazione finalizzati all'acquisizione di qualifiche professionali regionali nei settori "prioritari" POR Puglia FESR-FSE 2014-2020 - messa a disposizione all'indirizzo www.sistema.puglia.it nella Sezione Formazione Professionale alla voce Nuove Figure Professionali (link diretto www.sistema.puglia.it/SistemaPuglia/nuovefigureprofessionali) . La procedura sarà attivata a partire dalle ore 12:00 del giorno 24/10/2018 fino alle ore 12.00 del giorno 09/11/2018.

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Il presidente della regione Puglia Michele Emiliano ha nominato Cosimo Borracino (LeU) assessore alla competitività, attività economiche e consumatori, Energia, Reti e infrastrutture materiali per lo sviluppo, Ricerca e innovazione. Lo annuncia un comunicato della Regione. Emiliano ha altresì deciso di assegnare al vice presidente Antonio Nunziante le deleghe per la costruzione, manutenzione, attrezzaggio e dotazione di personale di tutte le strutture edilizie del sistema sanitario regionale, ed in particolare la delega alla spesa dei fondi regionali nazionali ed europei necessari alla loro realizzazione ed utilizzazione.

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La Campania lascia per strada gran parte dei fondi eu­ropei, ma si rivela decisamen­te virtuosa e vivace nella rin­corsa agli incentivi per le ini­ziative imprenditoriali al Sud; la Puglia invece utilizza più o meno tutto il fiume di risorse targato Bruxelles, ma rimane in fondo alla graduatoria delle regioni che sfruttano le op­portunità a vantaggio dei ter­ritori disagiati offerte dal go­verno nazionale. È questo lo scenario contraddittorio che affiora da numeri e luoghi re­lativi a “Resto al Sud”, la misu­ra attivata dal 15 gennaio e ge­stita da Invitalia che prevede misure adeguate per scongiu­rare il rischio di una desertifi­cazione del tessuto socioeco­nomico del Mezzogiorno. L’obiettivo, fissato con un decreto approvato dal gover­no Tanno scorso, è trattenere al Meridione spunti impren­ditoriali e iniziative in grado di rivitalizzare un territorio colpito da un’emigrazione che appare senza sosta. E proprio per dare qualche possibilità in più a chi decide di non prendere la strada del Nord o di traslocare all’estero, il nuo­vo governo prevede un allar­gamento della cerchia dei be­neficiari attraverso la legge di bilancio del 2019: a partire dall’anno prossimo la misura sarà estesa ai liberi professio­nisti, come annunciato dalla ministra per il Sud Barbara Lezzi nella «sua» Lecce du­rante un convegno organizza­to pochi giorni fa dal Collegio degli agrotecnici. Ma non è tutto. Perché gli incentivi non saranno più rivolti soltanto ai giovani tra i 18 e i 35 anni: il tetto di età è stato infatti in­nalzato fino ai 45 anni. Si tratta di novità tutt’altro che trascurabili, considerato che offrono la possibilità di tenere ancorati al territorio studi in grado di scalare le vet­te dell’eccellenza in diversi settori e di attrarre nomi pe­santi anche nel variegato mondo della ricerca applicata alle professioni. Tuttavia, spulciando i numeri delle ri­chieste presentate e approva­te si scopre che non tutte le regioni risultano pronte a co­gliere questo piccolo grande spiraglio utile per contrastare l’emigrazione dilagante conseguente impoverirne imprenditoriale e intellettuale. In questo scenario svetta la Campania. Che secondo i della Commissione europea ha speso solo il 3,7 per cento dei fondi Ue per il periodo 2014-2020, ma è bene attenta alle prospettive legate agli in­centivi nazionali visto che da qui sono partite e sono state accolte 647 domande. È il da­to più brillante in una gradua­toria in cui al secondo posto c’è la Calabria (236 istanze ac­cettate) seguita da Sicilia (221), Abruzzo e Sardegna (83), Puglia (67), Basilicata (27) e Molise (23). Il rovescio della medaglia è che oltre al dinamismo campano spicca la scarsa attenzione agli in­centivi di una terra come la Puglia, più volte invece ritenuta in virtuosa controten­denza rispetto allo scenario complessivo del Meridione. Questa volta non è così. Al punto che soltanto due regio­ni fanno peggio. Eppure “Re­sto al Sud” può davvero costi­tuire un percorso decisivo per le sorti delle nuove iniziative imprenditoriali. Basti pensare che secondo proiezioni ripor­tate dal Sole 24 Ore le doman­de che hanno ottenuto il via li­bera dovrebbero produrre in­vestimenti per 91,3 milioni di euro con notevoli ricadute oc­cupazionali: si prevedono infatti 5.272 posti in più nelle otto regioni coinvolte. Inoltre, dopo la novità annunciata dalla ministra Lezzi nel con­vegno di Lecce è facile ipotizzare una consistente crescita delle domande. Fino ad ora le agevolazioni sono state rivolte esclusivamente a iniziative in determi­nati settori: dal turismo all’in­dustria e all’artigianato, dalla trasformazione dei prodotti agricoli alla pesca, dall’acquacoltura alla fornitura di servizi alle imprese e alla per­sone. Insomma i liberi professionisti, che pure costituisco­no un nucleo molto rilevante in grandi città del Mezzogior­no come Napoli, Bari, Paler­mo e Catania, erano esclusi nonostante gli appelli a un’in­versione di rotta. Che adesso, dopo l’annuncio della mini­stra Lezzi, affiora su un oriz­zonte produttivo comunque incerto e si delinea come ima grande opportunità. A patto di saperla cogliere.

Pubblicato in Economia
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Reporter della tua città

21 Ottobre 2018 - 10:33:42

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