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E’ volontà dell’Amministrazione attivare forme di sostegno volte a valorizzare le capacità personali e professionali di cittadini residenti nel Comune di Vieste disoccupati con reddito ISEE pari o inferiore ad € 6.000,00 ed ISRE pari o inferiore ad € 3.000,00, attraverso l’attivazione di n. 20 cantieri sociali del valore nominale di 300,00 Euro. Con il cantiere sociale si intende offrire al beneficiario, l'opportunità di sperimentare, attraverso piccoli lavori di manutenzione o attività in favore di fasce deboli, un percorso che favorisca l'autonomia e l'apprendimento di specifiche mansioni lavorative. L’impegno in ambito sociale previsto è di n. 4 h/g per 20 gg., presso i seguenti ambiti, e precisamente: 

a) Servizio di piccola manutenzione - pulizia delle strade e immobili comunali;

b) Servizio accompagnamento trasporto disabili;

Attività del progetto:

Le attività proposte verranno calibrate in base alle attitudini personali, al bagaglio culturale ed esperienziale dell'individuo. Per ciascun cittadino si individueranno, infatti, gli ambiti più idonei.

I cittadini beneficiari dei cantieri sociali nell’espletamento delle loro attività, saranno affiancati dal personale dipendente di questa Amministrazione che avrà funzione di tutoraggio, supervisione e vigilanza.  A conclusione dell’impegno l’Ufficio Servizi sociali procederà alla corresponsione dell’importo di € 300,00. 

Destinatari del progetto:

Le categorie dei destinatari sono così individuate:

- cittadini residenti nel Comune di Vieste da almeno un anno, disoccupati, con dichiarazione ISEE, riferito alla dichiarazione dei redditi anno 2018, pari o inferiore ad € 6.000,00 ed ISRE pari o inferiore ad € 3.000,00.

     Non potranno produrre domanda per la partecipazione al progetto i cittadini che usufruiscono del REI e RED.

Sistema di monitoraggio:

E' previsto un sistema di valutazione dell'andamento progettuale, attuato attraverso la rilevazione delle presenze su appositi fogli approntati dal servizio sociale comunale.

Modalità dì presentazione della domanda

Le domande dovranno essere presentate presso l'Ufficio Servizi sociali del Comune di Vieste entro e non oltre l’8 marzo 2019 allegando:

1) certificato di disoccupazione;

2) reddito ISEE aggiornato;

3) fotocopia carta di identità e codice fiscale.

Il modello di domanda per la richiesta di inserimento nel progetto potrà essere scaricato sul sito Istituzionale del Comune di Vieste.

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Gli incontri di sensibilizzazione e prevenzione contro le truffe ai cittadini avverranno secondo il calendario pubblicato in banner.

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Il Comandante dell’ Ufficio Circondariale Marittimo – Guardia Costiera di Vieste, T.V. (CP) Giuseppe Saverio ZACCARO, accompagnato dal Capo di 2^ classe Paolo DI LERNIA, hanno incontrato i bambini delle classi seconde della scuola statale primaria “Don Luigi Fasanella” di Vieste. Scopo della visita è stato quello di trattare tematiche afferenti la tutela del territorio e dell’ambiente marino, nonché illustrare e sensibilizzare i futuri protagonisti della società, con l’ausilio di materiale didattico, al rispetto dell’ambiente. Alla fine della conferenza impostata ad hoc per i piccoli alunni, i militari hanno dato dei consigli e dei suggerimenti sui comportamenti da adottare non solo in ambito famigliare (per esempio, il non versare negli scarichi domestici, olio utilizzato), ma anche nei luoghi pubblici (come, assicurarsi di lasciare pulita la spiaggia dopo aver trascorso una giornata al mare). Il breve ciclo di conferenze è stato profondamente voluto dalla scuola primaria in questione che ha subito incontrato il favore della Guardia Costiera di Vieste, nel trattare una tematica rientrante in uno dei compiti istituzionali del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera. E’ bene ricordare che, il modo per regalare ai fanciulli un ambiente più pulito, passa dall’impegno che ciascun cittadino pone nell’adottare quei piccoli gesti quotidiani volti a salvaguardare l’ambiente, quali, per esempio, la raccolta differenziata dei rifiuti ed il risparmio energetico. Come cita un noto scrittore peruviano, “ogni individuo ha il potere di fare del mondo un posto migliore”.

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Dopo l'arrivo in gennaio di Vorzillo e il recente abbandono di Sorrentino la società corre ai ripari ancora una volta nel mercato di riparazione affidando il ruolo di guardia tiratrice al giovane Vincenzo De Angelis, laziale con numerose esperienze nei massimi campionati regionali a partire da Formia nella sua regione poi qui in Puglia con le maglie di Ceglie e Taranto. Fermo ad inizio stagione per problemi fisici è rientrato da poche settimane all'attività agonistica e dopo una settimana di prova é stato tesserato ed ha già calcato il parquet domenica scorsa ad Ostuni mostrando impegno e quella che é la sua miglior capacità : tirare! 2 su 4 dall'arco e 4 su 4 ai liberi in circa 24 minuti di utilizzo che lasciano ben sperare per le rimanenti gare di campionato!

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Nella serata di lunedì 18 febbraio u.s., a seguito di segnalazione e su disposizione e sotto il diretto controllo del Comandante del Circondario Marittimo di Vieste, T.V. (CP) Giuseppe Saverio Zaccaro, veniva eseguita una evacuazione medica a favore di un marittimo imbarcato su di un peschereccio in transito a circa 8 miglia nelle acque prospicenti la costa nord garganica, colto da malore. Il personale militare della Motovedetta CP880, dipendente dal Comando in intestazione, ha trasbordato il malcapitato e, una volta aver fatto ingresso presso il più vicino approdo, ovvero il Porto di Rodi Garganico, lo ha affidato alle cure del personale medico del 118, precedentemente allertato e prontamente giunto in banchina, per poi trasportarlo presso l’Ospedale sito in San Giovanni Rotondo, per gli ulteriori necessari accertamenti medici. Successivamente, la stessa CP880 ha scortato il peschereccio interessato fino all’ingresso nel Porto di Vieste. Si coglie l’occasione per ricordare che la partecipazione attiva dei cittadini (anche tramite il numero 1530) alle varie vicissitudini legate al mare risulta essere un ottimo contributo a preservare la vita umana in mare.

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L'associazione di promozione sociale "Ci vuole un seme", grazie al prezioso contributo della Regione Puglia "Staff Pin Giovani", si è impegnata per la realizzazione di un'aula didattica all'aperto, situata in loc. Palude mezzane con lo scopo di organizzare laboratori ludico - ricreativi per bambini/ragazzi. Obiettivo del progetto è quello di offrire l'opportunità di vivere un'esperienza educativa a contatto con la natura favorendo l'assunzione di comportamenti responsabili nei confronti dell'ambiente che ci circonda. In attesa dell'inizio delle attività all'aperto, l'associazione sta proponendo alle scuole della nostra città, la visione di un famoso documentario che presenta alcune semplici e rivoluzionarie idee volte a costruire un migliore futuro ambientale.

Sperando nell'interesse e nella collaborazione di altre associazioni e dell'amministrazione comunale,

si invita a seguire le nostre attività.

Associazione “Ci Vuole Un Seme”

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La passerella organizzata da Mad Mood in occasione della Milano Fashion Week vuole sottolineare la bellezza della moda e di una regione italiana davvero unica e speciale: la Puglia, rappresentata da ben 6 Brand che si misureranno con altri colleghi di livello internazionale.

Isabella di Matteo, Michele Casto, Carmen Clemente, Diamond Couture, Istituto Cordella, e Salvatore Caputo Shoes saranno infatti i protagonisti di una sfilata di moda al buio per sperimentare l'effetto “fashion” sui cinque sensi umani: giovedì 21 febbraio dalle 16, presso l'hotel Magna Pars Suites di via Forcella, la Milano Fashion Week si caratterizza per questa presentazione davvero originale delle collezioni Donna autunno-inverno 2019/2020.

La quinta edizione di questo evento moda organizzato da Mad Mood, uno dei format più audaci e particolari ideato da Marianna Miceli, prevede come unico elemento illuminato la passerella: il pubblico sarà invece completamente al buio e ciò avrà modo di esaltare la percezione dei 5 sensi attraverso esperienze sensoriali relative a gusto (cioccolatini Rovelli), olfatto (Aqua Apulia), udito (musica a tema), vista (le collezioni in passerella), tatto (i tessuti utilizzati). Aqua Apulia sarà l'ambasciatrice sensoriale della regione Puglia: la sua delicata fragranza ricorderà al pubblico la brezza marina e profumi e sapori peculiari della nostra bellissima terra.

Mad Mood continua così la sua mission di promozione della moda, dello stile e del design senza dimenticare però le sue radici pugliesi: nata con l'intento di divulgare le bellezze del territorio, l'agenzia guidata da Marianna Miceli si caratterizza ora per una forte presenza in Salento, con uno showroom a Lecce dove espone le creazioni fashion più all'avanguardia nel campo dell'abbigliamento e degli abiti da cerimonia e da sposa.

A questo proposito è interessante notare la forte presenza di sponsor e partner di provenienza pugliese a supporto della sfilata di moda milanese: dal Team Officina Paar per le acconciature, Antonella Veronique Vadruccio per il trucco e l'Istituto Cordella che coordinerà il Backstage con 10 allievi. La sfilata presenterà inoltre il lifestyle internazionale raccontando territori e culture provenienti da tutto il mondo attraverso la moda e le collezioni di stilisti internazionali: dal Marocco all'Arabia Saudita, dall'India alla Russia senza dimenticare lo stile italiano che sarà immancabilmente protagonista. E ancora, la collaborazione internazionale con la India Fashion Week connota l'evento moda Mad Mood come un vero e proprio laboratorio di stile “globale” che riunisce le principali fonti di nuove esperienze delle economie emergenti nel mondo del fashion odierno. Da notare la sfilata di moda per bambini, organizzata con una particolare sinergia stabilita con la Kids Fashion Week del Kazakistan: tra gli stilisti in passerella proporrà la sua collezione un giovanissimo stilista di soli 14 anni! Cinque sensi, emozioni e partnership internazionali dunque saranno il motore di un evento moda unico nel suo genere: pubblico al buio, sensi e moda internazionale in piena luce per la Milano Fashion Week, con le eccellenze della moda pugliese in grande evidenza.

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Nulla da fare per la Bisanum Vieste in una delle trasferte più impegnative del cam­pionato pugliese di serie C Gold maschile di basket. Biancazzurri battuti sul campo della Cestistica Ostuni, squadra tra le migliori del torneo e terza in classifica. Sconfitta a testa alta per il quintetto allenato da Ciociola, superato con il risultato di 73-65. A Ostuni, nella settima giornata di ritorno, Compa­gnoni e soci hanno tentato l’impresa, provando a tenere testa alla forte compagine di casa, ma alla fine hanno do­vuto alzare bandiera bianca. Il primo quarto si è concluso sul 22-20 a favore dei padroni di casa, che poi hanno terminato in vantaggio anche il secondo periodo (44-30) e la terza frazione (61-44), fino a condurre in porto la vittoria con il risultato di 73-65. Tre i cestisti in doppia cifra per la Ce­stistica Ostuni: Manchisi, miglior marcatore dell’incontro con 20 punti; Caloia e Kazdevicius, che hanno messo a segno 13 punti a testa. Per la Bisanum in doppia cifra Compa­gnoni (13 punti), Vorzillo (13), Lauriola (10) e il neo acquisto De Angelis (10), guardia e ala piccola, classe ‘94, ex Ceglie e Ta­ranto, tesserato nei giorni scorsi. A canestro infine, per il club del Gargano, anche Sorrentino (9 punti), Samija (7) e Simeoli (3). In classifica, Vieste è in fondo a quota 12 punti (6 vittorie e 12 battute d’arresto), in compagnia di altre tre for­mazioni: Taranto, Monteroni e Mola. Diventa a questo punto fondamentale, per il quintetto di Ciociola, evitare la penultima e l’ultima posizione, che vorrebbero dire dover di­sputare i play-out al termine della stagione regolare. Un campionato che resta molto equilibrato e combattuto, alla luce anche delle sconfitte subite domenica scorsa dalle big Monopoli e Ceglie. Non ci sono partite scontate. Tomeo che si appresta a vivere il rush finale. Al termine della stagione regolare mancano infatti quattro giornate. Domenica prossima il calendario prevede un’altra dura sfida per la Bisanum, che ospiterà la capolista Lecce (ore 18, al centro “Omnisport”).

I RISULTATI

 Ostuni-Vieste 73-65

Ceglie-Altamura 68-75

Lecce-Ruvo 77-61

Castellaneta-Monopoli 87-73

Taranto-Mola 70-73

Francavilla Fontana-Monteroni 103-85

LA CLASSIFICA

Lecce 30

Monopoli 28

Ostimi 24

Ceglie 22

Ruvo 20

Altamura 16

Francavilla Fontana e Castellaneta 14

Ta­ranto, Monteroni, Vieste e Mola 12

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Accolta la richiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia, il gip di Bari Giovanni Anglana ha di­sposto per il 13 marzo davanti ai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Foggia il processo immediato «Agosto di fuoco» nei confronti di 7 garganici (6 viestani e un manfredoniano) e 1 romeno. Gli 8 imputati sono coinvolti nell’omo­nimo blitz antidroga di Polizia e Dda che tra agosto e novembre scorso in tre mo­menti differenti fu contrassegnato dall’ar­resto di 10 persone accusate a vario titolo di traffico di droga aggravato dalla mafiosità; spaccio di cocaina e marijuana; detenzione e porto illegale di armi sempre aggravato dalla mafiosità. L’inchiesta «Agosto di fuoco» coinvolge anche presunti esponenti del clan capeg­giato dal giovane viestano Girolamo Perna (estraneo al blitz), ritenuto al ver­tice della batteria rivale di quella del suo ex amico Marco Raduano. Proprio la contrapposizione tra le due batterie, fi­nalizzata essenzialmente alla leadership per i traffici di droga nell’importante piazza viestana, sarebbe all’origine di gran parte dei 15 omicidi e agguati falliti avvenuti nel centro garganico dal gen­naio 2015 alla primavera 2018, fatti di san­gue tutti ancora in cerca di autore. Il processo immediato, che serve a sal­tare l’udienza preliminare, è stato chiesto e ottenuto dalla Dda nei confronti dei viestani Claudio lannoli, 43 anni; del cugino Giovanni lannoli di 32 anni, ri­tenuti al vertice del gruppo insieme a Perna; Raffaele Giorgio Prencipe, 34 anni; Carmine Romano, 49 anni; Giu­seppe Stramacchia, 32 anni; e Giovannantonio Cariglia, 22 anni; del manfre­doniano Gaetano Renegaldo di 40 anni; e del romeno Stefan Cealicu di 43 anni, pure residente a Vieste. Di fronte alla fissazione del processo immediato il nu­trito difensivo (gli avvocati Salvatore Vescera, Fortunato Rendiniello, Mi­chele Arena, Rosario Marino, Gian­carlo Chiariello, Nicola Totaro e Mi­chele Candiani) chiederà (alcuni l’han­no già fatto) il processo abbreviato per molti imputati che si celebrerà quindi davanti al gup di Bari. Mentre i difensori di Cariglia - gli avvocati Chiariello e Raul Pellegrini - hanno patteggiato con la Dda una condanna a 2 anni per il giovane garganico che ha una posizione margi­nale, in quanto risponde soltanto di de­tenzione e porto illegale di una pistola: inizialmente gli era contestata l’aggra­vante della mafiosità, poi caduta nel corso delle indagini preliminari: sulla proposta di patteggiamento è attesa la decisione del giudice. Se il blitz antidroga del 7 agosto 2018 della Dda e dei carabinieri del reparto operativo di Foggia colpì 4 persone tra cui il capo clan Marco Raduano che fu fer­mato per traffico di droga aggravato dalla mafiosità, l’operazione «Agosto di fuoco» della Polizia sempre coordinata dalla Dda, coinvolse presunti esponenti del gruppo rivale Perna. Operazione in tre atti quella condotta dal «gruppo Gargano» della squadra mobile foggiana, colleghi del commissariato di Manfredonia e del Servizio centrale operativo della Polizia di Roma. Il primo atto dell’indagine an­tidroga all’alba del 21 agosto quando fi­nirono in carcere i cugini Claudio e Gio­vanni Iannoli, bloccati a Vieste in ese­cuzione di decreti di fermo spiccati dalla Dda. Il successivo 10 settembre il gip del Tribunale di Bari accogliendo le richieste della Procura antimafia firmò 7 ordinan­ze di custodia cautelare in carcere ancora nei confronti dei cugini Iannoli (gli vennero notificate in cella) e dei compaesani Prencipe, Romano, Stramacchia, Cariglia e del romeno Cealicu. Infine il 4 novembre nel prosieguo delle indagini fu disposto dal gip l’arresto-ter di Claudio Iannoli, quello-bis di Raffaele Giorgio Prencipe, e quello del manfredoniano Gaetano Rene­galdo sul presupposto che quest’ultimo avesse rifornito i due coimputati viestani di cocaina per 70mila euro. L’accusa poggia essenzialmente su in­tercettazioni, nel corso delle indagini fu­rono sequestrati ingenti quantitativi di droga; i fatti contestati vanno riguardano la primavera/estate del 2018.

 

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 DDA contesta a 4 imputati aggravante della mafiosità

 Sono 11 i capi d’imputazione - droga e armi - contestati dalla Dda a vario titolo agli 8 imputati dell’in­chiesta «Agosto di fuoco» con­dotta dalla Polizia a Vieste e che ha coinvolto anche pre­sunti esponenti del clan Perna. Il più grave reato di traffico di droga, cocaina e marijuana, ag­gravato dalla mafiosità viene contestato a 7 imputati: i cugini Giovanni e Claudio Iannoli; i compaesani Raffaele Giorgio Prencipe, Giuseppe Stramacchia, Carmi­ne Romano; il manfredoniano Gaetano Renegaldo; e il romeno do­miciliato a Vieste Stefan Cealicu. I cugini Iannoli sono considerati gli or­ganizzatori del traf­fico di droga «rac­cordando l’attività dei sodali cui assi­curavano» si legge nel capo d’imputazione «costante ap­poggio logistico; in­trattenendo i con­tatti con i fornitori e gli intermediari; fornendo indicazio­ni operative quan­to ai canali di approvvigiona­mento, alle modalità di occul­tamento dello stupefacente ed alle resti di distribuzione della droga». Prencipe, Stramacchia, Carmine e Cealicu sono indicati invece «quali partecipi dell’associazione per delinque­re con compiti di approvvigio­namento, occultamento, taglio, confezionamento, distribuzio­ne agli intermediari minori e di spaccio sulle piazze locali»; mentite il manfredoniano Renegaldo viene indicato a sua volta come partecipe del pre­sunto clan di trafficanti «con il compito di fornire considere­voli quantitativi di stupefacen­te». Del clan di trafficanti - dice l’accusa - avrebbe fatto parte anche Gianmarco Pecorelli, il ventiduenne viestano assas­sinato da killer ancora ignoti la mattina del 19 giugno del 2018 quando venne ferito anche un suo amico: i due giovani erano a bordo di uno scooter che in località «Mandrione» fu affian­cato da un’auto con a bordo due o più sicari che fecero fuoco. A 4 dei 7 presunti trafficanti di droga - i cugini Iannoli, Pren­cipe e Renegaldo - la Dda con­testa infine 1’aggravante della mafiosità «per aver commesso il fatto al fine di agevolare la più vasta compagine criminale facente capo a Girolamo Perna nell’ambito della violenta guer­ra di mafia con la fazione con­trapposta facente capo a Marco Raduano, per il controllo ege­monico del territorio viestano e l’assunzione del monopolio a Vieste nella gestione e com­mercio degli stupefacenti». Ci sono poi 6 singole im­putazioni di spaccio: Prencipe per aver venduto a un com­paesano una dose di cocaina in cambio di 20 euro; per il pos­sesso di ulteriori 9 grammi di cocaina nascosti nel cimitero di Vieste e destinati allo spac­cio; ancora Prencipe e Cealicu rispondono di detenzione ai fi­ni di spaccio di un etto di co­caina, definita «la bomba» e «il pane bianco», da cui si sareb­bero potute ricavare 502 dosi e nascosto sotto un cumulo di pietre in località «Coppitella»; ancora Prencipe, Stramacchia e i cugini Iannoli sono accusati di aver detenuto e venduto, an­che utilizzando intermediari, «considerevoli quantitativi di marijuana»; Prencipe, i cugini Iannoli sono accusati ancora (insieme a Pecorelli ammaz­zato nel giugno scorso) di aver detenuto e in parte venduto circa 40mila euro tra cocaina, hashish e marijuana; i due cu­gini e con loro ancora Prencipe e Romano infine rispondono di aver detenuto 2 chili di ma­rijuana, da cui si sarebbero potute ricavare 11110 dosi: quella droga sarebbe stata ce­duta a tre viestani (per i quali c’è un processo a parte) che furono arrestati in flagranza dalla Polizia l’8 agosto del 2018, col sequestro dello stupefacen­te; Claudio Iannoli, Prencipe e il manfredoniano Renegaldo infine rispondono della cessio­ne da parte del sipontino ai due garganici di cocaina per 70mila euro, destinata allo spaccio sul­la piazza viestana. Ci sono poi tre imputazioni in materia di deten­zione e porto ille­gale di armi. Pren­cipe e Cealicu avrebbero detenu­to una pistola (al primo viene conte­stata l’aggravante della mafiosità); i cugini Claudio e Giovanni Iannoli avrebbero invece detenuto illegale numerosi fucili e pistole (nelle inter­cettazioni si parla di «ferri lunghi» e «ferri piccoli»), sempre con l’aggra­vante della mafio­sità. Infine c’è la po­sizione dell’ottavo imputato dell’inchiesta «Ago­sto di fuoco», il ventiduenne viestano Giovannantonio Cariglia che ha un ruolo mar­ginale: è estraneo al filone investigativo della droga ed è ac­cusato solo della detenzione e porto illegale di una pistola «che su incarico di Giovanni Iannoli prelevò dal luogo dov’era nascosta per conse­gnarla a Claudio Iannoli». I suoi difensori e la Dda hanno patteggiato una condanna a 2 anni su cui si attende la pro­nuncia del giudice.

GAZZETTACAPITANATA

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