Se gli Italiani sono famosi per il canto non è solo merito dell’opera lirica.
C’è tutta una tradizione di interpreti di belcanto, che parte dai primi del Novecento e arriva alla metà del secolo, che con le loro melodie hanno contribuito allo fama dell’Italia in campo musicale.
Il concerto di questa sera vuole appunto essere un omaggio a questa musica, cosiddetta
“di facile ascolto”, che passa per l’operetta e arriva alla canzone italiana degli anni ‘30, 40,’50, fino agli albori del Festival di Sanremo.
Vogliamo proporvi quel genere che ha caratterizzato la musica popolare del secolo scorso e che è stata indubbiamente la base del genere attualmente definito “pop”. Si passerà così dalla romanza italiana da salotto – Tosti, per intenderci – per arrivare fino in America, al musical, del quale il grande Leonard Bernstein è stato uno dei massimi compositori. Un tenore di prim’ordine, Stefano Consolini, accompagnato da un pianista sensibile come Dragan Babic, vi condurranno lungo un percorso musicale ricco di nostalgia e suggestioni.

Stefano Consolini
Diplomatosi al Corso di perfezionamento del Teatro Comunale di Bologna sotto la guida del Maestro Paride Venturi, da subito si delinea per lui una brillante carriera di tenore co-protagonista. Apprezzato per le sue doti musicali e sceniche, collabora coi maggiori direttori e registi presso le Fondazioni e i teatri di tradizione sia in Italia sia all’estero.
Vasto è il suo repertorio, che spazia dal melodramma, all’operetta e alla musica contemporanea.Svolge altresì un’attività concertistica con un apprezzato repertorio di musica da salotto e canzoni italiane del ‘900.

Dragan Babic
Diplomantosi al Conservatorio di Bologna, ha poi preso parte a svariate masterclass di perfezionamento in Italia e all’estero.
Come Maestro Collaboratore svolge intensa attività concertistica di musica da camera e operistica, affiancando Artisti lirici di fama nternazionale (per citarne solo alcuni: Antonacci, Kabaivanska, Dessì, D’Intino, Ganassi, Bruson, Pertusi, Praticò).
E’ stato ospite al Festival Estivo di Zagabria, dove ha accompagnato il celebre violoncellista croato W. Despalj.
E’ pianista ufficiale di concorsi lirici internazionali ed ha accompagnato le selezioni del concorso RAI per nuove voci liriche “Tour de Chant” condotto da Pippo Baudo.
Al suo attivo ha varie partecipazioni a trasmissioni televisive.

Programma

Tosti L’ultima Canzone
Lehar/Frasquita Dell’alcova nel tepor
Lehar/Fruhling Nell’armadio delle signore
Lombardo/Ranzatoda Il Paese dei Campanelli ,“Lu Tu”
Innocenzi/Sopranzi Mille lire al mese
Carr/Kennedy Serenata Messicana
C.A. Bixio/Nisa La strada nel bosco
Martelli/Castellani/Concina Usignolo
Innocenzi Addio sogni di gloria
Wright/Forrest Stranger in paradise
Bernstein Tonight

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Nel 1974 il celebre bandaneonista e compositore argentino Astor Piazzolla incontra Gerry Mulligan, altrettanto celebre sassofonista statunitense: due “mostri sacri”, considerati tra i più alti esponenti della scena musicale mondiale del Novecento. Da questo incontro artistico nasce un album che ancora oggi è uno tra i best seller della musica di tutti i tempi. Il disco, registrato a Milano, comprende otto composizioni, sette scritte da Piazzolla e una da Mulligan. La fusione tra il Tango nuevo di Astor Piazzolla (uno stile che i ballerini tradizionalisti rifiutano come tango e che molto raramente viene proposto nelle sale da ballo) e il jazz personalissimo di Gerry Mulligan, sostenuti da una orchestra di musicisti italiani e argentini, ha portato momenti di grande intensità all’intero album, che è stato definito “un disco memorabile, di rara bellezza”. Quelli che vi proponiamo stasera, nella raccolta intimità di Largo Terra, sono appunto i brani contenuti in questo mitico album.

Manuel Padula
Manuel Padula si diploma al Conservatorio di Foggia laureandosi con il massimo dei voti e la lode, frequentando anche svariate masterclass di perfezionamento. Ha preso parte a diversi concorsi sia nella sezione solisti sia in quella di musica da camera. Dal 2010 è primo sassofono soprano/sopranino nell’ensemble Saxofonia. Ha tenuto concerti in duo con pianoforte e collaborato con diverse formazioni orchestrali. Nel 2015 conosce il M° Daniele Faziani, che per lui compone un pezzo che gli farà vincere il Concorso Internazionale Garganum. Nel 2016 si esibisce al Teatro Comunale di Bologna come solista. All’attività esecutiva affianca un profondo interesse per la direzione d’orchestra, l’insegnamento e la divulgazione musicale in tutto il territorio garganico.

Luca Cocomazzi
Luca Cocomazzi si diploma in pianoforte con il massimo dei voti e la lode al Conservatorio di Rodi Garganico, studiando con i maestri Enrico Camerini, Massimiliano Motterle e Fiorenzo Pascalucci. Oltre allo studio dello strumento, Luca segue anche il Corso di composizione sotto la guida del maestro Vittorio Montalti, nello stesso Conservatorio. Partecipa a diversi Concorsi nazionali conseguendo brillanti risultati e classificandosi sempre ai primi posti. Si è inoltre esibito in vari ambiti, manifestando una grande curiosità nell’esplorazione di diversi repertori. Attivo anche sul versante della musica da camera, attualmente collabora in duo con il sassofonista Manuel Padula. Ha frequentato masterclasses con i maestri Andrew Wright, Andres Diaz e Bruno Canino, facendosi apprezzare per la sua sensibilità musicale.
Programma
20 Years Ago (Hace Veinte Años)
Close Your Eyes And Listen (Cierra Tus Ojos y Escucha)
Years Of Solitude (Años de Soledad)
20 Years After (Veinte Años Despues)
Remiscence (Reminiscencia)
Summit (Reunion Cumbre)
Libertango
Oblivion

 

 

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Informazione pubblicitaria/ “Siamo tutti mortali fino al primo bacio e al secondo bicchiere di vino bevuto all’AGRITURISMO BIORUSSI”

Ogni filo d’erba all’Agriturismo Biorussi sembra contenere una biblioteca dedicata alla meraviglia, al silenzio e alla bontà.
Vi aspettiamo....

Nel Parco Nazionale del Gargano
Agriturismo Biorussi
Loc. Contrada Macchiarotonda
Carpino – a ridosso del Lago di Varano -

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IL MANIFESTO DELLA CNA

Chi siamo CNA VICO DEL GARGANO Presidente Antonio Del Conte Segretario Rag. Michele Pupillo
• Siamo gli imprenditori dell’artigianato, dell’industria, del commercio e del turismo; siamo i lavoratori autonomi e i professionisti
• Siamo gli imprenditori che operano sul mercato concorrenziale, senza privilegi, sussidi, protezioni
• Siamo gli imprenditori che rischiano, investono e lavorano nelle proprie imprese, animati da una profonda etica del lavoro
• Siamo gli imprenditori che sostengono la legalità, la professionalità e la competenza. Disponibili e corretti nei rapporti con clienti e fornitori
• Siamo gli imprenditori del territorio che animano e rendono attrattive le città e consentono di godere delle bellezze artistiche e paesaggistiche dell’Italia
• Siamo gli imprenditori che conoscono il valore del territorio e rispettano l’ambiente
• Siamo gli imprenditori dell’economia reale che creano valore attraverso la qualità e la bellezza dei loro prodotti e fanno grande il Made in Italy nel mondo
• Siamo gli imprenditori che creano occupazione, integrano i lavoratori stranieri, trasmettono arti e mestieri e valorizzano le capacità e l’impegno dei propri collaboratori
• Siamo gli imprenditori che sostengono l’economia e lo sviluppo del Paese, adattandosi con flessibilità ai cicli economici, attraverso l’innovazione tecnologica diffusa
• Siamo gli imprenditori che si riconoscono in CNA, una grande rete di imprese italiane
Cosa vogliamo
• Vogliamo un Paese in cui fare impresa sia facile e gratificante
• Vogliamo ottenere le migliori condizioni per lo sviluppo delle nostre imprese: fisco, credito, energia, lavoro, semplificazione della burocrazia
• Vogliamo operare a condizioni di parità nei mercati senza rendite, monopoli, imprese assistite, abusivi e contraffattori
• Vogliamo essere riconosciuti dalle istituzioni e dai sindacati per la specificità dell’artigianato e delle nostre imprese, leve fondamentali dello sviluppo economico, della creazione di occupazione e di ricchezza
• Vogliamo collaborare con i governi locali, regionali, nazionali ed europei per la ripresa dell’economia, lo sviluppo dell’occupazione, la rigenerazione delle città, il rilancio del turismo, l’innovazione
• Vogliamo uno Stato moderno, democratico, inclusivo, snello, efficace, efficiente, che investe nello sviluppo e nella formazione
• Vogliamo essere in Europa e nel mondo con la nostra intelligenza, creatività, passione
• Vogliamo valorizzare nei giovani spirito imprenditoriale, competenze, professionalità, idee, creatività
• Vogliamo rafforzare la connessione tra imprese e cittadini ripensando un nuovo modello di welfare
• Vogliamo essere, il futuro dell’Italia che lavora, produce, innova, investe, crea ricchezza e bellezza.

IMPRENDITORE PARTECIPA ALL’ASSEMBLEA CNA A VICO DEL GARGANO SALA CONSILIARE MARTEDI’ 11 LUGLIO ORE 19.00 – SINDACO E RAPPRESENTANTI DI PARTITI E ASSOCIAZIONI LOCALI PARTECIPANO

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Sabato 15 Luglio, nella cornice del centro storico di Vico del Gargano, si svolgerà Alimentart, il nuovo evento targato CNA per promuovere i prodotti tipici, l’arte e l’artigiano locale.

Imprese artigiane e agricole del settore agroalimentare e artistico del Gargano esporranno i loro prodotti in una mostra-mercato in Piazza Castello e Largo Fuoriporta.
Si alterneranno momenti di musica tradizionale, con reading di poesie dialettali, live painting e proiezioni video che riprendono i gesti sapienti delle conoscenze artigianali del luogo.
Per l’occasione sarà aperto il Museo Trappeto Maratea che ospiterà una mostra fotografica sugli ulivi secolari garganici e la Chiesa Matrice, custode di San Valentino, protettore della città e degli agrumi da 400 anni.

Ci saranno anche momenti dedicati ai più piccoli con laboratori di fumetti.

Per chi vorrà degustare una cena tipica garganica, i ristoranti del centro storico “Radici” e “Miki il Federiciano” hanno preparato per l’occasione dei menù speciali.
Le attività inizieranno dalle 19:00 per tutta la serata e si concluderanno con una lotteria e dj set.
La manifestazione ha il patrocinio del comune di Vico del Gargano, Parco Nazionale del Gargano, Consorzio Agrumi del Gargano, Pro Loco di Vico del Gargano e Borghi più Belli d’Italia.

Programma dalle ore 19.00

- Mostra mercato prodotti alimentari e dell’artigianato artistico

- Visita al caratteristico Vicolo del Bacio

- Laboratorio di fumetti per bambini a cura del fumettista Marco Lepore

- Laboratorio di pasta fresca tipica a cura dell’associazione Auser

- Live painting a cura di Rocco Romondia (the Pecors)

- Video proiezione progetto DiscoMarket

- Lettura di poesie a cura di Nicola Angelicchio e Grazia d’Altilia

- Mostra di proverbi garganici a fumetti

- Mostra fotografica ulivi secolari presso il Museo Trappeto Maratea a cura di Gino Bredice

- Esibizione musicale dei gruppi “Le Radici Podoliche” e “ Michele Iacovone ”

- Dj set by Luca Trip

- Piccola Lotteria finale

Contatti 320 3869243 - 3383340438 Facebook: CNA Vico del Gargano Hashtag #AlimentArt

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La Storia si fa Teatro e il Teatro rende visibile un grande, silenzioso, tormentato conflitto fra il ruolo di figlio, marito, padre, casato e la coscienza, il credo, il rapporto con Dio, l’abbandono di una religione e l’abbraccio di una nuova concezione di fede. Una pagina di Storia affascinante nell’impero di Carlo V e lo scontro fra due percorsi religiosi: la Santa Romana Chiesa Cattolica e il Calvinismo. Due mondi e due modi di vivere la parola di Dio. Temi e dispute di una sconvolgente attualità: la confessione? Spinge a nuovi peccati. La Cresima? Non è stata istituita da Dio. L’estrema unzione? Una ciarlataneria. Il Sacerdozio? Non potrà che esserci un solo Sacerdote, Gesù. Gli unici Sacramenti sono la Cena e il Battesimo. Dentro questo conflitto si consuma la vicenda familiare dei Caracciolo, marchesi di Vico del Gargano.
Tutta la storia, su testo di Niccolò Balbani, riduzione teatrale e adattamento scenico di Massimo Montagano, ruota intorno alla conversione al Calvinismo del marchese di Vico, l’abbraccio provocò il più “ rumoroso “ divorzio consumato nel regno di Napoli: la separazione fra il Marchese Galeazzo Caracciolo e sua moglie, la nobil donna Vittoria Carafa, pronipote del Cardinale Carafa,” acerrimo persecutore degli eretici “, dice la storia. Rottura familiare che diede inizio ad un aspro conflitto, travalicando i confini del regno e si sparse per tutta l’Europa. Vico del Gargano, la successione al marchesato, la famiglia Caracciolo si trovarono nel 1500 sotto lo sguardo del mondo e dell’Europa antica e al centro di una disputa senza fine fra religiosi, filosofi, dotti, conservatori e riformatori, S. Giovanni Crisostomo, Origène, sant’Agostino, san Bernardo, e Tommaso d’Aquino. La rottura del matrimonio fra donna Vittoria e il Marchese Galeazzo fu il primo caso della storia in Italia, evento nuovo e inaspettato. Lo stesso Giovanni Calvino assunse un atteggiamento prudente e consigliò Galeazzo di ascoltare altri “ esperti “ e altri pareri, fra cui quello di M. Pietro Martire, residente a Zurigo.
La sintesi della vicenda e il rapido capovolgimento delle situazioni, a volte colme d’amore, a volte aspre e conflittuali, ha impegnato gli allievi del Laboratorio teatrale “ Teatro K “ ad un faticoso e complesso lavoro di recitazione. Solo la regia di Massimo Montagano ha tenuto dentro rigidi confini la storia, senza sbavature o incertezze.
I temi del racconto non parlano soltanto della ricorrenza del cinquecentesimo anno della nascita di Galeazzo Caracciolo, ma trasferiscono e aprono ai giorni d’oggi un ampio dibattito su attualissimi argomenti di vita e di fede: il sacramento del matrimonio, la separazione e il divorzio; l’istituto della confessione; il celibato dei sacerdoti; lo stesso istituto del sacerdozio. Un’ampia riflessione su fede e religione che lascerà gli spettatori, la sera di sabato, otto luglio, alle ore 20.30, presso l’Auditorium comunale “ Raffaele Lanzetta ” a Vico del Gargano, di fronte a tanti, infiniti, interrogativi che solo esplorando la propria coscienza si troverà risposta.

 

 

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Info pubblicitaria/ Il Capriccio è aperto tutti i giorni a pranzo e a cena. Continuiamo a cucinare sempre pensando a qualcuno, altrimenti prepareremmo solo da mangiare.....

E’ la nostra filosofia di vita.
A pranzo, a cena, a lume di candela...un aperitivo sul mare.

....perché la scoperta di un piatto nuovo è più preziosa per il genere umano che la scoperta di una nuova stella.

Ristorante Il Capriccio
Località Porto Turistico - Vieste –
tel 0884 707899 –
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Pubblicato in Spettacolo

Dalle ore 19,00 nel centro storico, in piazza Castello.

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Non stiamo parlando del romanzo di Francis Scott Fitzgerald, ma più prosaicamente di un altro romanzo, gli ultimi spasmi della famigerata pentammucchiata del sindaco Sementino.
In un lungo articolo di Michele Gemma, apparso sulle pagine del nostro quotidiano l'ATTACCO, di sabato 6 maggio, si racconta della sontuosa cerimonia d'inaugurazione del nuovo centro di raccolta per la monnezza realizzato in località Mannarella, ( spero che questa volta si siano fatti spiegare almeno la dominante dei venti ), con l'obiettivo di raggiungere l'auspicato 65% di raccolta differenziata e salvarci, così, dalla ecotassa. Obiettivo nobile, al netto dell'immagine del paese, della sua pulizia, igiene, decoro, escrementi di cani e randagismo diffuso, disinfestazione di strade e marciapiedi, topi a passeggio indisturbati, micro discariche nelle periferie, pulizia, vera, degli arenili e via di questo passo. Insomma, mettersi in riga con gli altri comuni più virtuosi del nostro.
Tutto bene dunque? Non proprio.
Gli amministratori del paesello lamentano, con profonda e indignata delusione, la scarsa quasi nulla partecipazione del pubblico osannante; scarsa comunicazione; nessuna processione laica o santa; nessun sparo di tric-trac della famosa ditta Chiarappa; nessun grande network; nessuna telecamera con l'obiettivo sul grande evento, nemmeno quella del mio antico amico Gianni Sollitto, con Gargano TV, né quella dell'altro amico, Tonino Di Nunzio, con Teledaunia. Peccato!
Peccato perchè è cosa notoria, e vizio consolidato dalle nostre parti, che gli ultimi mesi di una amministrazione sono totalmente dedicati agli effetti speciali; una moltiplicazione di promesse e annunci, tanti quanti non è riuscita nemmeno a Gesù Cristo con la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Al primo posto c'è “ lavoro per tutti “, un inganno che qualche voto riesce ancora a raccoglierlo. “ Radio popolo “ racconta, sottovoce, che per la imminente apertura della struttura del Ministero di Grazia e Giustizia, alle propaggini della Piana di Calenella, si aperto da qualche tempo un vero e proprio mercato di posti di lavoro, sorvolando totalmente le competenze degli Uffici di Collocamento e le garanzie di legge previste. Il calcolo di “ radio popolo “ ha quantificato, per difetto, 241 posti per le pulizie; 347 posti di assistenti e sorveglianti; 118 posti magazzinieri e cucina; un solo posto per psicologa infantile, più un quantitativo di pizzini con nomi e cognomi portati a mano, direttamente ai prossimi responsabili della struttura. Una quantità di personale promesso da superare l'organico del Caesar Palace di Las Vegas. Strada facendo, si aggiungeranno presto il Museo, la Biblioteca, l'uso dei locali di via Aldo Moro, quello che una volta era l'anfiteatro Carlo Hintermann.
Mentre si continua a tacere, e tenere scrupolosamente coperte, le tracce, vecchie e nuove, sul Piano Urbanistico Generale, sul Piano Spiaggia, sui tagli, giusti o ingiusti del Piano Sanità, sull'Asilo Nido e sulla montagna di arretrato causato da oltre quattro anni di immobilismo.

Michele Angelicchio

 

 

 

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Pubblicato in Politica

Nel corso della riunione della Conferenza dei Sindaci del Distretto sanitario n.53 (che raggruppa i Comuni di Cagnano Varano, Carpino, Ischitella, Isole Tremiti, Peschici, Rodi Garganico, Vico Del Gargano e Vieste) svoltasi a Vico del Gargano mercoledì scorso 5 aprile è stata ribadita la richiesta che la trasformazione dei PPI in PPT non comporti nessuna riduzione dei servizi e delle prestazioni finora erogate. A riaffermarlo con chiarezza è stato il sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti, presidente della Conferenza , con il primo cittadino di Vico Michele Sementino, in un’intervista. Qui di seguito il report video.

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I lavori di adeguamento strutturale dell’immobile che ospita la Scuola Media “Michelangelo Manicone” a Vico del Gargano ha provocato tensioni fra la dirigenza scolastica e l’Amministrazione comunale a causa dei disagi creati alla quotidiana attività scolastica. Ad “Alta Marea” il sindaco Michele Sementino spiega i dettagli della questione esortando ad una maggiore collaborazione. Qui di seguito il report audio.

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Nei vagabondaggi garganici, Vico è una sosta sempre piacevole. Seguendo curiosità culturali, spesso ci si imbatte in ri-scoperte di luoghi e arredi di stimolante interesse: tra questi è la chiesa del Purgatorio. Nel suo interno, oltre ad altri manufatti di pregio, è appeso un dipinto, straordinario, obbligando da quasi tre secoli i più sensibili all’ammirazione.

Ci si trova a quattro metri dal cuore di un’opera offesa dal tempo e dall’incuria – l’accoppiata indispensabile per i riscatti culturali. Anche se adulterata, un brano di luce artistica sorprende e disorienta i nostri occhi sempre meno abituati alla maestria; cerchiamo di curare la miopia tramite le lenti dello storicismo, una protesi. Inaspettata e dispersa sul nostro promontorio, oggi lo splendore della tela è un grumo di terre e ocre bruciate; la colata rugginosa delle vernici ha inoltre determinato lo spegnimento dei toni freddi, completamente coperti dalla coltre delle resine ossidate. I blu e i verdi sfavillano sotto il manto delle mestiche untuose. È certo.

Camera Cromatica azzarda. Le piace rischiare soprattutto tra le meraviglie rese anonime dalla distanza dei secoli: la Madonna del Suffragio, emblemata dedicatoria della chiesa vichese, potrebbe essere un’opera di Joseph Tomajoli.

Chi è costui?

È un pittore nato a Vieste il 4 Giugno del 1697. Né il luogo né lo spazio ci permettono un’analisi dettagliata del suo percorso artistico e delle sue scelte stilistiche. Solamente rapidi accenni.

Personalità inquieta e originale, in una Napoli legiferatrice d’arte, frequenta i più prestigiosi maestri della capitale: dal singolare Giacomo del Po, con il suo classicismo “frondista”, a quello più sicuro e concreto della “variata maniera” di Francesco Solimena. Ma è proprio dall’Abate Ciccio che Giuseppe Tomajoli acquieta e definisce la sua sete di apprendimento. Nella riproposizione dei modelli del collaudato classicismo del grande maestro si assicura, inoltre, una vasta committenza nelle province del regno. E se gran mastro d’arte fu il Solimena, fu anche ispiratore di uno squadrone di garbatissimi e monotoni imitatori, sciame e delizia delle province.

Nel 1771 viene nominato Maestro della Real Accademia di Disegno diretta da Giuseppe Bonito.

In una lettera datata 9 Febbraio 1779, sempre l’amico Bonito scrive che il Tomajoli “è passato a miglior vita”.

Il Vanvitelli ci stupisce definendolo come uno dei “migliori pittori del regno”.

Riprendiamo l’oggetto dell’azzardo.

Nel volume di Michele Tortorella Gargano sconosciuto - il Purgatorio di Vico del Gargano, pubblicato nel 2009, il professore cita un documento del 1726, dove ci informa di una descrizione del dipinto di proprietà della casata marchesale degli Spinelli. In relazione alla data, e alla nostra avventatezza attributiva, dobbiamo presumere che si tratti di un’opera giovanile del pittore viestano, già dipendente del tutto dai modi solimeneschi, (minimi i residui di reminiscenze del Dal Po, personalità troppo originale e precorritrice). La tela anticiperebbe di un lustro la prima opera certa del Tomajoli: la Visitazione nella chiesa di San Giovanni Battista delle Monache a Napoli, firmata e datata nel 1730.

Esponiamo alcuni dettagli della sua plausibile paternità sull’opera vichese: l’imponenza del Gesù Bambino estrosamente piantato su capuzzelle d’angiulille piedistallo; la Vergine carraccesca vista da Dal Po adagiata come fulcro di equilibrio per il figlio Sovrano, posizionato come faro e richiamo delle anime purganti; un rarissimo San Michele di tergo, elegantissimo, colonnina portante del dinamismo compositivo e co-protagonista della ierofania d’influenza solimenesca. L’Arcangelo è Principe e Signore delle anime del Purgatorio, ancora immerse nelle braci ardenti, intercessore per la loro trasmigrazione nel regno dei cieli. Nel dipinto, infatti, è raffigurato mentre traghetta le anime purificate: accudite dalle schiere angeliche pregano nel paradiso la Madre e il Figlio del Padre. Rappresentazione teologica di tutto rispetto. Per la sua finezza di esegesi pittorica, le recenti analisi sull’intero corpus suppongono un Tomajoli abate.

Altri aspetti che contraddistinguono il nostro pittore vanno ricercati nella sua propensione a fisionomie di accentuata espressività, che lo rende facilmente riconoscibile nel folto vivaio solimenesco. Alcune posture e fortune anatomiche, i ritratti delle anime purganti e il catalogo angelico, richiamano modelli che ritroveremo nelle opere future, cartoni riproposti e reinseriti nelle variegate composizioni dettate dalla letteratura sacra.

Attualmente, la privazione più rilevante è il mancato godimento estetico della cromia originaria (ci riserviamo il piacere e il resto degli approfondimenti a restauro avvenuto).

Crocevia dell’anima mediterranea, tra “miseria e nobiltà”, Napoli e il suo regno si vedranno riconosciute postume come centro dell’ammodernamento europeo.

Nel terreno lavico dell’arte, gli innesti romani e bolognesi - con saldature veneziane - si concimeranno della luce dell’ultimo mare nostrum.

Così nel vicereame si definisce e si concluderà la più variegata, la più viva, la più autentica e completa classicità tra tutte quelle espresse nel continente. Epilogo di una civiltà pronta ad accogliere le inquietudini della modernità.

La Civiltà ci saluta anche – e soprattutto - dalla Napoli settecentesca.

Francesco Lorusso (ass. Camera Cromatica – Vieste)

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