Questa mattina, presso il Cinema Teatro Adriatico di Vieste, si è svolto il previsto incontro promosso dal “Comitato per il mantenimento del PPI a Vieste e Vico del Gargano”. Sul palco erano presenti, oltre a Vincenzo Disanti per il “Comitato”, il parlamentare europeo (PD) Elena Gentile, il vicepresidente del Consiglio regionale di Puglia (Forza Italia) Giandiego Gatta, i consiglieri regionali Rosa Barone (Movimento 5 Stelle), Giannicola De Leonardis (Movimento Schittulli - Area Popolare), Cosimo Borraccino (Noi a Sinistra per la Puglia).

Di fronte ad una platea alquanto folta, Disanti ha ringraziato tutti per la partecipazione ed ha informato che sulla questione al centro dell’incontro era arrivata una lettera del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano (con un ricordo per il compianto dottor Andrea Medina, componente del “Comitato” recentemente scomparso). Subito dopo si sono succeduti negli interventi i politici presenti che hanno evidenziato l’importanza di garantire alle comunità di Vieste e Vico del Gargano dei servizi sanitari funzionali alle necessità dell’utenza, non solo nel periodo estivo, ma anche nel resto dell’anno per i residenti. Non sono mancate le sottolineature polemiche per la lettera inviata dal presidente Emiliano a cui un po’ tutti hanno chiesto di passare dalle parole ai fatti.

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Con una lettera datata venerdì 10 novembre il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano è sceso in campo direttamente per chiarire il futuro dei PPI di Vieste e Vico del Gargano. La comunicazione è stata inviata al “Comitato pro permanenza e Mantenimento Punto di Primo Intervento di Vieste” ed ai sindaci dei due Comuni coinvolti. Oltre ad evidenziare quanto è stato già fatto, Emiliano spiega in progetti di rafforzamento che si andranno a realizzare. “Trovo paradossale (per non dire sgradevole) – spiega anche Emiliano - che si possa manipolare e strumentalizzare una realtà come questa, cosi delicata e complessa, tenuto conto che non vi è mai stata tanta attenzione verso il territorio come oggi”.

Qui di seguito, ed in allegato, il testo integrale della lettera.

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Bari, 10 novembre 2017

Avv. Vincenzo Disanti

Presidente Comitato pro permanenza e mantenimento

Punto di Primo Intervento di Vieste

 

Dott. Michele Sementino

Sindaco di Vico del Gargano

 

Avv. Giuseppe Nobiletti

Sindaco di Vieste

 

Gentile avv. Disanti,

La ringrazio per l'invito che mio malgrado non ho potuto accogliere dovendo partecipare alla conferenza mondiale sul clima Cop23 di Bonn per difendere l’ambiente della nostra Puglia dal carbone.

Apprezzo l'attenzione da Lei dimostrata verso la Sua comunità, tuttavia Le ribadisco che la Regione non ha alcuna intenzione di chiudere i Punti di Primo Intervento di Vieste e Vico del Gargano. L'interlocuzione costante con il Direttore Generale della ASL di Foggia, Vito Piazzolla ha già prodotto una proposta di riorganizzazione e implementazione della rete territoriale di Emergenza Urgenza di cui i PPI fanno parte.

Gli stessi, infatti, subiranno anzi un rafforzamento divenendo Punti di Primo Intervento Territoriali (PPIT) che saranno integrati e coordinati nell’ambito della rete di emergenza territoriale. Tutto ciò Ii renderà più flessibili e per questo più funzionali alle esigenze di un territorio così complesso da gestire.

I PPIT sono infatti dotati di ambulanza medicalizzata H24 che in caso di impiego lascia comunque un altro medico presso la sede di Vieste e di Vico del Gargano. Più volte, attraverso i miei collaboratori, l’Assessore Piemontese, il Direttore del Dipartimento di Promozione della Salute Ruscitti, il Dirigente della Sezione Strategie e Governo dell’Offerta regionale Campobasso, lo stesso Direttore Generale della ASL Piazzolla, ho rassicurato la popolazione di Vieste e degli altri comuni del Gargano che la situazione è costantemente monitorata e in forte evoluzione dal punto di vista degli investimenti.

La nostra attenzione è dimostrata anche dalle molte interlocuzioni formali, istituzionali e non:

- in data 2 febbraio 2017 il Direttore Generale Asl Piazzolla ha partecipato al consiglio comunale di Vieste;

- in data 11 aprile 2017 l’Assessore Piemontese, il Direttore del Dipartimento Ruscitti, il Dirigente Campobasso e il Direttore Generale Piazzolla hanno partecipato ad un incontro con i Sindaci dei comuni del Gargano;

- incontri e interlocuzioni, anche informali, con i referenti politici di cui sono sempre, costantemente, stato aggiornato e che si sono resi necessari per contrastare paventate chiusure o riduzioni dei livelli di assistenza.

Voglio precisare che le peculiarità del Gargano e la sua complessità non le scopriamo oggi; hanno certamente origini ben più antiche, ma solo in questi due anni, per la prima volta, sono stati assunti provvedimenti e iniziative concrete a supporto dell’assistenza sanitaria.

Consapevoli delle esigenze e peculiarità del territorio si è pensato ad un modello organizzativo flessibile che tenesse conto delle specificità del territorio. Per tale ragione la Direzione Generale ha proposto, per i periodi di maggiore affluenza turistica, il raddoppio delle ambulanze medicalizzate e del servizio di elisoccorso.

Iniziative poste in essere proprio con questa Amministrazione Regionale e con questa Direzione Generale che sono intervenute a sostegno delle comunità locali come non si era fatto negli anni precedenti.

A dimostrazione di ciò: nel 2015 abbiamo attivato un secondo elicottero a disposizione della popolazione garganica per i tre mesi estivi, mentre nel 2016 e nel 2017 per quattro mesi. Quest’anno, inoltre, abbiamo per lo stesso periodo assegnato una seconda ambulanza medicalizzata a Vieste e sperimentato i voli notturni con l’elicottero di Foggia.

La Direzione Generale, in costante contatto con il Sindaco Nobiletti, ha prodotto un protocollo d’intesa per l'istituzione del Presidio Territoriale di Assistenza che sarà sottoscritto la settimana prossima e che prevede il potenziamento dei servizi e delle attività. Sono previsti, infatti, una serie di interventi a partire dall’area dell’Emergenza Urgenza territoriale fino ad arrivare all’assistenza specialistica ambulatoriale. La stessa progettualità è prevista per il Presidio Territoriale di Assistenza di Vico del Gargano.

Inoltre, non appena la regolamentazione regionale in materia sociosanitaria sarà completata, sarà possibile attivare a Vieste anche un centro socio-educativo riabilitativo.

Oltre ai finanziamenti già assegnati e ai lavori in fase di realizzazione, attraverso i fondi FESR e nell’ambito dell'attivazione del Presidio Territoriale di Assistenza, saranno finanziati una serie di interventi di riqualificazione strutturale e tecnologica. Analoga attenzione è da noi rivolta a tutto il territorio di Capitanata.

Concludo dicendo che trovo paradossale (per non dire sgradevole) che si possa manipolare e strumentalizzare una realtà come questa, cosi delicata e complessa, tenuto conto che non vi è mai stata tanta attenzione verso il territorio come oggi.

Comprendo che Lei a causa di tali manipolazioni ha sentito il bisogno di mobilitarsi assieme ad altri cittadini e per questo comunque La ringrazio.

Michele Emiliano

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Il Comune di Vico del Gargano nell’ambito di un programma di recupero e valorizzazione del patrimonio culturale del proprio centro storico ha avviato oggi un progetto di fattibilità per il restauro e il riuso del Palazzo Della Bella.
Tale iniziativa, deliberata dall’Amministrazione Comunale, nasce all’ interno di una convenzione stipulata con l’Università RomaTRE e la Società REXX Romaeventi srl all’interno del Master in Management Promozione e Innovazioni Tecnologiche nella Gestione dei Beni Culturali presso il Dipartimento di Studi Aziendali patrocinato dal Ministero dei Beni Culturali.Il Gruppo di lavoro guidato dalla Prof. Paola Virgili, l’Arch. Maurizio Anastasi e il dott. Federico Lembo unitamente al giornalista e autore RAI Michele Afferrante originario di Vico del Gargano ed un team di lavoro formato da quattro partecipanti al master (architetto, archeologo, economista e avvocato), è stato ricevuto nella sede del palazzo municipale dal aindaco Michele Sementino e dall’ssessore alla Cultura Raffaele SciScio.Durante l’incontro sono stati affrontati tutti i temi che porteranno alla redazione di un piano –programma di intervento per sviluppare tutte le modalità tecniche e amministrative utili alla completa riqualificazione del manufatto. Tale lavoro ha l’obiettivo di inserirsi nei canali di finanziamento programmati dalla Regione Puglia in osservanza alle future direttive Comunitarie riguardanti lo sviluppo del patrimonio culturale del territorio.

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Uno dei ritornelli che girano spesso a giustificazione del fallimento amministrativo, della mediocrità, dei non risultati, e di un pauroso arretramento culturale e ( P ) olitico; ultimo: il maxisequestro della discarica abusiva, speriamo a loro insaputa (?), altrimenti potrebbero rispondere di omessa sorveglianza, disastro ambientale, igienico sanitario e incolumità pubblica, che ha spinto il paesello a recitare un ruolo marginale e del tutto ininfluente, tollerato e pagato dall'ignaro cittadino, è il seguente:” ...noi ci abbiamo messo la faccia...”. In realtà, per quei pochi o molti che hanno seguito l'epopea della pentammucchiata sin dai primi vagiti, da quel mucchio di sciocchezze sottoscritto dagli ( IR..) responsabili del PD, PDL UDC, Udi Cap e gli avanzi del Grande Centro, nella famosa ammucchiata del 16 febbraio 2013, più che la faccia sveglia di amministratori hanno potuto notare dei culi svogliati e comodamente inerti. Cinque anni sono passati inutilmente, e dolosamente, a seguire una zattera sbattuta di qua e di là, un mostricciattolo senza testa e senza anima, inadeguato alle risposte, sempre rinviate del paese, capace di silenziare tutte le lingue, di distruggere un Consiglio comunale, ridotto a luogo di sbadigli e di battutine sceme, di cambiare i connotati ai “ giovani “ consiglieri mutati in silenziosi e servizievoli camerieri, trasformare l'amministrazione pubblica in gestione del degrado e delle clientele. Una volta vi era la “ cacciata per rimozione forzata “; quando partiti e opinione pubblica si rendevano conto che si era superata ogni misura e tolleranza, e quando in paese circolavano più facce e meno culi. Vico del Gargano ha una lunga storia di cacciate e di fughe anticipate. Ma quello era un PAESE al centro del Gargano, non solo geograficamente, non il paesello di oggi.
Riprendere in mano la situazione e rimettere su giusti binari e direzione il destino di questa comunità non sarà facile, come difficile sarà la scelta dei prossimi amministratori dotati di competenze, lungimiranza, determinazione. Liberi da ogni laccio clientelare e capaci di tagliare quella cinghia di trasmissione fra consenso facile e voto di scambio che ha trasformato il paesello in un Suk arabo di quart'ordine, dove vige la pratica “ paghi uno e prendi la famiglia in carico “, con codazzo di figli, nipoti, cognati, fratelli, mogli, ecc, ecc.
Il personale “ politico “ si è ridotto al lumicino e quello che resta oggi, ad eccezione di pochi nomi, non mi pare di conio pregevole, né pronto al sacrificio del bene comune, rinchiusi come sono in club o sette, ubriachi di ideologie archeologiche che non producono neanche fichi secchi. La risposta, e nuovo vigore, potrebbe arrivare dal “ civismo “ solo se si ribalta la concezione ottocentesca di “ coalizione “. Fino a ieri è stata la cosiddetta società civile che ha alimentato, nei momenti difficili, le esanime liste dei partiti, valorizzandole con nomi, competenze e personalità di rilievo. Oggi, questa pratica va rovesciata. Sono gli anemici partiti che dovrebbero “ prestare “ le loro migliori forze e menti al servizio del civismo e degli interessi generali. Le recente tornata amministrativa, che ha interessato diversi comuni del Gargano, Monte Sant'Angelo, Carpino, Ischitella, Rodi Garganico, e prima ancora, Isole Tremiti, Vieste e Peschci, ha rilanciato e affinata l'opera di “ governo “ di questi comuni attraverso l'azione innovatrice e di cambiamento del civismo. Alcuni riaffermando buoni amministratori, altri cambiando totalmente la geografia, le facce, alleanze, persone, uomini e donne. Proprio dalle Tremiti ci viene una lezione da manuale del “ buon amministrare “: 20 milioni di euro, più una compartecipazione della Regione Puglia, per un progetto di recupero e risanamento urbano; il Ministro Franceschini, MIBACT, ha aperto i cordoni della borsa; il cuore del sindaco Fentini e della sua maggioranza ha pulsato e creduto; la mente dell'Ufficio Tecnico delle Isole, guidato dal nostro concittadino l'Arch. Francesco Delli Muti, ha prodotto il progetto. L'unico paese fermo, immobile, invischiato solo in monnezza e pratiche quotidiane, sotto il peso di una famelica clientela resta, per mancata rimozione forzata, a contemplare le facce affaticate e i culi statici. Recuperare cinque anni persi è missione impossibile se si continua a chiacchierare o recitare giaculatorie già ascoltate. Va riconosciuto, invece, il coraggio e la determinazione di colui, o colei, a misurarsi prossimamente con problemi sepolti dalla polvere, e dove la pentammucchiata Sementino ha miseramente fallito, mettendoci poca faccia e tanto culo. Buona domenica!

Michele Angelicchio

 

 

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Tanti gli atleti di fama internazionale che parteciperanno all’evento in programma il 2 agosto nella struttura turistica Orchidea Blu. Lavora a pieno ritmo la macchina organizzativa per l’XI edizione del Galà dello Sport del Gargano che quest’anno si terrà il 2 agosto a San Menaio. Location della manifestazione, che inizierà alle ore 21.00 con ingresso gratuito, sarà il piazzale della struttura turistica Orchidea Blu, situata lungo la costa. Tanti gli ospiti dell’evento che ogni anno premia gli atleti e le società, che si sono messe in mostra durante l’ultima stagione agonistica. Tra le autorità sportive presenti: Michele Barbone, presidente Nazionale federazione danza sportiva FIDS; Angelo Gilberto, presidente CONI Puglia; Vito Tisci, presidente FGCI Puglia; Francesca Rondinone, vice presidente Coni Puglia; Domenico Di Molfetta, presidente Coni Foggia. Confermata la partecipazione di Sara Simeoni (campionessa olimpica e medaglia d’oro alle XXII Olimpiadi di Mosca nel 1980, ex primatista del mondo di salto in alto con la misura di 2,01 metri stabilita due volte nel 1978, anno in cui vinse il campionato europeo); Maurizio Ganz (allenatore e ex attaccante, tra le altre, di Inter e Milan); Antonella Bevilacqua (foggiana doc, ex altista e olimpionica, 13 volte campionessa nazionale e vincitrice dei Giochi del Mediterraneo di Bari nel 1997); Maurizio Iorio (ex calciatore del Bari e ora commentatore televisivo); Max Tonetto (ex calciatore di Roma e Samp). Durante la serata saranno premiati gli sportivi della Capitanata: atleti, dirigenti, società, tecnici che si sono distinti per i risultati raggiunti nelle rispettive discipline, classi e sezioni di appartenenza che hanno contribuito a promuovere lo sport nel territorio diffondendo il suo valore educativo oltre che agonistico, soprattutto tra i giovanissimi. Tra i premiati anche una delegazione del Foggia Calcio per la storica promozione in B. Tra le guest star della Capitanata ospiti dell’evento anche Martina Criscio, la campionessa foggiana che lo scorso 25 luglio si è aggiudicata la medaglia d’oro della sciabola femminile a squadre ai Mondiali di Lipsia. A confermare la sua partecipazione il presidente regionale della federazione italiana schermistica Puglia avv. Matteo Starace. Confermata la partecipazione anche della vichese Marianna Matassa, oro ai Mondiali di Tiro al Volo femminile per squadre all’International Junior Shotgun Cup di Orimattila (Finlandia), che riceverà il Premio speciale della manifestazione. La serata, presentata dalla nota giornalista Marina Presello di Sky Sport, dalla campionessa Antonella Bevilacqua e dal giornalista Antonio Villani, vedrà la presenza delle rappresentanze politiche di tutti i Comuni oltre al presidente facente funzioni del Parco Nazionale del Gargano, Claudio Costanzucci. A breve sarà resa nota la lista dei premiati. Ad organizzare la manifestazione sempre l’Asd Foresta Umbra sport del Comandante Francesco De Marco con Nicolino Sciscio, fondatore dell’iniziativa, con il patrocinio del Comune di Vico del Gargano insieme alla Pro Loco di San Menaio guidata dal suo presidente Bruno Granieri.

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Ha tenuto banco in questi mesi, la questione sul riordino ospedaliero della Regione Puglia, che prevede, tagli alla Sanità Pugliese e ha destato molte polemiche in un territorio già complicato come quello del Gargano, classificato infatti come zona montana. Tra gli argomenti che hanno tenuto banco,oltre al potenziamento del personale sempre più carente, c'e' stata la decisione da parte della Regione di trasformare i Punti di pronto intervento di Vieste e Vico, in postazioni di 118 medicalizzate.

Le distanze dei due centri fino ai primi ospedali del territorio non garantiscono il rispetto della cosiddetta golden Hour mettendo così a serio rischio la salute dei cittadini. In molti, a partire dai sindaci dei due paesi garganici, hanno chiesto che la rete dell’emergenza urgenza sul Gargano fosse potenziata in considerazione delle criticità del territorio,anche perche' i due punti di primo intervento di Vico e Vieste hanno registrato un numero di accessi superiori alle 7000 unità.

Una situazione critica e complessa,quella della Sanita' pugliese, che vede i sindaci impegnati a far fronte ai tagli e alla carenza di personale e fondi, ma tra mille problemi, sempre in prima linea per cercare di trovare una soluzione.
Il sindaco di Vico del Gargano, Michele Sementino, ha fatto il punto, sulle diverse azioni intraprese dalla sua amministrazione in questi ultimi anni e sui risultati conseguiti.

"Vorrei iniziare con la questione sanità. In questi anni l'amministrazione Sementino si è impegnata ad affrontare le diverse problematiche guardando alla realtà. Nel senso che purtroppo non potremo avere una struttura ospedaliera del Gargano, visto che altre strutture sono state chiuse.
Insieme al delegato Silvio Matano abbiamo lavorato affinché venisse garantito ai nostri cittadini il primo intervento. I rapporti che abbiamo avuto con i direttori dell'Asl non sempre sono stati idilliaci, ma abbiamo sempre cercato di confrontarci,cercando di trovare le soluzioni ottimali nell'interesse della cittadinanza. Alcuni risultati li abbiamo portato a casa:
L'ampliamento della struttura della sede del distretto, che vedrà l'ampliamento dell'attuale 118, dell'Udt e degli ambulatori. In questi ultimi mesi abbiamo chiesto al direttore di costituire la Casa della salute, che porti tutti i medici di medicina generale (medici di base) all'interno della struttura del distretto.
Abbiamo chiesto ed ottenuto l'installazione di una risonanza magnetica aperta al servizio del territori, funzionante da 1 mese circa.
Appena ultimato l'ampliamento verrà acquistata una nuova radiologia digitale.
Abbiamo chiesto ed ottenuto, che la pista per l'eliambulanza fosse ammodernata e dotata di illuminazione per il volo notturno, in modo da garantire un intervento immediato in casi gravi. Il mese scorso è stato affidato l'incarico per la progettazione.
Abbiamo chiesto ed ottenuto che all'interno della Torre dei preposti di San Menaio venisse collocata la guardia medica. Questo porterà un investimento di 200.000,00 euro. Il progetto prevede la ristrutturazione dei 2 locali al piano terra, il recupero della facciata dell'intera Torre e dei solai.
I lavori inizieranno il 1° Settembre.
Ovviamente siamo consapevoli che ci sono altri problemi da risolvere, sui quali stiamo lavorando.
In quest'ultimo anno abbiamo incontrato piu' volte ,con i sindaci del nostro distretto il direttore generale, con l'obiettivo di trovare le soluzioni ai diversi problemi, uscendo fuori dagli schemi di campanile, ponendo al primo posto il diritto alla salute dei cittadini-conclude Sementino-

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Al Signor Sindaco
Al Presidente del Consiglio Comunale

Egr. Signor Sindaco e Signor Presidente del Consiglio Comunale, in data odierna dai manifesti affissi in paese, siamo venuti a conoscenza della convocazione del Consiglio Comunale per giorno 25.07.2017, con all’ordine del giorno al punto 6 Imposta di soggiorno determinazioni .
Benchè l’art. 4 comma 7 della L. n. 96 del 21.06.2017 preveda la possibilità per gli Enti Locali di istituire o modificare l’imposta di soggiorno , a nostro parere sarebbe opportuno che il Comune di Vico del Gargano non istituisse la predetta imposta , in considerazione di quanto segue:
- Il Comune di Vico del Gargano non è un Comune in stato di dissesto o in condizioni finanziarie disagiate tant’e’ che ha approvato il rendiconto di gestione 2016 con un avanzo di amministrazione pari ad euro 4.482.982, e una disponibilita’ in tesoreria comunale di euro 5.862.098;
- Il Comune di Vico del Gargano impiega l’avanzo di amministrazione già in data 22.05.2017 con delibera di Consiglio Comunale per euro 800.000 per la riqualificazione di via della resistenza e via del risorgimento per euro 660.000 e altre manutenzione di beni comunali per euro 140.000 ;
- Il Comune di Vico del Gargano dopo il suddetto utilizzo parziale dell’avanzo di amministrazione ha una residua disponibilità di avanzo di euro 3.682.982 di cui una parte vincolato per eventuali esigenze straordinarie ;
- La maggior parte delle aziende del settore ricettivo invece sono oberate di esposizioni debitorie nei confronti delle banche , degli enti previdenziali e degli enti istituzionali , tra i quali il Comune di Vico del Gargano , non perche’ non vogliono pagare , ma in quanto la concorrenza internazionale e i margini di profitto , non permettono piu’ una sana gestione delle aziende del settore ricettivo ;
- Negli ultimi anni le aziende del settore della ricettività hanno sopperito alla mancanza di risorse degli enti locali per la promozione del territorio , investendo risorse proprie per far venire i turisti e contribuire a fare delle iniziative locali con contributi alle associazioni o in proprio ;
- L’istituzione della tassa di soggiorno comporterebbe un aumento del prezzo per il soggiorno dei turisti , e potrebbe determinare nella prossima stagione una diminuzione di presenze nelle strutture alberghiere e simili , con diminuzione di assunzione di operai e consumi di merce , portando in crisi ulteriore l’intero comparto e tutta l’economia locale .
Pertanto alla luce di quanto sopra si chiede la non adozione di delibere in merito all’imposta di soggiorno per il territorio del Comune di Vico del Gargano .
Distinti saluti .

Il Presidente Provinciale
Rag. Michele Pupillo

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Vico ci riserva il piacere di riscoprire l’autore e la bellezza della “Madonna del Suffragio”, presentata il 17 Giugno nella chiesa del Purgatorio.

A restauro avvenuto, nemmeno sotto tortura potremmo citare il nome precedentemente azzardato del Tomajoli: tavolozza ed esecuzione pittorica smentiscono la paternità del viestano. L’opera è firmata da Nicola Maria Rossi, uno dei “protagonisti” del ‘700 napoletano. Anche se di convenzionale composizione, era chiaro che fosse un dipinto di notevole fattura ancor prima del restauro.

 

 

 

Scivolare per eccesso di campanilismo non è elegante – sono sempre appostate sentinelle accorte - così come il precipitarsi smembra l’attenzione: non è consueto incontrare grandi personalità della storia tra le nostre periferie culturali.

Le vicende storiche le lasciamo a chi sa muoversi tra archivi e catalogazioni; a noi la pretesa di assaggiare l’arte tramite i suoi ferri, scongiurando sindromi stendhaliane, obbligate o curriculari.

Ciò che legittima la nostra appartenenza ad un opera è l’affinità interiore con quell’espressione, che va oltre qualunque trasporto estetico. La certezza “scientifica” non può risolvere in un dato unitario gli aspetti variegati di un individuo. Un recupero vivo di pensieri, gesti e bisogni spirituali, potrà garantire quella comunione in una attualità palpitante, annullando il limite cronologico. A tale prodigio si predisponeva l’arte.

In un’epoca dominata dall’ossessione storica, infatuati romanticamente dall’arte e dall’artista, insieme alla confezione estetizzante dello spirito creativo, ci si strozza con l’aura tronfia della modernità: la griffe e tutti i suoi corollari, distorcendo la facoltà contemplativa. Nella bancarotta del consumismo estetico-culturale, l’occhio acuminato è chimera. L’esperto e la platea di anime paganti si crogiolano nella suggestione dei nomi, nomi già consolidati e nomi da pompare, otturando la voce autonoma delle opere. Ecco, si ipoteca la soddisfazione parassita.

Tramite l’amorevole dedizione per la pratica pittorica – la critica è morta al seguito delle astrazioni sull’arte - preferiamo riversare le nostre forze sull’aspetto ristretto di un’intera esistenza individuale, ma che si rivela ben superiore al suo creatore: l’opera, e il suo anelare ad una realtà superiore.

Il restauro della tela di Nicola Maria Rossi, è l’occasione per riparlare - a Vieste lo facciamo dal 2001 inascoltati – della nostra ultima finestra di luminosità culturale, il ‘700 napoletano.

Se il pittore viestano è considerato un minore tra i seguaci del Solimena (giudizio ancora in attesa di verifica), il pittore napoletano è stato tra quelli più accreditati e di successo, proponendo i modelli del maestro fino ad assumere aspetti di “mimesi”: basta osservare la sua pala nella chiesa di San Nicola alla Carità a Napoli e la Trinità del Solimena a Salisburgo (modello evidente di quella del Tomajoli collocata nella Cattedrale di Vieste).

 

 

Nella letteratura artistica il balletto delle attribuzioni spesso inciampa tra le scolaresche dell’abate Ciccio. Si dice che lo stesso maestro invitasse i suoi migliori discepoli a duplicare le sue invenzioni pittoriche; lo riconfermiamo “ispiratore di uno squadrone di garbatissimi e monotoni pittori, sciame e delizia delle province”.

La restauratrice Maria Elena Lozupone ha ridato alla pala di Vico, fortunatamente asfaltata dall’uomo e dal tempo, tutta la sua ricchezza cromatica, chiara e immediata. I volumi emergono distribuiti in ritmo monocorde. La staticità viene riscattata dall’opulente tavolozza, dalla velocità magistrale dell’esecuzione – meravigliosi i mezzitoni risolti direttamente sulla tela - e dalla sicura presa emozionale della pantomima sacra. Ne deriva una vaga impressione di assente profondità spaziale, a vantaggio di una rabescatura cromatica. Manca del tutto l’impiego delle velature, cerniere tonali - le trasparenze sono risolte alla prima e a corpo. I maestri non hanno limiti, se non imposti dall’esterno, e Nicola Maria ne avrà subiti alcuni. Nel dipinto l’artista non tralascia nessun pigmento a disposizione, facendone un vasto caleidoscopio dell’esercitazione pittorica. Una perplessità da spettatori appassionati la riserviamo alla “colonnina” alata, erroneamente battezzata “San Michele psicopompo”, declassato dopo restauro a semplice angelo traghettatore; il panneggio di prezioso vermiglio trattato con semplicità grafica, e le lumeggiature zigzagate bianco-cerulee fanno sospettare più impazienza che freschezza, qualcosa di non risolto. Tutta la parte inferiore della figura, come alcuni brani ritrattistici della quinta celeste, soffre di eccessiva rapidità esecutiva (i toni delle penombre – magnifici – sono resi in stesure piatte ed omogenee; pennellate sfregate su alcuni lembi). Molte anatomie sono contornate a mo’ di pennarello per distaccarle da altri lacerti e da piani cromatici contigui. In definitiva, l’angelo resta una delle più belle invenzioni del maestro, di fatto ritroviamo il suo gesto teatrale in una delle figuranti della tela La liberazione di Andromeda a Beauvais.

 

 

Sensibile a soluzioni di misurata ed elegante mondanità, il suo influsso porterà a quegli epigoni di garbatezza rococò, di cui il giovanissimo allievo Giaquinto sarà mago insuperato rivendicato dall’Europa. L’incanto della grazia decorativa si dissolverà presto, secondo destino, ad un mondo che schiude orizzonti meno dilettevoli.

Nell’articolo del 13 Gennaio 2017 pubblicato su Ondaradio, avevamo descritto un altro quadro, deviati sia dallo stato di conservazione sia dalle figure “rubate”. L’ossidazione impediva di decifrarne il tocco, la pennellata, tracce risolutive per riabilitare paternità smarrite.

Dopo la passeggiata nell’affollato belvedere dei solimeneschi, il Tomajoli si riconferma figura ambigua e complessa, da un sentire religiosamente più autentico, ma artisticamente meno alla moda.

Una nuova acquisizione per la palingenesi del Gargano, non solo gite ed evocazioni enogastronomiche.

 

P.S. Una piccola preghiera agli amici vichesi: vista l’importanza e il recupero dell’opera nel suo splendore, sarebbe opportuno ricollocare la tela nel suo spazio originario: l’altare centrale. Come emblemata dedicatoria della chiesa, non può essere scaricata su una parete laterale (inoltre la luce della finestra frontale può provocare seri problemi di conservazione).

 

Francesco Lorusso (ass. Camera Cromatica)

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Le previsioni meteo per la giornata di oggi, che prevedono forti precipitazioni piovose sul Gargano Nord, hanno indotto l’organizzazione della rassegna “Terra Battente” promossa dalle Ferrovie del Gargano a rinviare al 2 agosto (sempre alle ore 21 in Piazza San Domenico) a Vico il concerto di Eugenio Bennato.

 

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Giovedì, 20 Luglio 2017 10:16

Vico/ Uniti dal richiamo del dialetto

Quello che non è riuscito alla politica, agli uomini come Filippo Fiorentino e alla sua idea di “ Città Gargano “; dove i comuni sarebbero diventati quartieri di una forte identità culturale, quello che ancora oggi non è riuscito al Parco Nazionale del Gargano, con le sue mille anime sparse e spesso in conflitto, è riuscito ai poeti del dialetto e alla loro poesia. Questo richiamo ancestrale, possente, che viene dalla madre terra e racconta con gli antichi idiomi delle nostre nonne e dei nostri nonni vizi e virtù, luoghi comuni e fatti di vita, il volto autentico, senza macchia, senza paratie di quel Gargano che non vuole essere dimenticato ma, invece, riacquista nuova linfa, nuova vita proprio dal dialetto.
Nicola Angelicchio, con la collaborazione della Proloco, li ha riuniti in Largo Terra, uno dei quartieri simbolo di quel Centro Storico da difendere da ogni attacco estemporaneo e offensivo, per una grande performance tutta dialettale. Sotto la guida di Angelo Capozzi, i poeti: Giuseppe Trombetta da Carpino; Filippo D’Errico da Vieste; Franco Ferrara da Apricena; Mario Iannacci da Rignano Garganico; Michela Di Perna da Vico del Gargano; Saverio Sciancalepre da Vieste; Raffaele Pennelli da Apricena; Silvia Graziano da Ischitella; Pietro Salcuni da Monte Sant’Angelo e Nicola Angelicchio da Vico del Gargano, ci regaleranno “ Dialetto...che Poesia “.
“ Dialetto...che Poesia “ . Sabato 22 luglio, ore: 21.00, Largo Terra, Centro Storico di Vico del Gargano.

Michele Angelicchio

Pubblicato in Cultura
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