Uno dei ritornelli che girano spesso a giustificazione del fallimento amministrativo, della mediocrità, dei non risultati, e di un pauroso arretramento culturale e ( P ) olitico; ultimo: il maxisequestro della discarica abusiva, speriamo a loro insaputa (?), altrimenti potrebbero rispondere di omessa sorveglianza, disastro ambientale, igienico sanitario e incolumità pubblica, che ha spinto il paesello a recitare un ruolo marginale e del tutto ininfluente, tollerato e pagato dall'ignaro cittadino, è il seguente:” ...noi ci abbiamo messo la faccia...”. In realtà, per quei pochi o molti che hanno seguito l'epopea della pentammucchiata sin dai primi vagiti, da quel mucchio di sciocchezze sottoscritto dagli ( IR..) responsabili del PD, PDL UDC, Udi Cap e gli avanzi del Grande Centro, nella famosa ammucchiata del 16 febbraio 2013, più che la faccia sveglia di amministratori hanno potuto notare dei culi svogliati e comodamente inerti. Cinque anni sono passati inutilmente, e dolosamente, a seguire una zattera sbattuta di qua e di là, un mostricciattolo senza testa e senza anima, inadeguato alle risposte, sempre rinviate del paese, capace di silenziare tutte le lingue, di distruggere un Consiglio comunale, ridotto a luogo di sbadigli e di battutine sceme, di cambiare i connotati ai “ giovani “ consiglieri mutati in silenziosi e servizievoli camerieri, trasformare l'amministrazione pubblica in gestione del degrado e delle clientele. Una volta vi era la “ cacciata per rimozione forzata “; quando partiti e opinione pubblica si rendevano conto che si era superata ogni misura e tolleranza, e quando in paese circolavano più facce e meno culi. Vico del Gargano ha una lunga storia di cacciate e di fughe anticipate. Ma quello era un PAESE al centro del Gargano, non solo geograficamente, non il paesello di oggi.
Riprendere in mano la situazione e rimettere su giusti binari e direzione il destino di questa comunità non sarà facile, come difficile sarà la scelta dei prossimi amministratori dotati di competenze, lungimiranza, determinazione. Liberi da ogni laccio clientelare e capaci di tagliare quella cinghia di trasmissione fra consenso facile e voto di scambio che ha trasformato il paesello in un Suk arabo di quart'ordine, dove vige la pratica “ paghi uno e prendi la famiglia in carico “, con codazzo di figli, nipoti, cognati, fratelli, mogli, ecc, ecc.
Il personale “ politico “ si è ridotto al lumicino e quello che resta oggi, ad eccezione di pochi nomi, non mi pare di conio pregevole, né pronto al sacrificio del bene comune, rinchiusi come sono in club o sette, ubriachi di ideologie archeologiche che non producono neanche fichi secchi. La risposta, e nuovo vigore, potrebbe arrivare dal “ civismo “ solo se si ribalta la concezione ottocentesca di “ coalizione “. Fino a ieri è stata la cosiddetta società civile che ha alimentato, nei momenti difficili, le esanime liste dei partiti, valorizzandole con nomi, competenze e personalità di rilievo. Oggi, questa pratica va rovesciata. Sono gli anemici partiti che dovrebbero “ prestare “ le loro migliori forze e menti al servizio del civismo e degli interessi generali. Le recente tornata amministrativa, che ha interessato diversi comuni del Gargano, Monte Sant'Angelo, Carpino, Ischitella, Rodi Garganico, e prima ancora, Isole Tremiti, Vieste e Peschci, ha rilanciato e affinata l'opera di “ governo “ di questi comuni attraverso l'azione innovatrice e di cambiamento del civismo. Alcuni riaffermando buoni amministratori, altri cambiando totalmente la geografia, le facce, alleanze, persone, uomini e donne. Proprio dalle Tremiti ci viene una lezione da manuale del “ buon amministrare “: 20 milioni di euro, più una compartecipazione della Regione Puglia, per un progetto di recupero e risanamento urbano; il Ministro Franceschini, MIBACT, ha aperto i cordoni della borsa; il cuore del sindaco Fentini e della sua maggioranza ha pulsato e creduto; la mente dell'Ufficio Tecnico delle Isole, guidato dal nostro concittadino l'Arch. Francesco Delli Muti, ha prodotto il progetto. L'unico paese fermo, immobile, invischiato solo in monnezza e pratiche quotidiane, sotto il peso di una famelica clientela resta, per mancata rimozione forzata, a contemplare le facce affaticate e i culi statici. Recuperare cinque anni persi è missione impossibile se si continua a chiacchierare o recitare giaculatorie già ascoltate. Va riconosciuto, invece, il coraggio e la determinazione di colui, o colei, a misurarsi prossimamente con problemi sepolti dalla polvere, e dove la pentammucchiata Sementino ha miseramente fallito, mettendoci poca faccia e tanto culo. Buona domenica!

Michele Angelicchio

 

 

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Pubblicato in Politica

Tanti gli atleti di fama internazionale che parteciperanno all’evento in programma il 2 agosto nella struttura turistica Orchidea Blu. Lavora a pieno ritmo la macchina organizzativa per l’XI edizione del Galà dello Sport del Gargano che quest’anno si terrà il 2 agosto a San Menaio. Location della manifestazione, che inizierà alle ore 21.00 con ingresso gratuito, sarà il piazzale della struttura turistica Orchidea Blu, situata lungo la costa. Tanti gli ospiti dell’evento che ogni anno premia gli atleti e le società, che si sono messe in mostra durante l’ultima stagione agonistica. Tra le autorità sportive presenti: Michele Barbone, presidente Nazionale federazione danza sportiva FIDS; Angelo Gilberto, presidente CONI Puglia; Vito Tisci, presidente FGCI Puglia; Francesca Rondinone, vice presidente Coni Puglia; Domenico Di Molfetta, presidente Coni Foggia. Confermata la partecipazione di Sara Simeoni (campionessa olimpica e medaglia d’oro alle XXII Olimpiadi di Mosca nel 1980, ex primatista del mondo di salto in alto con la misura di 2,01 metri stabilita due volte nel 1978, anno in cui vinse il campionato europeo); Maurizio Ganz (allenatore e ex attaccante, tra le altre, di Inter e Milan); Antonella Bevilacqua (foggiana doc, ex altista e olimpionica, 13 volte campionessa nazionale e vincitrice dei Giochi del Mediterraneo di Bari nel 1997); Maurizio Iorio (ex calciatore del Bari e ora commentatore televisivo); Max Tonetto (ex calciatore di Roma e Samp). Durante la serata saranno premiati gli sportivi della Capitanata: atleti, dirigenti, società, tecnici che si sono distinti per i risultati raggiunti nelle rispettive discipline, classi e sezioni di appartenenza che hanno contribuito a promuovere lo sport nel territorio diffondendo il suo valore educativo oltre che agonistico, soprattutto tra i giovanissimi. Tra i premiati anche una delegazione del Foggia Calcio per la storica promozione in B. Tra le guest star della Capitanata ospiti dell’evento anche Martina Criscio, la campionessa foggiana che lo scorso 25 luglio si è aggiudicata la medaglia d’oro della sciabola femminile a squadre ai Mondiali di Lipsia. A confermare la sua partecipazione il presidente regionale della federazione italiana schermistica Puglia avv. Matteo Starace. Confermata la partecipazione anche della vichese Marianna Matassa, oro ai Mondiali di Tiro al Volo femminile per squadre all’International Junior Shotgun Cup di Orimattila (Finlandia), che riceverà il Premio speciale della manifestazione. La serata, presentata dalla nota giornalista Marina Presello di Sky Sport, dalla campionessa Antonella Bevilacqua e dal giornalista Antonio Villani, vedrà la presenza delle rappresentanze politiche di tutti i Comuni oltre al presidente facente funzioni del Parco Nazionale del Gargano, Claudio Costanzucci. A breve sarà resa nota la lista dei premiati. Ad organizzare la manifestazione sempre l’Asd Foresta Umbra sport del Comandante Francesco De Marco con Nicolino Sciscio, fondatore dell’iniziativa, con il patrocinio del Comune di Vico del Gargano insieme alla Pro Loco di San Menaio guidata dal suo presidente Bruno Granieri.

Pubblicato in Sport

Ha tenuto banco in questi mesi, la questione sul riordino ospedaliero della Regione Puglia, che prevede, tagli alla Sanità Pugliese e ha destato molte polemiche in un territorio già complicato come quello del Gargano, classificato infatti come zona montana. Tra gli argomenti che hanno tenuto banco,oltre al potenziamento del personale sempre più carente, c'e' stata la decisione da parte della Regione di trasformare i Punti di pronto intervento di Vieste e Vico, in postazioni di 118 medicalizzate.

Le distanze dei due centri fino ai primi ospedali del territorio non garantiscono il rispetto della cosiddetta golden Hour mettendo così a serio rischio la salute dei cittadini. In molti, a partire dai sindaci dei due paesi garganici, hanno chiesto che la rete dell’emergenza urgenza sul Gargano fosse potenziata in considerazione delle criticità del territorio,anche perche' i due punti di primo intervento di Vico e Vieste hanno registrato un numero di accessi superiori alle 7000 unità.

Una situazione critica e complessa,quella della Sanita' pugliese, che vede i sindaci impegnati a far fronte ai tagli e alla carenza di personale e fondi, ma tra mille problemi, sempre in prima linea per cercare di trovare una soluzione.
Il sindaco di Vico del Gargano, Michele Sementino, ha fatto il punto, sulle diverse azioni intraprese dalla sua amministrazione in questi ultimi anni e sui risultati conseguiti.

"Vorrei iniziare con la questione sanità. In questi anni l'amministrazione Sementino si è impegnata ad affrontare le diverse problematiche guardando alla realtà. Nel senso che purtroppo non potremo avere una struttura ospedaliera del Gargano, visto che altre strutture sono state chiuse.
Insieme al delegato Silvio Matano abbiamo lavorato affinché venisse garantito ai nostri cittadini il primo intervento. I rapporti che abbiamo avuto con i direttori dell'Asl non sempre sono stati idilliaci, ma abbiamo sempre cercato di confrontarci,cercando di trovare le soluzioni ottimali nell'interesse della cittadinanza. Alcuni risultati li abbiamo portato a casa:
L'ampliamento della struttura della sede del distretto, che vedrà l'ampliamento dell'attuale 118, dell'Udt e degli ambulatori. In questi ultimi mesi abbiamo chiesto al direttore di costituire la Casa della salute, che porti tutti i medici di medicina generale (medici di base) all'interno della struttura del distretto.
Abbiamo chiesto ed ottenuto l'installazione di una risonanza magnetica aperta al servizio del territori, funzionante da 1 mese circa.
Appena ultimato l'ampliamento verrà acquistata una nuova radiologia digitale.
Abbiamo chiesto ed ottenuto, che la pista per l'eliambulanza fosse ammodernata e dotata di illuminazione per il volo notturno, in modo da garantire un intervento immediato in casi gravi. Il mese scorso è stato affidato l'incarico per la progettazione.
Abbiamo chiesto ed ottenuto che all'interno della Torre dei preposti di San Menaio venisse collocata la guardia medica. Questo porterà un investimento di 200.000,00 euro. Il progetto prevede la ristrutturazione dei 2 locali al piano terra, il recupero della facciata dell'intera Torre e dei solai.
I lavori inizieranno il 1° Settembre.
Ovviamente siamo consapevoli che ci sono altri problemi da risolvere, sui quali stiamo lavorando.
In quest'ultimo anno abbiamo incontrato piu' volte ,con i sindaci del nostro distretto il direttore generale, con l'obiettivo di trovare le soluzioni ai diversi problemi, uscendo fuori dagli schemi di campanile, ponendo al primo posto il diritto alla salute dei cittadini-conclude Sementino-

Pubblicato in Politica

Al Signor Sindaco
Al Presidente del Consiglio Comunale

Egr. Signor Sindaco e Signor Presidente del Consiglio Comunale, in data odierna dai manifesti affissi in paese, siamo venuti a conoscenza della convocazione del Consiglio Comunale per giorno 25.07.2017, con all’ordine del giorno al punto 6 Imposta di soggiorno determinazioni .
Benchè l’art. 4 comma 7 della L. n. 96 del 21.06.2017 preveda la possibilità per gli Enti Locali di istituire o modificare l’imposta di soggiorno , a nostro parere sarebbe opportuno che il Comune di Vico del Gargano non istituisse la predetta imposta , in considerazione di quanto segue:
- Il Comune di Vico del Gargano non è un Comune in stato di dissesto o in condizioni finanziarie disagiate tant’e’ che ha approvato il rendiconto di gestione 2016 con un avanzo di amministrazione pari ad euro 4.482.982, e una disponibilita’ in tesoreria comunale di euro 5.862.098;
- Il Comune di Vico del Gargano impiega l’avanzo di amministrazione già in data 22.05.2017 con delibera di Consiglio Comunale per euro 800.000 per la riqualificazione di via della resistenza e via del risorgimento per euro 660.000 e altre manutenzione di beni comunali per euro 140.000 ;
- Il Comune di Vico del Gargano dopo il suddetto utilizzo parziale dell’avanzo di amministrazione ha una residua disponibilità di avanzo di euro 3.682.982 di cui una parte vincolato per eventuali esigenze straordinarie ;
- La maggior parte delle aziende del settore ricettivo invece sono oberate di esposizioni debitorie nei confronti delle banche , degli enti previdenziali e degli enti istituzionali , tra i quali il Comune di Vico del Gargano , non perche’ non vogliono pagare , ma in quanto la concorrenza internazionale e i margini di profitto , non permettono piu’ una sana gestione delle aziende del settore ricettivo ;
- Negli ultimi anni le aziende del settore della ricettività hanno sopperito alla mancanza di risorse degli enti locali per la promozione del territorio , investendo risorse proprie per far venire i turisti e contribuire a fare delle iniziative locali con contributi alle associazioni o in proprio ;
- L’istituzione della tassa di soggiorno comporterebbe un aumento del prezzo per il soggiorno dei turisti , e potrebbe determinare nella prossima stagione una diminuzione di presenze nelle strutture alberghiere e simili , con diminuzione di assunzione di operai e consumi di merce , portando in crisi ulteriore l’intero comparto e tutta l’economia locale .
Pertanto alla luce di quanto sopra si chiede la non adozione di delibere in merito all’imposta di soggiorno per il territorio del Comune di Vico del Gargano .
Distinti saluti .

Il Presidente Provinciale
Rag. Michele Pupillo

Pubblicato in Economia

Vico ci riserva il piacere di riscoprire l’autore e la bellezza della “Madonna del Suffragio”, presentata il 17 Giugno nella chiesa del Purgatorio.

A restauro avvenuto, nemmeno sotto tortura potremmo citare il nome precedentemente azzardato del Tomajoli: tavolozza ed esecuzione pittorica smentiscono la paternità del viestano. L’opera è firmata da Nicola Maria Rossi, uno dei “protagonisti” del ‘700 napoletano. Anche se di convenzionale composizione, era chiaro che fosse un dipinto di notevole fattura ancor prima del restauro.

 

 

 

Scivolare per eccesso di campanilismo non è elegante – sono sempre appostate sentinelle accorte - così come il precipitarsi smembra l’attenzione: non è consueto incontrare grandi personalità della storia tra le nostre periferie culturali.

Le vicende storiche le lasciamo a chi sa muoversi tra archivi e catalogazioni; a noi la pretesa di assaggiare l’arte tramite i suoi ferri, scongiurando sindromi stendhaliane, obbligate o curriculari.

Ciò che legittima la nostra appartenenza ad un opera è l’affinità interiore con quell’espressione, che va oltre qualunque trasporto estetico. La certezza “scientifica” non può risolvere in un dato unitario gli aspetti variegati di un individuo. Un recupero vivo di pensieri, gesti e bisogni spirituali, potrà garantire quella comunione in una attualità palpitante, annullando il limite cronologico. A tale prodigio si predisponeva l’arte.

In un’epoca dominata dall’ossessione storica, infatuati romanticamente dall’arte e dall’artista, insieme alla confezione estetizzante dello spirito creativo, ci si strozza con l’aura tronfia della modernità: la griffe e tutti i suoi corollari, distorcendo la facoltà contemplativa. Nella bancarotta del consumismo estetico-culturale, l’occhio acuminato è chimera. L’esperto e la platea di anime paganti si crogiolano nella suggestione dei nomi, nomi già consolidati e nomi da pompare, otturando la voce autonoma delle opere. Ecco, si ipoteca la soddisfazione parassita.

Tramite l’amorevole dedizione per la pratica pittorica – la critica è morta al seguito delle astrazioni sull’arte - preferiamo riversare le nostre forze sull’aspetto ristretto di un’intera esistenza individuale, ma che si rivela ben superiore al suo creatore: l’opera, e il suo anelare ad una realtà superiore.

Il restauro della tela di Nicola Maria Rossi, è l’occasione per riparlare - a Vieste lo facciamo dal 2001 inascoltati – della nostra ultima finestra di luminosità culturale, il ‘700 napoletano.

Se il pittore viestano è considerato un minore tra i seguaci del Solimena (giudizio ancora in attesa di verifica), il pittore napoletano è stato tra quelli più accreditati e di successo, proponendo i modelli del maestro fino ad assumere aspetti di “mimesi”: basta osservare la sua pala nella chiesa di San Nicola alla Carità a Napoli e la Trinità del Solimena a Salisburgo (modello evidente di quella del Tomajoli collocata nella Cattedrale di Vieste).

 

 

Nella letteratura artistica il balletto delle attribuzioni spesso inciampa tra le scolaresche dell’abate Ciccio. Si dice che lo stesso maestro invitasse i suoi migliori discepoli a duplicare le sue invenzioni pittoriche; lo riconfermiamo “ispiratore di uno squadrone di garbatissimi e monotoni pittori, sciame e delizia delle province”.

La restauratrice Maria Elena Lozupone ha ridato alla pala di Vico, fortunatamente asfaltata dall’uomo e dal tempo, tutta la sua ricchezza cromatica, chiara e immediata. I volumi emergono distribuiti in ritmo monocorde. La staticità viene riscattata dall’opulente tavolozza, dalla velocità magistrale dell’esecuzione – meravigliosi i mezzitoni risolti direttamente sulla tela - e dalla sicura presa emozionale della pantomima sacra. Ne deriva una vaga impressione di assente profondità spaziale, a vantaggio di una rabescatura cromatica. Manca del tutto l’impiego delle velature, cerniere tonali - le trasparenze sono risolte alla prima e a corpo. I maestri non hanno limiti, se non imposti dall’esterno, e Nicola Maria ne avrà subiti alcuni. Nel dipinto l’artista non tralascia nessun pigmento a disposizione, facendone un vasto caleidoscopio dell’esercitazione pittorica. Una perplessità da spettatori appassionati la riserviamo alla “colonnina” alata, erroneamente battezzata “San Michele psicopompo”, declassato dopo restauro a semplice angelo traghettatore; il panneggio di prezioso vermiglio trattato con semplicità grafica, e le lumeggiature zigzagate bianco-cerulee fanno sospettare più impazienza che freschezza, qualcosa di non risolto. Tutta la parte inferiore della figura, come alcuni brani ritrattistici della quinta celeste, soffre di eccessiva rapidità esecutiva (i toni delle penombre – magnifici – sono resi in stesure piatte ed omogenee; pennellate sfregate su alcuni lembi). Molte anatomie sono contornate a mo’ di pennarello per distaccarle da altri lacerti e da piani cromatici contigui. In definitiva, l’angelo resta una delle più belle invenzioni del maestro, di fatto ritroviamo il suo gesto teatrale in una delle figuranti della tela La liberazione di Andromeda a Beauvais.

 

 

Sensibile a soluzioni di misurata ed elegante mondanità, il suo influsso porterà a quegli epigoni di garbatezza rococò, di cui il giovanissimo allievo Giaquinto sarà mago insuperato rivendicato dall’Europa. L’incanto della grazia decorativa si dissolverà presto, secondo destino, ad un mondo che schiude orizzonti meno dilettevoli.

Nell’articolo del 13 Gennaio 2017 pubblicato su Ondaradio, avevamo descritto un altro quadro, deviati sia dallo stato di conservazione sia dalle figure “rubate”. L’ossidazione impediva di decifrarne il tocco, la pennellata, tracce risolutive per riabilitare paternità smarrite.

Dopo la passeggiata nell’affollato belvedere dei solimeneschi, il Tomajoli si riconferma figura ambigua e complessa, da un sentire religiosamente più autentico, ma artisticamente meno alla moda.

Una nuova acquisizione per la palingenesi del Gargano, non solo gite ed evocazioni enogastronomiche.

 

P.S. Una piccola preghiera agli amici vichesi: vista l’importanza e il recupero dell’opera nel suo splendore, sarebbe opportuno ricollocare la tela nel suo spazio originario: l’altare centrale. Come emblemata dedicatoria della chiesa, non può essere scaricata su una parete laterale (inoltre la luce della finestra frontale può provocare seri problemi di conservazione).

 

Francesco Lorusso (ass. Camera Cromatica)

Pubblicato in Cultura

Le previsioni meteo per la giornata di oggi, che prevedono forti precipitazioni piovose sul Gargano Nord, hanno indotto l’organizzazione della rassegna “Terra Battente” promossa dalle Ferrovie del Gargano a rinviare al 2 agosto (sempre alle ore 21 in Piazza San Domenico) a Vico il concerto di Eugenio Bennato.

 

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Pubblicato in Spettacolo
Giovedì, 20 Luglio 2017 10:16

Vico/ Uniti dal richiamo del dialetto

Quello che non è riuscito alla politica, agli uomini come Filippo Fiorentino e alla sua idea di “ Città Gargano “; dove i comuni sarebbero diventati quartieri di una forte identità culturale, quello che ancora oggi non è riuscito al Parco Nazionale del Gargano, con le sue mille anime sparse e spesso in conflitto, è riuscito ai poeti del dialetto e alla loro poesia. Questo richiamo ancestrale, possente, che viene dalla madre terra e racconta con gli antichi idiomi delle nostre nonne e dei nostri nonni vizi e virtù, luoghi comuni e fatti di vita, il volto autentico, senza macchia, senza paratie di quel Gargano che non vuole essere dimenticato ma, invece, riacquista nuova linfa, nuova vita proprio dal dialetto.
Nicola Angelicchio, con la collaborazione della Proloco, li ha riuniti in Largo Terra, uno dei quartieri simbolo di quel Centro Storico da difendere da ogni attacco estemporaneo e offensivo, per una grande performance tutta dialettale. Sotto la guida di Angelo Capozzi, i poeti: Giuseppe Trombetta da Carpino; Filippo D’Errico da Vieste; Franco Ferrara da Apricena; Mario Iannacci da Rignano Garganico; Michela Di Perna da Vico del Gargano; Saverio Sciancalepre da Vieste; Raffaele Pennelli da Apricena; Silvia Graziano da Ischitella; Pietro Salcuni da Monte Sant’Angelo e Nicola Angelicchio da Vico del Gargano, ci regaleranno “ Dialetto...che Poesia “.
“ Dialetto...che Poesia “ . Sabato 22 luglio, ore: 21.00, Largo Terra, Centro Storico di Vico del Gargano.

Michele Angelicchio

Pubblicato in Cultura

Se gli Italiani sono famosi per il canto non è solo merito dell’opera lirica.
C’è tutta una tradizione di interpreti di belcanto, che parte dai primi del Novecento e arriva alla metà del secolo, che con le loro melodie hanno contribuito allo fama dell’Italia in campo musicale.
Il concerto di questa sera vuole appunto essere un omaggio a questa musica, cosiddetta
“di facile ascolto”, che passa per l’operetta e arriva alla canzone italiana degli anni ‘30, 40,’50, fino agli albori del Festival di Sanremo.
Vogliamo proporvi quel genere che ha caratterizzato la musica popolare del secolo scorso e che è stata indubbiamente la base del genere attualmente definito “pop”. Si passerà così dalla romanza italiana da salotto – Tosti, per intenderci – per arrivare fino in America, al musical, del quale il grande Leonard Bernstein è stato uno dei massimi compositori. Un tenore di prim’ordine, Stefano Consolini, accompagnato da un pianista sensibile come Dragan Babic, vi condurranno lungo un percorso musicale ricco di nostalgia e suggestioni.

Stefano Consolini
Diplomatosi al Corso di perfezionamento del Teatro Comunale di Bologna sotto la guida del Maestro Paride Venturi, da subito si delinea per lui una brillante carriera di tenore co-protagonista. Apprezzato per le sue doti musicali e sceniche, collabora coi maggiori direttori e registi presso le Fondazioni e i teatri di tradizione sia in Italia sia all’estero.
Vasto è il suo repertorio, che spazia dal melodramma, all’operetta e alla musica contemporanea.Svolge altresì un’attività concertistica con un apprezzato repertorio di musica da salotto e canzoni italiane del ‘900.

Dragan Babic
Diplomantosi al Conservatorio di Bologna, ha poi preso parte a svariate masterclass di perfezionamento in Italia e all’estero.
Come Maestro Collaboratore svolge intensa attività concertistica di musica da camera e operistica, affiancando Artisti lirici di fama nternazionale (per citarne solo alcuni: Antonacci, Kabaivanska, Dessì, D’Intino, Ganassi, Bruson, Pertusi, Praticò).
E’ stato ospite al Festival Estivo di Zagabria, dove ha accompagnato il celebre violoncellista croato W. Despalj.
E’ pianista ufficiale di concorsi lirici internazionali ed ha accompagnato le selezioni del concorso RAI per nuove voci liriche “Tour de Chant” condotto da Pippo Baudo.
Al suo attivo ha varie partecipazioni a trasmissioni televisive.

Programma

Tosti L’ultima Canzone
Lehar/Frasquita Dell’alcova nel tepor
Lehar/Fruhling Nell’armadio delle signore
Lombardo/Ranzatoda Il Paese dei Campanelli ,“Lu Tu”
Innocenzi/Sopranzi Mille lire al mese
Carr/Kennedy Serenata Messicana
C.A. Bixio/Nisa La strada nel bosco
Martelli/Castellani/Concina Usignolo
Innocenzi Addio sogni di gloria
Wright/Forrest Stranger in paradise
Bernstein Tonight

Pubblicato in Manifestazioni

Nel 1974 il celebre bandaneonista e compositore argentino Astor Piazzolla incontra Gerry Mulligan, altrettanto celebre sassofonista statunitense: due “mostri sacri”, considerati tra i più alti esponenti della scena musicale mondiale del Novecento. Da questo incontro artistico nasce un album che ancora oggi è uno tra i best seller della musica di tutti i tempi. Il disco, registrato a Milano, comprende otto composizioni, sette scritte da Piazzolla e una da Mulligan. La fusione tra il Tango nuevo di Astor Piazzolla (uno stile che i ballerini tradizionalisti rifiutano come tango e che molto raramente viene proposto nelle sale da ballo) e il jazz personalissimo di Gerry Mulligan, sostenuti da una orchestra di musicisti italiani e argentini, ha portato momenti di grande intensità all’intero album, che è stato definito “un disco memorabile, di rara bellezza”. Quelli che vi proponiamo stasera, nella raccolta intimità di Largo Terra, sono appunto i brani contenuti in questo mitico album.

Manuel Padula
Manuel Padula si diploma al Conservatorio di Foggia laureandosi con il massimo dei voti e la lode, frequentando anche svariate masterclass di perfezionamento. Ha preso parte a diversi concorsi sia nella sezione solisti sia in quella di musica da camera. Dal 2010 è primo sassofono soprano/sopranino nell’ensemble Saxofonia. Ha tenuto concerti in duo con pianoforte e collaborato con diverse formazioni orchestrali. Nel 2015 conosce il M° Daniele Faziani, che per lui compone un pezzo che gli farà vincere il Concorso Internazionale Garganum. Nel 2016 si esibisce al Teatro Comunale di Bologna come solista. All’attività esecutiva affianca un profondo interesse per la direzione d’orchestra, l’insegnamento e la divulgazione musicale in tutto il territorio garganico.

Luca Cocomazzi
Luca Cocomazzi si diploma in pianoforte con il massimo dei voti e la lode al Conservatorio di Rodi Garganico, studiando con i maestri Enrico Camerini, Massimiliano Motterle e Fiorenzo Pascalucci. Oltre allo studio dello strumento, Luca segue anche il Corso di composizione sotto la guida del maestro Vittorio Montalti, nello stesso Conservatorio. Partecipa a diversi Concorsi nazionali conseguendo brillanti risultati e classificandosi sempre ai primi posti. Si è inoltre esibito in vari ambiti, manifestando una grande curiosità nell’esplorazione di diversi repertori. Attivo anche sul versante della musica da camera, attualmente collabora in duo con il sassofonista Manuel Padula. Ha frequentato masterclasses con i maestri Andrew Wright, Andres Diaz e Bruno Canino, facendosi apprezzare per la sua sensibilità musicale.
Programma
20 Years Ago (Hace Veinte Años)
Close Your Eyes And Listen (Cierra Tus Ojos y Escucha)
Years Of Solitude (Años de Soledad)
20 Years After (Veinte Años Despues)
Remiscence (Reminiscencia)
Summit (Reunion Cumbre)
Libertango
Oblivion

 

 

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Ogni filo d’erba all’Agriturismo Biorussi sembra contenere una biblioteca dedicata alla meraviglia, al silenzio e alla bontà.
Vi aspettiamo....

Nel Parco Nazionale del Gargano
Agriturismo Biorussi
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Carpino – a ridosso del Lago di Varano -

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Pubblicato in Manifestazioni

IL MANIFESTO DELLA CNA

Chi siamo CNA VICO DEL GARGANO Presidente Antonio Del Conte Segretario Rag. Michele Pupillo
• Siamo gli imprenditori dell’artigianato, dell’industria, del commercio e del turismo; siamo i lavoratori autonomi e i professionisti
• Siamo gli imprenditori che operano sul mercato concorrenziale, senza privilegi, sussidi, protezioni
• Siamo gli imprenditori che rischiano, investono e lavorano nelle proprie imprese, animati da una profonda etica del lavoro
• Siamo gli imprenditori che sostengono la legalità, la professionalità e la competenza. Disponibili e corretti nei rapporti con clienti e fornitori
• Siamo gli imprenditori del territorio che animano e rendono attrattive le città e consentono di godere delle bellezze artistiche e paesaggistiche dell’Italia
• Siamo gli imprenditori che conoscono il valore del territorio e rispettano l’ambiente
• Siamo gli imprenditori dell’economia reale che creano valore attraverso la qualità e la bellezza dei loro prodotti e fanno grande il Made in Italy nel mondo
• Siamo gli imprenditori che creano occupazione, integrano i lavoratori stranieri, trasmettono arti e mestieri e valorizzano le capacità e l’impegno dei propri collaboratori
• Siamo gli imprenditori che sostengono l’economia e lo sviluppo del Paese, adattandosi con flessibilità ai cicli economici, attraverso l’innovazione tecnologica diffusa
• Siamo gli imprenditori che si riconoscono in CNA, una grande rete di imprese italiane
Cosa vogliamo
• Vogliamo un Paese in cui fare impresa sia facile e gratificante
• Vogliamo ottenere le migliori condizioni per lo sviluppo delle nostre imprese: fisco, credito, energia, lavoro, semplificazione della burocrazia
• Vogliamo operare a condizioni di parità nei mercati senza rendite, monopoli, imprese assistite, abusivi e contraffattori
• Vogliamo essere riconosciuti dalle istituzioni e dai sindacati per la specificità dell’artigianato e delle nostre imprese, leve fondamentali dello sviluppo economico, della creazione di occupazione e di ricchezza
• Vogliamo collaborare con i governi locali, regionali, nazionali ed europei per la ripresa dell’economia, lo sviluppo dell’occupazione, la rigenerazione delle città, il rilancio del turismo, l’innovazione
• Vogliamo uno Stato moderno, democratico, inclusivo, snello, efficace, efficiente, che investe nello sviluppo e nella formazione
• Vogliamo essere in Europa e nel mondo con la nostra intelligenza, creatività, passione
• Vogliamo valorizzare nei giovani spirito imprenditoriale, competenze, professionalità, idee, creatività
• Vogliamo rafforzare la connessione tra imprese e cittadini ripensando un nuovo modello di welfare
• Vogliamo essere, il futuro dell’Italia che lavora, produce, innova, investe, crea ricchezza e bellezza.

IMPRENDITORE PARTECIPA ALL’ASSEMBLEA CNA A VICO DEL GARGANO SALA CONSILIARE MARTEDI’ 11 LUGLIO ORE 19.00 – SINDACO E RAPPRESENTANTI DI PARTITI E ASSOCIAZIONI LOCALI PARTECIPANO

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