Il 4 gennaio scorso la polizia locale di Mattinata ha sottoposto a sequestro preventivo alcune strutture sulla spiaggia del paese, nell'area del porto, in località Agnuli. Il sequestro è derivato dal fatto che il titolare delle concessioni, Felice Silvestri, 30 anni, non ha sgomberato le aree demaniali, dopo che gli era stata notificata l'interdittiva antimafia della prefettura di Foggia. Silvestri aveva impugnato il provvedimento, ma l'istanza è stata respinta ed è scattato il sequestro. A fine settembre a Felice Silvestri era stato notificato il provvedimento di revoca delle concessioni demaniali marittime nel tempo ottenute dal Comune di Mattinata, per la gestione di stabilimento balneare, manufatti, un tratto di spiaggia di 820 metri quadrati nella stessa località destinato alla posa di ombrelloni e sdraio, e di un casotto in muratura, in località Casette dei Pescatori, per deposito merci. 

Pubblicato in Cronaca

La sipontina ASE spa, la società in hou­se dei rifiuti del Comune di Manfredo­nia, era destinata a svolgere il servizio in tutti i cinque Comuni dell’ARO FG1. Ma uno dopo l’altro Vieste, Zapponeta, Monte Sant’Angelo e Mattinata si sono sfilati, cam­biando idea e decidendo di non affidarsi più all’impresa guidata da Franco Barbone. Ad oggi ASE è attiva nella sola Manfredonia, con affidamento in house providing, mentre a Mattinata e Monte Sant’Angelo dopo gara c’è la foggiana Tecneco, così come a Vieste dopo la recente ordinanza sindacale del pri­mo cittadino Giuseppe Nobiletti. A vincere la gara nei mesi scorsi a Zappone­ta, dopo l’addio ad ASE, è stata la Eco Alba. Dopo gli atti assunti dalle altre amministra­zioni comunali, anche la commissione stra­ordinaria in carica a Mattinata (Lonigro, Scozzese, Canale) si è attivata per la nuova gara. In realtà risale a marzo 2016 la decisione dell’allora giunta Prencipe di procedere all’affidamento, tramite gara ad evidenza pub­blica con il criterio dell’aggiudicazione all’of­ferta economicamente più vantaggiosa, del servizio di spazzamento, raccolta e traspor­to dei rifiuti urbani nel Comune di Mattinata per la durata di due anni e con la clausola ri­solutiva espressa al subentro del soggetto gestore individuato dall’ARO FG1. Il con­tratto di servizio con Tecneco risale al 2005 ed è stato prorogato nel 2014. Le criticità di una gestione targata ASE sono evidenziate nella relazione firmata il 13 dicembre scorso dal caposettore Giuseppe Tomaiuolo. “I Comuni di Vieste e Zapponeta con rispettivi provvedimenti del 2015 e del 2016 han­no aderito, in una prima fase, ai progetto del­la società in house sovracomunale e conse­guentemente hanno affidato il servizio ad ASE. A seguito dell’incontro dell’8 ottobre 2018 presso l’AGER Puglia e delle volontà manifestate in tale sede, i Comuni di Vieste e Zapponeta hanno provveduto ad affidare il servizio a imprese private, sostituendo quindi il gestore pubblico precedentemente affidatario. Tale circostanza non consente valutazioni positive e favorevoli in ordine ad un possibile affidamento in house ad ASE da parte del Comune di Mattinata. Inoltre, l’in­certezza determinatasi in ordine agli affida­menti in house providing a favore della so­cietà pubblica ASE non risulta compatibile con l’indifferibile urgenza di pervenire all’af­fidamento del servizio”.

Pubblicato in Ambiente

Il progetto di fuga dei due detenuti dal car­cere era irrealizzabile e non potevano certo bastare i fili dia- mantati da usare per segare le sbarre fatti arrivare in prigio­ne, ragion per cui il reato di tentata evasione non sussiste. Quanto poi alla detenzione il­legale di due fucili, ritrovati dalla Guardia di Finanza che intercettava i telefonini usati dentro il carcere da alcuni de­tenuti, ne risponde soltanto il garganico che ha ammesso il possesso della armi, ma non anche il figlio e un altro im­putato che non ebbero mai la disponibilità di quelle armi. Così, in estrema sintesi, le tesi difensive nel processo abbre­viato «In nome del padre», in corso davanti al gup del Tri­bunale di Foggia nei confronti di 9 garganici accusati a vario titolo di detenzione illegale di armi, tentata evasione e favo­reggiamento della latitanza. Il gup Domenico Zeno dopo le arringhe difensive ha rinviato l’udienza a gennaio per le re­pliche del pm e dei difensori, poi il giudice dovrebbe entrare in camera di consiglio per pronunciare la sentenza di primo grado.

- Il pubblico ministero Ileana Ramundo al termine della requi­sitoria del 30 novembre scorso ha chiesto 8 condanne per com­plessivi 28 anni di reclusione con pene oscillanti da 16 mesi a 7 anni (il nono imputato ha chiesto di patteggiare) per i tre filoni d’inchiesta dell’indagine coordinata dalla Procura, con­dotta dalle Fiamme gialle e sfo­ciata nel blitz dello scorso 28 febbraio con remissione di 11 ordinanze cautelari (3 in car­cere e 8 ai domiciliari) e l’ar­resto di 9 garganici: progetto di evasione, detenzione illegale di armi, favoreggiamento della la­titanza di un ricercato. Il pm in considerazione dello sconto di un terzo della pena previsto dal rito, ha chiesto la condanna a 6 anni di Antonio Quitadamo, 43 anni di Mattinata, sopran­nominato «Baffino», ritenuto elemento di spicco del clan Ro­mito (4 anni e 4 mesi per la detenzione di due fucili, cui ag­giungere 1 anno e 8 mesi per il tentativo di evasione); e di 1 anno e 4 mesi di Hechmi Hdiouech, 34 anni di Vieste, per tentata evasione: i due garga­nici erano rinchiusi a fine 2017 nella casa circondariale di Fog­gia e avrebbero dovuto evadere a Capodanno 2018, secondo l’ipotesi accusatoria. Il pm ha poi chiesto 6 anni e 8 mesi di reclusione per Danilo Pietro Della Malva, 32 anni di Vieste (5 anni per la detenzione di tre fucile 1 anno e 8 mesi per concorso in tentata evasione); 7 anni per il padre Giuseppe Della Malva di 54 anni, anche lui viestano (4 anni e 4 mesi per la detenzione di due fucili; e 2 anni e 8 mesi perché avrebbe favorito in passato la latitanza di Quitadamo). Il pm ha infine chiesto la condanna a 1 anno e 8 mesi del manfredoniano Aron­ne Renzullo, 41 anni; e quella di 1 anno e 4 mesi a testa per il padre Luigi Renzullo di 70 an­ni; la mattinatese Marisa Di Gioia di 32 anni (moglie di Qui­tadamo); e Leonardo Ciuffreda, quarantunenne originario di San Giovanni Rotondo e re­sidente a Monfalcone, in pro­vincia di Gorizia. Questi ultimi 4 imputati rispondono solo di concorso in tentata evasione. Il nono imputato è Anna Filo­mena Pacillo, 36 anni di Man­fredonia, moglie di Aronne Renzullo, che chiede di patteg­giare un anno per concorso in tentata evasione.

- Se­condo l’accusa il piano per far evadere a Capodanno 2018 Quitadamo e Hdiouech rinchiusi nella casa circondariale di Foggia, prevedeva che i due detenuti segassero le sbarre della cella attraverso i fili diamantati nascosti nelle cuciture in una borsa consegnata in occasione di un colloquio tra un familiare e un detenuto: furono però sequestrati da Guardia di finanza e polizia penitenziari Nelle arringhe il collegio difensivo - gli avvocati Franosco Santangelo, Salvator Vescera, Paolo D’Ambrosi« Michele Arena, Michelangelo Basta e Angelo Gaggiano ha sostenuto che il reato (tentata evasione non sussiste. Presupposto del reato è che l’autorità perda il potere di controllo sul detenuto, il che - ha argomentato l’avv. Santangelo – non è mai successo perché il progetto di fuga è stato costan­temente monitorato dalle Gdf che intercettava le conversazioni.

 - Peraltro il so­lo invio dei fili diamantati in carcere non supera - altro ar­gomento difensivo - la soglia degli atti idonei alla commis­sione del reato. Vero che una consulenza del pm dice che i fili diamantati possono in teoria segare le sbarre della cella, ma nel concreto non si sa se e quan­to tempo sarebbe occorso ai due detenuti per segare le sbar­re; quanto rumore avrebbero provocato. Ed anche ammesso che Quitadamo e Hdiouch vi fossero riusciti,, sarebbe stato comunque impossibile perforo evadere, in quanto avrebbero dovuto superare alcuni mura di cinta e soprattutto quello fi­nale di una dozzina di metri, in previsione della presenza di un autocarro con gru per calare un cestello, farvi salire i reclusi e trasportarli all’esterno. Un piano di evasione che era ir­realizzabile, sostiene la difesa, e quindi il reato non regge.

Di detenzione dei due fucili ritro­vati dalla Guardia di Finanza a Vieste a metà dicembre 2017 intercettando le telefonate in partenza dal carcere, rispon­dono Quitadamo e i Della Mal­va. Giuseppe Della Malva ha ammesso che le armi erano sue e va condannato al minimo del­la pena per questo unico reato - ha detto l’avv. Vescera - e non anche per aver favorito in pas­sato la latitanza di «Bafììno», in quanto non ci sono indizi in tal senso. Il figlio Danilo Pietro Della Malva e Quitadamo van­no invece assolti - la tesi di­fensiva - in quanto il primo non riuscì mai a trovare le armi da spostare su indicazione del ge­nitore per cui non ne ebbe mai il possesso; e il secondo perché, a sua volta, non ebbe mai la disponibilità dei due fucili in quanto in quel periodo era de­tenuto.

gazzettacapitanata

Pubblicato in Cronaca

Entreranno in vigore da gennaio 2019 le nuove tariffe dell’imposta di soggiorno, che viene versata dai turisti che pernottano nel territorio mattinate­se. L’imposta, istituita già da diversi anni a Mattinata e negli altri Comuni turistici, come ha sottolineato la commissione che amministra il Comune è “un’opportunità che viene data agli enti di valorizzare maggiormente il proprio territorio offren­do migliori e maggiori servizi alla nu­merosa popolazione che verrà a soggior­nare nel Comune”. Dal Comune la bozza del nuovo re­golamento comunale è stato portata a conoscenza delle organizzazioni di settore e all’esito si è preso atto dell’assenza di osservazioni.

Con la delibera comunale dei giorni scorsi anzitutto è stato riformulato il regolamento con l’inclusione nella tas­sazione turistica, oltre alle già previste strutture ricettive all’aria aperta, campeggi, agriturismi, aree attrezzate per la sosta temporanea, bed and breakfast, case e appartamenti per vacanze, affittacame­re, case per ferie, residenze turistiche alberghiere e alberghi, anche delle “lo­cazioni ad uso turistico”. Inoltre non saranno più esenti dal pa­gamento dell’imposta di soggiorno coloro che soggiornano nei periodi dell’anno compresi dal 1° gennaio al 31 marzo e dal l ottobre al 31 dicembre. L’imposta di soggiorno che era pari a 0,80 centesimi per i pernottamenti al gior­no per persona in strutture ricettive all’aria aperta, campeggi ed aree attrezzate per la sosta temporanea, agriturismi, bed and breakfast, case e appartamenti per vacanze, affittacamere, case per ferie pas­sa da gennaio ad un euro tondo. L’imposta ora applicata fino ad un mas­simo di 10 pernottamenti consecutivi, sarà da gennaio applicata invece fino ad un

massimo di 14 pernottamenti consecu­tivi. L’imposta di soggiorno passerà da un euro a un euro e cinquanta centesimi per i pernottamenti effettuati in residenze tu­ristiche alberghiere ed alberghi fino a 3 stelle. L’imposta sarà di 3 euro per i pernottamenti effettuati in residenze tu­ristiche alberghiere ed alberghi oltre 3 stelle (oggi è di un euro e cinquanta). E’ stato poi aggiunta, rispetto all’attuale normativa, la disposizione per cui oltre i 14 pernottamenti consecutivi il contributo dovuto per ciascuna tipologia viene ri­dotto al 50%. La gestione e gli accertamenti relativi al tributo oggetto del presente provvedimento, in adesione agli indirizzi già espressi dal passato consiglio comunale, saranno affidati, in estensione contrattuale, alla ditta aggiudicataria dei servizi relativi ai tributi locali.

Francesco Bisceglia

Pubblicato in Turismo

Il pm ha chiesto 8 con­danne per complessivi 28 anni di reclu­sione, con pene oscillanti da 16 mesi a 7 anni, nel processo abbreviato in corso davanti al gup del Tribunale di Foggia a 8 dei 9 garganici (il nono ha chiesto di patteggiare) coinvolti nell’inchiesta «Nel nome del Padre». Sono accusati a vario titolo di detenzione illegale di armi; ten­tata evasione di due detenuti dal carcere di Foggia; e favoreggiamento della la­titanza di un mattinatese. Il blitz di Procura e Guardia di Finanza dello scorso 28 febbraio fu contrassegnato dall’emissione da parte del gip del Tri­bunale di Foggia 11 ordinanze cautelari in carcere ed ai domiciliari nei confronti di 9 persone. Il filone principale dell’in­chiesta (quelli minori riguardano il pos­sesso di tre fucili e il favoreggiamento della latitanza del principale imputato) è quello relativo al presunto progetto di evasione di due detenuti dal carcere di Foggia, in programma a Capodanno 2018 e sventato dalla Guardia di Finanza e dalla polizia penitenziaria, che seque­strarono due fili diamantati introdotti in carcere. Quei fili seghettati dovevano es­sere utilizzati - dicono Procura e inve­stigatori - per segare le sbarre della cella dov’erano rinchiusi due garganici, che poi avrebbero dovuto raggiungere il mu­ro di cinta della casa circondariale e ca­larsi nel carrello di una autogru in loro attesa all’esterno del penitenziario. Il processo con rito abbreviato in corso da­vanti al gup Domenico Zeno è stato aggiornato a metà dicembre per le arringhe difensive, sentenza nei primi mesi del 2019. Il pm Ileana Ramundo, in conside­razione dello sconto di un terzo della pena previsto dal rito, ha chiesto la condanna a 6 anni di Antonio Quitadamo, 43 anni di Mattinata, soprannominato «Ballino», ritenuto elemento di spicco del clan Ro­mito (4 anni e 4 mesi per la detenzione di due fucili, 1 anno e 8 mesi per il tentativo di evasione); e di 1 anno e 4 mesi di Hechmi Hdiouech, 34 anni di Vieste, per tentata evasione: i due garganici erano rinchiusi a fine 2017 nella casa circondariale di Foggia e avrebbero dovuto eva­dere a Capodanno 2018, secondo l’ipotesi accusatoria. Il pm ha poi chiesto 6 anni e 8 mesi di reclusione per Danilo Pietro Della Malva, 32 anni di Vieste (5 anni per la detenzione di tre fucili; e 1 anno e 8 mesi per concorso in tentata evasione); 7 anni per il padre Giuseppe Della Malva di 54 anni, anche lui viestano (4 anni e 4 mesi per la detenzione di due fucili; e 2 anni e 8 mesi perché avrebbero favorito in passato la latitanza di Quitadamo). Il pm ha in­fine chiesto la condanna a 1 anno e 8 mesi del manfredoniano Aronne Renzullo, 41 anni; e quella di 1 anno e 4 mesi a testa per il padre Luigi Renzullo di 70 anni; la mattinatese Marisa Di Gioia di 32 anni (moglie di Quitadamo); e Leonardo Ciuffreda, quarantunenne originario di San Giovanni Rotondo e residente a Monfalcone, in provincia di Gorizia. Questi ul­timi 4 imputati rispondono solo di con­corso in tentata evasione. Gli 8 imputati, difesi dagli avvocati Michele Arena, Paolo D’Ambrosio, Michelangelo Ba­sta, Francesco Santangelo, Angelo Pio Gaggiano e Salvatore Vescera, respin­gono le accuse e hanno chiesto il rito abbreviato. Il nono imputato è Anna Fi­lomena Pacillo di 36 anni, moglie di Aronne Renzullo: per lei, l’avv. Basta e la Procura hanno patteggiato una condan­na ad una pena minima subordinata alla sospensione della pena, su cui deve pro­nunciarsi il gup. L’accusa poggia su intercettazioni - al­cuni detenuti rinchiusi nella casa cir­condariale del capoluogo dauno avevano la disponibilità di un telefonino e i fi­nanzieri intercettarono le conversazioni - il cui riscontro sarebbe rappresentato dal rinvenimento e sequestro di due fu­cili a Vieste a metà dicembre del 2017; e dal sequestro alla fine dell’anno scorso dei «fili diamantati» nascosti in una bor­sa introdotto in carcere a Foggia e che doveva essere consegnata ad un detenu­to: venne sequestrata dalla Polizia pe­nitenziaria che rinvenne nelle cuciture i due fili diamantati.

Pubblicato in Cronaca

E’ bene fare chiarezza sulla questione riguardante la internalizzazione del­le postazioni 118 della provincia di Foggia, cir­ca una ventina su un totale di 40, ancora af­fidate alle Associazioni di volontariato o coo­perative: una questione di cui si è tanto parlato nelle ultime settimane ovvero da quando, a settembre, gli operatori di quella di Mattinata hanno proclamato lo stato di agitazione, rac­cogliendo adesioni dentro e fuori Capitanata, ed hanno osservato per quasi due settimane uno sciopero della fame, ma che non c’entra niente con i 48 chiamati, tra l’anno scorso e quest’anno, tramite le agenzie interinali (pri­ma Ethica, poi G-group), a sostituire il per­sonale delle postazioni 118 internalizzate che necessitava di andare in ferie e i cui contratti a tempo determinato scadranno a metà dicem­bre. Non si tratta, dunque, degli autisti-soccor­ritori alle dipendenze delle Associazioni di vo­lontariato. “Il lavoro è sacrosanto per tutti e non vo­gliamo discriminare nessuno, però qui si sta facendo confusione con la protesta che avvia­mo col sostegno dell’Unione dei sindacati di base, USB, per richiamare l’attenzione dell’opi­nione pubblica, dei media, della politica e delle istituzioni sulla precarietà in cui continuiamo ad operare, ormai dal 2002, svolgendo a tutti gli effetti un lavoro ma senza riconoscimento di diritti e tutele contrattuali, sopportando ritar­di anche di mesi nel pagamento delle spettanze e accollandoci spesso e volentieri i costi delle divise e della formazione, nonostante l’Asl ero­ghi per ogni voce dei rimborsi specifici”. La protesta scoppiata a settembre, con Mat­tinata capofila, puntava a mettere fine a questo “sfruttamento” attraverso l’assorbimento di tutte le postazioni della provincia da parte di Sanitaservice, la società in house dell’Asl di Foggia, che avrebbe così realizzato quella omo­geneità organizzativa e gestionale del sistema di emergenza urgenza territoriale cui puntava la stessa azienda sanitaria locale in attesa che diventi operativa l’istituenda Areu, l’agenzia che gestirà l’emergenza urgenza nell’intera Pu­glia. Tuttavia un bel risultato è stato conseguito con l’accordo su una gara-ponte per procedere all’affidamento annuale, in convenzione, della gestione delle 18 postazioni di ambulanza più una postazione di automedica, introducendo nuovi e più selettivi parametri per l’ammis­sione delle candidature, tra cui il versamento di una cauzione di 20mila euro, e controlli più rigorosi.

Anna Maria Vitulano

Pubblicato in Società

Partita  anche a Mattinata l'azione educativa "ConFIDO in Te" presso l'Istituto Comprensivo San Domenico  Savio da parte dell' Associazione Bau Miao-Amici in collaborazione con la LNDC Animal Protection Vieste. Argomenti: la comunicazione del cane, cosa fare quando si ritrova un animale, il corretto approccio e la detenzione, i maltrattamenti, l'importanza della sterilizzazione e del microchip. " una bellissima giornata con ragazzi molto attenti " afferma Giusy Ciampi, presidente dell'associazione  Bau Miao-Amici. "L'intervento che ci ha più colpito é stato di un bimbo che ci ha detto " oggi per me questo incontro é stato una grande emozione perché mai nessun cane mi aveva accarezzato la mano". Nei prossimi giorni  l'attività  coinvolgerà  altre classi e il passo successivo, come da progetto, sarà  istituire il corpo delle "Piccole guardie zoofile". L'attività  ha visto  partecipi 12 classi con bambini e ragazzi dai 10 ai 13. 

Pubblicato in Ambiente

La polizia di Foggia, su disposizione del Tribunale di Bari, ha eseguito un decreto di sequestro anticipato di beni (quote societarie e terreni) a carico di Francesco Notarangelo, di 53 anni, pluripregiudicato di Mattinata. L’uomo, con precedenti penali per droga e reati contro il patrimonio, è ritenuto dagli inquirenti elemento di spicco della criminalità organizzata garganica ed è considerato vicino al clan 'Romito' operante nell’area di Mattinata-Manfredonia. Il Comune di Mattinata nel marzo scorso è stato sciolto per presunte infiltrazioni mafiose ed è commissariato. Il Tribunale di Bari, ha accolto in pieno la proposta formulata dal Questore di Foggia e ha ordinato il sequestro di quote sociali, terreni, automezzi  e rapporti bancari intestati a Notarangelo Francesco, e ai familiari, per un valore di oltre 100.000 euro.

Pubblicato in Cronaca

In seguito alla delibera dell’Azienda sanitaria locale della provincia di Foggia, la n.1555, riguardante la pro­cedura di selezione pubblica per l’affidamento annuale in convenzione delle postazioni del 118 ovvero 18 postazioni di autoambulanza ed 1 postazione di auto­medica, gli operatori della postazione di Mattinata, oltre ad esprimere perplessità e grande preoccupazione per un servizio pub­blico che dovrà essere gestito ancora dalle Associazioni di volontariato in attesa che tutto il servizio traghetti nell’AREU, l’Azien­da che gestirà il servizio su scala regionale, il prossimo 7 novembre, dalle ore 9, daranno vita a un presidio sotto la sede dell’Asl dove, confidando nel buon senso delle istituzioni, chiederanno a gran voce di essere internalizzati nella società in house.

Per gli operatori, è chiara la volontà da parte delle istituzioni di non internalizzare il servizio che resta affidato ad Associazioni la cui condotta è fortemente criticata dai di­pendenti e non solo per il ritardo con cui vengono pagate le spettanze (attualmente in arretrato da agosto) con le immaginabili conseguenze sulle famiglie.

“Come mai - si domandano - l’Asl non attua una vigilanza più rigorosa trattandosi di risorse pubbliche? Se in un verbale sot­toscritto tra le parti, alla presenza dell’or­ganizzazione sindacale, l’Associazione che gestisce Mattinata lamentava problemi di natura tecnica/economica e per questi mo­tivi prospettava riduzione dell’orario di la­voro o addirittura licenziamenti individuali, per quale ragione sta pensando a nuove assunzioni e nel contempo non paga gli stipendi arretrati?”

Gli operatori del 118 di Mattinata rei­terano l’appello al Direttore Generale dell’Azienda sanitaria locale di Foggia e annunciano che il prossimo 7 novembre, dalle ore 9, col sostegno dell’Unione sin­dacale di Base - USB, ci sarà un presidio sotto la sede dell’Asl dove, confidando nel buon senso delle istituzioni, chiederanno ancora a gran voce di essere internalizzati nella società in house.

“La pubblicazione della delibera ha san­cito di fatto che alla Asl (e pensiamo altresì a tutta la giunta regionale) non interessa ne’ la qualità del servizio ne’ la tranquillità dei lavoratori, perché altrimenti avrebbe do­vuto chiudere definitivamente il rapporto con le associazioni di volontariato. Nel ban­do non abbiamo visto alcun riferimento all’esclusione di chi non ha rispettato i diritti e la dignità dei lavoratori e con­sideriamo inaccettabile - conclude Santo Mangia per il coordinamento provinciale USB - che siano stati stravolti gli elenchi dei lavoratori aventi diritto al passaggio (per la clausola di salvaguardia) prendendo per buone le comunicazioni fornite dalle As­sociazioni”.

Anna Maria Vitulano

Pubblicato in Sanità

Il Circolo Ricreativo Culturale Oasis di Mattinata, dopo il Festival dei Colori e la Corsa dei Colori del Gargano eventi di punta dell’estate mattinatese, torna con la novità del Natale 2018 "BABBI in CORSA" la camminata ufficiale con barba e costume di Babbo Natale, per una giornata all’insegna della gioia del Natale e del divertimento. 
Un evento ludico-motorio carico di allegria, ironico e divertente, che coinvolge appassionati di tutte le età,una festa pre-natalizia per l’intero paese, in programma domenica 16 dicembre 2018 alle ore 10.00 a Mattinata (FG).

Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare il Circolo Oasis sulla pagina facebook o all’indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure presso Palazzo Mantuano in Via Largo Agnuli, 1

“Iscriviti!!!! Costume e pettorale te li diamo noi!”

Mattinata, 30 Ottobre 2018

Circolo Ricreativo Culturale Oasis

Pubblicato in Manifestazioni
Pagina 1 di 10

Emittente radiofonica OndaRadio - Editore: Associazione Amici della Radio - Piazza Kennedy (Presso Ufficio Informazioni Turistiche) - CF 93005440719 - Partita Iva 01689250718
Presidente: Mario Vieste - Direttore Responsabile: Ninì delli Santi - Telefono: 0884 708806 (ufficio IAT) - Email: info@ondaradio.info
Registrazione al Tribunale di Lucera n. 64 del 24/02/1988 - Registro periodici del Tribunale di Foggia 02/09/2005