Come ogni grande evento che si rispetti, anche il Carnevale di Manfredonia (per il quinto anno consecutivo) consente agli spettatori di poter anticipatamente acquistare online il proprio posto a sedere per godersi comodamente ed in prima fila lo spettacolo delle Gran Parate dalle Tribune di Piazza Marconi. Per la 66^ edizione il servizio è a cura del circuito Vivaticket, specializzato nella vendita di biglietti per spettacoli, concerti ed eventi sportivi diffusi su tutto il territorio nazionale.

E' possibile acquisire i ticket per le 3 Grandi Parate in programma per i giorni 3 (costo 10 euro), 5 (costo 3 euro) e 9 (costo 5 euro) Marzo.

Collegandosi al link https://www.vivaticket.it/ita/tour/carnevale-di-manfredonia-2019/2238 si può selezionare il proprio posto a sedere sulla mappa della Tribuna, tutto comodamente da casa e\o presso uno dei punti vendita autorizzati su tutto il territorio nazionale (a questo link l'elenco completo https://www.vivaticket.it/ita/ricercapv#). A Manfredonia la rivendita ufficiale è sita presso il "Bar Impero" (Piazza Marconi, 16).

L'acquisto del ticket fa riferimento alle sole Tribune di Piazza Marconi, in quanto, l'accesso al percorso ed agli eventi del Carnevale di Manfredonia sono ad accesso libero e gratuito.

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Dopo l’ultimo incendio doloso avvenuto nell’Oasi Lago Salso di Manfredonia è necessario che il Parco del Gargano, proprietario al 96% della società di gestione, dia un segnale concreto e finanzi subito i necessari interventi per restituire all’area le infrastrutture di visita che negli anni sono andate perdute a causa di altri analoghi incendi. È la richiesta che avanza il WWF Foggia all’Ente parco all’indomani dell’ennesimo episodio incendiario che nella serata di giovedì scorso ha distrutto un capanno in legno all’interno dell’oasi.

Per il WWF Foggia l’episodio si deve inquadrare nella lunga serie di attentati incendiari che hanno interessato l’oasi – spesso in concomitanza con importanti iniziative di conservazione come quando, all’indomani dell’inserimento del Lago Salso nel sistema delle oasi del WWF, venne incendiato un altro capanno – e che lentamente ed inesorabilmente hanno distrutto tutti i manufatti utili alla visita e l’osservazione della fauna e dei preziosi habitat di cui è ricca l’area. Sono infatti andati in fumo, uno dopo l’altro, la passerella in legno che si addentrava nel folto canneto, i capanni di osservazione, i cartelli informativi.

L’incendio dei giorni scorsi è evidentemente il segnale che a qualcuno non piace il percorso di rilancio dell’area intrapreso nell’ultimo anno.

Il risultato è che oggi i visitatori non hanno a disposizione nessuna struttura di osservazione, indispensabile per una corretta fruizione dell’oasi.

Per questo il WWF chiede che, al di là dell’apprezzabile condanna per il vile gesto e solidarietà agli amministratori già espressa dal vicepresidente del Parco, l’Ente si impegni concretamente ed immediatamente per mettere l’oasi nelle condizioni di accogliere degnamente i visitatori, finanziando i necessari interventi, come ad esempio è stato fatto all’indomani dell’incendio del trabucco di Rodi Garganico.

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“Un inqualificabile gesto di intimidazione e di offesa nei riguardi di un’oasi protetta di inestimabile valore. Condanniamo con forza questo atto vile e violento e al presidente Antonio Canu e all’intero CdA esprimo la mia personale solidarietà e quella di tutto l’Ente Parco. Il Parco proseguirà la sua azione di sostegno nei confronti della società e dell’area umida, come avviene del resto da sempre. Il capanno bruciato all’Oasi Lago Salso da ignoti piromani senza scrupoli, è un attacco all’intera comunità garganica. Siamo certi che le forze dell’ordine assicureranno alla giustizia gli autori di questo gesto scellerato quanto incomprensibile”. E’ la dichiarazione di Claudio Costanzucci, vicepresidente dell’ente Parco Nazionale del Gargano, socio di maggioranza (96 per cento delle quote) della società che gestisce l’area umida ubicata nel territorio di Manfredonia. L’incendio, divampato – secondo le prime ricostruzioni- intorno alle ore 22,30 di giovedì 14 febbraio 2019 ha interessato un capanno in legno, recentemente svuotato e destinato ad accogliere i futuri visitatori del villaggio neolitico. L’intervento sul posto di una squadra dei vigili del fuoco del distaccamento di Manfredonia, ha consentito lo spegnimento delle fiamme, la bonifica e la conseguente messa in sicurezza dell’intera zona.    

 Francesco Trotta

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Con l’avvento della Finappula del Gruppo Gelsomino il Marina di Manfredonia ha ritrovato la speranza di una nuova stagione.

Sommersa dai debiti della gestione “Rotice”, che al 6 settembre 2018 ha lasciato una eredità di 14 milioni di perdite e 37 milioni di debiti, la Gespo srl a breve chiuderà l’intera debitoria con i fondi che i f.lli Gelsomino hanno previsto di immettere nelle casse della società, pari a 8,5 milioni. Tanto è scritto nel verbale di assemblea dei soci del 29 dicembre 2018 dove solo la Finappula ha dichiarato la disponibilità ad immettere denaro, mentre Gianni ed Antonio Rotice non intendono versare neanche un euro.

Gli 8,5 milioni che affluiranno nelle casse della Gesposrl saranno utili a chiudere anche la debitoria con il Demanio che ha preso atto dell’attuale situazione revocando ogni paventata nefasta iniziativa,al contrario di quanto falsamente dichiarato da Rotice. E’ bene ricordare che la Gespo srl aveva accumulato con la gestione Rotice srl 1,5 milioni di debito con il Demanio!!!

Anche il Tribunale di Foggia è vicino al Marina del Gargano poiché, esaminate le prospettive evidenziate nella richiesta di proroga del concordato, ha concesso ulteriori 60 giorni per mettere a punto la procedura di ristrutturazione del debito.

Le lungaggini delle definizioni sono normali in operazioni complesse, soprattutto quando c’è chi rema contro, come nel Marina del Gargano, dove proprio Rotice Gianni con inconsistenti ed infruttuose, ma fastidiose e improvvide iniziative giudiziarie sta ostacolando la realizzazione del piano al fine di determinare il fallimento della Gesposrl utile a bloccare le iniziative della nuova governance che sta scoprendo utili elementi di responsabilità nella passata gestione; cioè si vuol capire come, nonostante il contributo pubblico di 20 milioni, siano stati accumulati 37 milioni di debiti e taluni soci, in primis Gianni Rotice, siano proprietari di locali e posti barca nel marina, che invece ha bisogno della vicinanza e del contributo disinteressato di tutti, delle istituzioni, del territorio, dei cittadini, di gente capace di gestirla. L’addebito di speculazione, forse, deve essere rivolto da Gianni Rotice a se stesso più che a chi a tutt’oggi ha previsto un investimento di 8,5 milioni di euro e in pochi mesi non ha compiuto alcuna operazione imprenditoriale, aumentando le finanze a disposizione del Marina per contribuire a pagare i debiti.

La speculazione, dovrebbe sapere Gianni Rotice è l’attitudine ad investire nulla ed a beneficiare di molto. E’ tutto ciò che è successo in marina, dove Mucafer e Moteroc sono fallite e gli altri soci sono proprietari di locali e posti barca.

L’appello dunque è a tutti i manfredoniani, che stiano vicino al nostro marina finalmente libero dalla speculazione, poiché tutt’insieme è possibile continuare a goderne della bellezza e dei meravigliosi tramonti che ci regala.

La dissennata diffusione di ingiustificati allarmismi con strumentale distorsione della realtà, dimenticando di essere il protagonista del recente passato di incapacità e dilettantismo gestionale con accumulo di un enorme debito, non fa onore a chi ricopre apicali cariche istituzionali della provincia di Foggia. In questo momento costui dovrebbe fare il mea culpa di aver lasciato la guida del marina per la costatazione della propria incapacità di dare al territorio una struttura finanziaria solida e duratura.

Stiano sereni i manfredoniani, ce la faremo, tutt’insieme ce la faremo.

Manfredonia, 7 febbraio 2019

Firmato Damiano Gelsomino

Componente CDA Gespo srl

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E' nato (amministrativamente) da poco meno di due mesi, ma “Manfredonia in Rete” corre già a grandi passi verso il futuro. Dopo la formale costituzione dello scorso dicembre, il Contratto di Rete degli operatori turistico-commerciali (ospitalità, servizi, stabilimenti balneari, ristoranti, bar, pizzerie) - che vede come capofila il Gal DaunOfantino -, ha presentato ufficialmente al territorio la sua mission ed il programma delle attività. Pianificazione, confronto e collaborazione sono le parole cardine che contraddistingueranno l’azione di “Manfredonia in Rete”, il cui scopo è quello di mettere attorno allo stesso tavolo e far parlare un unica lingua operatori ed imprenditori. Unire le forze per lo sviluppo del territorio e portare con compattezza le problematicità nelle sedi opportune al fine di trovare quelle soluzioni definitive attese da tempo. Dunque, l’incontro pubblico è stato utile per presentare il Contratto di Rete al territorio, iniziando la fase di interlocuzione, e soprattutto per illustrare nel dettaglio il cronoprogramma di interventi ed attività che caratterizzeranno la sua azione. "Questo è davvero un importante momento - spiega Michele d'Errico. Presidente del Gal DaunOfantino -.  Va dato merito agli operatori per la convinzione dimostrata nel perseguire questo risultato. Seppur vero che la città vive un momento storico difficile, è altrettanto necessario concentrarsi e lavorare sulle sue potenzialità, accantonando le lamentele ed il dito puntato contro gli altri. E' il momento di agire, i protagonisti e gli attori del cambiamento di un territorio sono gli imprenditori e cittadini. Mettersi insieme è un'opportunità per tutti ed il Contratto di rete degli operatori è un primo concreto segnale in questa direzione". Gli aderenti al Contratto di Rete sono: Gal DaunOfantino, Ristorante Coppola Rossa, Gelati Tommasino, Ristorante Locanda degli Svevi   Bramanthe, Opificio Birraio, Bicchieri e Taglieri, Lido Aurora, Ristorante Bacco-Tabacco e Venere, Le Querce di Mamre, RegioHotel Manfredi, Lido Salpi, Panzerotto d’oro, Q Bar, In Piazzetta, Bar Stella, B&B La Maison, Lido La Sirenetta, Residence Porta del Sole, Caffè Aulisa, Calamarando, Osteria Boccolicchio, Camping Tellina,  Ecologika 2000, Gelaterie Bianca Lancia. A sostenere "Manfredonia in Rete" anche il sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi ed il Presidente di Camera di Commercio di Foggia Fabio Porreca. "Accolgo e saluto con grande piacere la nascita di un'aggregazione di operatori di una filiera importante come quella turistica, asset economico e di sviluppo che l'Amministrazione comunale ha deciso di rilanciare con lungimiranza politica da più di un lustro - dichiara il sindaco Riccardi-.  L'entrata in operatività del Contratto di Rete è un risultato concreto per tutta la città che, oltre alla promozione e valorizzazione territoriale, inizia a crescere nell'offerta al turista e nella qualità dei servizi e nella consapevolezza delle sue potenzialità in questo settore. A tutti gli operatori i più fervidi e sinceri auguri di buon lavoro".

"Quella intrapresa è sicuramente la direzione giusta, un possibile modello di riferimento per il tessuto imprenditoriale locale, in particolar modo per quello turistico. Mi complimento con il Gal DaunOfantino che si è fatto promotore del progetto, puntando su una forma giuridico-amministrativa innovativa ed agile che semplifica l'attività degli operatori. La Camera di Commercio di Foggia - aggiunge il Presidente Porreca – ritiene i contratti di rete uno strumento fondamentale per la crescita del sistema economico, per questo saprà essere al fianco del nuovo soggetto nell'interesse generale delle imprese e del territorio di Capitanata”. A presentare la strategia di "Manfredonia in Rete" è stato Michele De Meo, manager ed esperto di marketing turistico. Le imprese aderenti intendono realizzare, mediante la messa in comune di risorse umane, tecniche e professionali, un comune progetto per lo sviluppo e il consolidamento della propria presenza nel mercato turistico nazionale e internazionale attraverso il coordinamento organizzativo dell’azione di marketing, promozione, commercializzazione e di vendita di nuovi prodotti e servizi turistici e la formazione professionale. Poste in essere anche campagne di sensibilizzazione (come la pulizia delle spiagge, adotta un monumento e\o un'aiuola) che vedranno il coinvolgimento della cittadinanza al fine di migliorare la qualità urbana e soprattutto aumentare la consapevolezza della bellezza e del rispetto, aspetti fondamentali per una destinazione turistica. Interessante anche il concept del logo, che ha come base la lettera “M” di Manfredonia. La lettera è accentuata da pallini rappresentanti le singole realtà imprenditoriali che sono connesse da segmenti tra di loro “in rete”. La forma dei cerchi disposti in griglia rievoca la disposizione dei torrioni del castello della città sipontina, connessi tra di loro da cinte murarie, così come per le mura difensive della città che connettevano, nel passato, i torrioni ancora presenti sul nostro territorio. Per "Manfredonia in Rete" è già tempo di un primo importante banco di prova. Martedì 12 febbraio, assieme al Gal DaunOfantino ed il Comune di Manfredonia, alla Bit di Milano ed in collaborazione con Regione Puglia e PugliaPromozione, sarà presentata  "GUSTA(R)TE MANFREDONIA – WEEKEND DI PRIMAVERA IN PUGLIA", iniziativa che attraverso la proposizione di menù enogastronomici della tradizione locale a prezzo convenzionato e la visita guidata gratuita al patrimonio storico-culturale, si propone di aumentare l'appeal della città ed il numero delle presenze in un periodo destagionalizzato. Il primo passo di un percorso lungo ed ambizioso, da fare tutti, assieme.

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Nessun peschereccio lascerà il porto fino a mercoledì prossimo. Giorno in cui è previsto un vertice in Regione che vedrà, seduti allo stesso tavolo, rappresentanti del movimento di base dei pescatori pugliesi, esponenti delle associazioni di categoria, alti rappresentanti del mondo politico e istituzionale, l’assessore regionale all’agricoltura e pesca. In ballo c’è il futuro della pesca. Per questo le marinerie pugliesi, da Manfredonia, a Molfetta, a Mola di Bari, a Leuca, a Taranto, a Brindisi, a Vieste, compatte, hanno deciso di far sentire la loro voce compatte. Sul banco degli imputati c’è la legge 154 del 2016 che, tra le altre cose, prevede sanzioni pesantissime per quanti utilizzano reti con maglie inferiori a 50 millimetri. Una disposizione assurda, considerato il fatto che, lamentano i pescatori, con una maglia così larga praticamente tutti i pesci riescono a liberarsi e nelle reti non resta nulla, che i pescatori vorrebbero immediatamente ritirata.

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Dopo Bari, Manfredo­nia. I pescatori del compartimento marit­timo di Manfredonia ai quali si sono uniti quelli delle marinerie limitrofe, dopo il sit in a Bari dinanzi la prefettura, hanno prose­guito la protesta dandosi appuntamento di­nanzi la sede della Capitaneria di porto per manifestare ancora una volta la loro con­testazione nei confronti di regole fuori dal­la realtà adriatica sulla pesca imposte dalla Unione europea, dei controlli tropo pressan­ti, delle sanzioni esageratamente pesanti. Qualche centinaio di pescatori in assem­blea pacifica, con in mano ciascuno i do­cumenti di bordo pronti a consegnarli all’au­torità marittima per dimostrare il loro mal­contento per tutta una serie di norme che ci costringono a dover stare dietro a delle in­combenze burocratiche che ci distolgono dalle già tanto delicate e gravose operazioni di pesca con conseguenziale stress aggiun­tivo alle preoccupazioni del lavoro. Hanno chiesto e ottenuto un incontro col comandante della Capitaneria di porto, ca­pitano di fregata Silvio del Casale, al quale hanno esposto le ragioni della loro ferma presa di posizione. Una serie di osservazioni riguardanti i compiti imposti dai regolamen­ti e dalle ordinanze cui è tenuto l’equipaggio di ogni peschereccio. “Non sappiamo più - reclamano - se dobbiamo stare più attenti ad osservare tutta la serie di prescrizioni am­ministrative imposte e sono ben sedici per ogni battuta di pesca, o dobbiamo pensare al lavoro che richiede attenzione e applicazio­ne”. Quello dei controlli esasperati è tra le lamentele più assillanti. Ribadiscono che non sono contrari ai controlli. “Che si facciano - hanno esposto - ma con le dovute attenzioni nei confronti di persone che lavorano”. E poi le sanzioni, la nota dolente e condizionante. “Parliamo di migliaia di euro ad ogni pur minima infrazione. Penalità salatissime che scattano ad ogni piccolo errore che sia la mancata comunicazione alla Capitaneria dell’uscita dal porto, o la pesatura del prodotto, o la compilazione del Log Book, o l’etichetta­tura del pescato, o la dichiarazione di sbarco, insomma tutto quanto che non ha niente a che fare con l’attività essenziale che ci dà il pane quotidiano”. Tra i motivi di controversia la larghezza delle maglie delle reti da pesca. “Le dimensioni europee - spiegano mostrando un pezzo di rete - sono commisurate alla taglia dei pesci del mare del nord; nell’Adria­tico la pezzatura media è di molto inferiore, i pesci se ne sfilano”. Insomma, da una parte la realtà come vissuta da chi opera nella pratica; dall’altra le leggi e chi è chiamato a doverle applicare. Il comandante Del Casale ha peso buona nota delle osservazioni e richieste avanzate dalla categoria dei pescatori per inoltrarle a chi di competenza attraverso i canali gerarchici riservandosi di esaminare con i pescatori quegli aspetti sui quali è possibile interve­nire limando talune prescrizioni. E’ stato convenuto di indire una conferenza nella quale esaminare le varie problematiche.

Michele Apolonio

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La mattina tra i banchi di scuola, il pomeriggio a lezione di vita per coltivare sogni e aspirazioni. Da questa idea nasce ‘Borgo Bambino’, il progetto multidisciplinare selezionato dall’impresa sociale ‘Con i Bambini’, nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, e presentato questa mattina a Palazzo Dogana. All’incontro hanno partecipato Barbara Torraco, Presidente Patto Consulting Impresa Sociale; Antonio Prencipe, Assessore all’Ambiente del Comune di Manfredonia; Antonietta Maiello, Dirigente Istituto comprensivo ‘Don Milani Uno + Maiorano’; Marco Mascetti, Amministratore Unico ESA Ricerche e Aldo Ligustro, Presidente Fondazione Monti Uniti Foggia (Rappresentante Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e dell’Impresa Sociale ‘Con i Bambini’). Selezionato tra 432 progetti presentati in tutta Italia, nell’ambito del Bando Nuove Generazioni (5-14 anni), ‘Borgo Bambino’ intende rimarginare una ferita sociale sempre più aperta specie nelle zone periferiche dove il rischio di esclusione sociale e devianza minorile aumenta notevolmente. È il caso del quartiere ‘Macello’ e della zona ‘Comparti’ di Manfredonia, dove hanno sede la scuola ‘Don Milani Uno + Maiorano’ e la parrocchia Sacra Famiglia, entrambe protagoniste del progetto. “La nostra sfida - spiega Barbara Torraco, Presidente della Patto Consulting Impresa Sociale, capofila del progetto -è riportare la bellezza, il gioco e la socialità al centro della vita della scuola e del quartiere. Per fare questo abbiamo coinvolto enti, istituzioni, cooperative sociali e associazioni che quotidianamente tutelano le politiche sociali, educative e ambientali di un territorio che ha l'estrema necessità di aprirsi ad un lavoro di équipe e di trasformare le sue ferite in potenzialità”. Il progetto coinvolge anche il Comune di Manfredonia, l’Università degli Studi Foggia, il Teatro Stalla “Matteo Latino”, le associazioni Note a Margine, Mac Academy e Psychè, Il Ruolo Terapeutico, l’Orto Urbano srl, la UISP di Manfredonia e la società Oasi Lago Salso. “Se non ci fossero questi progetti -dichiara l’assessore Antonio Prencipe- i comuni non sarebbero in grado di far fronte da soli alle tante emergenze sociali. Ecco perché l’intera comunità manfredoniana è grata a ‘Borgo Bambino’ perché permette di guardare al futuro con speranza ed ottimismo”. Nell’arco di due anni l’oratorio della parrocchia, l’aula magna, la palestra e i cortili dell’istituto verranno dotati di tutte le attrezzature e gli arredi oggi assenti. L’idea è quella di creare un luogo di accoglienza dove offrire nuove opportunità di formazione ed aggregazione a ragazzi e famiglie nelle ore extra-scolastiche con attività come teatro sociale, musicoterapia orchestrale, avviamento allo sport, cura del verde, laboratori creativi di digital literature, riciclo, sartoria e falegnameria ed escursioni naturalistiche. All’interno dell’istituto verrà allestita anche una ‘Stanza del cuore’ che accoglierà lo Sportello Amico. Qui psicologi e psicoterapeuti organizzeranno momenti di ascolto, dialogo attivo e gioco educativo con i bambini e ragazzi in difficoltà ed incontri di sostegno e supervisione con gli insegnanti. “Restituire spazi al nostro Istituto e trasformarli in luoghi di crescita emozionale, cognitiva, e relazionale-aggiunge la dirigente Antonietta Maiello- significa facilitare sia il nostro lavoro che l’approccio allo studio. Ecco perchè siammo certi che Borgo Bambino rappresenti una grande opportunità per la nostra scuola, per i nostri studenti, per le loro famiglie e per l’intero quartiere”. ‘Borgo Bambino’ è uno degli otto progetti pugliesi selezionati nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile che nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. "La Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, con un contributo annuale- conclude il presidente Aldo Ligustro- è tra i sostenitori di questa importante iniziativa che ha numerosi punti di forza, a partire da un effetto moltiplicatore che vede la Capitanata già premiata con altri due progetti approvati. Anche per questo sono lieto di apprendere del rinnovo, per un altro triennio, del Fondo sperimentale che non è per nulla scontato. E mi fa molto piacere poter constatare che la provincia di Foggia è capace di fare rete, di proporre progetti credibili, curati e realizzati da soggetti altamente qualificati”. Il progetto prevede anche una fase finale di valutazione, con la società romana Esa Ricerche che elaborerà la stima degli impatti generati da ‘Borgo Bambino’ in termini di lotta alla dispersione scolastica e contrasto della devianza sociale, competenze cognitive e integrazione creativa, disagio e marginalità sociale e culturale, coinvolgimento delle famiglie e grado di competenza genitoriale.

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Nei giorni scorsi si sono svolti una serie di incontri, che si sono aggiunti ad altri già effettuati nel recente passato, per continuare a mantenere in contatto l’Amministrazione comunale con i pescatori di Manfredonia, ascoltare le difficoltà lamentate dalla marineria sipontina e, per quanto possibile, provare a risolverle.

La numerosa presenza di capi barca, commercianti e operatori vari, presenti all’incontro convocato dall’assessora Innocenza Starace, venerdì 25 gennaio scorso presso Palazzo della sorgente, è la più evidente dimostrazione che ci sono problemi e che questi sono considerati seri dalla marineria sipontina. La taglia minima del pescato, le dimensioni delle maglie delle reti, il rigetto in mare del pesce di scarto, il giornale di bordo elettronico e chi più ne ha più ne metta, sono i problemi comuni a tutta la categoria, da Nord a Sud, ma, a Manfredonia, ce n’è un altro e riguarda il rossetto. L’obiettivo della legislazione vigente è fare in modo che la pesca sia sostenibile e responsabile, rispettando il ciclo riproduttivo delle varie specie di pesce. Gli stadi giovanili, dunque, sono diventati inviolabili, perché occorre dar modo alle larve di svilupparsi e di diventare i futuri riproduttori che popoleranno i nostri mari. Secondo il Regolamento 1967 del 2006 sulla pesca nel Mediterraneo, anche il rossetto è una specie ‘a rischio’.

“Il piano di gestione – ha spiegato il capitano Silvio Del Casale, presente all’incontro - prevede limiti e vincoli. Esso è una sorta di sperimentazione, che dura per tre anni. Se i riscontri sono positivi, ci si può spingere ad immaginare misure permanenti nel tempo ma, se già nel corso del primo anno, nessuno si avvale della possibilità concessa, è facilmente prevedibile che questa possa terminare negativamente”.

“Temo che la sperimentazione del rossetto – ha esordito l’assessora alle Attività produttive, Innocenza Starace - non si stia sviluppando come augurato e la nota odierna, inviata dal comandante della Capitaneria di porto al Ministero competente, rinforza questa sensazione”. Il capitano di fregata Silvio Del Casale ha scritto, infatti, che nessun pescatore sipontino ha provveduto al ritiro dei permessi ottenuti per la pesca del rossetto, ciò equivale a dire che nessuno è andato a pesca del rossetto. Nunzio Stoppiello, sempre vicino alla marineria, ha fatto presente la cruda realtà: la Liguria ha già chiesto anche la sperimentazione della pesca del bianchetto; un’evoluzione, si passi il termine, che è lontana anni luce da quella di Manfredonia, ancora ferma all’eventuale ritiro del permesso per il rossetto. “Abbiamo lavorato tanto, Amministrazione e operatori del settore, per cercare soluzioni alle stringenti norme volute dall’Europa, abbiamo ottenuto l’autorizzazione necessaria e oggi, invece, ci troviamo a dover affrontare questa situazione inedita. La categoria tutta, quindi, è ancora interessata a questa sperimentazione?”; la domanda secca della Starace.

Il rossetto si pesca prevalentemente con il bel tempo e ciò, in questo periodo dell’anno, non è sempre possibile. “Durante la pesca del rossetto è proibita la detenzione a bordo di un secondo attrezzo da pesca”, dice la Commissione Europea. Le imbarcazioni che escono per pescarlo, quindi, non possono avere a bordo gli strumenti di cattura utili per altre specie di pesci, perciò nessun pescatore vuole arrischiarsi nell’andare a pesca di rossetto perché, se non se ne trova, occorre per forza ritornate a terra, sbarcare le reti per il rossetto, Città di Manfredonia

montare quelle ‘normali’ e uscire di nuovo per mare. Un dispendio di tempo, energie, carburante e soldi, che è ritenuto insensato. “Chiederemo una modifica al Ministero, innanzitutto, perché essa sia discussa in sede comunitaria, motivando tale richiesta e inviandola anche alla Capitaneria di porto per il proprio parere. Resta fondamentale, però, che i voi pescatori ritiriate i permessi ottenuti e vi dedichiate, in misura maggiore rispetto ad oggi, al rossetto. Aiutiamoci a vicenda, se vogliamo essere aiutati”, la conclusione dell’assessora Starace.

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Ammonta a poco più di 650mila euro la somma stanziata dal Mipaaft e che sarà ripartita tra le 244 imbarcazioni da pesca dei compartimenti ma­rittimi di Manfredonia, Bari e Barletta per gli indennizzi del fer­mo pesca 2018 la cui presentazio­ne delle domande dovrà avvenire entro il prossimo 28 febbraio. La fetta più grande del finan­ziamento del Mipaaft approda nel sipontino dove sono interessate ben 145 imbarcazioni per un to­tale di 368.401 euro (con una me­dia di 2.540 euro); segue il capo­luogo pugliese con 252.879 euro per 81 imbarcazioni (3.122 euro per ognuna) e, infine, Barletta con 18 imbarcazioni e 32.350 euro (1.797 euro ad imbarcazione). “L’impegno annunciato lo scorso ottobre dal ministro delle politiche agricole Gian Marco Centinaio - afferma il deputato pugliese 5Stelle Giuseppe L’Ab­bate, membro della commissione agricoltura della Camera - con­tinua a dare i suoi frutti. Con l’istituzione della task force, in­fatti, si è provveduto ad accele­rare le procedure di liquidazione delle pratiche del fermo pesca temporaneo obbligatorio. La task force, costituita dalla Direzione generale della pesca marittima e dell’acquacoltura, in collabora­zione con il reparto pesca marit­tima del Corpo delle Capitanerie di Porto - spiega L’Abbate - dopo aver esaurito le pratiche relative al 2016, ha iniziato l’esame e la liquidazione dei pagamenti dell’arresto temporaneo del 2017. “L’inversione di rotta del Go­verno Conte sul comparto pesca rispetto agli esecutivi precedenti è indiscutibile: ogni annuncio per il settore primario è seguito da fatti concreti con una collabora­zione proficua tra Parlamento e Consiglio dei Ministri che ha già portato al successo del fermo pesca non obbligatorio con uno stanziamento di ben 16 milioni di euro: una misura mai attuata ih passato, quando si sono addirit­tura persi occasioni e fondi. La task force messa in piedi dal mi­nistro Centinaio (annunciata dal­lo stesso parlamentare 5Stelle nel corso di un convegno organizzato a Manfredonia a fine luglio 2018, ndr) ha portato ad esaurimento la graduatoria per il fermo biologi­co 2016, che in Puglia assorbe 1,3 milioni di euro, stanziando ora i 650mila di acconto sul 2017. Non posso che esprimere soddisfazio­ne per le risposte concrete ed ef­ficaci, in tempi immediati, che il Governo Conte sta dando al mon­do della pesca”. Il deputato pen­tastellato è in procinto di presen­tare una sua proposta di legge per il riordino e la semplificazione normativa del settore ittico e in materia di politiche sociali nel settore della pesca professionale: “disposizioni - conclude L’Abba­te - che gli operatori attendono da tempo affinché si ridia slancio al­la pesca italiana”.

Anna María Vitulano

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