Ieri ha fatto visita alle città di San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis accolta con entusiasmo da un vero e proprio bagno di folla.
“ Felice e soddisfatta dopo una giornata intera, ricca di sorrisi, abbracci e strette di mano” – le sue dichiarazioni a caldo. “Le città di San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo mi hanno accolto con calore e grande voglia di “fare insieme”. La politica è lavorare con la gente, animati da identica passione, con gli occhi che guardano nella stessa direzione e quella di un futuro migliore e diverso .
A me l'Italia – ha sottolineato Di Donna - piace guardarla così, uniti dalla voglia di stare bene”.
Dopo San Giovanni Rotondo e San Marco la candidata onorevole è attesa a Ischitella per sabato o domenica dove riaprirà e inaugurerà la locale sezione di Forza Italia.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Politica

e grani di detto bestiame abruzzese dei detti Giulio e Francesco in detta terra per Cola rocchio capovaccaro di Vincenzo di Carlo e Costantino capovaccaro di Antonio Francesco della Rivera della lista da apprezzare per i danni fatti da detto bestiame abruzzese e avendo apprezzato detti danni di grano e lino i detti Cola Rocchio e Costantino Bufero per questa informazione di detti apprezzatori per questo danno che hanno fatto il bestiame e per il bisogno lo apprezzammo e lo pagammo per il detto giusto bisogno. Intanto solo per il lino come per il grano è stata fatta la lista e stata mandata allo stesso Signore doganiero in Foggia quando fu fatta quando furono quantificati da detti apprezzamenti con Gasparo cavallaro di Foggia.
Cos’ avendo visti i danni di detto bestiame abruzzese come una volta quando hanno fatto danni ai detti grani e lini del Signore, in questa causa del giudizio e per la verità udita del luogo con ottemperanza del Signore come sopra.

Giuseppe Laganella

 

 

 

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Per chi non sa come dire “TI AMO” il giorno degli innamorati, i fiori del LA GARGANICA corrono in aiuto! C’è solo l’imbarazzo della scelta: ROSE ROSSE? Ma puoi sperimentare con altri fiori.

Se il TUO amore è appassionato dillo con i garofani rossi o i fiori di CAMELIA.

Se invece il TUO amore è sincero sono perfette le VIOLE e i NONTISCORDARDIME: simboleggiano tutto il TUO romanticismo!

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Il TUO amore è perfetto? Unico al mondo? Indescrivibile?

I fiori di San Valentino alla GARGANICA perfetti sono i TULIPANI.

CON i FIORI de LA GARGANICA ogni giorno c'è il sole, che con i suoi raggi illumina la VOSTRA vita e riscalda i VOSTRI cuori.

La Garganica è in via Verdi a Vieste, telefono: O884/701740 – 340/6232075

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Pubblicato in Cultura

Che però vi abbiamo fatto la presente con il quali vi diciamo in nome dello Spett.le sig, Reg.Lorenzo Giordano vi ordiniamo che stante l'obbligo fatto avanti di noi in virtù delle infrascritte persone da M.ro Donato Ottaviano, Francesco del Vasto, e Agostino Vigilante di codesta terra d'Ischitella di stare a quello che sarà indicato dalla Regia Camera della sommaria e del sospetto dello spett.le regio delegato nella causa di essi e il magnifico arredatore Leonardo d'avolio e stante di mandato al medesimo fatto di onze d'oro 25 vista la legge di presentarsi ad ogni ordine di detta regia Camera e Spett.le Regia Camera nella medesima non dobbiate molestarli,n'è in detta causa procederete a atto alcuno nonostante quello vogliano altre provvisioni espedite dalla regia Camera in aliena banca e non in quella del mastro attuario Nicola Cerchi e diretta a codesta principale Corte d'ischitella e così non altrimenti eseguite per quanto si stima cara la somma di S.M che da l'E. è sotto pena di ducati mille per ciascun contrabbando ,visto la cosa per il presente per dato in Manfredonia dal palazzo di questa seguente.
Giorno 15/4/1719 . Nicola Caracciolo,Ambrosio Riccardi.

Giuseppe Laganella

 

 

 

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anticamera andavano ;i suddetti medico Michelantonio d’Avolio e Michele Paolino fece con il medesimo fattanze per la confidenza che non esso usava a distinzione agli altri detto Marchese .Continuò a trattare col medesimo Visconti colla stessa confidenza e dopo due o tre giorni in atto di scherzo e di burla gli fece levare la spada d’argento e la tabacchiera anche d’argento e i bottoncini d’argento che teneva per le parti della camicia da Tomaso Protano e non ebbe riparo il medesimo Visconti di raccontare tale fatto al M.co Girolamo d’Avolio che era allora capo eletto e al Mag.co Agostino Vigilante di lui zio dichiarando che era seguito per scherzo e burla come intervennero questi due testimonianze in nota del Visconti per la prova e con questo e la lagnanza. Si stava perfezionando l’antico accomodo di detta strada predetta e ordinando di stare in potere del Marchese Giuliano di dette robbe tenute dal Visconti il quale frequentava le stesse confidenze ed interessi col medesimo mezzo verso le due del mese di giugno di detto anno 1758 ritrovandosi il Gio Batta Visconti unitamente con altri galantuomini di questo paese sopra il Palazzo di detto Ill.re Marchese si introdusse il discorso sul particolare dell’accomodo della strada e particolarmente della spesa che vi occorreva la quale la stava facendo detto Marchese che gli si doveva rimborsare da questa Università il medesimo Gio Visconti per farsi chiamare le robbe enunciate propose che in mano del Mag.co Governatore si trovavano depositati ducati venti i quali si pretendevano dal Governatore dell’Università agente in Napoli per il suo onorario e perché detto Governatore non era stato eletto dall’Università perciò credeva di non doverseli pagare all’incontro dubitava che il nominato Governatore se li avesse consumati e perciò avendoli come per perduti affari di farne una cessione ad esso Ill.re marchese ,il quale esigendoli avrebbe potuto impiegarli alla spesa che occorreva per detto accomodo della strada giacchè non aveva altro denaro dell’Università da poter disporre a tal uso .L’Ill.re Marchese Giuliano avendo inteso ne dichiarò di esser contento di detta cessione ed infatti fu disteso da Michele Paolino allora mastrodatta di questa corte i medesimi seguenti che teneva depositati al potere del M.co Michelantonio di Cato Governatore di questa terra ducati diciotto egna 10 e carlini 18 in potere di Gio Peres ufficiale economo della Padula ,gli stessi che si trovavano da dare al Procuratore in Napoli per suo onorario ,il quale non essendo stato eletto da questa Università per non averne avuto bisogno, perciò esso Sindaco Visconti li dava e rinunciava in beneficio dell.Ill.mo Marchese di Giuliano suddetti ducati 20 i quali aveva esitato d’ordine di esso Sindaco per accomodo di detta strada, senza che avesse il Visconti predetto più pretenderlo stando la cessione enunciata sotto ,sotto della quale cessione concepita nel farsi trasferita firmò esso Gio Batta Visconti.
Continua-

Giuseppe Laganella

 

 

 

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Nicolina Pacini, la 15enne di Ischitella uccisa il 22 settembre 2017 con un proiettile in faccia sparato dall’ex compagno della madre, Antonio Di Paola (suicida¬tosi dopo il delitto), anche il Comune foggiano ha le sue responsabilità. Lo sostengono i genitori della vittima, che hanno citato in giudizio dinanzi al tribunale civile di Foggia l’amministrazione di Ischitella. Lo fa sapere la legale della famiglia, l’avvocata Gelsomina Cimino. Per la professionista, l’ente comunale «va ritenuto responsabile ai sensi dell’articolo 2049 del codice civile per la condotta negligente, impropria e colposa posta in essere dai propri dipendenti addetti ai servizi sociali».
È spiega: «Con prosa arcaica ma efficace, l’articolo 2049 del codice civile - dice - sotto la rubrica Responsabilità dei padroni e dei committenti, dispone che “I padroni e i committenti sono responsabili per i danni arrecati dal fatto illecito dei loro domestici e commessi nell’esercizio delle incombenze a cui sono adibiti”».
Secondo l’avvocata, nonostante ci fossero stati vari segnali di pericolo per la ragazzina, «il personale del Comune è incorso in imperizia nel gestire la vicenda poiché - chiarisce ancora - anziché percepire la delicatezza della situazione e la necessità di procedere ad ulteriori ed approfondite indagini da parte degli organi giudiziari competenti, ha omesso ogni accorgimento, finanche quello di allertare i nonni, così rendendo agevole al Di Paola di avvicinare la ragazza all’atto di recarsi a scuola e provocarle la morte». La mamma della vittima, Donatella Rago aveva già accusato i servizi sociali per non averle dato retta quando chiedeva che i figli fossero «portati via dal paese: dicevano che casa dei nonni era il posto più sicuro per loro». Sul caso il ministro Orlando aveva disposto un’ispezione.

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Pubblicato in Cronaca

In questa se presso la zona avesse visto oculatamente il detto bestiame dei detti Vincenzo di Carlo e di Antonio Francesco della Rivera se avessero fatto detto danno ai campi di grano e lino dei Signori. Per quale mano questo non sapendo altro che eseguito quello che avevano detto di sopra i capovaccari confermare detto danno e che lo pagavano ,lo quale danno tanto apprezzato tanto di lino come di grano senza alcun dire nel sapere l’interesse della causa o verità nel fornire per averlo udito o emerso nel luogo nel tempo al Signore vostro.
Segno di croce per mano propria del suddetto Francesco che scrivere non sa.
Joe de Cocula della terra d’Ischitella citato per mezzo di giuramento in detta su detta informazione tanto nella causa e nella stessa che fu data in questa informazione per prima passata da mesi per essere stata di detta vernata stando in Ischitella il bestiame abruzzese con vacche e altro bestiame quale stanno affidati nel territorio d’Ischitella e di Varano che avevano fatto tanto danno che erano di Francesco Antonio della Rivera e di Vincenzo di Carlo dell’Aquila ,Cola de Rocchio capovaccaro del detto Vincenzo di Carlo stando nella difesa d’Ischitella ,Francesco de Paulino per sé stesso e per altri per primo fossero andati per il danno che aveva fatto ad altri, a Berardino de Fraticovello, a Joe Francesco Turco,e Francesco de Mattiuccio,e per questo Francesco de Paulino mandò ad apprezzare il danno di detti lini ,e fatto questo per farlo vedere in Ischitella i cavallari della dogana con Petro Cocciglio e e Gasparo d’errico cavallari con i padroni che avevano ricevuto il danno da detto bestiame per andare a reclamare e lamentarsi i detti Petro e Gaspare i garzoni di detta terra i quali pure avevano avuto danno ai loro seminativi di lino e grano dati dallo stesso bestiame abruzzese che stavano a la detta difesa e demanio e così i detti Pietro e Gasparo firmarono l’apprezzamento uno a Francesco de Paulino e a Francesco di Pietro che fossero mandati ad apprezzare tutti i danni fatti in detti lini e grani.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura

Ieri sera a Ischitella visita gradita per sostenitori e simpatizzanti di Forza Italia.
La candidata alle prossime consultazioni elettorali, Di Donna accompagna nel suo tour dal sindaco di Foggia Landella, dopo la visita a Peschici, ha raggiunto i suoi sostenitori. Numerosi i forzisti ad accoglierla e altrettante numerose le richieste fatte alla candidata. In particolare è stata sollecitata da Maria Dionisio e Tonino De Cristofaro la riapertura della locale sezione di Forza Italia. Richiesta immediatamente raccolta. Ischitella rappresenta un buon serbatoio di voti per Forza Italia. Infatti alle elezioni del 2013 gli azzurri berlusconiani incamerarono 723 voti. Ma in passato espresse anche il sindaco forzista, Franco Giordano, che vinse le elezioni incamerando ben 1700 preferenze.
Ai numerosi simpatizzanti, presente anche il consigliere di minoranza del Comune, Leo La Malva, la candidata, data dai sondaggi al 37%, come futura rappresentante del Gargano in parlamento,
ha promesso di ritornare nei prossimi giorni per l’inaugurazione della nuova sezione di Forza Italia.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Politica

E per non recare ulteriore generale interesse ai benestanti particolarmente per la circostanza che si depone dal solo Michele Paolino che fu presente alle richieste e risposte richiedendolo varie volte ,ma il Sindaco Visconti fu ripugnante di non poter gravare l’Università di quest’altra spesa ,attenta gli attrassi che adita n’è pagamento colla regia corte ,ma si bene promise che qualora soverchiava donare dalla somma eseguite per le spese in detto l’avrebbe contribuito ,ed il predetto Il.re Marchese si operò per farla fare col suo denaro, ma con cautela di legittimare la domanda di pegno ,al Sindaco Visconti disse di non avere cosa da dargli in pegno a ciò replicava ,che poteva dargli le fibbie delle scarpe le fibbie dei calzoni. la spada, la tabacchiera ed altre cose d’aggiunta che aveva il Visconti ,soggiungeva di non poterglieli dare.
Stando le cose in questo modo detto Ill.re Marchese diede principio al finale accomodo della strada predetta pagando di suo proprio denaro le persone che vi lavoravano.
Che il predetto Gio Batta Visconti praticando continuamente sopra al Palazzo Marchesale e con confidenza e intrinsichezza il medesimo ill.re Marchese cosa che non faceva con altri di questi portò galantuomini che lo accodavano ,scherzandovi e trovandovi e constatandovi predetta tal confidenza del compiacimento dell’attenzione usatagli in per esserlo andato all’incontro detto Visconti in tempo che venne in questa terra sino ad un luogo prossimo alla Taverna di Giardinetto di là da codesta città di Foggia ;in una mattina della fine di Maggio o principi di Giugno stando detto ill.re Marchese prossimo ad alzarsi dal letto si conferì nella di lui stanza il suddetto Gio Batta Visconti con avendo cominciato a scherzare per amareggiarlo ordinò a Tomaso Protano di lui M.ro di casa e congiunto in terzo grado col Visconti ed al Mag.co Michele d’Avolio che fa da figura di Galantuomo che al solito si era conferito ad ossequiare detto Ill.re Marchese che gli avessero levate dette fibbie dalle scarpe e quelle dei calzoni ed infatti avendolo afferrato dalla parte di dietro il Michele D’avolio tenendolo ben stette le braccia il Protano gli levò le fibbie delle scarpe e quelle dei calzoni e finalmente sciogliendogli il cravattino gli levarono le fibbie del soggetto medesimo intervenendo a tal atto delle risate e degli scherzi i quali furono intesi dal Mag.co Michelantonio d’Avolio e da Michele Paolino che si trovavano nella seconda anticamera ,anzi il Paolino che fu tale la curiosità che si intromise nella Galleria corrispondente alla stanza del detto e vide quando il Mag.co D’avolio aveva afferrato il Visconti ,il Protano gli tolse le fibbie predette dalle scarpe il quale rimaneva coll’altre dei calzoni in potere di esso Ill.re Marchese ,al quale avendo detto il Gio.Batta Visconti che non poteva andare altrove di diede altre per la campagna che le fece donare al Visconti che se le pose legittimamente alla scarpe ed ai calzoni ed avuto però molto- Continua.

Giuseppe Laganella

 

 

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A Ischitella nei primi anni del 1800 probabilmente c'erano molto più armi da fuoco di adesso. E' quanto si evince da un documento rinvenuto presso l'archivio di stato di Foggia che dovrebbe essere del 1801,perchè pur non essendo datato sulla marca della tassa applicata al documento si evince tale anno. Ischitella in quell'anno aveva solo 3097 abitanti,ma le armi da fuoco presente nel paese erano numerosissime dovute anche ai tanti cacciatori,ma anche a armigeri che le detenevano o privati cittadini per difesa personale e anche i preti.e a prescindere da l ceto sociale.
Dichiarazione generale di tutte le armi da fuoco che si è fatta dagli individui di questo Comune d'Ischitella riguardo al numero ,calibro e qualità delle medesime.
Da D.Michele Ventrella per la sua ha rilevato quattro archibugi del calibro uno di un'oncia ,l'altra di calibro 3 di quarti di un oncia,l'altra di un 3 d'oncia e uno squizzetto.
Reverendo don canonico Don Leonardo Ventrella ha rilevato due schioppi ,uno di un oncia,e un quarto e uno squizzetto.
Magnifico Agostino Panella ha rilevato uno schioppo detto terzaruola .
Don Francesco Antonio Panella ha rilevato quattro schioppi ,due terzaruoli uno di un oncia ed uno squizzetto.
Don Domenico d’Avolio uno schioppo di un oncia.
D.Girolamo Antonacci due schioppi terzaroli.
Mag.co Giangiacomo Agricola due schioppi uno terzaruolo
Don Gaetano Agricola due schioppi uno terzaruolo,ed uno squizzato.
Don Carmine Agricola due schioppi ,uno terzariolo,ed uno squizzato.
Don .Ambrogio Agricola due schioppi,uno di un oncia e uno sguizzato.
Don Eustachio Agricola una terzaruola.
Girolamo Ventrella una terzaruola
Don Angelantonio Protano due terzaruola
Don Michelantonio de Grazia una terzuaruola.
Domenico Falco uno sgizzetto.
Michele Vincenzo Cocciardi una terzaruola.
Ambrosio Agricola una schioppetta terzarola.
Anastasio Paparisi una terzaruola.
D. Giuseppe Michele Vigilante due,una terzaruola ed uno sguizzetto..
Don Alessandro Chionco una di mezza oncia.
Mag.co Michele Antonacci una terzaruola.
D.Angelantonio d’Avolio una terzaruola ed uno squizzetto.
Don Michelantonio Agricola due una terzaruola ed uno squizzetto.
D,Raimondo Montanaro una di mezza oncia.
La vedova Angela di Monte una terzaruola.
Franc.di Diego Panella una terzaruola.
Reverendo don Francesco d’Avolio una di mezza oncia.
Mro Matteo de Angelis una di mezza oncia.
Reverendo D.Michelangelo di Cosmo una terzaruola.
Michelantonio d’Errico una di un oncia.
Eustachio Triggiani,uno squizzetto.
D.Carmine Zitani due,una terzaruola ed uno squizzetto.
Reverendo Don Ignazio d’Augelli due,una terzaruola,ed uno sgizzetto.
Mro Lucantonio Cortese una terzaruola.
D.Angelantonio Giordano una terzaruola.
Pasquale di Stolfo due,una terzaruola ed uno sgizzetto.
Michele Laganella,uno sguizzetto.
Pasquale Ricci uno sguizzetto.
Mro Leonardo di Sanzo di rocco una terzaruola.
Giuseppe Criscuoli una di un oncia.
Fran.co Voto una terzaruola.
Alessandro Panella una terzaruola.
Franc.co di Gio,Ventrella una terzaruola.
Franc.co di Gio.Ventralla una terzaruola.domen.co fontana uno sgizzetto.
Michele Toma una terzaruola.
Marcantonio Cannarozzo una terzaruolasenza fucile.
Giuseppe Maria Valente una terzaruola.
Mag.co Giovvantonio Protano uno sguizzetto.
Diego di Monte una terzaruola.
Don Troiano Masella una terzaruola.
Michele Donato Panella una terzaruola.
Pasquale Dionisio uno sguizzato.
Nicola di Monte una cherubina
Mro Pasquale Chionco uno sguizzato.
Michele Pizzarelli una di un oncia.
Agostino Ventralla una terzaruola.
Vincenzo Caputo una terzaruola.
Giuseppe Caputo una terzaruola.
Giulio la Castelluccia una terzaruola.
Eustachio Longo una terzaruola senza fucile.
Nicola Cannarozzi uno sguizzato.
Giuseppe di Pietrantonio Panella una terzaruola.
Giov.Antonio di Monte una terzaruola-
Bartolomeo Mastromatteo una di un’oncia.
Mro Nicola de Angelis una terzaruola.
Michele di Monte Alias scappotto” uno sgiuxzzato.
Mag,co Francantonio Montanaro due,una terzaruola, e l’altra stasconcia.
Mro Michele Ventrella una terzaruola.
Santo serra una terzaruola.
Pasquale Serra una terzaruola.
Emanuele Valente una terzaruola,
Pasquale Serra uno squizzetto.
Valentino Iacovangelo una terzaruola.
Franceso saverio Agricola una terzaruola senza fucile.
Francesco Panella “alias sabellone”una terzaruola.
Giambattista Pizzarelli una terzaruola.
Giuseppe Maria d’Avolio uno sguizzetto.
Antonio di Giuseppe Tricarico uno di mezz’oncia.
Nicola Iacovone una di un’oncia.
Leonardo Ciardone uno sguizzetto.
Matteo Ventrella una terzaruola.
Matteo Cannarozzo uno di ca un oncia.
Domen.co Comparelli una terzaruola.
Berardino d’Errico una terzaruola.
Berardino Voto una terzaruola.
Andreaon Francesco Saverio d’Augello una terzaruola.
Alessandro Paolino una terzaruola.
Michele Mayorano una terzarola.
Giuseppe paolino una terzaruola.
Domenico Peres una terzaruola.
Marco Mayorano una terzarola.
Veda Lucrezia Panella una terzaiola.
Michele Peres una terzaruola.
M.ro Giuseppe Apricena una terzarola.
Ved.va di Beatrice Ventrella due schioppi,una terzaruola ed uno sguizzetto.
Mro Michelangelo Miraglia una terzaruola.
Don Agostino Agricola una terzaruola.
Domenico Apricena una terzaruola.
Michele Carbonella una terzaruola .
Eustachio Carbonella una terzaruola.
Gio Miraglia una terzaruola uno sguizzetto.
Carlo Zanzarella una terzaruola.
Gaetano di Giangiacomo d’errico una terzaruola.
Michele di GianGiacomo d’Errico una terzaruola.
Nicola Piccolo di Serracapriola armigero baronale uno schioppo di tre quarti d’oncia.
Michele Tantara di san Marco in Lamis armigero baronale unoschippo di un’ oncia,
Gaetano Zamparano di san Giovanni rotondo armigero baronale uno schioppo di tre quarti d’oncia.
Canio Molinaro di potenza armigero Baronale uno schioppo di tre quarti d’oncia.
Leonardo Marrocchella di questo Comune armigero Baronale uno schioppo di tre quarti d’oncia,
Giuseppe Salvatore di questo comune armigero Baronale uno schioppo di tre quarti d’oncia.
Antonio Papariscio una erzaruola.
Luigi Santillo Girolamo Antonacci
Da questo lunghissimo elenco se evince come allora aIschitella,quasi in ogni casaci fosse un’arma.

Giuseppe Laganella

 

 

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Fu costituito per detto M.co Capitano da una parte il capovaccaro : Joe de Cocula e Berardino de Paulino apprezzatori fu apprezzata detta lista nella terra d’Ischitella e molte altre persone vi mandarono sopra detti danni per apprezzarli un’altra volta dove trovarono detti capovaccari di Antonio Francesco della Rivera e Vincenzo di Carlo quali giustamente un’altra volta per i detti danni e per l’apprezzamento di apprezzare secondo la loro diligenza con la lista mandata a Foggia.
Così in presenza del capovaccaro oculatamente in quello detto bestiame di Vincenzo di Carlo e Antonio Francesco della Rivera avessero fatto detto danno a li detti lini e grano di questi Signori, e per mano avevano eseguito quello che avevano visto di sopra e i capovaccari costatato detto danno dissero che lo volevano pagare senza altro dire nel sapere della causa intentata del signore o del giudizio udito ed emerso di quel luogo e interrogato come sopra.
Segno di croce per mano dei sopradetti 3 Luglio nella lista come sopra.
Nello stesso giorno Francesco de Paolino della stessa terra fu citato nella media informazione in beneplacito sopra detta informazione e in tutta la causa. Poi il Signore in questi mesi prossimi passati di questa invernata prossima passata avendone fatto tanto il bestiame degli abbruzzesi quali stavano nella difesa di Varano nel demanio d’Ischitella che erano di Vincenzo di Carlo e Antonio Francesco della Rivera di L’Aquila per il capovaccaro Antonio Cola de Rochio , capovaccaro di Vincenzo di Carlo ,il quale stava allora in Ischitella, e fosse andato a vedere Joe de Cocula da parte sua a vedette tanto danno e apprezzarlo per aver fatto per il suo bestiame ai lini di Joe Francesco Jureso ,Berardino de Fraticovello,e di Francesco de Mattiuccio e per Joe de Cocula andò a vedere e apprezzare detti lini e proprio per questi terzi venne in Ischitella Pietro Cosiglio e Gasparo de’herrico cavallaro della regia dogana e ai padroni dei detti lini che avevano avuto il danno i fecero intendere per altro della stessa terra da detto bestiame abruzzese che stavano alla difesa e detto demanio e detti Pietro e Gasparo cavallari di chiamare da una parte Joe de Coculo e Julio de Pietro che fossero andati ad apprezzare i giusti danni fatti ai lini e grani e intervento in presenza di Carlo de Rochio capovaccaro di Vincenzo di Carlo e Costantino capovaccaro di Antonio Francesco della Rivera che apprezzarono i detti danni fatti dal detto bestiame abruzzese e avendone apprezzati gli stessi di lino e di grano dai detti Cola de Rochio e Costantino capovaccari dissero che questi danno lo avessero fatto .ma bisognava che lo apprezzassero loro e lo pagassero quale danno apprezzato tanto di lino come di grano ,quindi a questa lista mandata per lo signore doganiero lista fatta quando le dette magnifiche apparvero in Ischitella- Continua.

Giuseppe Laganella

 

 

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CON i FIORI de LA GARGANICA ogni giorno c'è il sole, che con i suoi raggi illumina la VOSTRA vita e riscalda i VOSTRI cuori.

La Garganica è in via Verdi a Vieste, telefono: O884/701740 – 340/6232075

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