per lo più persone benestanti i quali rendeva conto, che si fosse fatta detta tassa a battaglione e non si fosse eseguito il catasto per avere la libertà di caricare le loro partite come meglio gli è piaciuto ,non sono state mai intese le premure dei poveri cittadini così che essendo venuto nel mese di Novembre dell’anno 1767 in questa predetta terra d’Ischitella l’Ill.re Marchese di Giuliano figlio dell’odierno Principe dell’Ill.re Principe della medesima ,io con vari altri miei paesani determinammo di far capo da detto ill.re Marchese per ottenere che si fosse venuto a catasto e poco tempo la di lui venuta mi unii con un’altra quarantina di persone mie paesane ed in una mattina di giorno festivo che non mi ricordo di preciso per la lunghezza del tempo che aspettavamo che il medesimo fosse uscito dalla chiesa sotto il titolo di San Michele ove si era conferito per ascoltare la santa messa nel quale atto tutti uniti lo pregammo a volersi compiacere a farci a vivere a catasto ed esso ill.re Marchese sentendo tali premure fece atto colla mano di volerci consolare ,onde ciascuno di noi se andò via per fatti suoi ,ma ciò non si è veduto alcun esito di tal promesso ,atteso tuttavia si vive colla tassa a volgarmente detta a battaglione nella quale vengono sempre gravati i poveri n’è altro di questo io so ed è la verità di detta causa.
Inteso dai consiliari questi signori quanto si è deposto lo deporre Pasquale de angelis Francesco di Monte ,Berardino Fontanarosa Francesco de angelis Gio B.tta Rosa,Michele de Angelis e altri.
per segno di croce

Dell’Acqua Presidente.

Giuseppe Laganella

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Ricevuto nello stesso posto e stesso giorno.
Francesco Sanzarella di questa terra d’Ischitella dice essere uomo di campagna di età sua d’anni 48 in codesta come testimone con giuramento per interesse ,ed esaminato sopra il presente interesse di prima.
Interrogato se esso testimone sa se in questa terra d’Ischitella fosse stato formato il catasto generale a tenore delle istruzioni del Supremo Tribunale della Regia Camera e se quello sia stato pubblicato ed eseguito sino al presente giorno e non essendosi eseguito per colpa di chi e per quale causa detta Sig.re la verità che io so sopra quanto mi si domanda e come se non erro verso l’anno 1748 in 1749 fu pubblicato in questa terra d’Ischitella mia patria il catasto generale ch’era stato fatto con essersi cominciato ad eseguire col catastuolo ,che fu formato a tenore del catasto predetto, il quale mi ricordo ,che si continuò per uno o due anni appresso, ma poi si desistette di far il predetto catasto e da governanti pro tempore di questa Università si è formata da essi stessi una tassa volgarmente detta a battaglione ,con caricarsi rispettivamente nei pesi per i cittadini come meglio loro è piaciuto senza che alcuno mai ne sia stato inteso o pure hanno eletto i deputati i quali tra di loro senza nemmeno sentire i cittadini predetti hanno formato detta tassa a battaglione la quale irremissibilmente è stata poi è stata esatta e nonostante che di ciò i medesimi cittadini se ne fossero intesi gravati, ed in ogni anno coi governanti di questa Università se ne fossero lamentati ,come ho già fatto anch’io particolarmente in tempo di elezione del Sindaco ,pretendendo che si fosse eseguito il catasto ,pure per essere stati sindaci pro tempore o gli altri eletti-
Continua-

Giuseppe Laganella

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Ancora una volta grazie a Vincenzo Civitavecchia, bibliotecario di San Nicandro veniamo a conoscenza di un documento inedito sulla storia d’Ischitella.
Un documento molto importante sicuramente, perché fa luce su un periodo storico, il quattrocento a Ischitella su cui si sa veramente poco.
La causa è facile da spiegare: Del cinquecento è possibile rinvenire documenti conservati presso l’archivio di stato di Napoli, ma per quanto riguarda il quattrocento molti documenti andarono distrutti durante la seconda guerra mondiale e di quel periodo c’è ben poco.
D’altra parte molta della nostra storia è conservata presso gli archivi spagnoli perché il nostro sud era sotto la dominazione spagnola.
Il documento in questione è stato infatti rinvenuto presso l’archivio de la Corona de Aragon di Barcellona nel fondo “ Privilegiorum”.
Ci limitiamo per il momento a citarne la sintesi dello stesso in attesa di avere quello integrale che consta di ben quattro pagine.

Ecco il testo: 10/11/1442 Foggia.
Alfonso I ,dopo aver ricondotto all’obbedienza regia i castelli e le terre di Ischitella e Peschici ,a seguito della petizione di Antonio Dentice, milite di Napoli, gli conferma tutti i privilegi concessi ai suoi predecessori dai precedenti sovrani, relativi al possesso di detti castelli e terre ,nonché il possesso della mezza torre del pantano di Varano, di mezza parte del medesimo pantano e del casale di Varano ,con gli annessi territori e giurisdizioni, infine ,gli conferma le collette di Ischitella e Peschici ,che erano già state concesse al padre di questi da re Carlo III d’Angiò e che ammontano a tre ducati per ciascuna colletta.
L’importanza del documento è rilevantissima, nel documento integrale dovrebbero essere elencati tutti i privilegi e possessi del feudo d’Ischitella e Peschici con i relativi richiami al periodo precedente, la citazione di castelli conferma che nel territorio d’Ischitella esistevano più castelli, come già sostenuto in precedenti articoli dal sottoscritto ,uno a Ischitella e due nel suo territorio, la presenza ancora del casale di Varano, soprattutto l’esistenza della torre di Varano che conferma quando sostenuto nelle mie pubblicazioni che risalga al 1269-1270,e le tasse che si pagavano in quel periodo.

Giuseppe Laganella

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Ricevuto nello stesso giorno e stesso luogo.
Michele de Angelis di questa terra d’Ischitella dice di essere mastro fabbricatore di età sua di anni 60 dice in setta terra detto teste con giuramento di detta terra e esaminato su ciò che è nella presente e acquisimmo.
E io so che io deposto in questa terra d’Ischitella fosse stato formato il catasto generale a tenore delle istruzioni del Tribunale della Regia Camera e se questo sia stato pubblicato o eseguito fino al presente giorno e non essendosi eseguito per colpa di chi e per quale causa detto Signore la verità io o di sapere sopra quanto mi domanda come per quando mi vedo ricordando verso l’anno 1748 in 1749 fu pubblicato in questa terra d’Ischitella mia patria il catasto generale che era stato fatto ,con essersi cominciato ad eseguire col catastuolo che fu formato a tenore del catasto predetto il quale mi ricordo che si continuò per uno o due anni appresso ,ma poi fu si desistette di far più il predetto catastuolo e dai governanti pro tempore di questa Università e si è formata da essi stessi una tassa volgarmente detta a battaglione con caricarsi rispettivamente nei pesi dei cittadini come meglio loro è piaciuto senza che da alcuno mai ne sia stato inteso e perciò hanno eletto i deputati i quali tra di loro senza nemmeno sentire i cittadini predetti hanno formato detta tassa a battaglione la quale irremissibilmente poi è stata esatta e nonostante che di ciò i medesimi cittadini se ne fossero intesi gravati ed in ogni anno coi governanti di questa Università se ne fossero lamentati come ho fatto io particolarmente in tempo dell’elezione del Sindaco pretendendo che si fosse eseguito il catasto pure per essere stati i sindaci pro tempore gli altri eletti per lo più benestanti ai quali rendeva conto che si fosse fatta la tassa a battaglione e non si fosse eseguito il catasto per avere la libertà di caricare le loro partite-Continua.

Giuseppe Laganella.

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stati i Sindaci protempore e gli altri eletti per lo più benestanti ai quali rendeva carico che si fosse fatta detta tassa a battaglione e non si fosse eseguito il catasto per avere la libertà di caricare le loro partite come meglio li è piaciuto non sono state mai intese le premure dei poveri contadini ,così che essendo venuto nel mese di novembre dell’anno 1767 in questa predetta terra d’Ischitella l’On Marchese di Giuliano figlio dell’odierno lll.mo principe detto medesimo so che con alcuni miei paesani determinarono di far capo da detto Marchese per ottenere che si fosse avuto il catasto e poco tempo dopo la venuta andai unito con un'altra quarantina di persone paesane in un giorno che non ricordo di preciso per la lunghezza del tempo che il medesimo fosse uscito dalla chiesa detta il titolo di San Michele ove si era conferito per ascoltare la S. messa nel quale tutti uniti lo pregammo a volersi compiacere d’impegnarsi a far rivivere il catasto ed esso Marchese sentendo tali necessarie premure fece atto di alzare la mano di voler consolare onde ciascuno di noi se ne andò via per fatti suoi e però non si è visto alcun esito di tale promessa sua adesso tuttavia si vive colla tassa volgarmente detta a battaglione nella quale vengono sempre gravati i poveri ,n’è altro so di questo ed è la verità.
Inteso dai consiglieri dei signori tutto ho deposto ed è pubblico in questa terra d’Ischitella e perciò dalla predetta si può deporre e particolarmente da Francesco Zanzarella Francesco de angelis, Berardino Fontanarosa Gio Batta Rosa e, Pasquale e Michele de Angelis e da altri.
per segno di croce. dell’Acqua Presidente.

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Ricevuto nello stesso giorno e stesso tempo .
Francesco di Monaco alias quaranta di questa terra d’Ischitella dice essere uomo di campagna di età sua di anni 60 in questa testimone mediante giuramento in detta in detta sopra questa informazione e presente .
Intorno a favore io testimone in questa terra d’Ischitella se fosse stato formato il catasto generale a tenore delle istruzioni del Supremo Tribunale della Regia Camera e se quello sia stato pubblicato e eseguito fino a che ciò non essendo stato eseguito per colpa di chi quale causa del signore la verità che io so sopra quanto mi si domanda e come se non fo errore verso l’anno 1748 in 1749 fu pubblicato in questa terra d’Ischitella mia patria il catasto generale che era stato fatto ,con essersi cominciato ad eseguire con il catastuolo che fu formato a tenore del catasto predetto ,il quale mi ricordo avesse continuato per uno o due anni appresso ,ma poi si desistette di far più il predetto catastuolo ,e dai governanti pro tempore di essa Università o si è formata da essi il predetto per una tassa volgarmente detta a battaglione con caricarsi rispettivamente nei pesi dei cittadini come meglio loro è piaciuto senza che alcuno mai o sia stato inteso o pure hanno eletto i deputati per i quali tra di loro senza nemmeno sentire i cittadini predetti hanno formato detta tassa a battaglione l quale irremissibilmente per essere stata esatta ,e non ostante che di ciò i medesimi cittadini se ne fossero sentiti gravati ed in ogni anni i governanti di questa Università se ne fossero lamentati ,come ho fatto io particolarmente in tempo di elezioni del Sindaco pretendendo che si fosse eseguito il catasto pure per essere-continua.

Giuseppe Laganella

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verità di caricare le loro partite come meglio gli piaceva non sono state mai intese le premure dei poveri cittadini e di ciò continuerà a far la tassa a battaglione con la formazione della quale nell’anno passato fummo eletti e deputati io ,Michele Ottaviano, Francesco Fontanarosa ed Alessandro Valente ed unitici insieme ad accentuazione di Alessandro Valente ,che non volle intervenire formammo detta tassa colla sola regola di aver avuta considerazione ai beni ,che ciascheduno possedeva ,caricando le partite a misura della quantità che ciascuno ne possedeva ,caricando minor somma poi a coloro che non ne hanno e fattasi la tassa predetta nella detta misura senz’altra ponderazione senza nemmeno sentirsi i cittadini ,che si dichiaravano gravati ,né insorsero alcuni dubbi i quali non essendosi voluti discutere dal Sindaco di quel tempo Gio Batta Visconti ,io non volli firmarla e oltre tanto fu data ad esigere come si è esatta ,onde attento quanto ho deposto di sopra ho sempre giudicato come giudico che per colpa dei governanti pro tempore di questa Università non si è più eseguito il catasto predetto .Questo è quanto so io ed è la verità di causa.
Inteso dai consiliari detti Sig.ri i nomi Michele Ottaviano, e Francesco Fontanarosa possono già conoscere distinzione di deporre quanto ho deposto .
Io Michele Masella ha deposto come sopra.
Dell’Acqua Presidente.

Giuseppe Laganella

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Nello stesso giorno e luogo ricevuto.
Giuseppe Ottaviano di questa terra d’Ischitella dice di essere mastro scarparo di età sua di anni 45 con questo interesse come detto testimone a giuramento intendendo detto esattamente quanto in fede questo medesimo.
Inteso se esso testimone sa se in questa terra d’Ischitella fosse stato formato il catasto generale a tenore delle istruzioni del supremo Tribunale della regia Camera e se quello sia stato pubblicato ed eseguito sino al presente giorno e non essendosi eseguito sino al presente giorno e non essendosi eseguito per colpa di chi e di per quale causa come sopra il Sig.re dice la verità io so sopra quanto mi si domanda e come se mal non erro verso l’anno 1748 in 1749 fu pubblicato i questa terra d’Ischitella mia patria il catasto generale c’era stato fatto con essersi cominciato ad eseguire col catastuolo che fu firmato a tenere del catasto predetto il quale mi ricordo che si continuò per uno o due anni appresso ,ma poi si desistè di far più il predetto catasto e da governanti pro tempore di questa Università si è formata da essi stessi una tassa volgarmente detta a battaglione con caricarsi rispettivamente ne pose i cittadini come meglio loro è piaciuto senza che alcuno mai ne sia stato inteso o pure hanno eletti i deputati i quali da di loro senza nemmeno sentire i cittadini predetti hanno formata detta tassa a battaglione la quale irremidiabilmente poi è stata esatta e nonostante che di ciò i medesimi cittadini se ne fossero intesi gravati ed in ogni anno i governanti di questa Università se ne fossero lamentati come ho fatto anch’io particolarmente in tempo dell’elezione del sindaco pretendendo che si - continua.

Giuseppe Laganella

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la verità di caricare le loro partite come meglio li piaceva non sono mai state intese lo promettere ai poveri cittadini e si è continuata a fare la tassa a battaglione per la formazione della quale nell’anno passato furono eletti per deputati io ,Michele Ottaviano ,Francesco Fontanarosa ed Alessandro Valente ed unitici insieme ad accentuazione di Alessandro Valente che non volle intervenirci formammo detta tassa colla regola di aver avuta considerazione ai beni che ciascheduno possedeva ,caricando minor somma poi a coloro che non ne hanno e fattasi la tassa predetta nella descritta in attesa senz’altra ponderazione senza nemmeno sentirsi i cittadini che si dichiaravano gravati ne insorsero alcuni dubbi li quali non essendo voluti discutere dal Sindaco del tempo ,Gio Batta Visconti ciò non volle firmarla e fra tanto fu data ad esigere come si è esatta ,onde attento quanto ho deposto di sopra ho sempre giudicato ,come giudico ,che dei governanti pro tempore di questa Università non si è più eseguito il catasto predetto questo è quanto so io ed è la verità di causa.
Inteso dai consiliari detto i Sig.ri di nome : Michele Ottaviano, e Francesco Fontanarosa possono con più distinzione deporre quanto ho deposto .
Io Jo Michele Masella ho deposto come sopra.
Dell’Acqua Presidente.

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Ricevuto nello stesso giorno e stesso luogo.
Michele Masella di questa terra d’Ischitella dice di essere mastro scarparo di età sua di anni 40 si suo interesse come detto testimone col giuramento nell’interesse disparatamente sul presente interesse di prima.
Inteso esso testimone sa se in questa terra d’Ischitella fosse stato formato il catasto generale a tenore delle istruzioni del Supremo Tribunale della Regia Camera e se quello sia stato pubblicato ed eseguito fino al presente giorno e non essendosi eseguito per colpa di chi e e per quale causa detto sig.re dice la verità che io so sopra quanto mi si domanda e come dopo aver fatto dimora nella terra di Cagnano per lo spazio di 14 anni ,circa tre anni addietro mi ritirai in questa terra d’Ischitella maia patria ed intesi pubblicamente dire e raccontare tra questi miei paesani che fin dall’anno 1748 in 1749 fu pubblicato in essa il catasto qual’ era stato fatto ,con essersi cominciato ad eseguire col catastuolo che fu formato al tenore del catasto predetto il quale si continuò per uno o due anni appresso ,ma che poi si era desistito di fare già ilo predetto catastuolo e dai governanti protempore di questa Università si è formata da essi una tassa volgarmente detta a battaglione con caricatosi rispettivamente nei pesi per i cittadini ,come meglio loro è paruto senza che alcuno mai ne sia stato inteso e pure hanno eletto i deputati i quali tra di loro senza nemmeno sentire i cittadini predetti hanno formato detta tassa a battaglione la quale poi irremisibilmente si è fatta e nonostante che di ciò i medesimi cittadini se ne fossero intesi gravati ed in ogni anno i governanti se ne fossero lamentati pretendendo che si fosse eseguito il catasto pure per essere stati i sindaci protempore e gli eletti persone benestanti ai quali rendeva contro che si fosse fatta detta tassa a battaglione e non si fosse eseguito il catasto per avere la libertà – Continua.

Giuseppe Laganella

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