Nello stesso giorno la magnifica dogana visto come sopra infatti come da suo costume per il capitano m.co Antonio Granato non rifiutando delle cose dagli altri e da alcuni se non altro si conferì in questa proibizione n’è in qualsiasi altro atto stante sopradette in detti annali nel suo luogo e così detto per altri per nuova apprensione per apprezzare l’apprezzamento in questa.
Il giorno 11/4/1563 in Foggia.
Per manoscritto letto per pergamena amen.
Il giorno 8/4/1563 in Ischitella per giustizia di capitanata.
L’Università e i singoli presenti permisero con la cosa vista dai testimoni parimenti e uditori notificati che Berardino de Fraticovello Joes Francesco Turco, Francesco de Mattiuccio, Violanta de Felice, e in Violanta de Rita moglie del tale Jois de Biase di detta terra d’Ischitella le stesse parti nominati per la stessa cosa e gli stessi fatti Berardino ,Joes Francesco, Francesco, Violanta de Rita, cara moglie ,furono informati di avere e avessero nella regia dogana udienza nella dogana delle pecore di Puglia per una lite differente e querela con Joe Francesco della Rivera e Vincenzo di Carlo dalla quale sopradetta dogana sopra i danni dati con gli animale degli armenti delle vacche e altri animali nei seminativi di lino e grano presenti nella terra d’Ischitella che arrecarono danni per quelli da ricollegare e per seguire ed avere dagli stessi signori Jois Francesco e Vincenzo la relativa pecunia per la quantità del diritto di apprezzamento fatto di detti danni per comuni amici addetti per volontà decisa dalle parti e per l’informazione espressa quindi su rubricata per testimonianze.
In questa non vertendo detti Berardino, Jois Francesco ,Francesco, Violanta de Rita nella infrascritta informazione e nel non trovare ne potendo per altri e stessi negozi e per detta occupazione che vi furono con i sopradetti per le mani di un esperto di fiducia per la prudenza nella legalità per il detto uomo- Continua

 

 

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Per Grazia di re Carlo
Ill.mo Antonius Belli Milite V.i n Reg.Cons. Pres. leges Camera Gnralis Governatore delle leggi della Dogana di Puglia e Doganella d’Abruzzo in queste per spettabile delega
Il Magnifico Governatore dell’Università d’Ischitella mi segnò come cosa molto importante al real Servizio si trovò da noi bisogno della copia dell’atto del Parlamento fatto nel giorno del quindici di Agosto dell’anno 1757 in cui fu eletto Sindaco di questa Università il Mag.co Gio Batta Visconti e copia dell’atto del Parlamento fatto nel giorno 16 dell’anno 1757 per l’elezione del Governo di questa predetta Università ; che pose che pose col presente che dicono ,ed ordine a dover subito di per poter firmare due copie separatamente con estratte da loro le cose originali di forma valida ad esibire a noi, affinchè in vista di esse possassi prendere al dippiù che ci sta commesso e di incaricato dall’Ill.mo Sig. Consigliere e Presidente Generale Agente della Dogana di Foggia tanto eseguirete se avete cara la grazia regia e sotto pena di ducati cinquecento del fisco Regio.
Ischitella, lì ,5/1/1759.
Saverio dell’Acqua Presidente Regio della Dogana di Foggia.
Distinti saluti.

Giuseppe Laganella.

 

 

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Il giorno 26 del mese di Aprile 1561 a Foggia comparvero Joe francesco Turco di Ischitella e compagni e dicono che i danni di cola de Groizo che si apprezzano che hanno avuto dalle vacche di Antonio Francesco della rivera danneggiati a Joe Francesco Turco negli erbaggi del demanio d'Ischitella avevano fatti i danni che chiedono.
Nicolaus de Grozo ,di Assergi dell'Aquila per i quali in detta informazione comparirono da chi in questo inverno che apprezzarono in conto di Jois Francesco e suoi compagni e per mano delle vacche di Della rivera Francesco a Ischitella con altri che avevano fatto detto danno e lì videro le vacche nei seminativi che arrecarono e per quella informazione gli mise cosa alcuna se non il danno e questo è vero.
Segno di croce per proprio mano di Jois Francesco Turco.

Il giorno 28/4/1561 a Foggia.
Per la regia dogana e udienza in questi atti fu fatto pubblicato in questa causa e in questa parte e per prendere copia per consegnare gli atti e nel solo giorno e intimarlo.
Firma funzionario dogana non decifrabile.
Nello stesso giorno Lilla Formica della regia dogana restituì e informò di detto danno Francesco della Rivera e di Carlo nello stesso modo come sopra.

Giuseppe Laganella

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E finalmente per quel che tocca al terzo, potrà anche prenderne in formazione con esatezza.
E tralascerà il quarto e quinto capo dedotti dal Visconti per apparire abbastanza discaricati a tenore della sua predetta relazione.
Stia avvertita che così sembra regnare una buona fazione e perciò usi tutta la avvedutezza.
E finalmente approvando il passo dato per l’appartazione e parola regia fatta dove dal cennato Il.re Marchese di non offendere il Gio. Batta Visconti ,potrà dopo che aveva compita la detta informazione fargli sentire di tornare in detto feudo .
Tanto dunque eseguiva è vero.
Foggia lì 4 Febbraio 1759
l’Ill.ma sottoscritta da Antonio Belli.
Il Mag.co Saverio dell’Acqua procuratore regio di detta regia dogana d’Ischitella.

Giuseppe Laganella

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Francesco de Paulino di detta terra d’Ischitella citato per mezzo dell’informazione interrogato per mezzo dell’informazione in tutta la causa quindi fu per Il Signore un mese di questa invernata nel quale mese nello stesso giorno si ricorda che andò da Berardino Fraticovello e Joe de Panella della terra d’Ischitella come Joe e Domenico per ordine del Sindaco di detta terra per apprezzare nella difesa di detta terra nella coppa dello conte come avevano fatto danno gli abruzzesi mandarono ad apprezzare in detta difesa in quel luogo per trovare una grande quantità di bestiame di giumente abruzzesi che erano guardate uno da Cola de Rocchio il bestiame di Vincenzo di Carlo e l’altro Costantino che guardava quello di Francesco della Rivera essendo entro la difesa di detta terra e i detti Berardino e Joe per apprezzare il detto danno fatto udito nella difesa per le stesse giumente e vacche di ducati otto di moneta che apparvero in detta difesa le dette vacche e giumente abruzzese che fecero il danno in quel luogo come sopra.
Segno di croce per mano di Francesco de Paulino interrogato.

Giuseppe Laganella

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Saranno colpevoli giacchè pare che la maggiore parti di detti cittadini dimostra più che abbastanza tutto l’impegno per coprire chi forse a cagione di continuarsi codesta tassa a battaglione e se il duplicato catasto così manca vi appuri chi ne vi è in colpa. Con avvertire che conoscendo malizia nei testimoni circa il non deporre ciocchè verosilmente devono sapere li faceva a suo tempo il mandato di conferire in questa e presentarsi in dogana.
Sopra il rappresentato nel secondo capo che parla dell’ultimo volontario accomodo della strada che enuncia fatto fare il detto Marchese e diede esecuzioni e carcerazioni indi eseguite per essere reintegrato esso ill.re Marchese della spesa da lui fatta l’incarico che non abbia potuto ridurre a una perfetta consonanza dei testimoni con questo del Principale pur certo passerà a riceverne la giudiziale informazione della maniera che depongono i testimoni che con Michele Paolino il quale è stato renitente a deporre e perciò gli ho ingiunto il mandato di conferirsi davanti a me ,lei la rubricherà l’informazione del maneggio avuto per far espressato non affrancandolo il dire, che con permesso del Governatore avuta l’amministrazione della giustizia che espressa dovendogli quella distribuire dal giudice e non già dall’esecutore come egli nel caso presente con ingiungerle nuovo mandato penale di conferirsi avanti di me fra giorni quattro .Continua.

Giuseppe Laganella

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Joes Panella di detta terra d’Ischitella costituito per mezzo dell’informazione in detta informazione in tutta la causa e quindi essendo stato mandato un mese di questa invernata ad apprezzare nella terra di Berardino de Fraticovello e Francesco de Paulino in inverno andando Dominico de la Reiyesa abruzzese a la difesa di detta terra nominata la difesa della coppa di questa a causa del bestiame di Francesco Antonio della Rivera e di Vincenzo di Carlo dell’Aquila che avevano fatto danno ed apprendono andati in detta difesa per apprezzare detto danno ritrovarono detto bestiame una vacca e giumente che guardavano Cola de Recesa e Costantino de Locullo che apprezzavano in detta difesa il fatto dalle vacche e giumente ducati otto di moneta per il danno questo segnatario di detta difesa per gli stessi capovaccari delle giumente ed altri per segnare nell’interesse della causa per il signore nella futura udienza per voi in detto luogo nel tempo come sopra.
Segno di croce per mano di Jois Panella interrogato.

Giuseppe Laganella

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Nell'intelligenza di quanto ella mi ha rappresentato colla sua relazione del mese corrente circa il disimpegno che si sia da me appoggiato sopra il ricorso di Giovanni Battista Visconti che fu sindaco di codesto luogo contro il Marchese di Giuliano utile assessore dal medesimo sono in risposta prevedendolo.
Che per quando tocca al primo capo di non essere concorso l'Illre Marchese alle premure e preghiere fatte dal Sindaco e cittadini perché si fosse fatta l'esazione universale a tenore del catasto formato sin dall'anno 1749 e non già con una tassa detta a battaglione come lo stato precedente ,sarà bene che lei prenda informazione e in detta dovrà servirli di guidarli il duplicato catasto che deve conservarsi nell'archivio della Cancelleria di codesta Università dal quale si ravvisano quali beni possieda il Barone e quali di quelli siano feudali e quali burgonsatici. Dai governanti dell'anno non fu pubblicato il catasto ,si comincerà a ricercare la ragione non si è eseguito ed avrà presente che forse alla Regia Camera anche se si trasmise il catasto originale,si farà a parità che il catasto predetto si farà da seguire dal corso di tali diligenze le nostre che che si potrà ricavare da essi legati al Parlamento di codesta Università che darà a scoprire l'autore a doversi di non essere eseguito il catasto predetto e rubriche che sa d'altro che si-Continua.

Giuseppe Laganella

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E giunti già in quella del suddetto Felice vi si trovarono solamente uno buono e lo presero e indi passarono nell’altra di Gio Batta Visconti e ne presero gli altri tre e nel ritorno che facevano qui per strada incontrarono Lionardo Pizzarelli ,pastore del Guardiano del Visconti il quale disse loro di lasciare i tre agnelli perché il suo padrone gli aveva dato ordine di mandare un castrato e i guardiani gli risposero di non poterlo fare e recarono i predetti agnelli in questa terra e nel Palazzo suo si fu ordinato a disposizione del suddetto Marchese di portarli al macello e farli macellare per iniziare a mangiare la carne a detta gente di Peschici e così fu eseguito e io, Batta Visconti avendo saputo che dalla sua mandria si erano presi tre agnelli se ne andò a lamentarsi da detto Marchese ed accorse alla bottega del Macello per riaverli, ma li trovò uccisi. E recatosi col castrato ,che aveva il medesimo Visconti mandato a prendere fu anche ucciso e diviso a quella gente di Peschici senza che avesse potuto appurare se fosse stato sodisfatto il prezzo al Visconti dei suoi animali ancorchè aveva accertato che a Felice Caputo era stato pagato il suo agnello dall’Ill.re Marchese in carlini sei. Dopo che ebbero mangiato le persone di Peschici così travestite ed armate anche a suono di tamburo si partirono per accompagnarlo il suddetto Marchese nella loro patria. Sentito Leonardo Pizzarelli che il pastore e custode delle pecore del Visconti di numero trecento sino a che partirono da questa terra per indagare se vera fosse stata la circostanza che accorse il Visconti di levarle da quella campagna e portarle in Montecorvino per sottrarle dalle maggiori violenze ,ed il predetto pastore dice di non sapere il fine per cui le levò da qui, il suo Padrone e solamente D’avolio Girolamo dice che verso la fine di Maggio si comunicò al Visconti di avere mandato le sue pecore nel tenimento di Montecorvino per sperimentare se in quegli erbaggi fossero stati migliori stesse delle campagne di questa terra ,n’è nei tempi da essa volevano partire e col pregiudizio del tempo avendo esso Sig.re domandato al Visconti quali notizia aveva delle sue pecore gli rispose che esse pascolavano bene. Col quarto capo espose esso Gio Batta Visconti e depose colla sua deposizione che detto Ill.re Marchese nell’inverno passato aveva dato ad interesse a molti cittadini quantità di grano al rigoroso prezzo di i carlini trentadue il tomulo e che qui in tempo di raccolta ne aveva esatti due tomuli per ogni tomulo. Rispetto a questo capo col dato di diciasette, testimoni che ho inteso che sono parte delle persone che pagavano la prima scadenza del detto Sig .Marchese alcuni nel mese di Gennaio ed altri nel mese di Febbraio del prossimo passato anno 1758 ,ho appurato che rilevando il grano a credenza al prezzo di carlini trentadue al tomulo tanto quanto- Continua.

Giuseppe Laganella.

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Berardino de Alfonso Ischitella citato per mezzo dell’informazione nella giusta informazione in tutta la causa e quindi per il Signore e in detta quindi per testimonianza si sa che altri è stato recepito per questi mesi nell’anno passato secondo l’informazione pare che possa essere stato nello stesso mese dell’anno passato dal Sindaco di detta stessa terra come capo baglivo fosse stato mandato a la difesa di varano e come il capovaccaro nello stesso modo per quattro giorni alla difesa di Varano essendo arrivati in detta difesa di varano trovarono Cola de rocchio capovaccaro con le sue vacche di Francesco Antonio della Rivera con vacche e giumente fecero danni e per questo i baglivi li apprezzarono che avevano presso una coppa coperta di vacche e li avevano trovati in detta difesa e detti capovaccari potessero venire la mattina seguente a pagare tutto il danno che avevano fatto dette vacche e giumente in detta difesa ed ad altri si sapeva per giusta causa sentiti dal signore nei giorni e facendo udienza al signore nel luogo e nel tempo come sopra.
Segno di croce per mano del sopradetto Berardino che non sa firmare.

Giuseppe Laganella

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