Per grazia di re Carlo re di entrambe Sicilia e Gerusalemme.

Don Antonio Belli milite e regio consiliare Presidente della regia Camera Sommaria gentile Governatore della Regia Dogana della mena di Puglia e Doganella di Abruzzo e in tutte le cose di S. M specialmente deputato.

Per cosa molto importante servizio si tiene da noi bisogno dalle qui dietro annotate persone di questa terra d'Ischitella ; di più al presente loro dicemmo e ordinammo che da subito esse si debbano personalmente conferire avanti di noi in caso di arresto dei suddetti fatto in questa suddetta terra poichè informati saremo di quanto si necessita sapere per detto Real Servizio e saranno disbrigate.Tanto da ognuno si a pagare per quanto si riene per grazia di Re Carlo e fatto sotto pena d'oncia d'oro 25. per ciascheduno ad onore del regio fisco.

Ischitella,8/2/1759

Saverio dell'Acqua Presidente delle Regia Dogana .Foggia depone.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura

Il giorno 27 del mese di Giugno 1758 a Ischitella dato a opera della Corte a Michele e Leonardo che sono appresso agli atti di questa reale Corte e della d’Ischitella e di predetta terra per la quale da detta per forza ,dolo o inganno la M.ca Università o gravano o chiamano il giusto danno affinchè in presenza nostra di ritrovarsi depositati in potere del M.co Michelantonio di Cato chiediamo per atto della predetta terra ducati 18 carlini tre e ducati 18 in potere di Gio Peres affittatore della Palude che sono gli stessi che si dovevano dare al Procuratore in Napoli ; suo onorario e poiché detto Procuratore non ha esitato da questa Università eletto mediante procura per non averne avuto bisogno ,ricevuti i suddetti ducati come sopra li rendeva e dava in beneficio dell’Ecc .Marchese di Giuliano il quale d’ordine d’esso ed si tanto per e modo dei cittadini ha speso e per simile motivo per l’accomodo della strada e per che più possa esso prelevarli vista la cessione in detta in suddetta presente di quello sua spesa, per la ricevuta suddetta e non altrimenti ,affinchè ha ceduto e rinunciato negli atti per la forma di- continua.

òòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòò

Un processo al Visconti a Ischitella nel 1758 (167° parte).

Io testifico io qui Serafino Pralecchio della Regia dogana di Foggia come in questo del 28 del prossimo passato mese di Gennaio del mese di gennaio 1759 dal consigliere di questa Università Michele Paolino di questa terra d’Ischitella dai vani fatti e profusi da Giambattista Visconti ai piedi di San Michele poi fatti espressamente alla cessione di ducati 20 che si trovavano depositati in potere del Governatore locale fatta fatta di Gio .Batta Visconti in beneficienza dell’Ill .re Marchese di Giuliano ed il medesimo Paolino mi ha dato e consegnato atto originale di tale cessione che in questa si legge ,dicendomi che si trovavano in suo potere per essere stata consegnata da detto Ill.re Marchese amico a detto onde in fede al vero ne è formato il medesimo atto fatto di mia propria mano .Ischitella,lì 8/2/1759.

Saverio dell’Acqua procuratore della Regia dogana di Foggia.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura

Essendo ritornato il governatore de Cato gli richiese il pagamento di ducati 20 che stavano in suo potere depositati in vigore della detta cessione e questi ripugnò di pagarli deducendo per lagne che si trovavano depositati d'ordine della Regia Camera come appariva dagli atti che esistevano nella corte ed perciò per liberarsi tal danno occoreva all'ordine della Camera.Dopo alcun tempo intesi dire,che il suddetto Ill.re Marchese inteso si burlava del tratto che gli aveva fatto il Gio Batta Visconti ,in farsi una cessione di denaro,che , non si poteva liberare senza l'espresso ordine della Regia Camera;col progresso del tempo aveva fatto fare il sequestro del cavallo a Gio Batta Visconti ,dopo che gli aveva richiesto varie altre volte il pagamento di detto denaro ,ne altro io so ,ed è la verità in causa cosciente.

Inteso in detto costituito i nominati Tomaso Protano,Michele Paolino,il Mag.co Michele di Monte,Giuseppe Ventrella,ed il Governatore de Cato possono rispettivamente deporre quanto di sopra.

Io dr.Fisico Michelantonio d'Avolio ho deposto come sopra.

Dell'Acqua Presidente.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura

ed intrinsichezza ed in progresso di quello intese di essersi già compito l'accomodo intero della strada succennata per cui come intese detto Ill.re Marchese diceva di avervi speso di proprio ducati 20 d'argento d'ordine del Sindaco Visconti e che per questo li pretendeva restituiti dal medesimo ;il quale in una sera dentro il mese di giugno del prossimo passato 1758 di cui non mi sovviene il preciso giorno per la lunghezza del tempo stando in detta anticamera ove era il medesimo Ill.re Marchese intese,che pretese allo stesso il modo di poter recuperare il denaro che aveva speso,anzichè nello stesso tempo avrebbe esso Ill.re Marchese avrebbe fatto un piacere singolare all'Università ,ed era quello che non trovandosi in potere del Governatore di questa terra Mag.co Don Michelantonio ducati 20 sopra dal Governatore era nulla credenza oltre il medesimo Governatore se li aveva confermati e perciò non avrebbe più potuto recuperarli onde asseriva di farne in beneficienza il predetto Ill.re Marchese la cessione,perchè col suo muro del medesimo si sarebbero riscossi in approvato da detto Ill.re Marchese questo sentimento e per quella stessa che ora necessaria fu distesa sopra detto palazzo la cessione enunciata con essere stata scritta sopra un foglio di carta dal Sig. Michele Paolino,allora il mastrodatta di questa corte e fatta di proprio carattere al Visconti con essere vista fatta ancora per testimoni che vi erano presenti il Mag.co Michele di Monte,e Giuseppe Ventrella e poichè da questa terra era assente il Governatore ; ed io esercitavo la carica di luogotenente ,come tale sottoscrissi tale ceassione la quale adempitasi da detto mastrodatta rimane in potere di detto Il.rre Marchese il quale dopo poco tempo essendo- Continua.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura

e li conobbi per essere a me ben note come miei paesani e conoscenti ,che con risate stavano anche distinguetti compredendo delle parole che dicevano e che si pretendeva levare al medesimo Visconti in quell'atto dello scherzo e e della burla nella quale intese anche dalle risate e,alcune cose ; e comiche in detta seconda anticamera vi era con me il Mag.co Michele Paolino,il medesimo più curioso si fece alla porta della galleria e ,che corrisponde in detta stanza del letto e ad osservare ciò che si faceva ,e dico poco tempo essendo venuto in detta anticamera il medesimo Gio Batta Visconti raccontò e disse che detto Ill.re Marchese burlando e scherzando con esso l'aveva fatto togliere le fibbie d'argento dalle scarpe e quelle dei calzoni e colla ciappa del cravattino del che se ne dichiarava tutto contento per la confidenza con cui lo trattava l'Ill.re Marchese il quale per non farlo andare senza fibbie delle scape ed ai calzoni gli aveva dato le sue fibbie d'ottone o di altro metallo che era solito portare quando andava in campagna ed io gliele vidi poste alle scarpe ed ai calzoni continuò detto Gio Batta Visconti a praticare con confidenza col suddetto Ill.re Marchese ,e dopo tre o quattro altri giorni andò ritrovandosi nella prima anticamera mi ricordo che essendo venuto in questa disse che il predetto Ill.re Marchese gli aveva fatto levare la spada ed altre cose che individualmente non mi ricordo anche scherzando dichiarandose per ciò contento come fece per molto altro tempo in appresso che lo vidi trattare col medesimo ill.re Marchese ,colla stessa confidenza- Continua.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura

La vicenda della separazione del centenario riporta anche la versione della moglie.

Di avviso diverso sarebbe la versione della moglie del centenario che ne riporta una diversa da quella del protagonista della vicenda.

Ella infatti, riferisce che non avrebbe cacciato nessuno, ma la scelta di andar via da casa sarebbe stata una libera scelta dello stesso che invece avrebbe preferito andare ad abitare in un'altra casa con altre persone.

Inoltre aggiunge che suo marito disporrebbe da subito del suo libretto di risparmio e che niente di suo la sottoscritta avrebbe trattenuto.

La vicenda sembra per il momento non esaurirsi e che ognuno voglia andare avanti con le proprie ragioni.

Di fatto sta che sposarsi a cento anni e poi separarsi a 102 non capita tutti i giorni.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Personaggi

Marchese lo fece finire a sue proprie spese da M.ro Michele de Angelis ,con avermi esitati ducati 12,come si diceva pubblicamente e come che la strada predetta continuava ad essere disastrosa per i cittadini che praticavano si pensò di comune assenso dell'Ill.re Marchese e delle persone più comode di questa terra di farla accomodare e e siccome a capo di tale disegnazione con una piccola volontaria tassa che si fece tra dette persone benestanti ed ecclesiastiche ,contribuendo ciascuno volontariamente carlini tre e l'Ill.re Marchese vi contribuì per ducati sei ,ma non perciò restò detta strada interamente accomodata perchè essendo discoscesa doveva in qualche maniera compoorsi il vuoto che si framezzava tra i cordoni di pietra che vi erano stati formati e continuando il Sindaco Visconti a praticare con confidenza col medesimo Il.rre Marchese e praticandovi ancora mi ricordo che diverse volte discorreva tra di loro di voler compire l'accomodo di detta strada senza ricordarmi con distinzione donde si diceva prendere il denaro ,che bisognava per l'accomodo predetto.Dopo il tempo della Fiera di Foggia verso verso la fine di Maggio o principio di Giugno del prossimo passato anno 1758 non potendomi sovvenire a punto fisso il giorno per la lunghezza del tempo ,in una di quelle mattine ritrovandomi nella seconda anticamera del palazzo di detto Ill.re Marchese Giuliano ,il quale non si era ancora alzato da letto e stava prossimo ad alzarsi ,intesi nella sua stanza ove detto Ill.re Marchese stava le voci di Gio Batta Visconti predetto e di Tomaso Protano Maestro di casa del medesimo Ill.re Marchese e le conobbi- Continua.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura

Dopo il matrimonio di circa due anni si profilerebbe un divorzio con la sua compagna?

A giudicare dai fatti esposti dal centoduenne sembrerebbe di si, a meno che non si abbia una riappacificazione.

I fatti risalgono a ieri, il centoduenne a suo dire, sarebbe stato cacciato di casa dalla compagna a senza un fondato motivo.

Sta di fatto però che la compagna usufruisce di pensione accompagnamento del marito che lo avrebbe lasciato, a suo dire, con sole 13 euro, a digiuno e costretto a essere ospitato in casa di un conoscente.

La cosa sta prendendo una brutta piega perchè il Maiorano accompagnato da un legale di fiducia sembra intenzionato a denunciare la moglie e a chiederne la separazione.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Personaggi

per lo passato ,attesi il mio impiego e poco dopo tanto nell'anticamera e propriamente ultima alla porta della medesima ,vidi uscire in essa Don Gio Batta Visconti ,il quale dimostrando le fibbie di bronzo ,che teneva alle scarpe e le altre della stessa qualità che teneva ai calzini al Mag.co Don sig.Michelantonio d'Avolio ,Michele Paolino che vi stavano in detta anticamera si vantava della confidenza colla quale trattava detto ill.re Marchese perchè scherzando con esso l'aveva fatto levare le fibbie dalle scarpe e dai calzoni ,e poi gli aveva dato le sue ,che come appunto quelle dimostrava ed in appresso vidi che detto Visconti seguitò a trattare detto Marchese colla stessa confidenza nè altro di questo io so ed è la verità in causa cosciente.

Per come io constituito il Sig.nominato Mag.Michele d'Avolio Tomaso Protano,il dr Fisico Don Michelantonio d'avolio e Michele Paolino possono rispettivamente deporre quanto di sopra.

Io Leopoldo Pignataro ho deposto come sopra.

Dell'Acqua Presidente.

Pubblicato in Cultura

Ricevuto nello stesso tempo e nello stesso luogo.

Leonardo Pignataro della città di Napoli al presente in questa terra d'Ischitella dice essere badante dell'Ill.re Marchese Giuliano di età sua d'anni 32 inteso come detto testimone come giuramento inteso ed espressamente sopra il presente interesse di prima.

Inteso come esso testimone sa se a Gio Batta Visconti fosse stata tolta qualche cosa d'oggi,da che,come e quando dove e cosa sia stata e per quale causa detto Sig. ritrovandomi a servitù dell' Ill.re Marchese Giuliano in qualità di badante ,ed essendo il medesimo venuto in questa terra d'Ischitella da Napoli e siccome andai io con esso nel mese di Novembre dell'anno 1757 e quando fummo di là da Foggia venne ad incontraredetto Marchese Gio Batta Visconti di questa suddetta terra che in appresso seppe che si è fatto chiamare col tal nome per questa attenzione usata dal medesimo all'Ill.re Marchese cominciò a trattarlo con confidenza quale giunse a segno che continuamente vi scherzava e burlava se non erro verso la fine di Aprile o primi di Maggio dell'anno prossimo passato 1758 in una mattina,che non mi sovviene lo preciso per la lunghezza del tempo stando io scopando le stanze intesi alcuni voci di lite nella stanza e ove dormiva detto Ill.re Marchese ,che stava in letto prossimo ad alzarsi ,onde mosso dalla curiosità andai in detta stanza e trovai e udii ,che ridendo e scherzando il Mag.co Michele d'Avolio teneva afferrato dalla parte di dietro Gio Batta Visconti predetto ,e Tomaso Protano aiutante di camera di detto Ill.re Marchese gli levava le fibbie d'argento dalle scarpe colle altre dai calzoni ,ed io avendo già compreso ,che ciò seguiva per burla e cherzo che gli faceva fare detto Ill.re Marchese come aveva sempre soluto- Continua.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura

Emittente radiofonica OndaRadio - Editore: Associazione Amici della Radio - Piazza Kennedy (Presso Ufficio Informazioni Turistiche) - CF 93005440719 - Partita Iva 01689250718
Presidente: Mario Vieste - Direttore Responsabile: Ninì delli Santi - Telefono: 0884 708806 (ufficio IAT) - Email: info@ondaradio.info
Registrazione al Tribunale di Lucera n. 64 del 24/02/1988 - Registro periodici del Tribunale di Foggia 02/09/2005