Mercoledì, 12 Settembre 2018 10:09

Barbara Matera ancora presente a Ischitella.

Barbara Matera ancora per la seconda volta presente recentemente venerdì sera nella cittadina garganica in qualità di relatrice della presentazione del libro di Giuseppe Laganella, unitamente ai giornalisti Giuseppe Saldutto e Michela Mariella,lo scrittore e socio di storia patria prof,Michele Eugenio di Carlo e l’assessore alla cultura Valeria di Sciglio e a Domenico Giambattista che ha collaborato alla riuscita dell’evento.

L’europarlamentare si conferma nuovamente interessata a quelle che sono le tematiche relative alla valorizzazione del nostro passato e a quelle dei beni culturali.

Facendo l’impossibile per esserci non ha lesinato parole di elogio per l’autore del libro affermando che in queste occasioni la sua disponibilità non verrà mai meno e al Sindaco d’Ischitella dr. Carlo Guerra ha offerto la propria collaborazione per ogni iniziativa che vada in questo successo.

La serata che si è rilevata un successo si è conclusa con delle foto di rito che hanno voluto immortalizzare la bellissima riuscita.

L’Onorevole ha concluso che certe belle iniziate la troveranno sempre pronta a parteciparvi.

Giuseppe Laganella

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Pr averne avuto l'ordine dal suddetto michele Paolino ,ed io gli risposi che quello ero stato prima d'ordine ,datomi lo stesso ordine che io non avevo voluto eseguirlo ,l guardiano Cassa mi replicò ,che andandovi esso l'avesse fatto il piacere di andare anch'io e per compiacerlo unitomi insieme trovammo il seviente Gio Batta Pizzarella e con quello ci conferimmo nella casa di esso Gio.Batta Visconti ,,avanti dal quale propriamente davanti alla porta della stalla avendo trovato legato il cavallo di esso Visconti ,il Gio Batta Pizzarella predetto colla nostra insistenza lo prese per la capezza ,e lo condussimo in arresto nella stalla della pubblica osteria di questa terra consegnandolo allo spet.le di quella Giuseppe Montanaro,ed in appresso intesi dire che dtto arresto di cavallo era seguito per la pretenzione che aveva detto ill.re Marchese di voler essere pagato ducati 20 da detto Sindaco Visconti ,per averli spesi all'accomodo della strada detta della Costa ,senza sapere quando poi restituito detto cavallo ,nè altro io so di queste cose ed è la verità in causa. Inteso dai constituiti sig nominati Pietro Cassa e gio Batta Pizzarella possono deporre quanto sopra.

Segno di croce.                       Dell'Acqua Presidente.

Giuseppe Laganella

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Ed è la verità di causa.

Inteso dai costituiti detto Signore ; nominati due guardiani possono deporre quanto sopra.

Per segno di croce.       Dell'Acqua Presidente.

Ricevuto nello stesso giorno e luogo.

Costantino Cortese della terra di Ungro provincia di Calabria Citra casato è comparso da cira 15 anni in questa terra d'Ischitella dice essere ferraro di età sua d'anni 40 circa inteso come detto testimone con giuramento inteso espressamente sopra quanto inteso e come prima.

Inteso se esso testimone sa se al Mag.co Gio Batta Visconti di queta terra d'Ischitella fosse stato mai arrestato il cavallo da chi,come,quando e dove d'ordine da chi e per quale causa detto Sig.re la verità che io so sopra quanto mi si domanda e come essendomi posto a servire detto Ill.re Marchese di Giuliano figlio dell'odierno Ill.re Principe in qualità di guardiano sin dal mese di Aprile del prossimo passato anno 1758 che poi seguii di tal servizio dal primo di ottobre dello stesso anno 1758 mi sovviene che in detto anno dei giorni della fine del mese di Agosto di detto medesimo anno non ricordandomi il preciso per la lunghezza di tempo ,in atto che stavo nella casa della mia solita abitazione sita in questa predetta terra venne ivi a trovarmi Michele Paolino ,che allora esercitava la carica di Mastrodatta di questa Corte e mi ordinò ,che mi fossi unito col serviente della medesima Gio Batta Pizzarella e fossi andato ad arrestare il cavallo al Mag.co Gio Batta Visconti allora Sindaco di questa università senza spiegarmene la causa ed io avendo io rinnegato di eseguire tale ordine il medesimo Michele Paolino mi ricordò che mi soggiunse che era ordine del suddetto Ill.re Marchese Giuliano e nonostante dimostrai anche renitenza ad andarvi ; ma dopo poco tempo venne a trovarmi nella stessa casa mia Pietro Cessa altro guardiano mio compagno e mi disse che mi disse che fossi andato con esso ad arrestare detto cavallo di Gio Batta Visconti- Continua.

Giuseppe Laganella.

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Visconti ,ed io ripugnai di consegnarli peri suddetti ducati 18,80 adducendo per la consegna che siccome si trovavano depositati d'ordine della regia Camera ; cosa che per potersi liberare vi bisognava un altro ordine di detta Regia Camera e ,di ciò si rese suo uso detto Ill.re Marchese e non mi feci altra premura ,cosìchè ducati 18.80 continuavano a stare in potere mio depositati,nè altro di questo io so,ed è la verità in causa facientis.

Inteso del costituito detto Sig,re quando detto Ill.re Marchese mi richiese i suddetti 18 ducati .80 non vi era altra persona e perciò da ogni persona si può deporre.

Don Michelantonio de Cato Governatore di questa terra sopradetta.

Dell'Acqua Presidente.

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Un processo al Visconti nel 1758 a Ischitella (176° parte).

Ricevuto nello stesso luogo e stesso giorno.

Gio Batta Pizzarella di questa terra d'Ischitella dice fare il serviente della corte medesima d'età sua di circa anni 50 inteso come detto testimone con giuramento inteso espressamente sopra il presente interesse di prima.

Inteso se esso testimone sa se al Mag.co Gio Batta Visconti di questa terra d'Ischitella fosse mai stato arrestato qualche cavallo da chi,come, quando dove d'ordine da chi e per quale causa detto Sig.re la verità ,che in io so sopra di quanto mi si domanda , e come ritrovandomi a servire la corte di questa terra d'Ischitella mia patria in qualità di giurato in uno di quei giorni della fine del mese di Agosto del prossimo passato anno 1758 non ricordandomi il preciso per la lunghezza del tempo essendomi incontrato in questa pubblica piazza con Michele Paolino ,che allora era mastrodatta di questa corte locale il medesimo mi ordinò che fossi andato ad arrestare il cavallo del Mag.co Gio Batta Visconti ,che allora era Sindaco di questa Università senza spiegarmi la causa nei cui seguiva d'arresto per il quale mi fossi unito con noi due guardiani dell'Ill.re Marchese Giuliano chiamati Pietro Cessa e Costantino Cortese ,atteso aveva dato già l'ordine ai medesimi di doversi unire con me ed arrestare detto cavallo ed io per ubbidirlo essendomi unito con noi i predetti guardiani i quali già mi dissero che che avevano avuto lo stesso ordine mi conferii unitamente con essi nella casa d'abitazione del del nominato Visconti avanti alla quale e propriamente innanzi alla porta della stalla avendo trovato legato il cavallo lo sciolsi alla capezza e lo condissi con l'assistenza di detti guardiani in arresto nella stalla della pubblica osteria e lo consegnai all'affittatore di quella predetta Giuseppe Montanaro.Dopo tre o quattro giorni seppi che fu restituito il predetto cavallo in casa di Gio Batta Visconti ,ma non socme sia seguita detta restituzione né altro di questo io so.Continua

Giuseppe Laganella

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altro di questo io so, ed è la verità di causa cosciente .

Inteso dai costituiti detto Sig. il nominato Magnifico Giuseppe Ventrella ,che assieme con me si sottoscrisse sotto detta cessione e fu a tutto presente ,quale deporre quanto segue.

Io Michelangelo di Monte ho deposto come sopra.

Dell’Acqua Presidente.

Nello stesso giorno ricevuto e nello stesso luogo.

Il Mag .co Giuseppe Ventrella di questa terra d’Ischitella d’Ischitella dice vivere di suo, di età sua d’anni 22,inteso come detto testimone con giuramento inteso espressamente sopra presente inteso di presente.

Inteso se esso testimone sa se da Gio Batta passato Sindaco di questa Università fosse stata fatta qualche cessione di esazione di denaro ,come quando dove a chi in che somma e per quale causa detto Sig.re la verità che io so sopra quanto mi si domanda è questa, come solendo io praticare nel Palazzo Principale di questa terra d’Ischitella dove si trova venuto sin dal mese di Novembre dell’anno 1757 l’Ill.re Marchese Giuliano figlio dell’Ill.re Principe di questa terra per prendere al medesimo l’Ill.re Marchese questi atti di attenzione ,che ogni buon galantuomo si deve con tale occasione se non erro ritrovandomi sopra detto Palazzo avverso le due di notte in circa del giorno 27 di giugno di detto anno 1758 unitamente con altri galantuomini miei paesani e conoscenti e tra essi vi era ancora il Mag.co Gio Batta Visconti in quel tempo Sindaco di questa Università ,che più di ogni altro trattava confidenza con detto Ill.re Marchese col quale discorrendosi unitamente sul particolare dell’accomodo ,che si stava in atto facendo della strada detta della Costa per renderla maggiormente comoda ai cittadini e carrozzabile e particolarmente della spesa che vi occorreva-Continua.

Giuseppe Laganella

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intesi che disse a detto Ill.re Marchese che esso la mattina seguente doveva conferirsi nella città di Lucera per affari dell’Università e chiese in piacere a doverli cambiare in moneta di rame in argento carlini 20 ,che esitò ed il predetto ill.re Marchese gli rispose che l’avrebbe compiaciuto ,indi detto Visconti gli replicò che dovendo essere in Lucera non conveniva che fosse andato senza spada ,e senza le fibbie di argento nelle scarpe ,onde pregò a dovergliele restituire molto più l’aveva la cessione predetta senza che il predetto Ill.re Marchese avesse in piccole parti esitato immediatamente chiamò il suo cameriere Domenico Imparato e gli ordinò che avesse prese e restituite le sue robbe d’argento e infatti poco dopo il cameriere ritornò nella seconda anticamera ove stavano e col beneficio del detto lume acceso ad olio vidi che recò e diede ad esso Gio Batta Visconti la sua spada col manico d’argento ,le fibbie delle scarpe d’argento ed altre cose anche d’argento , che non distinsi ,le quali per altro io precedentemente io avevo inteso dire che il medesimo Ill.re Marchese in atto di scherzo e burla al nominato Gio Batta Visconti avrebbe fatto per l’accomodo della strada enunciata della Costa .E trattenuto sopra detto palazzo per qualche altro poco di tempo ,ciascuno se ne andò a casa sua ,come feci io ,ne- continua-

Giuseppe Laganella

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del Magnifico governatore di questa predetta terra si ritrovarono depositati ducati 18 e carlini due i quali si dovevano dare al Prcuratore dell'Università regente in Napoli per il suo onorario e perchè tale Procuratore non era stato eletto dall'Università predetta perciò esso credeva di non doverglisi pagare tale forma ;all'incontro aveva un dubbio che detto governatore se li avesse esitati e perciò avendoli poi perduti perpotersi recuperare ne avrebbe fatta una cessione ad esso Ill.re Marchese ,e quante volte gli riferiva di esigerli poteva impiegarli alle spese,che occorevano per detto accomodo della strada ,giacchè non aveva altro denaro dell'Università da poter impiegare alle spese che occorrevano per detto accomodo della strada a tale uso il medesimo Ill.re Marchese avendo inteso ciò disse di essere contento di detta cessione ed infatti essendo anche ivi Michele Paolino,Mastrodatta di questa corte col Magnifico Don Fisico Don Michelantonio d'Avolio luogotenente della medesima fu da Don Michele Paolino distesa la cessione predetta sopra due fogli di carta fatta della quale con il beneficio del lume acceso ad acta che vi era nel dì, che appoggiato sopra una di quelle posette si fatto servirsi di propria mano e caratteri col suddetto Mag.co Sindaco Gio Batta Visconti ed a richiesta di Don Michele Paolino mi sottoscrissi io e il Mag.co Giuseppe Ventrella testimone sotto la firma del medesimo Visconti,che è appunto questa scrittura e già cessione che da noi mi si mostra ,ed io bene asserivo e riconosco; e sottoscritta si fatto la cessione predetta il Don Fisico Don Michelantono d'avolio come luogotenente e Michele Paolino come mastrodatta ,restò sopra quella boffetta ,senza ricordarmi,che poi se l'avesse presa in mano sua. Dopo ciò il nominato Gio Batta Visconti intese -Continua.

Giuseppe Laganella

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Citandi sono come sopra.               |

Il Mag.co Michelangelo di Monte |

Il Mag.co Giuseppe Ventrella         |

Il Mag.co Michelantonio di Cato     |

D. Gio Batta Pizzarella                    |

D. Costantino Cortese                       |

Pietro Cassa                                         |

Angela di Monte                                 | della terra d’Ischitella

M.co Saverio Agricola                       |

M.co Michele d’Avolio                       |

Don Agricola di Monte                     |

Don Domenico Valente                     |

Pietro Cassa                                         |

Caterina Cugnidoro                             |

Don Francesco di Michele Basile      |

Nello stesso tempo e stesso luogo ricevuto Petrus Giordano Honorabile governatore straordinario della regia dogana mensa di Puglia ricevette da me le cose infrascritte per nello stesso giorno predetto intimasse e notificasse il ricevuto ordine e si contenta in esso sopradetto. I testi presenti presso il predetto Sig.re che sono in argine segnati e in fede.

Dell’Acqua Presidente e in fede.

Giuseppe Laganella

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Ricevuto nello stesso giorno e stesso luogo.

Il Mag.co Michelangelo di Monte di questa terra d’Ischitella dice essere galantuomo ed attuale capo eletto di questa Università di età sua di anni 50 in circa come detto testimone con giuramento inteso ed espressamente supplicante presente per interesse e per primo.

Inteso se esso testimone sa se da Gio Batta Visconti passato Sindaco di questa Università fosse stata fatta qualche cessione di esazione di denaro ,come ,quando ,dove ,a chi, in che forma e per quale causa detto Sig.re la verità che io so sopra quanto mi si domanda è questa come solendo io praticare nel Palazzo principale di questa terra d’Ischitella ove si trova venuto sin dal tempo di Novembre dell’anno 1757 l’Ill.re Marchese Giuliano figlio dell’Ill.re Principe di questa terra per rendere il medesimo Ill.re Marchese chiese quegli atti di attenzione che ogni galantuomo si deve ,con tale occasione se non erro ritrovandomi sopra detto palazzo verso le ore due di notte del 27 di giugno dell’anno 1758 unitamente con altri galantuomini miei paesani e conoscenti e tra cui vi era anche il M.co Gio Batta Visconti in quel tempo sindaco di questa Università che più di ogni altro di noi trattava con confidenza ed intrinsichezza con detto Ill.re Marchese col qual discorrendo unitamente nel particolare dell’accomodo che si stava in atto facendo della strada della Costa per renderla maggiormente comoda con cordoni e carrozzabile e particolarmente della spesa che vi occorreva ,la quale stava facendo detto Ill.re Marchese e se gli doveva rimborsare da questa Università ,intesi che detto Gio Batta Visconti disse al medesimo Ill.re Marchese ,che in mano- Continua.

Giuseppe Laganella

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