E mi passò il bastone col manico d'argento per trattare e continuando ad andare sopra al Palazzo di detto Marchese nello stesso giorno avendomi veduto nuove fibbie e il bastone me lo fece levare da Tomaso Protano predetto tenendomi egli stesso afferrato e mi levò anche il bastone col manico d'argento ,dicendo che tale robbe non bastavano e a quello che occorreva per l'accomodo della strada enunciata e per non farmi andare senza fibbie alle scarpe e ai calzoni ordinò al suo cameriere Domenico Imparato che mi avesse dato un paio di fibbie d'ottone da scarpe ed un altro per i calzoni che era solito portare esso Ill.re Marchese un tempo che andava in campagna così questo fece ed io me li porsi rispettivamente alle scarpe ed ai calzoni nonostante ciò però io continuai a praticare in questo Palazzo ed il nominato Ill.re Marchese col disegno di aver restituito restituito le robbe predette che mi aveva fatto levare ed erano rimaste in suo potere non me le volle però restituire se non alla fine di detto mese di Giugno di detto prossimo anno passato 1758 gli feci una cessione che se avesse ritirato diciotto ducati come me richiese dell'Università che teneva in deposito il Governatore Michelantonio de Cato,,fatta già questa cessione in una fece che non mi ricordo la precisa mi restituì le robbe predette colla presenza di varie persone in vigore di detta cessione avendo detto Ill.re Marchese chiesto la somma di suddetti ducati 18 al magnifico Governatore de cato in potere di cui si trovavano depositati ebbe il medesimo ripugnanza di pagarglieli essendo che vi bisognavano ordini della Regia camera il predetto ill.re Marchese continua,

Giuseppe Laganella

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Correva l'anno del signore 1561 e alcuni cittadini d' Ischitella furono costretti a far causa a degli allevatori abruzzesi che avevano pascolato vacche e ciavarri nella difesa di Varano dove avevano seminato lino e grano pregiudicandone i raccolti .
Il processo riveste sicuramente un importanza storica perché prova come la coltivazione del lino attività scomparsa fosse fiorente e rappresentasse una delle maggiori fonti di reddito di quel periodo.
Detta attività che esisteva sino agli anni quaranta scomparse probabilmente dopo il prosciugamento delle paludi avvenuta nel periodo fascista ,ma fu anche soppiantata anche dalla comparsa delle prime industrie tessili che sostituirono questa vecchia attività. Il lino come ci ricorda padre Michelangelo Manicone era una delle fonti primarie di reddito anche agli inizi dell'ottocento e veniva estratto dalle paludi e serviva anche a tingere i tessuti,cosa che spiegava l'esistenza sul gargano di molti telai.
Ma veniamo al nostro processo.
Il 17/1/1561 nella terra d' Ischitella e presso i nobili uomini come sopra Antonio Petro Corcilllo e Prospero d'herrico a me noti Roberto Rosis attuario, presenti alla causa e alla querela e istanza su gli stessi a Ischitella fu promesso un emendamento per i danni avuti in campi seminati a lino e furono eletti per arbitrio e arbitri che vedessero il presente danno in primis fatto da animali affidati nella difesa dell' Ill. mo signore di San Severo e sia per volontà dell'attore furono affidati e furono eletti per parte dell'attore di cui si parla come sopra.
Joe Cocula, Julio de petro,e Francesco Paulino della terra d 'Ischitella e dall'altra parte affidati dalla dogana furono eletti Costantino di Locullo Capovaccaro del m. co Antonio Francesco Riversi ,Nicola de Assergi capovaccaro del M. co Joe Vincenzo di Carlo dell'Aquila .
Ed essendone andati detti arbitri e presentatisi uniti per ordine a noi i sopradetti ufficiali nel territorio hanno deposto in detto arbitrato sottoscritto per il danno fatto per il bestiame affidato nella difesa di Varano dell' Ill. mo Sig. di Sangro.
In primis al lino seminato dello lino di Joane Panella si è apprezzato di aver trovato un gran danno che dicono non poterlo giudicare fino alla fine di Marzo prossimo ed allora una volta visto avrebbero indicato il danno fatto.
Allo lino e seminato di Joe de Cesare similmente si vide un gran danno e sarà vista la rivisione alla fine del mese di Marzo prossimo come sopra. Continua.

Giuseppe Laganella

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Giovedì, 28 Dicembre 2017 07:09

Un processo al Visconti nel 1758 a Ischitella.

Della cosa e che vi era un accesso rotabile colla regia Corte, al che il medesimo Marchese rispondeva che esso avrebbe fatto fare detto accomodo finale alla strada col suo denaro e lo avrebbe con forza fatto pagare a me dalle rendite dell'Università a cui fui sempre ripugnante ,ma esso sig. Marchese avendo già fatto cominciare il predetto accomodo finale della strada verso la fine di Maggio del prossimo passato anno 1758 in uno di quei giorni che al Marchese conviene con distinzione il preciso e per la larghezza del tempo stando io sopra detto Palazzo il predetto Marchese tornò a a chiedermi il denaro occorrente per la spesa dell'accomodo di detta strada enunciata ed io avendo replicato che non potevo affatto disporre il peculio dell'Università ,perchè la Regia Corte andava in contrasto ,il medesimo chiamò il M .co Michele d'avolio che stava nell'anticamera in detto Palazzo e Tomaso Protano sebbene mio congiunto ,ma di lui maestro di casa stipendiato ed ordinò che mi fossero levate le le fibbie d'argento delle scarpe,le fibbie dei calzoni,,la spada d'argento una tabacchiera d'argento,che aveva in tasca i bottoncini d'argento ,la camicia e infatti il suddetto Michele D'Avolio avendomi afferrato mi teneva strettamente per le braccia ed esso Tommaso Protano unitamente con il volere del Marchese mi tenevano dette fibbie d'argento dalle scarpe ,quelle dei calzoni ,la spada d'argento ,da lato la tabacchiera d'argento,dalla sacca,detti bottocini d'argento dai polsis della camicia così che dovetti calare da detto palazzo senza dette robbe ,ed andato in casa mia tenendo un altro paio di fibbie d'argento mostratomi dal q.dam Berardino Viscontimio padre, quelle mi posi alle scarpe,

Continua.

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Mercoledì, 27 Dicembre 2017 08:08

Ischitella/ Un processo al Visconti (42° parte).

Solo e solo nel di lui palazzo mi ordinò che avessi provato a quietare il popolo ed avessi fatta continuava l'esazione con la tassa a battaglione come per il passato avendo minacciato anche il castigo alle persone che l'avevano nella maniera descritta supportata ,se lo facevano altra volta e non ebbe riparo di dirmi che ,mi credeva motore di tale mossa,che faceva il popolo e come sopra e da solo mi minacciò di volermi perseguitare in fatti prossimi all'abitato e di questa terra essendovi la strada detta della costa situata discoscesa e con pietre mal composta per la quale si trafficava sempre con pericolo dei cittadini prima che fosse giunto in detta strada esso ill. re Marchese a spese dell'Università feci io fare un muro laterale alla strada predetta che corrispondeva a un vallone e fu resa tanto quanto commodava viaggiare senza pericolo e venuto poi l'ill. re Marchese in questa terra meditò di ridurre la strada predetta carrozzabile perché per quella medesima da questo abitato al lago di Varano circa sei miglia distante ,che è proprio dell' Ill. re Marchese predetto onde si fece una tassa tra i cittadini più benestanti dai quali si contribuì carlini tre per ciascuno e fu esatta da Michele Paolino ,con essersi spesi ducati 40 che si levarono dalla tassa predetta predetta per l'accomodo di detta strada ,la quale non essendosi perfezionata secondo il suo desiderio di viaggiare nella carrozza e col calesse comodo che esso solo tiene in questa terra ,voleva che io a spese di detta Università l'avessi fatta perfezionare ed io gli risposi che non poteva disporre detto peculio dell'Università che in privilegio- continua.

Giuseppe Laganella

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Sabato, 23 Dicembre 2017 10:15

Ischitella/ Lupo sgozza 14 capre.

E' quanto riferito dall’allevatore ischitelliano Francesco d'Avolio esasperato ner contare ripetutamente le sue capre sgozzate da un lupo che di notte continua ad aggirarsi alla periferia del paese, in Contrada " Carpineto".
Le capre ci dice " sarebbero state sgozzate nel corso delle scorse giornate, in più riprese, le ultime due solo tre giorni fa. Non ce la faccio più a contarle tutte morte, spero che al più presto siano presi i dovuti provvedimenti." Oggi i lupi sono animali protetti, salvati dall’estinzione. Solo qualche anno addietro venivano “premiati” chi riusciva a sopprimerli. Ora è ricomparso non solo ad Ischitella, ma anche nel resto del nostro Gargano, avvistati in più parti.

Giuseppe Laganella

 

 

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Pubblicato in Cronaca

Sequestrati 150 chili di prodotti ittici a Ischitella dai carabinieri-forestali e dalla Capitaneria di porto di Manfredonia. «I militari nell’ambito dell’attività di verifica dei prodotti ittici allevati e posti in vendita in questo particolare periodo festivo natalizio» dicono i carabinieri «hanno concentrato l’attività di controllo presso gli allevamenti ittici del Gargano: presso un noto allevamento della zona sono stati sequestrati circa 150 chili di prodotto ittico, per un valore commerciale di circa 4000 euro: elevate sanzioni amministrative per 1500 euro. La normativa europea istituisce un regime di controllo comunitario per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca, inoltre il decreto legislativo 4 del 2012 sanziona tra l’altro, come nel caso specifico, la mancata etichettatura del prodotto ittico che verrà posto in vendita».

 

 

 

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Ancora una volta, la lega Navale di Foce Varano, dedica interesse e risorse ad iniziative filantropiche a beneficio del territorio.
Il "Natale in Darsena" si svolgerà sabato 23 dicembre a partire dalle ore 17,00.
Nel porticciolo di Foce Varano alla presenza dei rappresentanti istituzionali del comune di Ischitella, della Capitaneria di Porto e della direzione didattica dell'Istituto comprensivo "P. Giannone" unitamente agli scolari delle classi elementari e materne del plesso di Foce Varano si accenderà il "grande albero di Natale" realizzato sui pontili della Lega Navale e a seguire, accompagnato dai cori natalizi preparati dagli scolari, arriverà "Babbo Natale" dal mare, con un"sandalo" (barca tipica dei pescatori del luogo) carico di doni per i ragazzi.
Ma il presidente della locale sezione della Lega Navale, dott. Massimiliano Di Giuseppe, unitamente al direttivo e a tutti i soci, sensibile al carenza di computer nella scuola, trafugati alcune settimane fa da insensibili malavitosi, consegnerà al dirigente scolastico, dott.ssa De Paola due apparato completi per consentire ai ragazzi di proseguirne lo studio.
La festa continuerà con l'intrattenimento musicale della big band "Azzurra" e un ristoro a base di prodotti tipici a cura delle famiglie degli studenti.

Michele di Fine

Pubblicato in Manifestazioni

A dì 5/12/1581 in Barletta.
Mag. co Sig. a Rodi è capitata una quantità di ferri e acciai fini per conto del mio arrendamento pigliato sotto nome dl m. co ill..mo Ieronimo de Michele il quale ferro è indirizzato a Gio di franco di Peschici al quale scrivo,che ogni cosa mandi in questo ill. mo fondaco dove attenderete riceverlo col peso giusto a procurare alla vendita di detto ferro e che gli acciai con ogni diligenza e provvedete il denaro per Manfredonia a la giornata in potere del Sig. Gio Cessa ,non mancando fare il debito come vi si confida dando avviso del seguito e a ciò comando V.a che via dia vigore di detto quanto sopra.
Vincenzo de Michele dichiarando.

Giuseppe Laganella.

Pubblicato in Cultura

Bilancio di Cola di M° Domenico per il fundaco d’Ischitella
Ferro registrato in più partite per conto del sig. Michele
il giorno 3/8/1581.
Registrato per Cesare de Marcello fondaco e io Trenasi da Manfredonia diverse scorte di ferro cantara 7
Il giorno 22/10/1581 registrato da Manfredonia per mano di Antonio Trenasi diverse scorte di ferro pesato cantara due rotuli e 21.
Il giorno 25/10/ registrato da San Severo per Cola viaticaro di Vico di ferro rotula 80.
Il giorno 17 Dicembre 1581 registrato da San Severo per Vincenzo de Felice di Vico cantara due di ferro
Il giorno 9/2/1582 registrato per Antonio Trenasi da Rodi(consegnati con esito da Jois de Franco per 29/5 11r.2 ) quale silari consegnati per mano di Joan de franco cantara sei rotula 60 due di ferro cioè spranghe e verghe 6 rotula 2.
Il giorno 27/10/1582 Reg.to da Peschici da M° Joe de franco per mano di Fonzo Raspone e Vito Pomarco de Vico cantara 4 rotula 9 ricevuti.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura

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Registrazione al Tribunale di Lucera n. 64 del 24/02/1988 - Registro periodici del Tribunale di Foggia 02/09/2005