Spettabili e M.ci viri in questa regia camera si è comparso per lo M.co Francesco Turbolo barone di Peschici e Ischitella e fatto intendere ugualmente è stato antico e consueto solito che in dette terre mai non ci hanno pascolato animali né dei forestieri né da questa regia dogana piccoli, ma grossi e anche l’anno passato essendo da noi venuti animali dei forestieri piccoli a pascolare per uno delli ordini dei cavallari ne fu presa informazione e come che codesto detto antico solito detto cavallaro li discacciò ,la quale informazione si dice che è per vostro potere e anche al presente avete ordinato che Leonardo della Rocca del Raso abbia pascolato per animali piccoli in detto territorio di Peschici nonostante detto antico solito e esaminata informazione in vostro potere esistente per lo quale abbiamo fatto constatare mai a noi pascolare animali piccoli, ma non grossi in grave suo danno, supplica ad esso volendone per questo a fare la presente perché essendo l’antico solito e continuato lo solito che non ci è memoria di uomo del contrario che sempre sono pascolati animali tanto da questa regia dogana come dei forestieri sono stai animali grossi e non piccoli dal che si deduce che ne tenuta informazione pigliata per mano delli costituiti cavallari in tale cosa l’osserverete e farete osservazione detto antico solito con non molestarlo di farli di farli pascolare animali piccoli, ma grossi ed essendo animali piccoli a pascolare al presente a pascolare dobbiate subito farli levare né farli continuare. Con la presente nel predetto giorno 26/11/1586 in verità accorti di alcuna cosa in continuo avvisi la dogana.

S. Alvarez de Ribera M.c.l

Marcho de gonogliola.

Jo de Florio primo attore.

Jertrude Comis prosec°

Alla Spettabile dogana di Foggia ed a essi ufficiali per lo Magnifico barone de Peschici e Ischitella che essendo e antico e consueto solito che esso ci è a memoria d’uomo in continuo sempre che hanno pascolato sono stati animali grossi e non piccoli dal che si dice in questa informazione in questa e detta dogana presentata per tale causa si ordina che si osservino nel detto antico solito e avendo mandato a pascolare animali piccoli si faccia levare come posto dato.

Giuseppe Laganella

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Se li ha pigliati sotto titolo di patrimonio, come da testi non rinunciando.

Ancora si vuole provare come Gio d’Errico al n° 318 se n’è morto clerico e l’’è rimasta solamente una casa la quale valeva ducati 10 ,la quale sta vuota e se si affittava non se ne aveva più che carlini 6 mentre da una vigna se la vendette in vita per campare come da testi.

Case vuote: Ancora si vuole provare come la casa vuota al n° 173 d’Andrea de Angelis sta dedotta come abitante in Carpino come da testi.

Avventizi: Ancora si vuole provare come Gio Valente al n° 90 prima della numerazione se ne andò da Ischitella con animo di non mai più ritornarci e come in effetti se ne andò a San Nicandro ,dove ha continuato la sua abitazione sino a tanto ,che si n’è morto e morto povero e Violanta Urzomarzo sua moglie è rimasta vedova povera che non ha come da vivere.

Ancora si vuole provare come Giuseppe, Domenico, e Stefano Mosillo al n° 201 erano forestieri della terra di Vico vennero in Ischitella e vissero da forestieri ,ed in tempo- Continua.

Giuseppe Laganella

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E povera che non possiede cos'alcuna ,campa miseramente come da testi.

Ancora si vuole provare come Francesco Iacovello al n° 140 dice essere clerico ha vissuto sempre unitamente con Alfonso di Ruo suo cognato in una stessa casa ad un pane e vino ,ad uno fuoco senza divisione e separazione alcuna ,e quanto ha guagagnato con Francesco sempre l'ha posto in comune con detto Alfonsino che se n'è morto povero senza possedere cos'alcuna come da testi.

Ancora si vuole provare ,come Sipio Iannone al n°145 dice essere clerico da due anni prima se ne partì da Ischitella vagabondo a servizio d'altri e si trova in Cagnano dopo è andato in altri paesi ,ultimamente sta a servizio d'altri e Grazia sorella e Francesca Donatello madre non possiedono cos'alcuna,eccetto che una casa dove abita e una vigna che dedotti li pesi d'annui di ducati 6 non restano neanche dieci carlini annui come da testi. Ancora si vuole provare come Pietro Zerillo al n° 260 s'è fatto sacerdote e Antonio fratello minore ,il quale Antonio possiede cos'alcuna stante che detto Pietro li- Continua.

Giuseppe Laganella

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A servizio d’altri con il Tavolario Pietro de Martinis come da testi.

Ancora si vuole provare come Francesco de Biase al n° 45 era persona vagabonda e in tempo della numerazione si ritrovava in Populi , da poi si fece eremita con le bolle e patente del suo ordinario e vive con abito ,e vita di eremita ,ma Berardino suo figlio vive da minore di più s’è sperso vagabondo per il Regno che non si sa dove sia e se sia vivo o morto senza che mai sia tornato in Ischitella come da testi.

Ancora si vuole provare ,come Gio Batta d’errico in tempo della numerazione era in miniribus, poi si è fatto sacerdote e Alessandro suo fratello oltre essere minore è morto e Lucrezia sua sorella s’è maritata e Beatrice di Biase è povera vedova che non ha come minore come da testi.

Ancora si vuole provare come Tomase d’Aniello al n° 113 da otto anni prima della numerazione si partì da Ischitella ,andò a Populi dove ha continuato e continua la sua abitazione ed s’è casato ,e vi sta con moglie e famiglia senz’animo di volersene più ritornare ,e Isabella sua figlia è minore e Cornelia sua sorella deve essere monaca e vedova-continua.

Giuseppe Laganella

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Ancora si vuole provare ,come Attorre de Napoli al n° 268 è uomo d’armi nella compagnia dellEcc.mo Principe dell’Avellino e tiene prova di colletta ,che sia franco e assente che si sia assentato per l’anno 1658 e Francesco suo fratello oltre essere clerico notorio ,e che porta la sottana e serve in divino di più ha vissuto e vive unitamente a Ettore suo fratello ad un pane e vino in una istessa casa ad uno fuoco ,senza separazione alcuna, come da testi.

Carcerati: Ancora si vuole provare come Nicola de Signore al n° 330 in tempo della numerazione si ritrovò carcerato per omicidio dopo fu condannato dall’udienza a morte e appellatosi alla vicaria s’accordò volontariamente per 20 anni in galera come da testi.

Clerici: ancora si vuole provare ,come Augustino Vigilante n° 1..in tempo della numerazione era minore d’anni dieci e possedeva alcuni beni che valutati 300 ducati ad ogni modo sopra li beni suddetti vi erano 12 ducati di peso per lo che ne restano ducati 8… quali ne bastano ad alimentarsi con detta sua sorella che dedotti e periti alli suddetti pesi nemmeno restano ducati 4 ; per lo che il detto Agostino s’è reso vagabondo- Continua.

Giuseppe Laganella

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Ancora si vuole provare come Giuseppe Sabatello al n°435 era povero vecchio sessuagenario anzi prima della numerazione se ne partì da ischitella e se andò nella terra di San Giovanni Rotondo con animo di non più ritornare come in effetti in detta terra se n'è morto povero e mendico ,senza aver lasciato cosa alcuna come da testi.

Uomini d'armi: Ancora si vuole provare ,come Francesco de Crisci al n° 29 è uomo d'armi della Compagnia dell'Illustre Principe di Sulmona chiaro in assenso e non si dedusse perché non si passarono in tempo le scritture necessarie come da testi.

Ancora si vuole provare come Giuseppe Panella al n° 120 è uomo d'armi dell'Ill.re Marchese del Vasto attestato prima delL'anno 1658 e chiaro in assenso d'armi e cavallo e suoi figli vivono tutti senza la sua patria potestà, come da testi.

Ancora si vuole provare come Leonardo d'Avolio al n° 192 ,è uomo d'armi della compagnia dell'Ill.re Marchese del Vasto .chiese prima della colletta che sia franco dalle entrate ,e che sia esentato da dazi dell'anno 1658 come da testi.-Continua.

Giuseppe Laganella

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E dotale dove in dote alle sue figlie femmine e Donato suo figlio è minore di 14 anni disse che è vagabondo e ultimamente si trova a Napoli a servizio di altri e di anni è spurio di presunto incesto ed il cognome Pedone l'ha posto lui e sua madre ci chiamò (nata in Rodi) come da testi.

Ancora si vuole provare ,come quando Leonardo d 'Angeloantonio al n° 271 era vecchio sessaguenario ed ultimamente se n'è morto e sebbene possedeva un giardino ad ogni modo quello ha venduto ad istanza del reverendo capitolo a Leonardo d'Avolio ed essendogli rimasto altro che una vignarella della quale da fertile ad infertile dedotte le spese vi si può vendere a carlini 12 da quella se l'è pigliata Lucrezia d'Angelantonio sua figlia per la sua dote come da testi.

Ancora si vuole provare come Iacova Russo al N° 400 prima della numerazione se ne partì da Ischitella vagabonda errando d'elemosina per essere stroppiata e povera e Nunzia sua sorella similmente se ne era andata prima della numerazione in Foggia per essere donna libera e miserabile che non possiede cosa alcuna come da testi.-Continua,

Giuseppe Laganella

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Della povera elemosina che va cercando per amor di Dio ed il detto Luciano all'era clerico si è fatto sacerdote e Francesco altro suo figlio era minore ,quale possiedono la sua porzione che arriva a ducati 30 in circa che potrà importare ogni anno carlini dieci come da testi.

Ancora si vuole provare com Francescantonio delli Noci e Gio figlio n° 386 eremiti notori pubblici ,e colle bolle ,e patente del loro arcivescovo però il detto Francescantonio gli anni passati se n'è morto che il detto Giovanni continua il suo eremitaggio servendo il Dio nella quella chiesa di San Martino lontano a detta terra fabbricata dalli medesimi eremiti stanno al n°400 con l'elemosina che giornalmente in cerca andòa Ischitella vagabondando non possiede cosa alcuna come da testi ed è stroppiato e povero .

Ancora si vuole provare come Leone per essere donna e sessuagenaria del quale il suo proprietario possiede cosa alcuna ,Calabrese ,ma perché questo però soprannome si diceva- Continua.

Giuseppe Laganella

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Ancora si vuole provare come Giuseppe Cugnodoro al n° 371 prima della numerazione unitamente con Antonio Cugnodoro suo padre due anni prima della numerazione se ne partì da Ischitella e non si è saputo mai dove sia andato e detto Giuseppe non possiede cosa alcuna ,come da testi. Ancora si vuole provare come Vincenzo Nessina al n° 417 prima della numerazione era partito da Ischitella e se andò in Puglia nella città di San Severo dopo poi post numerazione se ne andò anche la madre per nome Cortesa Longo ,e un altro fratello per nome Domenico Messina figlia ancora della detta Cortesa vi hanno una casa del valore di ducati 15 in circa ,che per scarsezza di gente o si affitta o sta vuota ,ed anche vi è una vigna di valuta di ducati 17 che deducendosi le spese ne può rendere più di 4 ducati l’anno.

Eremiti: Ancora si vuole provare come Cesare del Forno al n° 119 è eremita pubblico e notorio e patente e bolle del suo Arcivescovo quale n’è vestito ed abita da eremita servendo nella chiesa di S.Pietro in Cuppis notte e giorno al servizio di Dio e certe poche sue robbe le ha date al Reverendo Don Luciano suo figlio contentandosi esso- Continua.

Giuseppe Laganella

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Senza sapersi dove sia ,o se sia vivo ,o morto et una casarella di valore di 30 ducati in circa che aveva se l’è pigliata il monte della Pietà di detta terra per il censo di un poco di territorio e diruto che non rende frutto alcuno. Come da testi.

Uniti viventi: Ancora si vuole provare come Matteo di Monte al n° 84 prima della numerazione e dopo la numerazione sempre ha vissuto unitamente e insieme ai suoi genitori con Gio Di Monte suo fratello ad un pane e ad un vino ed in uno luogo senza separazione alcuna e per la testa solo l’Università l’ha fatto pagare separatamente e non possiede cosa alcuna.

Ancora si vuole provare come Donato de la Marca al N° 96 prima e dopo la numerazione sempre ha vissuto unitamente a Berardino de La Marca suo fratello ad uno pane e vino ed a uno luogo senza separazione alcuna come da testi.

Ancora si vuole provare come Francesco Ognissanto al n° 188 viveva unitamente a Giuseppe d’Ognissanto suo fratello al tempo della numerazione ad una parte ad uno – Continua.

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Ad uno vino e ad uno luogo e poi il detto Giuseppe se partì da Ischitella e se ne andò in San Nicandro due anni dopo detta numerazione ,dove s’accasò dove se ne morì e detto Giuseppe in detta terra d’Ischitella non possiede cosa alcuna come da testi.

Ancora si vuole provare come Francesco Paulino al n° 282 viveva al tempo della numerazione con Eustachio, Ludovico ed Ettore fratelli ad uno pane ed uno vino ed essendo tutti bracciali e in detta terra possiedono altro che una casa di valuta di ducati 30 in circa ed al presente abitano tutti insieme come da testi.

Ancora si vuole provare come Giuseppe Comparello al n° 314 vi abita unitamente con Gesumundo dello Furno suo cognato quali hanno moglie due sorelle di casa Caputo delle quali è la casa dove abitano avuta metà per ciascuna sorella di ducati 30 in circa ed hanno anche una vigna dotale che dedottene le spese non può valere l’anno più che ducati 4 e detti vivono ad uno pane e vino ad un luogo come da testi.

Giuseppe Laganella

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