Possiede nel i vero per quale vecchia e torre diruta nel luodetto il piano che confina con la torre del reverendo capitolo in più luoghi che anticamente erano vicino alla vigna feudalie ,al presente non si trova ragione detta alcuna.Possiede la taverna la quale è solita affittarsi ,come sta affittata unitamente alla Bucchiaria,(macelleria) Piazza,scanaggio e territorialmente fuori la porta della Coste a Diego D'errico di ducati 100,
Possiede la fida degli animali forestieri che fidano i loro animali in questa terra per il pascolo e l'acqua nei vari acquari ,va adatto di ciascuno dete fide da fertile a infertile se ne ricavano aurei ducati quaranta l'anno.
Sopra i medesimi campi feudali rilevati occorre di spesa per rata di due giardini che danno tranne detto reclamo in questa terra i ragione di ducati cinque, con altre uno al mese a imposta della rata detta pagata all'anno.
Possiede sopra questa Università annui ducati 145 ducati ,tarì 4, egna 7 esatte a causa dei fiscali feudali.145.87
Possiede dalla tassa dell'Università per causa della terra ricavata dal forno che per anno si possiede alla medesima ducati 46.
Possiede detta Università per alcune azioni sopra dette some che paga tutto in rata annua ducati 17.
Possiede una casa sia l'ultima unione dove si anticamente stava il trappeto dove la detta terra confina con le carceri e la casa di Giuseppe Ventrella per essere la medesima inabitabile per la medesima non se ne ricava niente.

Giuseppe Laganella

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Possiede colla metà del lago,l'altra metà la possiede l'Ecc.Principe di Tarsia in aggiunta colla torre : il permesso degli affittatuari della pesca di detto lago e costo e denari affittata precisamente detta parte di detto dall'Ecc.mo Sig. Principe a Francescantonio d'Avolio ,Mag.co Gio del Duca,Diego Sabatello ,Giuseppe Ventrella ed Mag.co Angelo d'Avolio di detta terra a ducati 1861 l'anno detrattone annui ducati 166 di cenzo che detta sopra metà si corrispondono alla casa di Tremiti ,ed altri avanzi pagano dai medesimi proprietari.,solo per quello che appartiene alla porzione del detto Ecc.mo ,atteso altra tassa fu corrisposta dall'Ecc.di Tarsia ,cioè in San Aniello in Napoli in trentacinque capitoni ,quattro alla Trinità di San Severo,come dei trentacinque tre capitoni a Santa Barbara di Rodi,dei dodici due di pesce di anguille e capitoni due a San Leonardo e in più ducati sette e mezzo e capomazzi sette fatti alla Beata Vergine di San Pulsano di Monte Sant'Angelo e ducati sei, a San Benedetto di Monte Sant'angelo ducati dieci e e di pesce due anguille,all'Ordine di Ripalta ducati 15 e capitoni 92 come anco per riparazioni di detta torre e forniti sandali ,barchette a Rodi ed altri ordini di sua parzione circa ducati l'anno ne restano annui ducati 1665.
Possiede una vigna deserta al luogo detto il Piano confinante colla vigna dell'Ecc.mo del mag.co Domenico Iacovazzo la quale si è venduta a a Giacomo di Monte senza pagamento alcuno col peso che sa di coltivare accollo al quale sono giornate quindici di muscatello dato alla parte al medesimo di Monte e dà cui se ne ricavano circa ducati cinque l'anno.

Giuseppe Laganella

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in circa n’è alcuno n’è a parole e ragione alcuna sopra d’esso il Reverendo abate della chiesa di San Pietro in Cuppis confinante colla suddetta terra di Vico e il bosco della terra di Carpino che rende in grano, orzo ,legumi, regio terragio nei ,luoghi di esso confinante a ridotto a cultura quali si seminano dai cittadini di questa terra di ettari circa 60 ed altre molto meno che lascia al suddetto i coltivare come spesso accade ed in poco tempo ritornano ad imboscarsi e più questo accade impastosa di ghiande ,che è molto di raro e l’estate l’uso che ne fanno i cittadini ,razionale all’ora circa altri ducati venti giacchè sono ducati ottanta.
Possiede tre molini d’acqua affittati a Gio Antonelli di questa terra d’Ischitella per grani centoquaranta l’anno ed a essa si fa il prezzo normale di carlini otto l’ettaro in questa terra e da altrove le spese annuali di accomodazione del Canalone, Ruote macine ed altre necessarie riparazioni che ammontano a ducati sessanta l’anno affittandosi alle volte rimane di altra persona.
Possiede una metà della difesa detta di Varano ed essa altra metà del sig. Principe di Tarsia affittata da Domenico Capello locato della regia dogana per ducati settanta l’anno affido di circa carrà quindici.
Possiede la penisola di Varano di carra diciasette in circa confinante colla penisola della casa di Tremiti dalla quale alcuni alberi di zappini che vi sono, che producono pece; vi si ricevono circa ducati venti e in quanto alla roba che va annotata essa nel luogo avendo e per il presente atto per l’erba si rivendica anche a uso dei medesimi cittadini.

Giuseppe Laganella

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Ricevuto nello stesso giorno e luogo Petrus Giordano Responsabile straordinario della regia dogana di Puglia ha ricevuto le cose infrascritte perché nello stesso giorno intimasse e notificasse i ricevuti ordini e si contenta intesa la Magnifica Cancelleria dell’Università di questa terra personalmente avuto e in fede .
Dell’Acqua Presidente.
Copia in esecuzione dagli ordini e su quali la formazione del Generale Catasto di questa terra d’Ischitella erario dell’Ecce .Principe ,avuti dalla signora i beni feudali e burgonsatici e l’espressa riserva che colla presente rivela n’è si intenda pregiudicare di reclamo il Principe in tutte le sue ragioni che ci hanno i medesimi beni come rivelando e specialmente al M.co circa la inutilità dei medesimi ,qualora fossero realmente feudali che da me si rimettessero burgonsatici, ed a me si rilevassero feudali ,per non aversene da me esatta notizia e di fatta cognizione n’è si intentasse pregiudicazione di reclamo al Sig. Principe di qualsiasi esazione o privilegio per anni n’è si fosse tenuto per ciascheduno dei suddetti beni pagare in buona tenenza specialmente per affare notorio del Cavaliere Napoletano di Piazza ,possiede i gli infrascritti beni feudali.
Nel palazzo di questa terra d’Ischitella in più membri superiori mezzani ed inferiori il medesimo che era il castello feudale ed tenuto nelli quali a turno la terra d’Ischitella ed è stato migliorato da detto loro Sig.ri Principi, in modo di sua abitazione nella quale ora si possa dimorare in questa terra sicchè secondo per uso proprio come ufficiale solito affittarsi in parte alcuna n’è ne percepisce alcuna rendita il medesimo ha bisogno una riparazione di spesa che ammonta a ducati venti.
Un bosco nel tenimento di questa terra fatto di cinque-Continua

Giuseppe Laganella

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Per Grazia di Dio e di re Carlo ,re di Sicilia e Gerusalemme.
Don Antonio Belli milite del regio consiglio e Presidente della Camera Sommaria e gentile Governatore della Regia dogana di Puglia e doganella di Abruzzo e in tutte di S.M. speciale confidente.
Il Magnifico Cancelliere dell’Università di questa terra d’Ischitella vi significarono che per cosa inerente al regio servizio da noi si bisogna di una copia della rivela fatta a nome dell’Illustre possessore di questa suddetta terra in tempo che fu formato il general catasto ,che però col presente vi dicemmo ed ordinammo che subito dobbiate estrarre detta copia dal suo organo in forma valida e quella esibirei per poterne fare l’uso convenevole.
Tanto eseguite se avete cara la grazia regia e sotto pena di ducati cinquecento del regio fisco deputato per il paese d’Ischitella ,lì 7/2/1759.
Saverio dell’Acqua Presidente deputato della Regia dogana di Foggia.

Giuseppe Laganella

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Ricevuto nello stesso giorno e stesso luogo Petrus Giordano attuario straordinario della Regia Dogana di Puglia restituì a me le cose infrascritte oggi predetto affinchè intimassi e notificassi il ricevuto ordinario che si contenta in questo dal magnifico governatore di questa Università personalmente abilitato e confidente ,
Dell’Acqua Presidente.
In esecuzione del Regio ordine spedito dal Sig. Saverio dell’Acqua Presidente della Regia dogana di Foggia, attestiamo noi qui sotto vice sindaco e compagni eletti nell’interesse di questa terra d’Ischitella qualmente sono quelli beni burgonsatici che possiede di detta terra l’Ill.re Principe d’Ischitella ,stante da di loro giorni fa essi a ciò non possono con certezza te bensì testificare in quantità e qualità dei beni burgonsatici per non essere noti rimettendoci bensì alle rivele fatte intese dal generale catasto .
Sappiamo che il Sig .Principe nè paga questa Magnifica università cosa alcuna; onde in fede abbiamo fatto scrivere la presente per mano del nostro ordinario cancelliere firmata colle sue rispettive mani e corroborata del solito universale suggello della M.ca Università d’Ischitella il 31/1/1759.
Michelangelo di Monte vice sindaco.
Leonardo Ventrella eletto.
Mauro Falco eletto.
Paolino Cancelliere.

Giuseppe Laganella.

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Per grazia di Dio di re Carlo.
Io Antonio Belli milite del Regio Consiglio e Presidente e governatore della Regia dogana di Puglia e Doganella d’Abruzzo per tutti ed altri.
Delegati il Sindaco, gli eletti e con ogni altro a chi spetta l’amministrazione di questa terra d’Ischitella come segno per potere eseguire da noi colla dovuta esattezza ,quanto ci sta commesso ed incaricata dal Sig. Consigliere Presidente Governatore generale della Regia dogana di Foggia e bisogna sapere se l’I.ll.re possessore di questa terra d’Ischitella possegga nel ristretto e tenimento beni burgonsatici ed in che quantità e se gli porta alcun peso annuale coll’Università di questa predetta terra e se siano soggettati al catasto che però col presente ne dicemmo e ordinammo a doverne formare vera e distinta e legale fede con giuramento e sotto pena di falso e quella robborata col solito suggello dobbiate eseguire nelle nostre mani per poter fu per l’uso corrispondente generale eseguendo se avete cara la predetta legge ; e fatto pena di ducati 1000 al fisco regio del presente. Ischitella lì 30/1/1760.
Saverio dell’Acqua Presidente Regio della regia dogana di Foggia.

Giuseppe Laganella

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Ciò avviene a circa un mese di distanza dal recente convegno svoltosi a Ischitella lo scorso 6 aprile a cui la parlamentare partecipava come relatrice dello stesso con la sua relazione: “Il ruolo della Comunità Europea per la valorizzazione di beni culturali”.
Colpita particolarmente dalle risorse del paese garganico ,prometteva il suo impegno per il decollo e il proseguio di questo tipo di discorso.
Intervistata dal sottoscritto ,ha ribadito l'iniziale interesse ,dando però utili indicazioni affinché il suo impegno possa essere fruttuoso ed efficace.
Per quanto riguarda le torri di Varano,la parlamentare ha espresso alcune difficoltà che sono alla base del recupero delle stesse.
Avuta la conferma della proprietà delle stesse che sono private, ha così riferito:
“ Putroppo la Comunità Europea può intervenire su beni che sono pubblici e non privati”.
Il sottoscritto ha proposto quindi un escamotage “ Se le torri fossero acquistate dal comune il discorso potrebbe quindi farsi”. Il tutto è quindi subordinato ad un acquisto del Comune che potrebbe salvare un patrimonio storico importantissimo ,dato che le torri furono fatte costruire nel 1269 dal genero di Federico II ,e attualmemte sono per metà diroccate e destinate senza interventi immediati a scomparire del tutto.
Per quanto riguarda il discorso archeologico la parlamentare ha così riferito:
“Anche per ciò fondamentale è l'interessamento e il coinvolgimento dell'amministrazione comunale d'Ischitella. I progetti in questo senso esistono,ma senza la seria collaborazione di quest'ultima i miei sforzi risulterrebero vani”.
Il comune dal canto suo sembra che assicuri la propria collaborazione,ma speriamo che questo avvenga al più presto perché un discorso così importante testimoniato dal rinvenimento dei numerosi reperti romani ed etruschi e della “ grotta degli etruschi” che è rimasto per troppo tempo fermo ,se si perde questa oppurtunità potrebbe finire nel dimenticatoio e questo penso che nessuno se lo auguri.

Giuseppe Laganella.

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e i Sindaci pro tempore e gli altri eletti per lo più persone benestanti ai quali rendeva conto ,che si fosse fatta detta tassa a battaglione e non si fosse eseguito il catasto per avere la libertà di caricare le loro partite come meglio gli è piaciuto, non sono mai state intese le premure per i poveri cittadini ,così che essendo venuto nel mese di Novembre dell’anno 1767 in questa terra d’Ischitella l’Ill.re Marchese di Giuliano figlio dell’odierno Ill.mo principe della medesima dopo poco tempo in una mattina di giorno festivo che non mi ricordo di preciso per la lunghezza del tempo essendo stato dato a Francesco de Angelis mio fratello di passaggio avanti la chiesa di San Michele vidi avanti che fosse unito a quaranta persone mie paesane le quali nell’essere uscito da detta chiesa l’Illustre Marchese di Giuliano dov’ era stato per ascoltarsi la santa Messa lo pregarono ad alta voce che avesse fatto eseguire detto catasto, a questi altri che fece atto colla mano di volerlo compiacere ,ed indi ciascuno delle suddette persone se ne partirono come fece l’atto, ma però non si è avuto alcun esito di tale promessa atteso tuttavia finire colla tassa volgarmente detta a battaglione ,nella quale vengono sempre gravati i poveri ed i benestanti non pagano ciò che dovrebbero per i beni che possiedono peraltro di questo io so ed è la verità di causa.
Inteso dai loro consiliari quanto da mesi è deposto lo può anche deporre Francesco de Angelis mio fratello che dice ad essere pubblicato in questa terra e perciò da eseguirsi in detta terra medesima si può e deve farsi.
Segno di croce.

Dell’Acqua Presidente.

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Nello stesso luogo e posto.
Pasquale de Angelis di questa terra d’Ischitella dice essere mastro fabbricatore di età sua di anni 32 in questa come teste con giuramento inteso ed esaminato sul quale interesse di questo.
Inteso sa se che in questa terra fosse stato formato il catasto generale a tenore delle istruzioni del Supremo Tribunale della Regia Camera ,e se esso sia stato pubblicato ed eseguito sino al medesimo giorno e non essendosi eseguito per colpa di chi e per quale causa detto Sig.re qualche di verità io so sopra quanto mi si domanda e come se mal non ricordo verso l’anno 1748 in 1749 fu pubblicato in questa terra d’Ischitella mia patria il catasto generale ch’era stato fatto con essersi cominciato ad eseguire col catastuolo che fu formato a tenore del catasto predetto ,il quale mi ricordo, che si continuò per uno o due altri anni in appresso ,ma poi si desistette di far più il predetto catastuolo e da governanti pro tempore di questa Università e si è formata da essi stessi una tassa volgarmente detta a battaglione con caricarsi rispettivamente negli stessi cittadini come meglio loro è piaciuto ,senza che alcuno mai ne sia stato inteso ,o pure gli eletti per i deputati i quali tra di loro senza nemmeno sentire i cittadini predetti hanno formata detta tassa a battaglione la quale irremissibilmente la medesima predetto è stata poi esatta e nonostante che di ciò i medesimi cittadini se ne fossero intesi gravati ed in ogni anno i governatori di questa Università se ne fossero lamentati ,come ho fatto anche io particolarmente in tempo delle elezioni del Sindaco pretendendo che si fosse eseguito il catasto ,pure per essere-Continua

Giuseppe Laganella

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