Non finisce di stupire il nostro concittadino Maiorano Domenico, il più longevo di Ischitella, protagonista nel corso della trasmissione su RAI 1 “ La vita in diretta “, condotta da TiberioTimperi.

Il personaggio già lo conosciamo e quindi non ci ha stupiti che abbia sbalordito tutti coloro che hanno seguito la trasmissione. La sua straordinaria lucidità a quella età e le sue note vicissitudini (essere convolato a nozze a 100 anni ed essersi separato) hanno incuriosito la RAI a venire a Ischitella e a dedicargli una parte nella trasmissione e Domenico non li ha delusi. Parte dello staff di RAI uno era già dall’altro ieri a Ischitella per le riprese nel nostro ridente borgo. Presente la giornalista Sara Verta, la regista Luciana Maurizi con il collega Giuseppe Saldutto. Curiose e particolari le interviste al nipote Rocco Luciani mentre giocava a carte con Domenico, a magnificare la straordinaria lucidità. Mentre gli assessori Valeria Di Sciglio e Russi Anna Rita, gli conferivano a nome del Comune la fascia dell'uomo più vecchio d'Ischitella. Dopo l‘eccellente pranzo offerto dal Bed Brekfat “ Torre del lago “ alle 17,50 il collegamento RAI da Ischitella. Alle domande del conduttore, Tiberio Timperi, Domenico rispondeva provocando scroscianti applausi negli studi della RAI. Se preferissse una donna: bionda, rossa o bruna, Domenico rispondeva che ciò non aveva importanza, bastava che fosse bella e formosa. Sull'età invece rispondeva che la preferiva cinquantenne e al replicare del conduttore che gli faceva notare che la volesse troppo giovane, replicava che quello era un suo pensiero e non il suo. Il colloquio televisivo ha suscito grande simpatia e gradimento.

La trasmissione si concludeva con l'augurio a Domenico di trovare presto un anima gemella e ciò subito si esaudiva perché già a fine trasmissione arrivava una telefonata da Pietralcina di una donna interessata a conoscere Domenico.

A breve sapremo i risvolti di come andrà a finere questa ennesima love story di Domenico.

Giuseppe Laganella

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testimone al lume di candela che stava acceso d’olio, che stava in detta anticamera sopra di quella soffitta scrisse sopra un foglio di carta che egli apprestata al cameriere l’atto di detta cessione ,la quale fu sorta da esso Visconti e vi si sottoscrissero per testi il mag.co Michelangelo di Monte ,e Giuseppe Ventrella e dopo fatto sottoscriversi col suo nome e cognome suddetto il luogotenente Michelantonio d’Avolio e fatto sottoscriversi anche esso testimone come mastrodatta la consegnò poi in mano a detto Ill.re Marchese, il quale se l conservò ed esso testimone infrattanto perché aveva cose da fare in sua casa se ne ritirò immediatamente dopo .Dopo pochi giorni essendo ritornato in questa terra il nominato governatore D on Michelantonio di Cato il predetto Ill.re Marchese avendolo mandato a chiamare nel suo palazzo di fare osservare detta cessione gli richiese ducati 20 ,ma quello rispose di non poterglieli consegnare in attesa che si trovavano depositati in vigore di provvisioni spedite dalla regia camera tra due procuratori di questa Università uno D.Donato Ottaviano d’Ischitella e l’altro D.Gio Batta Galiano pretendendo l’uno che si fossero liberati in sua beneficienza e l’altro anche in beneficienza però ,come appariva dagli atti che esistevano nelle corti onde qual’ora doveva sborsarli ne bisognava l’ordine della regia camera e ciò inteso detto marchese non pensò più ai ducati 20 che stavano depositati nella corte e ne richiese nuovamente al Gio Batta Visconti il quale gli rispose ,che avendo ottenuto esso la provvisione della regia camera per la liberazione di detti ducati 20 ,ma queste povvisioni non si videro più per quanto esso- continua.

Giuseppe Laganella

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In campagna ed esso testimone in quell'atto lo vide alle scarpe del medesimo Visconti dopo tre o quattro giorni ritrovandosi anche in detta seconda anticamera si ricorda ch'essendo uscito in essa dalla stanza del letto di detto Marchese ,il medesimo Visconti colà disse e dichiarò che l'aveva fatto levare la spada la tabacchiera dentro vi stava un piccolo anelletto rotto e si dichiarava anche contento per lo scherzo fattosi da detto Marchese ,volendo dare ad intendere la confidenza cola quale lo trattava .Dice che essendo stato fatto già l'accomodointero della strada succennata e per cui il suddetto paese aveva Ill.re Marchese aveva speso di proprio ducati 20 in una sera dentro il mese di giugno e propriamente in quella del giorno 27 giugno del prossimo passato anno 1758 a circa l'una di notte stando nella sua casa ,vi si conferì il guardiano di detto il.re Marchese ,il quale gli disse che lo voleva allora il medesimo nel palazzo e conferitosi a quell'ora trovò nella detta seconda anticamera non solo il medesimo ill.re Marchese ,che il nominato Gio Batta Visconti il Sig.don Michelantonio d'avolio che faceva da luogotenente della corte per l'assenza del Governatore ed altri galantuomini ,ed il medesimo Ill.re Michele gli disse,che avesse stesa una cessione che gli faceva Gio Batta Visconti sindaco di ducati 20,che si trovavano depositati in potere del Governatore ed avendogli esso testimonedo mandato la causa di detta cessione per dichiararla nell'atto gli fu risposto che era di averli spesi nel predetto accomodo della strada d'ordine del Visconti onde esso-Continua.

Giuseppe Laganella

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fine di Maggio o i principi di Giugno non potendosi sovvenire a punto fisso il giorno per la lunghezza dell’anno prossimo passato 1758 in una mattina di quei giorni ritrovandosi esso testimone nella seconda anticamera del palazzo dell’Ill.re Marchese Giuliano il quale stava prossimo ad alzarsi intese alcune voci di riso nella stanza ove detto Ill.re Marchese stava e per la pratichezza che aveva di quelle ,conobbe ch’erano di Gio Batta Visconti predetto e di Tommaso Protano maestro di casa testimone della curiosità s’intromise nella galleria che corrispondeva detta stanza da letto e si accorse e vide che il Mag.co Michele d’Avolio teneva afferrato dalla parte di dietro tra le braccia il Gio. Batta Visconti in guisa che non poteva fare alcun atto con le braccia e tenendolo così sospeso da terra il nominato Tomaso Protano gli levò le fibbie dalle scarpe ,e quelle dei calzoni e poi spuntatogli il cravattino dalla parte di dietro gli levò anche le fibbie del medesimo e sodisfatta la curiosità ,che vidi me ne andai nuovamente alla seconda anticamera dove stava ancora il Mag.co Don Michelantono d’Avolio ,e essendo uscita in essa fra poco tempo il suddetto Mag.co Gio Batta Visconti raccontò e disse che detto Ill.re Marchese bevendo e scherzando con esso l’aveva fatto tagliare le fibbie d’argento dalle scarpe e quelle dei calzoni ,colla cioppa del cravattino per che ne faceva mattanza per la confidenza con cui lo trattava detto Ill.re Marchese ,il quale per non farlo andare senza fibbie alle scarpe ed ai calzoni gli aveva dato le sue fibbie c’era solito portare quando andava. Continua.

Giuseppe Laganella

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Domenica, 11 Novembre 2018 10:07

Ischitella/ Oggi la Fiera di San Martino

Ti aspettiamo nella Piazza Centrale Marchese De Vera d'Aragona con la Fiera di San Martino.
Avrai una vasta scelta tra i sapori d'autunno: caldarroste, caciocavallo impiccato, far'nata pis' e cic' (ceci e cicerchie) e la colata di ceci. Non mancheranno vari dolci tipici e il vino novello!
Non finisce qui! Si passa poi all'artigianato locale con prodotti realizzati rigorosamente a mano. Il tutto con l'accompagnamento musicale del gruppo The Gordon's - Cover Band dei Nomadi. I bambini potranno giocare nel Luna Park Di Marco presente in Piazza. L'atmosfera fantastica della Piazza di Ischitella sarà la ciliegina sulla torta di questa serata in cui la partecipazione è obbligata (noi te la consigliamo...).

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disegno con una piccola tassa volontaria tra dette persone più comode ,ed anche prestiti contribuendo ciascuno volontariamente carlini tre e il predetto marchese vi contribuì ducati sei ,sicchè si fece il pieno di ducati trenta per i quali furono da questo testimone fatti e spesi a detto accomodo di strada ,oltre le giornate che vi contribuimmo noi faticatori non per ciò detta strada restò interamente accomodata perché essendo discoscesa doveva in qualche maniera riempirsi per i trafficanti senza pericolo. Intanto continuando detto Sindaco Visconti a praticare colla medesima confidenza col detto ill.re Marchese e praticando ancora sopra il palazzo baronale esso teste si ricorda che diverse volte si discorse di doversi compire l’accomodo della strada predetta pretendendo detto ill.re marchese per non recare maggiore interesse ai cittadini di far soccompere a tale spesa questa Mag.ca Università al che rispondeva il Gio Batta Visconti ,che per allora non vi era denaro avanzante alle spese allora ,ma se in appresso ve n’era lo avrebbe contribuito ed il predetto ill.re Marchese lo replicava offrendosi esso di fare esso la spesa di detta strada ,ma per cautela di riscuoterla l’avesse dato il pegno al Gio Batta Visconti che diceva di non avere ,che cosa darle in pegno e l’ill.re Marchese replicava ,che poteva darli le fibbie, d’argento le scarpe ,le fibbie d’argento dei calzoni, la spada ,la tabacchiera, ed altre cose d’argento ,che aveva, ma acciò ripugnava il detto Visconti. Dice che si va ricordando che dopo la fiera di Foggia verso la fine di Maggio-Continua.

Giuseppe Laganella

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A dì 28/1/1759 Ischitella.

Michele Paolino di questa terra d’Ischitella dice vivere di suo di età d’anni 58 inteso come detto testimone.

Domandato dice ,che nel mese di Novembre dell’anno 1757 essendo venuto in questa terra d’Ischitella il Marchese di Giuliano Don Pasquale Pinto figlio dell’Ill.re Principe d’Ischitella colla facoltà dell’amministrazione di questa predetta terra e di quella di Peschici, si vedeva a distinzione di ogni altro cittadino trattare con confidenza ed intrinsichezza con detto Ill.re Marchese il Gio Batta Visconti ,che si trova in quel tempo Sindaco di questa Università ,gradiva con tale confidenza dell’attenzione che il medesimo Visconti gli aveva usato nell’essergli andato all’incontro sin da quella parte di Foggia ,in tempo che venne da Napoli. E in che prima fosse arrivato qui detto Ill.re Marchese era stato fatto un muro laterale alla strada prossima a questo abitato e propriamente quella della detta Costa quando si vuole andare verso la torre del lago i Varano ed altri luoghi di campagna a spese dell’Università ; e come che vi era rimasto parte di detto muro a compirsi nel luogo detto il fornello ,venuto qui detto Ill.re Marchese lo fece finire da Mro Michele de Angelis a sue proprie spese esitandovi ducati 12 non di meno continuando la strada predetta ad essere disadattata a viaggiare per i cittadini che la dovevano trafficare particolarmente e qui che vi passavano con cavallo alcuni andavano sempre con pericolo si pensò di comune consenso dell’Ill.re Marchese e delle persone qui comoda di questa terra di farla accomodare e finivano a capo di-Continua.

GiuseppeLaganella

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L’ 11/2/1759 in questa terra d’Ischitella per rispetto dell’ordine dell’Ill.mo Sig. Presidente Don Antonio Belli gentilissimo generale della Regia dogana mensa di Puglia fece per me le cose infrascritte per ingiunzione fatta da Michele Paolino di questa terra d’Ischitella presente e da sé personalmente presentando nella regia dogana della mensa di Puglia a cuore di detto Illmo Signore nella città rinvenuta negli infrascritti giorni a decorrere da quattro giorni da oggi sotto pena di ducati 500 per il fisco in caso di contravvenzione che il predetto Michele Paolino per il mandato predetto accettò e prontamente stabilì a quello di ubbidire e ai diritti della serie contenenti per il tenore e contro non fare sotto pena predetta e si promise e giurò in forma e fede.

Michele Paolino accetto come sopra.

Pierluigi Spagnolo testimone.

Io Leonardo Ventrella testimone.

Xavenia dell’Acqua Presidente della dogana di Puglia in questa.

Giuseppe Laganella

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Al Sig. Orio Presidente Regia Dogana.

Ritrovandomi infine del disimpegno incaricatomi dall’Ill.mo mio consigliere Presidente Don Antonio Belli governatore gentilissimo della Regia Dogana di Foggia per cui fu appartato da qui Sig. Marchese di Giuliano Vs e D. Gennaro Frutta ;possono quando loro piace ritirarsi che però io partecipo a Vs affinchè ne faccia consapevole anche il cortese Sig. Marchese.

E definendo l’onore da farsi stimati comandi resto costantemente conforme.

Ischitella 8/2/1759.

Don Tomaso Agricola Agg.le di questa terra San Severo

Div.mo Obblig. Gent.mo

Saverio dell’Acqua.

Giuseppe Laganella

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castrati, che erano colà e me li diede ,e riposatolo sopra il mulo lo condussi in questa terra ,ed addirittura nel Palazzo Principale ove consegnai il mulo ,ed il castrato al guardiano Lionardo Michele d’errico ,ed io frattanto seguitai per altro poco tempo a soddisfare la curiosità di vedere le suddette persone di Peschici ed indi me ne partii; né altro io so di questo io ed è la verità in causa scientis.

Inteso del costituito detto Sig .nostro Gio Batta Visconti ,Lionardo Pizzarella e Lionardo Michele d’Errico possono rispettivamente deporre quanto di sopra.

Per segno di croce.

dell’Acqua Presidente.

Giuseppe Laganella

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