“La stabilizzazione del per­sonale precario della ASL Fog­gia è una realtà”. Con queste parole il Direttore Generale Vito Piazzolla accompagna la pubbli­cazione della delibera con cui viene stabilizzato il primo di­pendente a tempo determina­to in possesso dei requisiti pre­visti. Si tratta del dirigente medi­co, Massimo Lombardi, oncolo­go in servizio presso la struttu­ra Complessa di Medicina Inter­na del Plesso di Lucera. Segui­ranno, a ruota, le delibere con cui saranno stabilizzati e, quin­di, assunti a tempo indetermina­to, tutti i dipendenti aventi dirit­to. “La scelta di inaugurare il percorso della stabilizzazio­ne con Massimo Lombardi - dichiara Piazzolla - ha un forte valore simbolico. Il dottor Lom­bardi, infatti, è il precario del­la ASL con l’anzianità di servi­zio maggiore. Lavora presso la nostra Azienda, nel day Hospi­tal di oncologia di Lucera, da di­versi anni, nel corso dei quali ha riservato ai pazienti una de­dizione e un impegno immutati. Come lui, altri 101 precari, di cui 78 interni, vedranno valorizzata la propria professionalità e re­alizzate le aspirazioni legittime di un lavoro stabile. Assicurare stabilità ai nostri professioni­sti è un modo per motivare ulteriormente personale già forma­to, non disperdere il patrimonio di professionalità e competenze acquisito negli anni e potenzia­re, di conseguenza, l’assistenza sanitaria”. Il percorso di stabilizzazione della ASL Foggia riguarda, in tutto, 55 infermieri professionali, 23 dirigenti medi­ci, 5 tecnici di laboratorio, 2 tec­nici di radiologia, 2 operatori tecnici, 1 tecnico audiometrista, 1 assistente sanitario, 1 ostetri­ca, 2 tecnici della prevenzione, 2 dirigenti veterinari, 2 dirigenti psicologi, 1 dirigente biologo, 1 dirigente farmacista.

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Erano 14 i braccianti stranieri a bordo di un monovolume Chrysler Voyager che è stato sequestrato dalla polizia dopo un inseguimento nelle campagne di Lucera. Il veicolo è stato intercettato dagli agenti sulla strada provinciale 20, in località Palmori, mentre rientrava dai campi con i migranti a bordo. Quando gli agenti gli hanno intimato di fermarsi, l'autista ha ingranato la retromarcia provando a fuggire, ma è stato inseguito fino a quanto l'auto è andata a sbattere, fermando la sua corsa contro un palo di recinzione di una proprietà privata: dal mezzo sono scese 14 persone, probabilmente di origine africana, che sono fuggite nei campi circostanti. Il veicolo, che risultava rubato a Vico del Gargano è stato sequestrato. Anche la targa del mezzo era stata rubata da un altro mezzo e sovrapposta a quella del monovolume. In un campo agricolo di Cerignola, invece, gli agenti hanno recuperato e restituito al legittimo proprietario un'auto Land Rover che risultava rubata a Margherita di Savoia.

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INAUGURAZIONE DOMENICA 16 SETTEMBRE ORE 18,00

Personale dell’artista Ugo Nespolo (Mosso – Biella, 1941).

La mostra, organizzata da Giuseppe Benvenuto verrà inaugurata domenica 16 settembre ore 18,00 con la presenza del Maestro e gli interventi di:

- Leonardo Di Gioia - Assessore Regione Puglia

- Luigi Miranda - Presidente Consiglio Comunale di Foggia

- Michele Vaira - Avvocato Penalista

- Giuseppe Marrone - Filosofo

- Piero Roca - Docente storia dell’arte

- Marina Colucci - Artista

La mostra accoglie circa 25 opere, che attestano la ricchezza e la versatilità̀ della produzione dell’artista, la galleria offre al pubblico foggiano la possibilità di avvicinare l’opera di Ugo Nespolo, artista tra i più interessanti ed affermati a livello internazionale. La ricerca del Maestro piemontese si muove sul terreno del dialogo, attraverso un confronto con la tradizione artistica e con l’universo iconografico della “civiltà dei consumi”. La sua opera, caratterizzata da cromatismi accesi e dalla scomposizione e ricomposizione delle immagini, appare come visione gioiosa e vitale di una contemporaneità, la cui bellezza è ravvisabile tanto nella realtà museale più blasonata quanto nelle vetrine delle nostre metropoli o nei protagonisti simbolici di questi tempi:

 

I numeri.

Nespolo porta avanti la convinzione che l’arte debba immergersi completamente nella vita; ed è per questo che oltre ad essere pittore, scultore, scenografo e regista di corti d’autore, nella sua poliedrica produzione lo vediamo spaziare in diversi ambiti della realtà fino a sconfinare nel terreno del design e della pubblicità: note sono le sue collaborazioni con i marchi Campari, Toyota, RAI e Azzurra per l’America’s Cup. Ugo Nespolo espone fin dagli anni ’60 nelle più prestigiose sedi espositive in tutto il mondo. Nel 2002 viene nominato consulente e coordinatore delle comunicazioni artistiche della metropolitana di Torino. Nel 2007 ha dipinto il drappellone del Palio di Siena. Nel 2011 è nominato Presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino, istituzione d’eccellenza a livello internazionale. Nel 2014 realizza l’opera “W la Rai” che diviene manifesto per la mostra “1924-2014 La Rai racconta l’Italia” al Salone centrale dell’Ala Brasini del Vittoriano, Roma, poi a Milano c/o spazi espositivi Triennale, quindi alla GAM di Torino.

Nel 2015 ad ottobre Nespolo è presente alla Tate Modern di Londra al dibattito che segue la proiezione del suo film “Buongiorno Michelangelo” all'interno del programma “Arte Povera was Pop: Artists' and experimental cinema in Italy 1960s-70s”; a maggio 2016 al Guggenheim di Venezia per “If Arte Povera Was Pop” e successivamente al Centre Pompidou di Parigi alla Tavola rotonda “Arte Povera Hier et Aujourd'hui (9 e10 giugno 2016).

Nel 2017 anche un cartone animato (52 episodi) disegnato da Ugo Nespolo per RAI YoYo. Si tratta di una serie animata storica della rete che Nespolo ha completamente

ripensato dando al cartone un taglio profondamente pop. Il lavoro vince il primo premio a Cartoon on the Bay nella sezione Series Preschool 2017.

Tra le esposizioni più recenti si ricordano la personale al Museo Nazionale del Bargello di Firenze (2009), alla GAM Galleria civica d'arte moderna e contemporanea di Torino (2012), al Centro d'arte contemporanea del Montenegro, (Dvorak Petrovica) (2017).

A febbraio 2018 la Swatch festeggia i 35 anni ospitando Ugo Nespolo alla Citè du Temps di Ginevra con una mostra personale dal titolo Numbers dedicata alla passione

per i numeri che Nespolo condivide con la nota azienda svizzera. Contestualmente alla mostra vengono presentati due nuovi Swatch realizzati appositamente da Nespolo per l’anniversario.

 

La mostra sarà aperta tutti i giorni incluso festivi con i seguenti orari:

- mattino dalle 10,30 alle 13

- serale dalle 17 alle 20,30

CONTEMPORANEA GALLERIA D'ARTE –

Viale Michelangelo, 65 - Foggia

Tel. 346 7334054

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«Più che di bilancio si potrebbe parlare a ragion veduta di bollettino di guerra. Ventidue morti in incidenti stradali, nel solo mese di agosto 2018, è un triste primato che denota una stato di cose ormai al di là di qualsiasi possibilità di controllo». L’ha dichia­rato Juri Galasso, segretario generale della FenealUil Foggia che aggiunge: «sono anni che, come sindacato denunciamo il pessimo stato di manutenzione della maggior parte delle strade provinciali e statali: si tratta di arterie strategiche per il traffico veicolare e la mobilità in Capitanata. È chiaro che non è solo il cattivo stato di manutenzione e la mancata messa in sicurezza delle arterie a determinare un livello così alto di mortalità; anche il consumo di alcolici, l’uti­lizzo improprio di smartphone e altri dispositivi elet­tronici, il non rispetto delle regole della circolazione, giocano un ruolo di primo piano. Per questo» an­nuncia il sindacalista «è nostro intento chiedere un incontro urgente al prefetto di Foggia per mettere all’ordine del giorno non soltanto la messa in si­curezza della viabilità provinciale ma anche per get­tare le basi di una nuova governance: i controlli e le sanzioni vanno inaspriti ma bisogna anche trovare il modo di “intercettare” i più giovani e fargli capire che lo smartphone in auto può rappresentare un pericolo mortale tanto quanto gli alcolici e le droghe».

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In 30 anni e 8 mesi, dal gennaio del 1988 ad oggi, nel Foggiano sono stati commessi 598 omicidi, con 664 vittime complessive, cui aggiungere una ven­tina di lupare bianche, anche se in una decina di casi i resti delle vittime (non tutte peraltro identificate) sono stati rinvenuti a distanza di mesi e/o anni in grave e sotto terra. Oltre 80 le donne ammazzate in trentanni, cui aggiun­gere anche 15 bambini, per lo più vittime di infanticidi: ma ci sono anche i casi di un undicenne ucciso sul Gargano negli anni Ottanta in un ag­guato diretto al padre pastore, delitto rimasto insoluto; della bambina as­sassinata a San Severo negli anni Novanta colpita da un proiettile va­gante esploso da chi voleva vendicarsi per un litigio (arrestato e condannato il responsabile); delle due bambine morte a Capodanno raggiunte da colpi di pistola esplosi durante i festeggiamen­ti.

Su quasi 600 omicidi negli ultimi 30 anni e mezzo, sono oltre 120 quelli collegati al mondo della criminalità organizzata; circa 140 quelli avvenuti comunque nell’ambito della crimina­lità comune; quasi 50 quelli collegati a faide; e poco meno di 40 quelli avvenuti comunque nel mondo degli allevatori e dei pastori. Poco meno di 50 le vittime di rapine (anziani aggrediti in casa, passanti scippati, assalti a blindati, conflitti a fuoco con forze dell’ordine e/o vittime), elenco in cui vanno in­clusi anche una mezza dozzina di ra­pinatori deceduti sul... lavoro: 29 i casi risolti. Oltre 130 le morti violente conseguenza di litigi - nell’ambito fa­miliare, tra conoscenti, soci o estem­poranei tra estranei - finiti tragica­mente, e in questo caso le indagini sono sfociate quasi sempre nell’arresto dei responsabili. Oltre 20 gli uxoricidi, tutti scoperti; 18 gli omicidi compiuti da persone con problemi psichici, tutti subito risolti; 36 gli stranieri ammaz­zati. A fronte di quasi 600 fatti di sangue in trent’anni di storia di cronaca nera nel Foggiano (dati ricavati dagli ar­chivi e che ingloba anche quelli avvenuti a San Ferdi­nando, di Puglia, Trinitapoli e Mar­gherita di Savoia che amministrati­vamente fanno capo alla Bat, istituita nel 2004 e attivata effettivamente con le elezioni di giugno 2009, ma che rien­trano nella giurisdizione del Tribunale di Foggia), la percentuale di delitti scoperti supera il 50%: sono circa 270; in 13 casi sono state donne a uccidere mariti, figli, amanti, fidanzati sparan­do, accoltellando, avvelenandoli. Gli omicidi rimasti ad opera di ignoti (tenendo presente che per molti delitti degli ultimi tempi sono ancora in corso indagini, e che numerosi casi agli arresti eseguiti non hanno poi fatto seguito condanne) sono di poco in­feriori al 50%. Mediamente in Ca­pitanata dove annualmente vengono denunciati tra i 25mila e i 30mila (un terzo a Foggia), in un caso su 4 si arriva a individuare, arrestare e/o denunciare il presunto responsabile. La maggior parte dei delitti rimasti irrisolti è legata al mondo della cri­minalità e della pastorizia. Sul fronte delle faide - la principale è quella di Monte Sant’Angelo tra i Libergolis e i rivali Alfieri/Primosa cominciata sul finire degli anni Settanta; c’è poi quella di San Nicandro tra i Tarantino e i Ciavarella inaugurata nell’81 con 5 vittime della lupara bianca - i casi scoperti si contano sulle dita di una mano. Quanto agli omicidi maturati nel mondo della mafia e comunque della criminalità sono oltre 30 i casi scoperti a fronte di circa 270 fatti di sangue: va peraltro rimarcato come spesso sia difficile distinguere il con­fine tra criminalità organizzata e comune. Stesso discorso per i delitti legati a faida e mondo degli allevatori dove le rivalità iniziali poi si «evol­vono» in qualcosa di diverso. È il caso della mafia garganica, l’unica delle tre organizzazioni operanti in Capitanata - le altre sono «Società foggiana» e mafia cerignolana - ad avere una data di nascita ufficiale, sancita dalle sentenze del maxi-processo celebrato nei primi anni del nuovo secolo: il duplice omi­cidio di Vincenzo e Angelo Fania as­sassinati il 13 ottobre del 1999 nel loro fondo a San Nicandro Garganico (er­gastolo ad uno de killer), perché si opponevano a fare dei loro terreni il luogo di transito del contrabbando: fu con quel duplice omicidio che il «clan dei montanari», composto da garganici legati a famiglie coinvolte in faide, che si evolse in clan mafioso.

 

gazzettacapitanata

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Un piano nazionale contro il caporalato e per combattere gli insediamenti illegali dei ghetti. Il governo ha presentato ieri in prefettura le linee guida del suo piano d’azione: «Avre­mo più ispettori nei campi - le parole del vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio - l’obiettivo è puntare sull’in­crocio delle banche dati. Dob­biamo dare valore alla con­certazione migliorando il si­stema dei trasporti dei brac­cianti nei campi». Pieno so­stegno del governo al progetto delle foresterie della Regione, la prima in Capitanata è stata appena autorizzata a San Se­vero.

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Giochi praticamente fatti almeno così sembra - per il rinnovo dei vertici della Ca­mera di commercio. A due me­si circa dal voto per il nuovo presidente, la maggior parte delle associazioni spinge per la riconferma del presidente uscente Fabio Porreca. Ci sono consensi di Confcommercio, suo bacino elettorale di rife­rimento, Confindustria, Confagricoltura, Coldiretti, gli arti­giani di Confartigianato e Cna. Comincia intanto dalla pros­sima settimana la verifica dei numeri delle associazioni da cui scaturiranno i seggi in consiglio. Assemblea ridotta da 33 a 25 seggi.

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I Cinque Stelle andranno avanti a livello par­lamentare per chiedere l’isti­tuzione a Foggia di una sezione della Direzione distrettuale an­timafia e della Corte d’appello. È la reazione alle parole del procuratore distrettuale di Ba­ri, Giuseppe Volpe, sulla inu­tilità e l’impossibilità di una sede della Dda a Foggia. Il senatore foggiano Marco Pellegrini si dichiara «perples­so» rispetto alla posizione espressa lunedì da Volpe e dal procuratore aggiunto France­sco Giannella. «Chiaramente - dice Pellegrini - sono interventi che non remano a favore della nostra proposta; prendo atto che i due magistrati la pensano diversamente da me e dai 24 senatori del Movimento 5 Stel­le con cui abbiamo presentato un disegno di legge per istituire a Foggia sezioni distaccate di Corte d’appello, Dda e Tribu­nale per i minorenni. Andiamo avanti con il nostro lavoro sen­za nasconderci le difficoltà, ma consapevoli che ci sono le con­dizioni per immaginare che questa proposta possa final­mente andare in porto».

«Il dottor Volpe - prosegue Pellegrini, primo firmatario della proposta - ha parlato, per quanto ho letto su notizie di agenzia, di un errore tecnico nel disegno di legge perché la Dda si può istituire solo dove c’è un distretto autonomo di " Corte d’appello: lo so bene e lo sappiamo bene noi firmatari del disegno di legge, visto che all’articolo 3 è prevista anche una modifica dell’articolo 51 del codice di procedura penale, grazie alla quale sarebbe possibile istituire una sezione della Dda anche in una sezione distaccata di Corte d’appello. Capisco bene che è un aspetto tecnico, ma va precisato per replicare a chi non ha letto il - disegno di legge ed ha parlato di errore tecnico». Il senatore dei Cinque Stelle sgombra poi il campo dalla possibile etichettatura di richiesta campanilistica da parte del ter­ritorio di Foggia: «I fatti - dice - hanno dimostrato che la lontananza geografica da Bari ha reso più difficile sia condurre indagini contro la mafia, sia arrivare a sentenze definitive di condanna per questo reato. Io non mi riferisco agli ultimi sei mesi, all’ultimo anno d’indagine ed ai risultati conse­guiti, ma guardo a 30-40 anni di indagini sul fronte della lotta alla criminalità organizzata. Mi riferisco anche a quanto l’ex procuratore capo di Foggia, Leonardo Leone De Castris, dichiaro al Csm in un’audizione nel 2017, quando parlò di uno scollamento tra la Dda di Bari e la Procura di Foggia dovuto alla distanza geografica».

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I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Foggia, Maurizio Carmeno, Carla Costantino, Gianni Ricci, riunitisi il 28 agosto presso la sede della Uil, esprimono forte preoccupazione per la diffida inoltrata dalla Regione Puglia, nei confronti dei comuni capofila Lucera, Troia, Vico del Gargano, San Marco in Lamis – e dei rispettivi ambiti sociosanitari – ad adempiere, entro trenta giorni dalla pubblicazione del provvedimento, tutte le procedure necessarie per l’approvazione e l’implementazione del Piano Sociale di Zona 2018-2020.

“La lentezza e – molto spesso – l’inefficienza nell’erogazione di servizi socio-sanitari di primaria importanza giocano un ruolo drammatico in tanti comuni della Capitanata incidendo negativamente sulla qualità della vita. In realtà caratterizzate da una consistente fetta di popolazione anziana e di pensionati, la qualità delle azioni di inclusione, tutela e assistenza nei confronti delle fasce più deboli della società dovrebbero – e devono – fare la differenza. Ragion per cui, non possiamo permetterci di sprecare ancora le opportunità connesse ai Piani Sociali di Zona per ritardi e inefficienze amministrative”, affermano Carmeno, Costantino e Ricci.

I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Foggia, nelle prossime ore, chiederanno “un confronto urgente con i comuni capofila dei quattro ambiti sociosanitari per mettere a fuoco le cause che hanno determinato la diffida e definire una strategia d’azione concertata per espletare tutte le procedure necessarie nei termini previsti dal provvedimento regionale. La situazione, a nostro giudizio, è grave e improcrastinabile. Pertanto, nel caso in cui non ci fossero riscontri in tempi brevi, Cgil, Cisl e Uil Foggia, si riservano di mettere in campo ulteriori azioni a salvaguardia di tutto il territorio e dei suoi cittadini”.

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Da ieri mattina si discute di allungamento della pista del Gino Lisa direttamente sul po­sto. Sono arrivati i geometri di Aeroporti di Puglia, si entra nella fase più squisitamente tecnica che comincia con gli espropri dei suoli per 11 ettari sul lato Nord dell’aeroporto in via Castelluccio. Si comincia con le lettere ai proprietari delle aree da espropriare, qua­si una notifica formale di mi­sure già adottate: con il via libera della conferenza di servizi, infat­ti, le ruspe po­trebbero già entrare in azione tra po­chi giorni. E comunque il piano di esproprio do­vrebbe essere esecutivo nei gi­ro di un mese, ora spazio alle procedure amministrative.

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