Il disssesto idrogeologico della Capitanata continua ad essere una spina nel fianco del territorio. Oggi è in programma il vertice a Palazzo Dogana, sede della Provincia di Foggia, alla presenza del presidente della Regione, Michele Emiliano con i sindaci dei comuni interessati. Saranno presenti anche Provincia ed i rappresentanti degli Ordini professionali.

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L’elenco delle opere proposte dal tavolo di partenariato per il Contratto Istituzionale di Sviluppo per la Capitanata, divulgato in questi giorni sui mezzi di stampa, appare assolutamente inadeguato agli scopi che si prefigge di raggiungere.

Sono del tutto assenti, infatti, tematiche fondamentali, come il recupero delle acque reflue a fini irrigui e naturalistici e il potenziamento del trasporto pubblico ferroviario e su gomma, mentre per altre importanti questioni, come la riqualificazione del distretto turistico del Gargano, si rischia di rivedere la solita colata di cemento che, puntualmente, ha inondato il Promontorio ad ogni iniziativa nata sotto questo nome.

Si ripropongono invece vecchie opere, come la strada fantasma regionale n. 1 e la sempreverde diga di Piano dei Limiti, con alti costi economici ed ambientali ma con scarso o nullo impatto positivo sulla Capitanata, mentre sull’ormai acclarato definanziamento del progetto di potenziamento della ferrovia Foggia-Manfredonia si continua a tacere.

È ormai il solito copione che vediamo stancamente ripetersi da molti anni e che, non a caso, condanna puntualmente la provincia di Foggia agli ultimi posti di tutte le classifiche nazionali.

Eppure di studi, programmazioni e pianificazioni, con l’indicazione delle opere davvero utili e necessarie, sono pieni i cassetti degli enti. Per restare solo a quelli degli uffici della provincia, basta citare il Piano Territoriale di Coordinamento o il più recente Piano della Mobilità Ciclistica Provinciale. A livello regionale c’è il Piano di Tutela delle Acque e per il Parco del Gargano il Piano di Sviluppo Socioeconomico. Tutte pianificazioni che sono costate tanti soldi dei cittadini e che, nella migliore delle ipotesi, fanno bella mostra di sé sui muri dei corridoi degli Enti.

Pensare, ad esempio, ad un piano di sviluppo del Gargano per 50 milioni di euro senza tener conto minimamente della programmazione dell’Ente parco (che probabilmente non è neppure stato invitato al tavolo, sancendo ancora una volta un’irrilevanza che si protrae da troppi anni), significa ignorare completamente quali sono le reali esigenze di quel territorio. E pensare di risolvere l’isolamento dei Monti Dauni con una strada a scorrimento veloce che si sviluppa a chilometri di distanza dai centri abitati, quando il problema principale sono i collegamenti interni e la mancanza di servizi, vuol dire non capire che la salvezza di quella terra sta nel turismo slow e di qualità, non in quello mordi e fuggi.

Come pure non si comprende il perché non si punti al recupero delle acque reflue, che in un colpo solo contribuirebbe a ridurre sia l’inquinamento dei fiumi e del mare della Capitanata che il fabbisogno idrico in agricoltura, e si preferisca invece continuare a parlare della seconda diga sul Fortore con tutti i problemi che essa comporta.

Il WWF avrebbe voluto dire queste cose al tavolo di partenariato, come peraltro più volte già richiesto all’ex presidente Miglio, ma deve prendere atto con rammarico che anche il suo successore, il presidente Gatta, agisce nel solco di chi lo ha preceduto. Evidentemente per i politici è più comodo poter sostenere falsamente che gli ambientalisti dicono sempre no, piuttosto che confrontarsi con le loro proposte.

Insomma, alla provincia cambia il direttore d’orchestra, ma la musica resta sempre la stessa.

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Il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano,nella sua veste di Commissario di Governo per la mitigazione del rischio idrogeologico presenterà, lunedì 10 dicembre, le iniziative in atto e in programma da parte della Regione Puglia in merito al dissesto idrogeologico ed ai necessari interventi di mitigazione.

Sono invitati i Sindaci dell’ intera provincia di Foggia che risulta l’area maggiormente interessata da fenomeni di dissesto ed eventi franosi.

Parteciperanno alla conferenza anche Nicola Gatta, Presidente della Provincia di Foggia; Franco Landella, Sindaco di Foggia; Giovanni Giannini, Assessore ai Lavori Pubblici della Regione Puglia; Raffaele Piemontese, Assessore al Bilancio della Regione Puglia; Leo di Gioia, Assessore all’Agricoltura della Regione Puglia; Maria Rosaria De Santis, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Foggia e Salvatore Valletta, Presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia. Introdurrà i lavori Elio Sannicandro, Soggetto attuatore  del Commissario di Governo per la mitigazione del rischio idrogeologico nella Regione Puglia.

L’evento si svolgerà a Foggia presso la Sala Conferenze del Palazzo della Provincia, Piazza XX Settembre, 20.

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Come appartenenti della Polizia di Stato prima, e come rappresentan­ti sindacali dopo, non possiamo che essere orgogliosi dei clamorosi risul­tati messi a segno negli ultimi tempi contro la criminalità organizzata di Foggia e di tutta la Capitanata. Gran­de professionalità, grande sacrificio e grande competenza messa in cam­po dai colleghi tutti, in questi ultimi tempi. Ma purtroppo non vi sono ‘rose senza spine’ ed a queste notizie rassicuranti fanno eco noti­zie che destano qualche timore”.

Cosi Giovanni Consalvi, segretario provinciale Fsp - Fe­derazione sindacati di polizia. La notizia è la paventata chiu­sura del posto di polizia dell’aeroporto ‘Gino Lisa’. “Qual­cuno si chiederà qual è il problema, quali ripercussioni può avere la chiusura di un posto di polizia di un aeroporto ci­vile sulla sicurezza e sulla cittadinanza”, continua Consal­vi. “Qualcuno potrebbe addirittura avanzare l’ipotesi che for­se è anche meglio, perché si recuperano unità per altri ser­vizi di polizia piuttosto che tenere personale in un aeropor­to dove non vi è attività, non si vola... Bene, anzi male, è pro­prio questo il problema. Chiudere il posto di polizia dell’ae­roporto civile ‘Gino Lisa’ di Foggia significa che a Foggia non si volerà più, significa che un po’ per vol­ta l’aeroporto chiuderà, verrà smantella­to, al di la delle promesse fatte nelle va­rie campagne elettorali comunali, provin­ciale e regionali”.”Al di là delle promesse fatte circa l’apertura della sede regiona­le del ‘Reparto Volo’ della Protezione Ci­vile. L’aeroporto chiude, il posto di polizia chiude, la polizia atterra. Qual è la riper­cussione sulla sicurezza della nostra cit­tà, della Capitanata tutta? Facile intuir­lo: avere un aeroporto attivo vuol dire turismo, ed a Foggia e provincia di turismo, soprattutto religioso, ce ne è tanto; il turismo, col suo indotto, vuol dire lavoro; lavoro vuol dire permettere ai cittadini di Capitanata di guadagnare e spen­dere, vuol dire economia. Chiudere il posto di Polizia dell’a­eroporto vuol dire l’inizio della chiusura dell’aeroporto stes­so, vuol dire chiudere alla speranza dei cittadini della nostra terra di lavorare e guadagnare onestamente e chi non può la­vorare sarà costretto ad andare via dalla sua città, chi non vorrà farlo sarà facile preda della criminalità locale, fino a che non ci ritroveremo a complimentarci per il grande lavoro svolto giornalmente dalle Forze dell’Ordine, dimenticandoci che tutto ciò, se non evitare si sarebbe potuto quantomeno attenuare volando”.

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Colpo alla mafia foggiana da parte di Polizia e Carabinieri: un’operazione che nella notte ha visto impegnati oltre duecento uomini ha portato all’arresto di trenta persone, esponenti di rilievo di varie famiglie della criminalità organizzata della provincia, in particolare delle «batterie» Moretti-Pellegrino-Lanza e Sinesi-Francavilla. Una decina i pregiudicati che si trovano già in carcere. I reati contestati sono, a vario titolo, di associazione di stampo mafioso, estorsioni e tentato omicidio. Secondo gli investigatori i trenta indagati sarebbero responsabili di tutti gli episodi di estorsione nei confronti di negozianti ed imprenditori a Foggia. Le indagini hanno riguardato il periodo compreso tra i primi mesi del 2017 fino ad oggi. Tra gli spunti investigativi che hanno portato agli arresti odierni, particolari emersi - secondo quanto si è saputo - nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Roberto Tizzano, il giovane 21enne ucciso a Foggia, all’interno del Bar H24, a ottobre 2016.

Dagli atti delle indagini che oggi hanno portato agli arresti di numerosi presunti affiliati alla mafia foggiana emergono anche presunte pressioni che sarebbero state esercitate negli anni scorsi su dirigenti, ex dirigenti ed ex allenatore del Foggia Calcio per l’ingaggio di un calciatore foggiano. Tra gli indagati ci sarebbe il nome di Rodolfo Bruno, il pluripregiudicato foggiano ucciso lo scorso 15 novembre all’interno di un bar alla periferia di Foggia. «La “Società foggiana” riesce ad inquinare tutti i gangli vitali della vita sociale, economica e amministrativa di Foggia». Lo scrive il gip nell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato agli arresti di questa notte. «Le indagini hanno accertato che le estorsioni venivano realizzate anche ai danni delle agenzie funebri», e che i membri della “Società foggiana” (l’insieme dei clan del territorio) potevano «avere notizie riservate, evidentemente trasmesse da dipendenti comunali, relative al numero giornaliero dei morti».

L’attività estorsiva della “Società” riguardava tutte le sale scommesse, anche quelle gestite da familiari e parenti «perché - affermavano i membri dei clan che sono stati intercettati - non ce ne frega niente... Il giro delle macchinette noi li dividiamo ogni tre mesi». Vittime delle estorsioni erano anche i costruttori edili («Se non stai vendendo - avvertivano i clan - tu neanche costruisci. Comunque ho detto a noi non ce ne frega niente... ci devono pagare tutti quanti, tutti i costruttori». «Gli esponenti della Società Foggiana - spiegano gli inquirenti - nello svolgimento dell’attività estorsiva per conto del sodalizio mafioso dispongono di una famigerata “lista delle estorsioni”, in cui sono riportati i nomi degli imprenditori foggiani che sistematicamente pagano il pizzo». Le indagini, infatti, hanno accertato che «uno dei settori di maggiore interesse è rappresentato dalle estorsioni realizzate a tappeto nei confronti di tutti gli operatori economici operanti nella città di Foggia». Nel mondo delle corse dei cavalli corrompevano anche i fantini con 600 euro «per non piazzarsi» e far «vincere il fantino di volta in volta individuato». Oltre alle estorsioni e al traffico di droga, «altra fonte di guadagni illeciti - spiegano gli investigatori della Dda di Bari - è rappresentata dal progetto di infiltrazione nel settore delle scommesse truccate, con alterazione dei risultati delle corse dei cavalli. Tale circostanza - sottolineano - emerge dall’attività intercettiva che ha evidenziato come i membri della “Società” avevano agganciato il “vecchiarello”, uomo di Napoli, in grado di truccare le corse tris, facendo vincere il fantino di volta in volta individuato.

Esponenti della “Società foggiana” volevano uccidere un ispettore capo della Squadra Mobile di Foggia. È uno dei particolari che emergono dall’indagine della Dda di Bari che ha portato oggi all’arresto di 30 persone. «La forza della “Società foggiana” - spiegano gli investigatori - emerge anche dalla volontà di colpire le forze dell’ordine impegnate ad assicurare il rispetto delle leggi, per come risulta dai propositi di uccidere un ispettore capo presso la squadra mobile di Foggia».

«L’attività d’indagine ha evidenziato lo stato di omertà assoluta» che «si rileva anche dal dato numerico delle denunce, che dimostra chiaramente un limitatissimo apporto all’accertamento di reati commessi in danno di cittadini, imprenditori, operatori commerciali, rispetto alla elevatissima percentuale di ipotesi che vengono colte durante le attività tecniche e investigative in corso». Lo scrive il gip nell’ordinanza di custodia cautelare. «Che questi fatti-reato non siano denunciati - evidenzia il gip - è un’ulteriore conferma della totale soggezione di larghe fasce della popolazione, indotte a subire silenziosamente i torti e le angherie poste in essere da coloro che agiscono evocando l’appartenenza a questo determinato contesto criminale: la Società foggiana».

Per il procuratore di Bari, Giuseppe Volpe, «qualche segnale positivo di rottura del muro di omertà è stato registrato attraverso il contributo di alcune vittime di estorsioni che hanno consentito di assicurare alla giustizia i responsabili». «È un segnale positivo che ci consente di guardare al futuro con maggiore ottimismo».

«Negli ultimi anni la provincia di Foggia è stata vittima di un’impressionante serie di atti mafiosi, sia nella Daunia che nella Capitanata. Ora invertiamo la tendenza, colpendo alcuni dei sodalizi più strutturati. La mia più profonda gratitudine va alla magistratura, alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine che hanno condotto l’operazione e che lavorano costantemente ogni giorno per la legalità e per la giustizia. Va anche espressa gratitudine a tutti i cittadini del territorio di Foggia che non abbassano la testa e contrastano una delle mafie più sanguinarie, per come gli ultimi report sul fenomeno mafioso asseriscono. Le azioni repressive come quella odierna testimoniano la presenza dello Stato, ma da domani la vera sfida sarà continuare ad esserci, quando i riflettori si spengono, in chiave preventiva, attraverso la promozione della cultura della legalità». Lo afferma Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia.

Anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, esprime la sua soddisfazione per «un altro duro colpo inferto in queste ore alla mafia foggiana». «Quello di oggi è un successo investigativo di alto livello - sottolinea Emiliano - un segno tangibile della presenza dello Stato. Ringrazio uno per uno i magistrati, i carabinieri, i poliziotti, il prefetto e il questore di Foggia: a loro - conclude Emiliano - va la sincera riconoscenza di tutti i pugliesi».

 

Tra i più in vista finiti in manette ci sono Vito Bruno Lanza, 65 anni, Rocco Moretti, 68, Roberto Sinesi, 46.

Ecco i nomi degli altri arrestati:

Angelo Abbruzzese, 70 anni,

Francesco Abbruzzese, 41,

Giuseppe Albanese, 38,

Alessandro Aprile, 34,

Luigi Biscotti, 42,

Emilio Ivan D’Amato, 45,

Domenico D’Angelo, 25,

Ciro Francavilla 44,

Giuseppe Francavilla, 40,

Gioacchino Frascolla, 33,

Ernesto Gatta, 44,

Leonardo Lanza, 39,

Savino Lanza, 35,

Antonio Miranda, 61,

Alessandro Moretti, 27,

Raffaele Palumbo, 34,

Massimo Perdonò, 41,

Francesco Pesante, 30,

Fausto Rizzi, 38,

Antonio Salvatore, 27,

Cosimo Damiano Sinesi, 33,

Francesco Sinesi, 33

Giuseppe Spiritoso, 62,

Lorenzo Spiritoso, 37,

Fabio Tizzano, 38,

Francesco Tizzano,

46, Patrizio Villani, 41.

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Colpo alla mafia foggiana da parte di Polizia e Carabinieri: da alcune ore è in corso un'operazione che vede impegnati oltre duecento uomini e che ha portato all'arresto di diversi esponenti di rilievo appartenenti a famiglie della criminalità organizzata della provincia. Le accuse ipotizzate dalla Dda di Bari che ha coordinato l'inchiesta, sono, a vario titolo, di associazione di stampo mafioso, tentato omicidio, estorsioni e armi. Le misure sono scattate nei confronti di esponenti delle batterie Moretti-Pellegrino-Lanza e Sinesi-Francavilla. L'inchiesta che ha portato agli arresti di oggi, sostengono inquirenti ed investigatori, è la più importante operazioni me antimafia degli ultimi anni a Foggia.

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Per info, orientamento e azioni di rivalsa ci si può rivolgere alla sede di Foggia dell’Adoc (via Fiume 38-40/c), dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13 e dalle 16.30 alle 18

“Stiamo ricevendo numerose segnalazioni in merito a presunti difetti e anomalie riscontrate nel funzionamento dei contattori digitali del gas installati a partire dal 2017.

Questo cattivo funzionamento si registrerebbe nel rilevamento telemetrico dei consumi che avverrebbe anche a contatore spento. Comportando, di conseguenza, un significativo aumento dei costi in bolletta.

Invitiamo pertanto gli utenti a verificare tale eventuale anomalia e a segnalarla e denunciarla presso a nostra sede”. A dichiararlo, Adoc Foggia.

Per info, orientamento e azioni di rivalsa ci si può rivolgere alla sede di Foggia dell’Adoc (via Fiume 38-40/c), dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13 e dalle 16.30 alle 18.

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Con il Kick off Meeting del progetto e-Parks coordinato dall’Università di Foggia-dipartimento di Economia e finanziato nell’ambito del Program­ma di Cooperazione Territoriale Grecia-Italia 2014/2020, partito il progetto che consentirà di mi­gliorare l’accessibilità e la fruibilità del Parco Nazionale del Gargano e del Parco di Kyllini in Grecia. Prevista la realizzazione di percorsi di accesso per i diversamente abili, l’introduzione di innovazioni tecnologiche e sistemi decisionali. Con UniFg, nel partenariato di progetto Parco Gargano, Consor­zio Bonifica del Gargano, Camera di Commercio di Arta-Grecia, Istituto della formazione tecno­logica della Grecia Occidentale; partner associati Asl Confindustria Foggia. L’obiettivo di E-Parks è di sviluppare un marchio univoco (label) per i soggetti pub­blici e privati che operano sul territorio delle aree naturali protette, un marchio che di coniughi so­stenibilità (tutela dell’ambiente naturale), econo­micità (uso razionale delle risorse scarse) e socialità (salvaguardia dei soggetti con bisogni speciali). Questo per favorire uno sviluppo turistico respon­sabile delle aree transfrontaliere, aumentandone l’attrattività. Si provvederà, tra l’altro, a realizzare un sistema di certificazione volontario ad hoc, te­stando l'uso combinato di diversi e adeguati stru­menti di gestione ambientale e di supporto alle decisioni, permettendone la condivisione tra le aree transfrontaliere interessate. Il progetto realizzerà anche azioni pilota in alcune aree specifiche del Parco del Gargano e nell’area naturalistica di Kyllini. Gli strumenti e i casi pilota realizzati saranno presentati alla Commissione Eu­ropea e alle Nazioni Unite a New York durante la giornata mondiale per la disabilità, gli atti con­fluiranno in un manuale opera­tivo utilizzabile ad uso di altre aree naturali protette. All’incon­tro tenuto a UniFg hanno parte­cipato i prof. Piervito Bianchi, Giulio Cappelletti, Michele Milone e Giuseppe Nicoletti (Univer­sità di Foggia), il direttore del Par­co del Gargano Carmela Strizzi, il direttore del Consorzio di Boni­fica del Gargano Marco Muciaccia, Giovanni Russo (Consorzio di Bonifica del Gargano), i rappresentanti della Camera di Commercio di Arta Mr Ioannis Angelis e Christina Nikolakopoulou, il vicerettore del Politecnico della Regione della Grecia Occiden­tale Spiros Sirmakessis, Gianfranco Gadaleta, coor­dinatore del JS di Programma, Giuseppe Gargano Project officer di E-Parks e Carmela Sfregola re­sponsabile comunicazione Interreg Grecia-Italia.

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I Centri per l’impiego co­me si stanno organizzando a pochi mesi (febbraio, si dice) dall’erogazione dei primi red­diti di cittadinanza? «Al mo­mento - rilevano i sindacati - gli impiegati non hanno nemme­no i computer in rete e il lavoro che svolgono è sostanzialmen­te quello di fare il censimento dei disoccupati. Di più non è dato sapere». Cgil, Cisl e Uil ieri hanno toccato molti temi cari a questo territorio, come i finanziamenti alle imprese: «Chiediamo che le agevolazio­ni non vengano più erogate a fondo perduto, ma che siano mirate, seguendo cioè e pre­miando comportamenti social­mente rilevanti». Altra nota dolente, la questione meridio­nale «ormai scomparsa dall’agenda politica (ma dice­vano così anche del governo Renzi: ndr)». I sindacati chie­dono che le «risorse erogate dallo Stato in conto capitale siano proporzionate al numero di abitanti, inconcepibile che l’Emilia Romagna incassi 800 milioni in più della Puglia sul­la sanità avendo gli stessi 4 milioni di abitanti della Pu­glia». Infine il fisco: bocciata la flat tax e la pace fiscale del governo 5stelle-Lega, i sinda­cati propongono di «estendere la ritenuta alla fonte per tutti non solo i lavoratori dipenden­ti» e l’incrocio delle banche dati. «Chiediamo un rapporto con il fisco più diretto, meno nebuloso. E strumenti sul pia­no fiscale diversi. Le proposte del governo invece pongono un grosso problema di natura etica. Sul fisco la pressione fiscale è insopportabile, ma non è con la flat tax che si allenterà la pressione sulle fasce più de­boli».

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L’intelligenza artificiale per aiutare le imprese a gestire operazioni complesse in automatico. La piattaforma è stata ideata da un’impresa nata a Lucera, ora attiva anche a Roma e Varsavia. Il lucerino Benincaso: “Foggia ci ha ispirato, il capoluogo dauno realtà viva e innovativa”. Terzo trimestre 2018: in Capitanata attive 64.880 imprese, crescono quelle digitalizzate.

E’ nata a Foggia ed è tutta Made in Italy la prima piattaforma gestionale di marketing con un Bot di intelligenza artificiale integrato: si chiama Mark ed è stata ideata per sostenere le PMI del nostro territorio nella loro crescita. L’idea è semplice e innovativa: utilizzare l’intelligenza artificiale per aiutare le imprese a rispondere alle esigenze del mercato. Al suo interno, la piattaforma utilizza un Bot che risponde in modo personalizzato, per l’azienda che lo utilizza, a più di 200 domande sul marketing e la comunicazione. E’ un sistema completamente digitalizzato e automatizzato per analizzare le vendite online e offline, con una piattaforma per la gestione integrata di tutti i tools di Digital Marketing. Sono due gli ideatori di Mark: il lucerino Vincenzo Benincaso e il romano Mattia Esposito, co-fondatori Up2lab, società di consulenza marketing nata a Lucera (Fg) e attiva oggi a Roma e nell’Est-Europa con la sua sede di Varsavia. Il loro lavoro è stato supportato da Alberto De Riso, esperto di digital marketing.

“FOGGIA? UNA DELLE REALTA’ PIU’ VIVE D’ITALIA”. “Questa nostra idea è nata proprio a Foggia, lo scorso maggio, quando dal capoluogo dauno partì un format che ora stiamo portando in tutta Italia, quello di Imprenditore 4.0, percorso guidato di autoimprenditorialità. Foggia si è rivelata ricettiva, affamata di innovazione, con l’Università capace di stimolare e fare da propulsore di questa voglia di intrapresa. Foggia ci ha ispirato”, dichiarano gli inventori di Mark.

LA “BIODIVERSITA’” DEL TESSUTO IMPRENDITORIALE FOGGIANO. Il 95% delle interazioni B2B e B2C sarà gestito entro il 2025 attraverso piattaforme che fanno leva sull’intelligenza artificiale. E’ stato il Mezzogiorno a trainare la crescita del tessuto imprenditoriale del Paese negli ultimi mesi. Tra luglio e settembre 2018, i terminali delle Camere di Commercio hanno registrato l’iscrizione di 64.211 nuove imprese e 51.758 chiusure di aziende esistenti, con un saldo positivo di 12.453 unità. Quasi il 40% della crescita è dovuto alla buona performance del Mezzogiorno, dove il saldo è stato positivo per 4.763 unità.

I NUMERI DI FOGGIA. A settembre 2018, secondo le rilevazioni ufficiali pubblicate su Infocamere, il numero complessivo delle imprese foggiane attive ammonta a 64.880. Le aziende agricole sono 24.829, quelle del mondo edile 16.571. Le attività industriali, quelle commerciali, artigianali e dei servizi completano un quadro variegato, con una generale crescita delle imprese che guardano all’estero e stanno lavorando a processi di digitalizzazione e internazionalizzazione.

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NUOVA FRONTIERA. L’intelligenza artificiale, in questo senso, consente un’ottimizzazione delle risorse e una riduzione del tempo necessario per l’analisi, permettendo alle aziende di concentrarsi sulle questioni di maggiore importanza, mentre il lavoro impiegatizio viene svolto dagli algoritmi. Inserita nella funzione marketing, gestisce con precisione operazioni articolate, che assorbirebbero altrimenti un quantitativo eccessivo di tempo e di risorse, come possono essere la definizione di una campagna, la creazione di contenuti, l’elaborazione dei dati o il management del CRM. “Le PMI sono da sempre il motore trainante dell’economia italiana. Il nostro territorio è per noi un polo di potenzialità spesso inespresse, da promuovere e sostenere. La mancanza di una struttura manageriale e di una funzione marketing interna, il ritardo nei processi di trasformazione digitale e un supporto alle attività di comunicazione inadeguato, sono a nostro avviso i fattori che impediscono a questi settori di decollare”. Molte aziende, presentano una rete di vendita con degli agenti, ma spesso le vendite avvengono in maniera ancora non digitalizzata e con sistemi di monitoraggio manuali ed obsoleti. Con Mark, a ogni venditore viene assegnato un codice di riferimento che consente un tracciamento live di ogni ordine o contatto generato. In questo modo l’imprenditore può conoscere in qualsiasi momento performance quali l’incidenza sulle vendite di ogni agente, il margine di contribuzione di ogni prodotto e i dati relativi al cliente, il tutto in maniera completamente digitalizzata e automatizzata, comodamente con il proprio smartphone.

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