Mi permetta, Eccellenza,

di farLe arrivare la mia indignazione e di gran parte della cittadinanza carpinese, per la inopinata decisione del Sindaco di Carpino, Rocco Di Brina, di pubblicare l'allegata ordinanza, che evoca momenti tristi della Storia del Nostro Paese e, pensavo ormai alle spalle, di ognuno di noi, con la quale non si limita a negare la possibilità di fare comizi ma, addirittura, nega anche la possibilità di poter pubblicare semplici manifesti di propaganda politica oltre ad impedire la possibilità di fare volantinaggio, nel rispetto delle leggi vigenti.
L'ordinanza de qua, infatti, limita fortemente la libertà di manifestazione del pensiero, un diritto riconosciuto negli ordinamenti di tutti i Paesi democratici.
La motivazione addotta è, peraltro, una banale e plateale scusa facilmente smascherabile, già osservando il programma dell'"estate Carpinese" approvato dalla giunta comunale del 18/07/2017, n. 79, in cui si evince che la serata finale è fissata, come di consueto, in data 26/08/2017 e non il 3 settembre, termine di scadenza dell'ordinanza..
In attesa di un Suo intervento, l'occasione e propizia per rivolgerLe deferenti ossequi.

Il Consigliere Comunale
Rocco RUO

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Il Gargano è un territorio ricco di natura, di storia e leggende. Una di queste leggende narrà che i pescatori durante le battute di pesca sentano un suono cupo somigliante al muggito di un toro ferito che si eleva dal lago di Varano soprattutto durante le giornate ventose, un suono che la gente del posto chiama “vociantaurë”, la voce di Tauro, un Re avaro e assai malvagio, punito da Dio, assieme ai suoi sudditi, per la dissolutezza dei costumi.
Una notte, dopo una gran festa, Iddio fece innalzare le acque del lago fino a ricoprire l'intera città. Nessuno si salvò da tale catastrofe, solo una buona fanciulla che si chiamava Nunzietta. Presaga dell'avvenimento, quella notte restò all'erta e quando vide l'acqua avvicinarsi alla sua casetta, fuori le mura della città, lanciò nell'acqua il gomitolo della lana che teneva in mano dicendo: “Figlio mio, ora fermati”. L'acqua si fermò immantinente ai suoi piedi. Il mattino seguente, Uria era scomparsa, e al suo posto Nunzietta poté godere della vista delle placide acque del lago.
Anche se la storiografia più recente attesti che Uria sia identificabile con Vieste, lo inducono a credere le numerose rilevanze archeologiche, dalla struttura di città, con mura megalitiche, monete con su scritto Yria, ai vasi appuli, etc., alcuni scrittori del passato la identificano con alcuni paesi che circondano il lago di Varano, se non sepolta nel lago omonimo.
Vociantaurë diventa uno spettacolo ideato e diretto da Salvatore Villani che il prossimo 7 agosto verrà eseguito in prima assoluta al Carpino Folk Festival tra le mura calde del centro storico di Carpino, in Largo San Nicola dopo le ore 23.
VOCIANTAURË: La voce di TAURO / TRA RACCONTI, CANTI E LEGGENDE
Spettacolo ideato e diretto da Salvatore Villani
per voce narrante: Gino Annolfi – Nunzietta: Vittoria Di Stolfo - Cantatrici di Ischitella
Ensemble vocale e strumentale La Montagna del Sole
Salvatore Villani: voce e chitarra battente - Ciro Iannacone: voce e chitarre - Mauro Semeraro: mandolino, bouzuki - Salvatore De Iure: piano - Antonio Pizzarelli: fiati - Antonio Sciscioli: fisarmonica - Lorenzo Vaira: tamburelli
Nunzietta canta una ninna-nanna al suo bambino e gli racconta la storia di “Vociantaurë”, mentre Tauro si fa viva voce nella narrazione di memorie sepolte nei meandri più reconditi del sottosuolo. Ispirato da Damatira, il re Tauro si trasforma in aedo degli Illiri e dei Dauni, delle reminiscenze storiche della vetusta Uria e degli Urii o Urini, dei repertori e delle musiche della tradizione circumlacuale (Cagnano Varano – Carpino – Ischitella – Rodi Garganico– Vico del Gargano) che si sposano con i suoni contemporanei dell’Ensemble “La Montagna del Sole”.
#freentry #theMusicOpenSpace Tutti i concerti sono a titolo gratuito!

Associazione Culturale Carpino Folk Festival

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CARPINO – GARGANO – PUGLIA - GLI APPUNTAMENTI DEL 5 AGOSTO

Cantar Viaggiando, Musica, teatro, danza e narrazione con:
Morsilli Michele, Geologo e Professore presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Ferrara.
Matteo Pelorosso, Geologo.
Michele Villetti, Batterista, percussionista e compositore.

Staz. San Severo, ore 17:26

Paesaggi sonori:
Visita guidata nella necropoli di Monte Pucci, Vico del Gargano
A seguire lo spettacolo “E-MAGO, i suoni della terra”. Il primo spettacolo scientifico-musicale dove i musicisti improvvisano direttamente con le frequenze emesse dalla Terra.

Vico del Gargano, Ore 21:00

Escursioni nel sottosuolo:
Grotta dei Pilastri (Rignano Garganico)
con Archeo Speleo Club Rignano

“Cantar viaggiando” è un viaggio slow a bordo dei vagoni delle Ferrovie del Gargano. Un viaggio che dalla stazione di San Severo, tocca San Nicandro e Cagnano Varano e poi dritti su fino ad arrivare agli spettacoli del Carpino Folk Festival dove lo sguardo spazia sul Lago di Varano e sulla lingua di terra che spacca l’azzurro in due, dividendo lo specchio lacustre da quello marino. L’idea di “Cantar viaggiando” è quella di innestare creatività e sensibilità all’interno dei vagoni del treno e nelle stazioni per promuovere un turismo attento alla lentezza, ai valori del territorio, alle tipicità, quindi favorire una migliore e più sicura mobilità collettiva per godere a pieno gli squarci di bellezza straordinaria di cui è pieno il tragitto del Gargano.

Lo sviluppo di “Cantar Viaggiando - Un viaggio slow a bordo dei vagoni delle Ferrovie del Gargano” è il suo proseguimento nel territorio con “Paesaggi sonori - Camminamenti rupestri”. Tra i punti salienti del Carpino Folk Festival vi è quello di essere un evento strettamente radicato al territorio nel quale si svolge, il Gargano, inteso nella sua accezione più intima di “territorio da scoprire”, una Puglia che non ti aspetti, diversa dall’immaginario collettivo che si è andato costruendo negli anni. Da diversi anni tra le mission del Carpino Folk Festival vi è quella di portare all’attenzione dei visitatori luoghi e storie di un Gargano altro, autentico e misterioso per i legami che ancora, in queste zone, gli uomini hanno con il paesaggio e ciò che lo compone. Nella XXII edizione alcune delle proposte artistiche culturali, racchiuse appunto nell’iniziativa “Paesaggi sonori - Camminamenti rupestri”, vedranno come scenari dei luoghi dallo spiccato potenziale di sviluppo in una logica di attrattori turistici, capaci di unire le componenti naturalistiche, proprie di un’area Parco Nazionale, e quelle del patrimonio culturale.

E-Mago è il primo spettacolo scientifico-musicale ideato dal batterista, percussionista e compositore Michele Villetti. Il progetto è un connubio di arte e scienza, dove i musicisti e i compositori, interagendo con il suono specifico proveniente dal luogo dell’evento, danno vita a un nuovo tipo di land art, sperimentando sul solco dell’ambient music e della musica concreta. In linea con il tema di questa edizione del festival “Memorie dal sottosuolo”, i protagonisti di questo spettacolo innovativo si propongono di dar voce al cuore del Gargano, alla sua essenza più profonda e sconosciuta, alle sue intricate cavità carsiche che hanno un suono, una voce e storie da raccontare.

La Grotta dei Pilastri, chiamata così per le sue imponenti colonne, costituiva una unica grotta insieme alla ben più conosciuta Grotta Paglicci, tra le cavità più interessanti nel contesto europeo per l'arte parietale preistorica. Situata in un uliveto secolare sulle prime propaggini del Gargano permette di far vivere l'emozione dell'esplorazione speleologica anche ai meno esperti.

 

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I sapori dell'arte è giunta all'VIII edizione e ha l'intento di portare sotto i riflettori artisti e produttori del territorio e far conoscere i loro prodotti e le loro opere. Piccole aziende e piccoli artisti che credono ancora nella tradizione e nella loro passione, queste le parole chiave che ci spingono a questo appuntamento: tradizione e passione. Un vero e proprio appuntamento con serate dedicate a chi della propria passione ne fa un vero tesoro, in cui la location si trasforma in un'oasi di eccellenze quali miele, olio, fave, formaggi, salumi, vini, dolci, pane, zafferano, pittori, artisti, fotografi, musica popolare, etc... Molte sono le richieste di partecipazione e molte saranno le aziende che
quest'anno parteciperanno all'evento. La manifestazione nasce nel giugno 2010, l'idea era quella di passare una serata in compagnia tra amici, ammirare quadri, pitture e vecchie foto sorseggiando un buon bicchiere di vino, assaporando fave, olio e formaggi appena fatti. Da qui il nome della manifestazione, da qui l'idea e la volontà di far incontrare al pubblico artisti semplici e speciali e di raccontarvi con le loro opere, da qui l'impegno e l'inizio di un appuntamento importante, da qui la passione e la voglia di mettere insieme l'arte e i migliore prodotti offerti dalla nostra terra, riscoprire, ricordare e valorizzare a pieno profumi e sapori di un tempo e renderne partecipi intenditori, turisti e buongustai, promuovere a pieno l'impegno e la passione dei produttori e degli artisti locali. I sapori dell'arte rappresenta ormai una formula che ha saputo rinnovare le sue proposte negli anni, una manifestazione che è cresciuta a sempre più, a piccoli passi. A breve il programma delle due serate. L'evento ha il patrocinio del Comune di Carpino, della Pro Loco di Carpino, Consorzio delle Pro Loco del Gargano, di Ferrovie del Gargano, del Gal Gargano Agenzia di Sviluppo, Oleificio Sio e del Parco Nazionale del Gargano.

Maria Giulia Russi
347/ 79-51-255

AGRITURISMO BIORUSSI
C.DA MACCHIAROTONDA
CARPINO

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Dopo le 60mila presenze raccolte nelle ultime edizioni, torna l’atteso festival dedicato ad avvenimenti, emozioni, stimoli intellettuali e creativi, che quest’anno confluiscono nel tema “Memorie dal sottosuolo”. Il festival della musica popolare e delle sue contaminazione quest’anno raddoppia: non una, ma due manifestazioni che avranno luogo tra il Gargano e i Monti Dauni. Il CARPINO FOLK FESTIVAL è l'evento contenitore del Gargano che include al suo interno le arti dello spettacolo ed in particolare la musica, la danza e il teatro di matrice popolare, ma anche laboratori, convegni, tavole rotonde, workshop, presentazioni letterarie e cinema con un programma ricco di esibizioni dal vivo, originali e piene di energia che mostrano la ricchezza e la diversità musicale di un territorio unico. Per la sua XXII edizione il CARPINO FOLK FESTIVAL, ospita una “Special Edition” arricchendosi di due appuntamenti promossi dalla Regione Puglia e rivolti alla creazione e valorizzazione del circuito turistico dedicato alla via Francigena dei Monti Dauni. Questo percorso aggiuntivo si svolgerà in due giornate prima e dopo il Festival e nello specifico sabato 22 luglio a Troia, di fianco alla Concattedrale della Beata Vergine Maria Assunta e lunedì 14 agosto a Celle di San Vito, il più piccolo paese della Puglia. Tra i grandi protagonisti della XXII° edizione ci saranno l’artista ivoriano ALPHA BLONDY con i The solar system, formazione leggendaria del reggae africano; il chitarrista di etnia tuareg BOMBINO che incanta con il suo suono del deserto; e il cantautore VINICIO CAPOSSELA, interprete per l’occasione di un progetto speciale intitolato “Combat folk”. Accanto a loro la line up di concerti della ventiduesima edizione prevede la partecipazione del duo composto da CANIO LOGUERCIO & ALESSANDRO D’ALESSANDRO, recenti vincitori della Targa Tengo per il miglior album in dialetto, del giovane cantautore MALDESTRO e la presenza di alcuni gruppi di riproposta regionale come SUONI D’UMBRA dall’Umbria, la MACINA dalle Marche, PIERO BREGA E ORETTA ORENGO del canzoniere del Lazio, KALASCIMA dal Salento ed infine come sempre I CANTORI DI CARPINO. Ogni anno il festival ha un tema intorno al quale la programmazione viene pensata: “memorie dal sottosuolo” è il tema del 2017 e, come il romanzo di Fëdor Dostoevskij, allude al suggestivo sprofondare nella coscienza. “Memorie dal sottosuolo” traccerà il confine tra passato e futuro caratterizzando la XXII edizione nel segno della solidarietà. Sarà, infatti, la partecipazione dei musici e cantori della tradizione delle regioni colpite dal terremoto (Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo) e il saltarello ad aprire le serate dei concerti nella piazza di Carpino. La terra e il sottosuolo saranno affrontati anche in maniera palpabile grazie alla collaborazione con i gruppi speleologici del Gargano, con i quali è stato elaborato un calendario di escursioni in alcune delle cavità più significative del territorio. Tra gli appuntamenti dedicati al teatro e alla narrazione, che presentano moderni cantastorie capaci di intrecciare tradizione e innovazione, i più significativi sono lo spettacolo “E-MAGO, i suoni della terra”, performance scientifico-musicale dove i musicisti improvvisano direttamente con le frequenze emesse dalla Terra e l’esibizione dell’Orchestrabottoni una big band di ispirazione popolare considerata uno dei gruppi più inediti nel panorama della world-music italiana, forte di numerose collaborazioni con musicisti come Daniele Sepe, Peppe Barra, Angelo Branduardi e Franco Battiato e di un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero. I libri e i concerti della tradizione saranno invece al centro della serata del 7 agosto grazie a un’immersione nei suoni della tradizione centro-meridionale abbinata alla presentazione dei volumi di Omerita Ranalli, Alessandro Portelli e Piero Arcangeli. Nel corso della serata sarà possibile ascoltare le più belle voci della canzone popolare italiana: Antonella Costanzo, Susanna Buffa e Sara Modigliani. In programma anche la prima assoluta dello spettacolo “VOCIANTAUR” prodotto dall’etnomusicologo locale Salvatore Villani insieme all’ensemble “La montagna del sole”. Laboratori didattici, concorso per filmmaker, luoghi suggestivi del Gargano e il progetto Cantar Viaggiando sulle ferrovie del Gargano completano la programmazione.

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2012-2017, un intero quinquennio, tra aperture e chiusure anche forzate, ha interessato, fin'ora ed a stralci, i complessi e delicati lavori di restauro della Chiesa Madre di Carpino (Sec. XVI), intitolata al Santo d'Oriente per eccellenza Nicola in Myra (di cui si fa cenno nelle notizie storiche). Parroci don Celestino Jervolino prima e don Tonino Di Maggio oggi. Tale struttura edilizia si può affermare che è una tra le più imponenti ed importanti del Gargano e forse dell'intera provincia; infatti non solo la Chiesa, ma l'intero complesso comprende vari locali adibiti, da sempre, alle attività parrocchiali per bambini, giovani ed adulti, come il salone, l'oratorio, terrazze, oltre alle due sacrestie, la Biblioteca parrocchiale, la canonica e stanze per ospiti. Tutti questi locali venivano già pienamente utilizzati dal compianto Servo di Dio Padre Giulio Castelli, Parroco a Carpino, per le tante sue attività ed iniziative a favore dei ragazzi e dei giovani e per i poveri. Alla stessa Chiesa Madre è inoltre attribuita l'amministrazione delle due chiesette rupestri della Santa Croce, sulla collina di Pastromele (ricostruita) e di Sant'Anna nella omonima contrada, ma ormai diroccata, dove molti anni fa avvenne il furto del quadro di Sant'Anna (un dipinto olio su tela) non più ritrovato, delle ormai scomparse chiesette del Purgatorio, di San Giorgio e di Sant'Antonio Abate che, come dei satelliti e non a caso, erano situate attorno alla stessa Chiesa Madre, nella zona storica. Delle ultime due si possono scorgere ancor oggi dei terrapieni dove sorgevano le piccole cappelle, che non sono stati mai rimossi, mentre in Chiesa Madre si conserva l'unica reliquia o ricordo di tutte queste chiesette e cioè la statua di Sant'Antonio Abate. Ed infine l'edificio dell'ex Istituto “Suore Discepole di Gesù Eucaristico”, sottostante alla stessa Chiesa Madre, e della nuova canonica in Contrada “Difesa”.
Come si ricorderà, un primo stralcio dei lavori di restauro ha interessato il consolidamento della volta in incannucciato che attraversa tutta la sottostante navata centrale (metri 15 di lunghezza e 6 di larghezza), il ripristino della funzionalità delle capriate lignee poste nell'intercapedine tra la volta e il tetto (ivi è stata sorprendentemente riscontrata e rimossa una enorme quantità di materiale di risulta, giacente evidentemente da tanto tempo, forse per precedenti lavori effettuati, che pesava in maniera pericolosa sulla volta della navata), la soprastante copertura a tetto con il rinnovo e risistemazione della tegolatura, il recupero, pitturazione e decorazione della navata centrale e di quella laterale. Questi i lavori interni. All'esterno sono stati rinforzati, ristrutturati e recuperati i muri laterali ed è stata restaurata la facciata principale che è tornata al suo antico splendore.
Nel frattempo, 27 Maggio 2016, quando tutti questi lavori erano terminati, a seguito di venti, piogge ed infiltrazioni sono crollati pezzi di cornicione dal vecchio campanile (su cui ancora non si era intervenuto ) e calcinacci e intonaci dall'interno della cupola caduti sul presbiterio sottostante, fortunatamente senza danni per le persone. Per tali motivi, a seguito di sopralluogo e verifiche da parte dei Vigili del Fuoco, si è ritenuto opportuno ed utile chiudere la Chiesa al culto, che riaprirà a breve. Infatti, proprio pochi giorni fa sono stati ultimati e consegnati i lavori di recupero e restauro del Campanile, interno ed esterno, e di coibentazione della cupola. Ora tale struttura è, per chi non è in possesso di vecchie foto, come appare nel panorama delle primissime riprese del film “La Legge”. Il Campanile è alto, dalla sottostante strada di Corso Vittorio Emanuele, quasi 25 metri. Esso è posto sporgente dal perimetro sull'angolo sinistro della chiesa dove è appoggiato e la sua altezza si sviluppa su tre livelli. Al terzo livello sono collocate le celle campanarie, la vecchia cupola di copertura e il lanternino che erano completamente inglobate all'interno della porzione di campanile ricostruita, in modo scellerato e non si sa perché, con muratura di laterizi forati ed ovviamente con forma completamente diversa dal suo originale. Nel complesso, gli interventi di restauro del Campanile sono stati indirizzati particolarmente alla conservazione dei caratteri appunto originari, tipologici, strutturali, formati ed ornamentali, nonché ovviamente di fortificazione dell'opera, anche con il ripristino di alcuni dettagli architettonici che valorizzano il significato artistico e la testimonianza storica del bene, la rimozione, come accennato, di superfetazioni che nuocevano alla stessa identità storica, artistica ed architettonica del manufatto. La scelta di fondo che ha guidato tutta l'elaborazione del progetto stralcio, portato alla definizione e messa in atto degli interventi, è stata quella di puntare al massimo possibile sulla conservazione e ripristino di alcuni elementi strutturali esistenti (già oggetto di interventi precedenti). Per cui si è proceduto alla demolizione di quelle strutture murarie in laterizio e le relative solette in calcestruzzo; al consolidamento e restauro della cupoletta e del lanternino esistenti e rinforzo delle strutture murarie; sopra il lanternino è stata collocata una croce in ferro battuto offerta da un fabbro locale; sono stati inseriti quattro tiranti passivi in acciaio; restaurati paramenti, pavimentazioni e le scale interne che scendono nella chiesa; restaurate le tre campane in bronzo; si è provveduto alla chiusura di tutte le finestre sui primi due livelli con piccoli infissi; sono state posizionate reti e dissuasori contro i volatili nelle celle campanarie e sul lanternino ed è stato installato un necessario parafulmine.
Fin qui tutti i lavori realizzati. Altri progetti-stralci interni prevedono il restauro della zona del presbiterio e della soprastante cupola (questa sarà oggetto di ulteriori lavori di ampliamento ed abbellimento anche all'esterno) con il recupero degli affreschi e dei disegni, nonché il restauro delle tele e delle cornici dei Santi Evangelisti poste ai quattro lati alla base della cupola, che sono stati danneggiati, insieme a molti disegni della cupola, proprio a causa di infiltrazioni che ora sono state definitivamente scongiurate.
I contributi per tutti questi lavori già realizzati sono pervenuti dai cittadini e dai fedeli di Carpino, anche residenti fuori ed all'estero, dall'8x1000 della Chiesa Cattolica, dall'Amministrazione Comunale di Carpino e, soprattutto, attraverso la contrazione di Mutuo da parte del Parroco.
Mentre erano già in corso i primi lavori sopra descritti, nel 2013 giunsero a Carpino il Responsabile per la tutela e la valorizzazione dei Beni Architettonici della Puglia Arch. Nunzio Tomaiuoli e la Responsabile provinciale dello stesso Organismo D.ssa Ida Fini, i quali effettuarono un sopralluogo tecnico al sottotetto della chiesa, oggetto di quei lavori, esprimendo vivo apprezzamento per l'ottima qualità del restauro eseguito con materiale e tecnica innovativi ed all'avanguardia, così come osservarono. Merito della Direzione dei Lavori affidata all'Arch. Domenico Zezza di Carpino, che ne è anche il progettista insieme all'Ing. Antonio Biscotti di Carpino con la collaborazione del Geom. Antonio de Filippis di Rodi Garganico, e della Geologa Giovanna Amedei di Rodi Garganico. La struttura architettonica della volta incannucciata della Chiesa Madre di Carpino, così come riferì lo stesso Arch. Tomaiuoli nella sua visita, è simile a quella della Cattedrale di Foggia che era interessata ad identici lavori di restauro terminati poco prima di quelli in corso a Carpino. E proprio questi due progetti di restauro della Cattedrale di Foggia e della Chiesa Madre di Carpino, per la loro unicità ed innovazione, furono esposti alla XIX edizione del Salone dell'Arte, del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali che si tenne dal 28 al 31 Marzo 2012 alla Fiera di Ferrara.
Va ricordato che i primi lavori di restauro della Chiesa di San Nicola furono affidati e realizzati all'Impresa specializzata Eco-Arch di Bari – Responsabile l'Arch. Patrizia Corbisiero, mentre quelli per il Campanile sono stati realizzati dall'Impresa COGER di Altamura.
Ora qualche notizia storica . La Chiesa Madre di Carpino è ubicata nella parte più alta di una delle due colline su cui sorge il paese (quella della cosiddetta vecchia zona storica) e fa parte dell'antico quartiere denominato “La Terr”. Il 22 Ottobre di ogni anno ricorre l'anniversario della consacrazione e dedicazione (cioè del “Battesimo”) di questo sacro edificio e che fu intitolata a colui che può esserne definito il suo “Padrino” e cioè San Nicola in Myra. Questo Tempio fu consacrato il 22 Ottobre 1678 e dedicato in onore di San Nicola dall'allora Cardinale-Arcivescovo di Manfredonia Fr. Vincenzo Maria Orsini da Gravina in Puglia (futuro Papa Benedetto XIII). Nell'altare maggiore furono poste in quel giorno le reliquie dei SS. Martiri Dionisio e Lelio. A ricordo di tale evento fu posta nella Chiesa una lapide commemorativa (con scritta in latino) tutt'ora esistente, che così recita: “Nell'Anno del Signore 1678 – il giorno 22 del mese di Ottobre – questa Basilica in onore di San Nicola – Vescovo e Confessore, con solenne rito consacrò – le solite indulgenze concesse e l'anniversario nel giorno 31 Agosto di ogni anno di celebrare istituì – Fr. Vincenzo Maria, Romano dell'Ordine dei Predicatori, dal titolo di S. Sisto della S.R.C., Cardinale Presbitero Orsini, Arcivescovo Sipontino, nell'Anno IV del suo Pontificato – Questa è la 26^ dedicazione di chiesa celebrata dallo stesso eminentissimo Arcivescovo”. Restò invece un arcano il fatto che questa Chiesa, in realtà, pare fu consacrata “il 31 Agosto”, ma che evidentemente, per volontà dello stesso Cardinal Orsini, la ricorrenza doveva essere festeggiata e celebrata il 22 Ottobre (come avviene tutt'oggi). O forse perché la stessa lapide fu collocata ufficialmente, con altra solenne cerimonia, il 31 Agosto (ma dell'anno successivo e magari in quel giorno l'Arcivescovo venne in visita a Carpino per impartire le Cresime), o perché in tale data furono poste sull'altare maggiore le reliquie dei Santi Dionisio e Lelio? Non è dato sapere. Però è certo che il primo Parroco in assoluto presente già all'atto della consacrazione del nuovo Tempio sacro fu l'Arciprete don Carlo Fiorisil da Ischitella, sicuramente nominato dallo stesso Cardinal Orsini. Prima del 1678 non risultano altre notizie su questa chiesa in quanto, probabilmente, in fase di costruzione che, si presume, sia iniziata già agli inizi del 16° Secolo (1615 circa). In seguito, e precisamente nel 1837 si hanno notizie di questo luogo di culto quando la “collegiata” veniva richiamata nella relazione dell'Intendente Cav. G. Lotti, letta all'apertura di una sessione del Consiglio Provinciale di Capitanata, da cui si deduce che la chiesa, tra l'altro, era stata fortemente danneggiata da eventi tellurici e chiusa al culto. Altre notizie provengono dai registri comunali inerenti i lavori di restauro in seguito a danni provocati da altro terremoto, e di riedificazione del Campanile distrutto (questa volta) da un fulmine. Il Consiglio Comunale di Carpino in data 13-5-1873 deliberava di affidare ad un Ingegnere la redazione di un progetto di massima per la restaurazione e ristrutturazione della Chiesa Madre di Carpino, che ormai aveva già due secoli di vita. La Giunta Comunale il 3-6-1876 deliberava un sussidio per la prosecuzione dei lavori di restauro indispensabili, essendo l'edificio stato danneggiato ancora da scosse telluriche; il 14-4-1886 il Comune decise di concorrere alla spesa per la riedificazione del Campanile. La Giunta in data 4-5-1895 deliberava di pagare le spese per far rifondare la vecchia campana che pesava Kg. 175, mentre la nuova risultò di Kg. 208. L'ultimo intervento al Campanile è datato fine anni '50: anche in questa occasione fu un fulmine ad indebolirne la struttura, in particolare la cupoletta ed il lanternino.
Si ringrazia la memoria del compianto Avv. Giuseppe d'Addetta, giornalista, scrittore e poeta di Carpino, del quale ho potuto ricavare le notizie storiche sulla Chiesa di San Nicola, presenti su suoi scritti pubblicati a seguito di approfondite ricerche da lui stesso effettuate e prodotte; l'Arch. Domenico Zezza per le informazioni “tecniche” e le foto inviatemi; S.E. l'Arcivescovo Michele Castoro e l'Arch. della Curia di Manfredonia Giovanni Simone.
Il sito Internet della Chiesa Madre di Carpino e dei relativi lavori di restauro è stato realizzato e curato dall'Arch. Pierluigi Pelusi di Carpino.

Mimmo Delle Fave

 

 

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Pubblicato in Ambiente

Ogni filo d’erba all’Agriturismo Biorussi sembra contenere una biblioteca dedicata alla meraviglia, al silenzio e alla bontà.
Vi aspettiamo....

Nel Parco Nazionale del Gargano
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Loc. Contrada Macchiarotonda
Carpino – a ridosso del Lago di Varano -

Pubblicato in Avvisi

Il Festival della musica popolare e delle sue contaminazioni lungo la Via Francigena dei Monti
Dauni.

Un’edizione speciale del Carpino Folk Festival sui Monti Dauni voluta dall'Agenzia Puglia
Promozione con l’obiettivo di potenziare l’attrattività economica e turistica del territorio Dauno e
valorizzare il circuito turistico regionale dedicato alla Via Francigena.
Si parte sabato prossimo 22 Luglio da una delle località di interesse artistico-culturale più
importante della Puglia, Troia, famosa per la sua concattedrale in stile romanico pugliese dell’XI
secolo con un originalissimo rosone a 11 raggi e i meravigliosi interni. E' proprio di fianco alla
concattedrale che si svolgerà il primo appuntamento del Carpino Folk Festival Special Edition
Monti Dauni.
Un’edizione strutturata come una piazza itinerante, un luogo, dove il pubblico possa vivere la
cultura rurale e le tradizioni gastronomiche, artigianali e culturali del Gargano e della Daunia, dove
cioè si potrà provare a suonare il tamburello, le castagnole e la chitarra battente con i musicisti e gli
esperti che da anni collaborano con il Carpino Folk Festival e si potranno degustare le nostre
specialità gastronomiche, imparare a preparare i piatti della tradizione rurale, scoprire e degustare i
nostri vini e il nostro olio, ma anche ballare le tarantelle del Gargano e dei Monti Dauni durante i
concerti serali.
La Daunia è un territorio poco conosciuto ma molto certificato: Borghi più Belli d’Italia, Bandiere
Arancioni e Città Slow. A Troia non può mancare la visita al museo del Tesoro dove spiccano 3
rarissimi Exultet, rotoli di pergamena relativi ai riti pasquali. In tutto il mondo ve ne sono solo 31.
Per chi, per essere con noi, viene da lontano consigliamo di arrivare per tempo perché stiamo
parlando di una delle più suggestive e caratteristiche aree geografiche del Mezzogiorno. Il terzo
polmone verde pugliese che con i suoi fiumi, laghi, riserve faunistiche rappresenta un ambiente
preziosissimo, un vero e proprio giacimento di biodiversità da salvaguardare e da promuovere.
Natura, storia, tradizioni e cultura sono l'appiglio solido e profondo per riconoscersi e valorizzare il
tessuto comunitario immateriale della Daunia e del Gargano.
Una programmazione come dicevamo di due giornate che si terranno nei giorni di sabato 22 luglio a
Troia e lunedì 14 agosto a Celle di San Vito il più piccolo paese della Puglia.

SABATO 22 LUGLIO | TROIA – Piazza adiacente la Concattedrale della Beata Vergine Maria Assunta

TARANTULA GARGANICA, Bal Tarentelle

SALVATORE VILLANI, le Tarantelle del Gargano

CANTO ANTICO, le Voci nei Cortili

I CANTORI DI CARPINO, la Tarantella di Carpino

#freentry #theMusicOpenSpace Tutti i concerti sono a titolo gratuito!

Associazione Culturale Carpino Folk Festival
Via Mazzini, 201 - Carpino, FG 71010
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | Tel: 348.8102899 | Fax: 0884.997379
Per la posta certificata: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.carpinofolkfestival.com | Facebook | Twitter

Pubblicato in Manifestazioni

Il presidio Slow Food “Fava di Carpino” protagonista dell’evento organizzato dall’associazione di produttori

Da quattro anni i produttori della fava di Carpino, presidio Slow Food, si uniscono per organizzare una festa dedicata al legume, una festa per la comunità di Carpino ma rivolta soprattutto ad accogliere i tanti ospiti che visitano il Gargano in estate con una serata all’insegna della tradizione rurale e gastronomica del Gargano.
Un evento che riesce a riunire tanti agricoltori nell’Associazione Fave di Carpino intorno a un prodotto che negli anni ha sempre visto una maggiore attenzione del mercato, locale e non, fino ad arrivare nelle cucine di rinomati chef, tra i banchi di Eataly e, infine, nella Stazione Spaziale Internazionale grazie al supporto tecnico di Argotec, azienda specializzata nella produzione di cibo per gli astronauti.
Il programma della serata, che si terrà presso l’agriturismo L’Oasi, prevede alle 18 una dimostrazione pratica della Pesatura delle Fave di Carpino secondo le antiche tradizioni, alle 20 una Cena a buffet, "Abbracciamo la Terra che Balla", con prodotti Presidi Slow Food Pugliesi e dei Territori colpiti dal Terremoto nel 2016, con la collaborazione dell'Associazione Cuochi Gargano e Capitanata. Infine, alle 21.30 lo spettacolo La Malachianta dell’attore teatrale Nazario Vasciarelli.

Per questa quarta edizione - aggiunge la Presidente Maria Antonietta Di Viesti - grazie alla Condotta Slow Food Gargano Nord che rappresentiamo, abbiamo voluto creare un ponte tra Puglia e zone terremotate organizzando una cena a buffet dal titolo "Abbracciamo la Terra che Balla", che vede sposarsi a tavola i prodotti enogastronomici Presidi Slow Food pugliesi e quelli dei territori colpiti dal sisma nel 2016. L’evento si arricchisce ancor più di valore perché vede in azione sinergie importanti come il sostegno del Parco Nazionale del Gargano, il supporto fondamentale del Comune di Carpino e quello gastronomico dell’Associazione Cuochi del Gargano e di Capitanata”.
Insomma, ormai lo speciale “ecotipo” di fava (variante legata a caratteristiche pedoclimatiche della zona di coltivazione) è un orgoglio tutto carpinese, conosciuta e apprezzata ormai in tutt’Italia (tanto che la piccola produzione va subito a ruba) grazie alle caratteristiche culinarie che la rendono diversa, più tenera al palato, più saporita ma soprattutto ricca di nutrienti.
Oggi oltre 500 Presìdi Slow Food coinvolgono più di 13.000 produttori tra i quali i 5 riconosciuti di Fava di Carpino: Cannarozzi Michele, Ortore Mario Felice, Di Nunzio Mario, Cannarozzi Francesco, Di Mauro Domenico, tutti "contadini custodi" che cercano di tenere vivo il metodo di coltivazione e di incentivare la produzione di questo legume dalle caratteristiche uniche.
La festa è dedicata, in particolare, a una delle fasi della raccolta, la pesatura (o pesa): è una fase del lavoro totalmente manuale che serve a ottenere la fava: nelle prime settimane estive, quando i manocchi sono ben secchi, si sistemano sull’ ”aria”, una zona del terreno ben battuta e, quando il sole è alto, si passa alla fase della pesa; un agricoltore sta al centro dell’area, mentre uno o più cavalli girano in tondo governati dai contadini mentre schiacciano i covoni. Quindi, con tradizionali forche di legno si separano le fave dalla paglia più grossa e, infine, con le pale di legno si sollevano le fave cosicché il vento porti via tutti i residui della pianta dai legumi.
La festa di sabato 22 luglio – afferma la presidente dell’associazione - sarà un momento di festa per i coltivatori, per la comunità di Carpino e soprattutto per chi vorrà venirci a trovare in una sorta di grande “capocanale”, termine che usiamo in paese per indicare una festa di fine raccolto; siamo molto radicati alle nostre tradizioni e alla nostra storia ma ci piace aprirci e ospitare chi vuole conoscere Carpino e le sue tante peculiarità. Da anni tutti i produttori sono impegnati nel recupero della fava e nella sua promozione attraverso tante iniziative perché vogliamo dare una nuova storia e una nuova dignità a questo prodotto dalle caratteristiche nutrizionali e culinarie uniche e un tempo relegato all’alimentazione dei ceti più poveri. La sinergia tra noi produttori è fondamentale e bisogna ringraziarli uno ad uno per il lavoro costante che fanno nel loro silenzio quotidiano, un lavoro da veri biopatriarchi, coltivatori che fanno recupero della biodiversità”.

Per informazioni e iscrizioni contattate il numero 3921195508 o collegatevi alla pagina Facebook “Associazione Fave di Carpino”

 

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Pubblicato in Manifestazioni

Dopo l'insediamento, lo scorso 27 Giugno, del nuovo Consiglio Comunale e la nomina dei Componenti della Giunta da parte del Sindaco Rocco Di Brina, il 12 Luglio lo stesso Sindaco, con propri Decreti n. 3 e 4, ha provveduto a conferire le Deleghe operative sia ai quattro Assessori e sia agli altri quattro Consiglieri Comunali della sua maggioranza, uscita vittoriosa alle Elezioni Comunali dell'11 Giugno (ricordiamo con la Lista n. 2 - “Sì Noi possiamo – Insieme per Carpino – Rocco Di Brina Sindaco”). Le Deleghe agli Assessori: Caterina FORESTA (Vice Sindaco) – Pubblica Istruzione, Pari opportunità, Politiche comunitarie; Maria Nicola PALMIERI – Trasporti, Attività Produttive; Santino BASANISI – Lavori Pubblici, Contenzioso; Matteo SILVESTRI – Urbanistica, Tutela del Territorio. Le Deleghe ai Consiglieri: Nicolino GRAMAZIO (Presidente del Consiglio Comunale) – Servizi Sociali, Sanità, Formazione professionale, Sport; Piero FUSILLO – Agricoltura, Cultura; Michele GALLO – Ecologia, Ambiente, Qualità Urbana, Protezione Civile; Gianni DI MAURO – Polizia Locale, Viabilità urbana, Turismo, Commercio. Il Sindaco Di Brina ha avocato a se, tra le altre, le incombenze connesse al Bilancio e al Personale. Non hanno invece ancora comunicato il nominativo del loro consigliere capogruppo le due componenti presenti attualmente nel Consiglio Comunale, sia per la maggioranza e sia per la minoranza. Delle curiosità, all'indomani del voto dell'11 Giugno a Carpino. Con l'elezione alla carica di Sindaco di Rocco Di Brina, gli ultimi tre Sindaci eletti, dal 1998 ad oggi (Trombetta, Manzo e Di Brina), sono tutti nati nell'anno 1965, quindi coetanei tra loro e magari anche ex compagni di scuola; mentre gli ultimi due Sindaci (Manzo e Di Brina, dal 2007 ad oggi) portano lo stesso nome di ROCCO, peraltro molto diffuso a Carpino per via della venerazione del popolo al loro Santo Protettore San Rocco Pellegrino, e dove, il 16 Agosto di ogni anno, si svolge la più grande ed importante “Festa Patronale”.

Mimmo Delle Fave

 

 

 

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Pubblicato in Politica

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