A Carpino i Carabinieri della locale Stazione e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Vico del Gargano hanno tratto in arresto l’83enne Matteo Calvano con l’accusa di porto illegale di armi e detenzione di armi clandestine.
L’uomo, un pensionato del posto, era stato telefonicamente segnalato da una passante al 112 dopo che lo aveva visto aggirarsi per la piazza del paese con una pistola in pugno. Giunti immediatamente sul posto, i Carabinieri lo hanno individuato a poca distanza e, perquisitolo, gli hanno trovato addosso una pistola a salve, però modificata per poter esplodere cartucce calibro 9 corto. La successiva perquisizione domiciliare presso l’abitazione dell’anziano ha poi permesso ai militari di trovare, ben nascosta in camera da letto, un’altra pistola, calibro 6,35 di provenienza clandestina, in quanto con matricola abrasa. Quest’ultima arma era completa di caricatore con 8 cartucce e perfettamente funzionante, pronta quindi per essere utilizzata. CALVANO, dopo le formalità di rito dell'arresto, obbligatorio per legge in queste circostanze, è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari presso la propria abitazione.

 

 

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Pubblicato in Cronaca

Adottare 50 api e contribuire al nostro futuro. Questo l’obiettivo concreto che si prefigge Monini con la campagna “Le api fanno l’olio” promossa con LifeGate. Le api sono a rischio di estinzione ovunque: cambiamenti climatici, utilizzo massiccio di pesticidi chimici di sintesi e parassiti hanno fatto scomparire un’ape su quattro negli Stati Uniti e un’ape su dieci in Europa. Senza api però la natura non si riprodurrebbe, sparirebbe il 90% di prodotti alimentari della Terra e ovviamente anche l’Olio d’Oliva. Da qui l’idea di Monini di impegnarsi per contrastare questa pericolosa deriva, cominciando proprio dalle api che conosce meglio: quelle con l’alveare vicino agli uliveti biologici nel cuore del Gargano, in Puglia, dove si produce il Bios di Monini, l’Extravergine biologico 100% Italiano, che proprio per la sua eccezionale qualità, ottenuta nel rispetto dell’ambiente, ha vinto premi e riconoscimenti in tutta Europa. La scelta è caduta sull’Apicoltura Carpinese, condotta da Matteo Maccarone e coinvolta in questa campagna proprio perché confinante con gli uliveti biologici di Monini. Insomma proprio le api che fanno l’olio.
Una sinergia tra api e uliveti biologici che va oltre la semplice impollinazione: le api sono importanti perché la loro presenza è un indicatore di un territorio privo di agenti chimici di sintesi e lontano da ogni forma di inquinamento. Nei campi biologici ci sono 7 volte più api e bombi, 5 volte più farfalle, 7 volte più merli, cinciallegre e scriccioli. I fiori crescono in quantità 3/4 volte maggiori (dati AIAB). Insomma è come avere una certificazione in più che l’Extravergine di Monini nasce nel pieno rispetto della natura.
Chiunque sia sensibile a questo problema, dal 1 marzo al 30 giugno, potrà attivarsi a favore della campagna con il semplice acquisto di una bottiglia di Monini Extra Vergine Bios. Monini, senza aggiungere nulla al prezzo abituale, per ogni acquisto contribuirà concretamente a mantenere 50 api del Gargano per un anno. Basta andare sul sito www.monini.com e registrarsi, così facendo si otterrà anche un attestato di adozione da condividere con orgoglio sui social.

Non solo, si potrà anche partecipare al concorso per vincere una fornitura annuale di questo buon olio biologico Made in Puglia, e naturalmente miele da apicoltura biologica, sì esattamente quello delle “proprie” api, con tanto di nome personalizzato sul vasetto.

Un impegno reso possibile grazie al fondamentale apporto scientifico di LifeGate, azienda punto di riferimento sulla sostenibilità in Italia, da anni impegnata nella salvaguardia delle api tramite il progetto Bee my Future. LifeGate realizzerà per Monini un’attività all’avanguardia in Italia, applicando sull’apiario di Carpino il primo sistema non invasivo di biomonitoraggioper verificare lo stato di salute delle api e, tramite esso, anche quello dell’ambiente circostante. Un modo per sottolineare proprio l’interdipendenza tra l’uno e l’altro e la stretta correlazione con la nostra sicurezza alimentare.

Non solo, grazie a questo progetto se qualche consumatore volesse controllare lo stato di salute delle “sue” api potrà farlo on line in tempo reale: dati e aggiornamenti sull’apiario di Carpino saranno disponibili su lifegate.it.

 

 

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Informazione pubblicitaria/ Festa della donna: I FIORI da regalare a tutte le donne sono alla GARGANICA

Mimose, certo, ma non solo! Per la festa della donna il regalo più bello da fare e ricevere è sicuramente un bouquet di splendidi fiori: attenzione però a quelli che regalerete! Ogni fiore ha un significato preciso e potreste fare terribili gaffe se non sceglierete i fiori giusti!
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Pubblicato in Economia

La scossa, lieve è stata registrata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia all’1.20 della scorsa notte a una profondità di 20 km. Il sisma, di magnitudo 2.7, ha interessato anche i comuni di Vico del Gargano, Ischitella, Cagnano Varano, Monte Sant’Angelo, Rodi Garganico, Mattinata, Peschici, San Giovanni Rotondo e Manfredonia. E’ la terza scossa in dieci giorni avvertita sul Gargano, la seconda con epicentro a Carpino.

 

 

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Pubblicato in Ambiente

Egr. Sig. Sindaco,

la mia dimensione umana ed il mio profilo istituzionale mi hanno, da sempre, imposto di prescindere da provocazioni e polemiche, soprattutto allorquando esse si appalesano totalmente
gratuite. A tale principio, che reputo irrinunciabile, non intendo contravvenire neppure nel caso di specie.

Del pari, le efferate aggressioni verbali e gli attacchi livorosi rivolti all’azione del mio Ufficio confermano in me la già risoluta volontà di profondere il massimo impegno nel perseguimento dei fini istituzionali devoluti alla figura della Consigliera Regionale di Parità che, Le rammento, rappresenta, il “presidio” per la promozione ed il controllo dell’attuazione dei principi di uguaglianza, di opportunità e di non discriminazione. Le ricordo, altresì, che la Consigliera di Parità regionale è nominata (dunque per legge non è eletta) sulla base del Dlgs.198/2006 e successive modifiche e integrazioni, in particolare Dlgs. 151/2015, con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, su designazione della Regione, sulla base di comprovati requisiti di specifica competenza ed esperienza pluriennale in materia di lavoro femminile, parità, pari opportunità e mercato del lavoro e previo espletamento di una procedura di valutazione comparativa.

Come mi auguro saprà, la Consigliera Regionale di Parità ha il dovere di proporre ricorso davanti al tribunale in funzione di Giudice del Lavoro o al Tribunale Amministrativo Regionale territorialmente competente, qualora rilevi l'esistenza di atti, patti o comportamenti discriminatori diretti o indiretti di carattere collettivo, anche quando non siano individuabili in modo immediato e diretto le lavoratrici o i lavoratori. A tale obbligo normativo non mi sono mai sottratta sin dal mio insediamento, risalente al lontano 2008, e ne sono evidente testimonianza le azioni giudiziali e stragiudiziali condotte (indipendentemente dal colore politico delle Giunte, vista la mia funzione super partes), con esiti lusinghieri, proprio in materia di parità di genere nella composizione degli organi giuntali, di cui, a livello nazionale, sono stata reputata pioniera, ma che da diversi anni vedono molte altre Consigliere di Parità impegnarsi sul territorio per affermare il principio di non discriminazione (basti pensare che la più importante sentenza del Consiglio di Stato che abbiamo su tale materia è a favore della già Consigliera Regionale della Calabria Stella Ciarletta).

Da ultimo, peraltro, con decreto congiunto della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 25.09.2017 sono stata nominata nuova Consigliera Nazionale di Parità supplente. Quanto all’incarico regionale, mi corre l’obbligo di precisare che, ai sensi dell’art. 14 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, come modificato dall’art. 32 del D.lgs. 151/2015 « ... Le consigliere e i consiglieri di parità continuano a svolgere le loro funzioni fino al completamento della procedura di cui all'articolo 12, comma 4. ....». Ebbene, poiché al Ministero del lavoro e delle politiche sociali sono ancora in fase di valutazione le nuove designazioni operate dalla Regione Puglia, in virtù del chiaro tenore testuale del richiamato art.31 del D.lgs. 151/2015 che modifica l’art. 12 del D.Lgs.198/2006 (che prevede appunto la continuazione delle funzioni sino alle nuove nomine), sono abilitata ad esercitare le attribuzioni proprie del predetto ufficio, con assoluta legittimazione attiva in riferimento alle prerogative proprie del munus che legittimamente continuo a rivestire.

I chiarimenti, che precedono, all’apparenza pleonastici, poiché rinvenienti dal dato normativo e dalla voluminosa e trasparente attività svolta, si impongono a seguito delle veementi dichiarazioni rivolte al mio indirizzo. Quanto poi all’ordinanza collegiale n.14 dell’11.01.2018, resa dal T.A.R. Puglia, sede di Bari, Sez.II, al di là delle Sue personali interpretazioni, è sin troppo evidente che, per effetto dell’accoglimento dell’esperita istanza cautelare, risultano sospesi gli atti impugnati con il ricorso principale (nel dettaglio: decreto n. 2 prot.n.5004 del 27.06.2017 con cui sono stati nominati gli assessori chiamati a comporre la Giunta e designato il Vice-Sindaco; la nota prot.n.4999 del 27.06.2017 ad oggetto “Rappresentanza di Genere nella Giunta Comunale”; la deliberazione di Consiglio Comunale n.27 del 27.06.2017 di presa d’atto della compagine giuntale; il decreto n.3 del 06.07.2017 con cui sono state conferite le deleghe assessorili; ogni altro atto presupposto, consequenziale e/o connesso a quelli impugnati principaliter ivi comprese tutte le deliberazioni adottate dalla Giunta Comunale in illegittima composizione, nonché ove occorra, dello Statuto comunale nella parte in cui dovesse essere interpretato nel senso di non prevedere il rispetto del principio costituzionale e legislativo di pari opportunità effettiva tra uomo e donna in materia di composizione della Giunta).

Del pari sono, allo stato, sospesi gli atti gravati con il successivo ricorso per motivi aggiunti (trattasi dell’avviso pubblico prot.n.7445 del 27.09.2017, edito in pari data, rubricato “nomina di un assessore esterno di sesso femminile”, pubblicato all’albo pretorio on line dal 27.09.2017 al 02.10.2017 e conosciuto in data 06.11.2017 all’esito della costituzione in giudizio dell’Ente intimato; di ogni altro atto ad esso presupposto, consequenziale e/o connesso, ivi compreso ed ove occorra: -della nota sindacale prot.n.8030 del 23.10.2017, conosciuta in data 06.11.2017 all’esito della costituzione in giudizio dell’Ente intimato).
Ma di questo Lei è perfettamente consapevole, né può essere altrimenti!

Tanto si doveva.

Distinti Saluti
La Consigliera di Parità della Regione Puglia

Serena Molendini

 

 

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Pubblicato in Politica

Mentre va spegnendosi pian piano l'eco del 68° Festival di San Remo, ecco che dall'orizzonte del mondo musicale garganico spunta il Gruppo “The Panthera Crew”, e chissà che in una prossima edizione, non lontana, della kermesse sanremese non li vedremo calcare quel palcoscenico. “Panthera Crew”, secondo la definizione che il gruppo si è dato, comprende tutte le specie di felini più pericolose e sta a significare la forza, il coraggio e la grinta; e loro sono ben determinati in ciò. Tutto questo intendono rappresentare questi neo artisti che compongono, suonano, danzano e cantano pezzi di musica al quanto sui generis e quindi veramente inediti ed originali. Membri fondatori del Gruppo sono Paolo Di Lella in arte “Dielle” di Carpino (Rapper) e Michele Bocale in arte “Mike Fury” di Cagnano Varano (Producer); gli altri componenti sono Enrico Basile in arte “Bulldog”, alias “Il cane tra le panthere” (in genere cani e gatti non vanno molto d'accordo in natura, come si sa...), di Vico del Gargano (Rapper), Lila Tasim in arte “Taz” di Francavilla (Rapper), Vincenzo Lombardi in arte “Blast” di Vico del Gargano (Rapper), Michele Angelini di Francavilla (Coreografo), Leo Macrellino di Termoli (Fotografo), Nicolas Lujan di Pescara (Videomaker), Patrick Melchiorre di Pescara (Designer), Erik Del Gallo di Sambuceto (Designer). I due fondatori, nonché portavoci del gruppo, Dielle e Mike Fury hanno preannunciato il lancio di un EP intitolato “Il Gran Finale” che sta a significare per loro il modo in cui si concluderanno tutte le varie situazioni scomode degli artisti, ma che in realtà, rappresenta di fatto l'inizio della loro carriera, il lancio non solo di un EP ma di se stessi. E non solo “Il Gran Finale” per i “Felini”, infatti questo primo anno di attività sarà ricco di novità a livello di produzione musicale dove il Producer Mike Fury ogni giorno studia e crea nuove basi. Dielle, Bulldog, Taz e Blast nella produzione testi cercano di differenziarsi sempre più dalla massa, come si accennava, parlando del loro status attuale rispetto ahli altri “Rapper” che parlano di soldi e droga. Michele Angelini, riguardo il campo della danza, studia nuove coreografie da applicare nei video musicali diretti da Nicolas Lujan. Leo Macrellino cerca sempre di creare scatti originali, mentre i due Designer Patrick Melchiorre ed Erik Del Gallo sono sempre alla ricerca di grafiche molto particolari ed inedite per essere, nel contempo, sempre attuali.
Nel chiedere al Gruppo qual'é e dov'é la loro sede essi hanno risposto che, in realtà, questa è l'intero Gargano e il Sud della nostra Italia che loro amano e intendono rappresentare con la loro arte che mettono a disposizione. Il Gargano e il Sud dove sono nati e in cui hanno le loro radici e le loro tradizioni e di cui non vorrebbero mai lasciare o abbandonare. Per ora tutti loro, oltre alla musica, si dedicano a quella che è la loro attività principale che è lo Studio e segnatamente quello presso le rispettive facoltà universitarie di Pescara dove si sono incontrati e conosciuti e dove la comune passione per la musica li ha messi insieme. Il Progetto , anzi in questo caso l'Opera è iniziata, chi vivrà vedrà...Auguri.

Mimmo Delle Fave

Pubblicato in Spettacolo

L’allarme lanciato da Carpino, la bella cittadina del Gargano, da Mimmo Delle Fave, attestante che senza gli stranieri anche nel 2017 la popolazione è nettamente scesa sotto i 4 mila abitanti, mentre i decessi superano le nascite, l’emigrazione giovanile galoppa e il paese si ritrova ridotto a «vecchi, bambini e stranieri che qui immigrano e risiedono», preoccupa e mette le istituzioni, le imprese, le banche, le associazioni sindacali di fronte alla precisa responsabilità di dover dar corso all’inversione di una tendenza che il paese ha subito più di altri negli ultimi decenni.
Ma l’allarme lanciato deflagra letteralmente quando si accenna al 1° Censimento Generale della Popolazione Italiana del 1861, quando Carpino, nonostante la furiosa guerra civile già in atto e dati statistici raccolti con molta approssimazione, contava ben oltre 6 mila abitanti e presentava «fiorenti e importanti attività agricole, commerciali, artigianali e di pesca».
Dalla vigorosa cittadina del 1861 all’attualità di quartieri e rioni spopolati e abbandonati, con un crollo della popolazione scolastica nonostante gli stranieri e giovani dalla valigia sempre pronta.
Il riferimento storico demografico evidenziato dal cittadino di Carpino spinge ad esaminare scientificamente l’evoluzione demografica e, quindi, economico e sociale, della cittadina a partire almeno dagli inizi del Settecento.
La “Terra” di Carpino, o Caprino, numerava nel 1532 appena 46 fuochi, diventati 223 (circa 1000 abitanti) nel 1669. Nel 1797 Lorenzo Giustiniani vi numera ben 3600 abitanti.
Il feudo di Carpino, come quelli di Rodi, Peschici e Cagnano Varano, dipendeva dalla contea di Lesina, passata a far parte dell' «Honor Montis Sanctis Angeli» nel 1177. Nel Settecento il feudo passa dai Vargas ai Vargas-Cussavagallo ai Brancaccio. Il capostipite della famiglia Brancaccio di Cagnano, Luigi Paolo, appartenente alla dinastia Brancaccio napoletana, nasce a Palermo nel 1703 e sposando nel 1738 donna Felice Vargas, principessa di Carpino e duchessa di Cagnano, acquisisce i titoli di principe di Carpino e duca di Cagnano, i cui tenimenti amministra per 17 anni. Il figlio primogenito Giovanni gestisce i feudi di Cagnano e di Carpino fino alla morte avvenuta nel 1794. A Giovanni succede, fino alle leggi eversive del 1806, Luigi Paolo II, ultimo principe di Carpino e duca di Cagnano.
Della terra di Carpino Giustiniani nette in rilievo l’aria salubre del centro edificato su di una collinetta, nelle vicinanze delle aree malariche del lago di Varano. Con un territorio esteso per 150 carra, Carpino annovera produzioni eccedenti i fabbisogni della popolazione che esporta nei paesi vicini. Infatti, la pianura addossata al lago, non ancora arricchita di olivi, risulta fertilissima con produzioni di cereali, legumi e lino. Tra l'altro, nelle aree boschive soggette ad uno sfrenato disboscamento, conseguente alla perniciosa carestia dei primi anni Sessanta del Settecento, abbondano grano, mais e legumi, anche se la caccia, che era un’attività fiorente, a fine ‘700 si riduce quasi solo ai lupi che causano danni agli armenti.
La produzione di olio non è ancora rilevante, anche se innestando gli oliveti di località «Pastromolo», non distante dall'abitato, si sarebbe potuto agevolmente incrementarla (Michelangelo Manicone). Carpino produceva poca frutta e poco vino, che venivano importati da Vico e scambiati con grano e legumi. Dalle bacche del lentisco, presente anche sull'isola di Varano, i contadini estraevano l'olio per le lucerne, non disdegnando di utilizzarlo, per necessità e come succedaneo dell'olio di oliva, anche come condimento, nonostante il sapore esageratamente deciso e pronunciato e le spiccate caratteristiche organolettiche lo rendevano decisamente balsamico e aromatico. Infatti, lo storico di Vieste Vincenzo Giuliani riferiva che i terrazzani ne raccoglievano le «coccole» che, poste sotto i torchi, producevano un olio «assai aspro e forte, non buono a mangiarsi per essere troppo astringente e fetido». Ma dai suoi rami incisi, come quelli dell'ornello, si ricavava una gomma molto balsamica (mastice di Chio).
Dagli inizi dell’Ottocento al 1861 la popolazione di Carpino quasi raddoppia, anche nell’Ottocento borbonico vi sono i segni di un evidente sviluppo.
Da quel momento Carpino segue il destino che appartiene alla maggior parte dei centri abitati del Sud.
E, allora, perché i dati statistici demografici attuali di Carpino destano scalpore?
Perché l’evoluzione sociale ed economica post unitaria è sempre stata spiegata con luoghi comuni e pregiudizi abilmente inoculati, che anteponevano la tesi che nel 1861 esisteva un vero e proprio divario tra nord e sud del paese.
Ma i recenti studi di validi economisti e di seri ricercatori universitari, quali Malanima, Daniele, Fenoaltea, Ciccarelli, hanno accertato definitivamente che nelle società preindustriali dell'Europa a sviluppo essenzialmente agricolo, non esistevano consistenti divari tra una regione e l'altra. In Italia esisteva un maggiore divario tra est e ovest, il Tirreno era più progredito rispetto alla costa adriatica, per il resto esistevano regioni ricche e povere sia al nord che al sud della penisola.
Documenti e statistiche alla mano, Daniele e Malanima ci conducono ad una realtà ancora poco conosciuta: il divario tra Nord e Sud ha cominciato ad esserci tra fine Ottocento e inizio Novecento, quando anche in Italia è iniziato un vero e proprio processo di industrializzazione, che favorito al Nord dalle politiche doganali del 1887 rovinarono l’economia agricola del Sud spingendo verso l’esodo milioni di meridionali.
Una regione industriale, nella fase iniziale, genera una forte produttività e un alto livello di occupazione a basso costo, utilizza le altre aree interne meno sviluppate come mercato, sviluppa forti correnti migratorie interne ed esterne con lavoratori che abbandonano l'agricoltura con salari bassi per ottenere salari più alti.
Il problema potrebbe essere quello di chiedersi chi ha deciso che dovesse essere il Nord a svilupparsi e a produrre e il Sud a fornire manodopera e mercato al Nord.
Ma sarebbe una domanda retorica, visto che l’evidente "colonizzazione interna" delle regioni meridionali è stata una scelta politico-economica consapevole adottata dai governi liberali e borghesi dei primi decenni dell'unità, dietro l’imposizione di una stretta consorteria indistinta di militari e politici legati alla dinastia dei Savoia, intrisi e fortemente condizionati da pseudoscientifiche teorie lombrosiane che giustificarono ampiamente lo sviluppo del Nord a scapito del Sud.
E ben altro...
Il divario ha raggiunto il limite massimo durante il periodo fascista e nel primo secondo dopoguerra, per poi ridursi negli anni del "miracolo economico" (1955-1973). Un divario che, come attestano anche le relazioni dello Svimez, ha ripreso la sua corsa forsennata dagli anni Novanta. Infatti, sempre documenti e statistiche alla mano, dagli anni Novanta in poi con la fine della classe politica della prima Repubblica, il Mezzogiorno è stato totalmente escluso da qualsiasi prospettiva di sviluppo economico per scelte prettamente politiche e ideologiche e l'annosa, e per molti versi fastidiosa, "Questione Meridionale" è stata messa candidamente in soffitta, ritenuta come un problema secondario nell'ambito dello sviluppo sociale, economico e culturale dell'intero Paese.

Carpino, nonostante tutto, resta la terra garganica con le migliori fave d’Italia, con un olio d’oliva sopraffino, all’avanguardia nazionale nel campo della musica popolare. I suoi tenaci abitanti troveranno la via del riscatto e dell’orgoglio, ma bisognerà trovare il modo di fermare l’esodo dei suoi tanti giovani cervelli con politiche non subalterne agli interessi delle aree più ricche del paese.

Michele Eugenio Di Carlo

 

 

 

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Per chi non sa come dire “TI AMO” il giorno degli innamorati, i fiori del LA GARGANICA corrono in aiuto! C’è solo l’imbarazzo della scelta: ROSE ROSSE? Ma puoi sperimentare con altri fiori.

Se il TUO amore è appassionato dillo con i garofani rossi o i fiori di CAMELIA.

Se invece il TUO amore è sincero sono perfette le VIOLE e i NONTISCORDARDIME: simboleggiano tutto il TUO romanticismo!

E’ un amore appena sbocciato regalaLE un fiore bianco: un GIGLIO e delle MARGHERITE.

Il TUO amore è perfetto? Unico al mondo? Indescrivibile?

I fiori di San Valentino alla GARGANICA perfetti sono i TULIPANI.

CON i FIORI de LA GARGANICA ogni giorno c'è il sole, che con i suoi raggi illumina la VOSTRA vita e riscalda i VOSTRI cuori.

La Garganica è in via Verdi a Vieste, telefono: O884/701740 – 340/6232075

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Pubblicato in Cultura

Nati 18 (23); Deceduti 50 (65); Matrimoni 14 (10) di cui con il solo rito civile 3 (1); Emigrati 93 (77) di cui stranieri 22 (27); Immigrati 87 (76) di cui stranieri 26 (21). Popolazione residente risultante al 31.12.2017 4.101 abitanti (4.139) di cui stranieri 304 (294). Elettori ed Elettrici iscritti nelle Liste Elettorali del Comune di Carpino, sempre al 31.12.2017 4.463 (da considerare che tra questi sono compresi anche quei cittadini maggiorenni residenti nell’AIRE – Anagrafe Popolazione Residenti Estero, ma che non sono compresi nella Popolazione residente). Senza gli stranieri, anche quest’anno la popolazione di Carpino scende sotto i 4.000 abitanti, e cioè 3.797! La diminuzione della popolazione carpinese non è data ovviamente solo dal numero dei decessi maggiore di quello delle nascite, ma anche dal fenomeno ancora presente, paradossalmente, della emigrazione specialmente dei giovani e, quindi, a Carpino restano solo vecchi, bambini e gli stranieri che qui invece immigrano e risiedono (specialmente rumeni, albanesi, marocchini). Le cifre di questa continua decrescita dovrebbero far riflettere attentamente innanzitutto le Autorità Amministrative Comunali (anche se insediatasi solo nel Giugno 2017) e i Responsabili Politici locali, ma anche Imprenditori, la Banca, i titolari delle Attività produttive, Sindacati ed Associazioni locali, la Chiesa stessa. Solo come esempio, la zona PIP (cioè quella del Piano per gli Insediamenti Produttivi e che nei grandi Centri viene definita “la Zona Industriale”), dagli anni ’80, in pratica si può affermare che non è mai decollata come avrebbe dovuto e sono pochissime le Ditte, e solo locali, che hanno deciso, fin’ora, di impiantare la loro azienda in detta zona, mentre la maggior parte degli altri pochi Artigiani hanno preferito tenere in paese o in altre zone private periferiche di proprietà la propria attività e tanti, nel frattempo, hanno chiuso per motivi vari o perché i titolari hanno raggiunto la pensione. Carpino ormai sta diventando, come popolazione, uno tra i più piccoli paesi del Gargano, quasi tra gli ultimi!...E dire che fino agli anni '50 e '60 dello scorso Secolo questo paese contava tra gli 8.000 e i 7.000 abitanti, allora senza stranieri. Quindi, ad oggi, la popolazione addirittura è andata al di sotto della metà, e, tra non molto, è probabile che questo Comune rischia di essere aggregato ad altro Comune limitrofo per i vari servizi, come il Comando Stazione Carabinieri, l'Ufficio Postale, le Scuole e quant'altro, e ciò non è una favola ma un qualcosa di concretizzabile, non solo per Carpino ma in generale a livello nazionale per situazioni similari (i vari Governi che si succedono tendono a risparmiare quanto più possibile e questo potrà essere uno dei modi, ed in alcuni casi è già avvenuto). Ed ecco un dato storico che fa riflettere ancora di più: nel primo Censimento Generale della Popolazione Italiana del 1861, a seguito dell'avvenuta conquista dell'Unità d'Italia, Carpino contava già 8.000 abitanti circa e rappresentava uno tra i primissimi Comuni garganici non solo per popolazione, ma anche per le sue fiorenti ed importanti attività agricola, commerciale, artigianale e per la pesca ed a cui si faceva sempre riferimento. Oggi a Carpino si possono riscontrare, invece, interi rioni ormai spopolati ed abbandonati con vecchie case diroccate e i tetti delle coperture in tegole crollati (soprattutto nei rioni Casale, Ripa, Gelso); in molte strade i suoi abitanti si possono contare sulle dita delle mani: in alcune di esse vi sono non più di sei-dieci abitanti dove in passato, non molto lontano, se ne potevano contare almeno il triplo.

Di pari passo a queste continue statistiche negative, ovviamente, va considerato per Carpino il drastico calo anche della popolazione scolastica (dalle materne alle superiori), nonostante che questa viene incrementata dalla presenza dei figli degli stranieri che da anni sono residenti a Carpino (addirittura di quelli dei primi sbarchi a Bari provenienti dall’Albania, tra loro oggi anche giovani che sono iscritti o si sono già laureati presso le nostre Università italiane).
A proposito di stranieri, non si può fare a meno di citare il fenomeno che quest’anno ha coinvolto Carpino più degli altri anni, con l’avvento di un numerosissimo numero di lavoratori extracomunitari di colore africani giunti nella nostra cittadina attratti dalla campagna olearia particolarmente lunga, produttiva e proficua. Dal mese di ottobre a tutt’oggi (tra quelli che sono arrivati, partiti, che hanno trovato lavoro o che sono stati fermi) ne sono giunti circa 500! Un mezzo esercito e non provenivano dagli sbarchi che vediamo spesso in TV o che leggiamo sui giornali. Ma molti di loro non hanno trovato un tetto dove vivere e dove ripararsi dal freddo e così si sono visti costretti a forzare locali e case abbandonate, numerose a Carpino per l’abbandono e lo spopolamento di cui si è accennato innanzi, ma anche case chiuse di proprietari che giungono a Carpino in estate per le vacanze, introducendosi abusivamente. Le Forze dell’Ordine locali hanno avuto il loro bel da fare nell’affrontare le tante situazioni che si sono create e per rispondere alle chiamate e alle denunzie dei cittadini del posto. In realtà sono stati pochi gli imprenditori agricoli locali che hanno voluto o potuto provvedere, oltre che fornire il lavoro, a dare degli alloggi a questi operai. Ma tale problema viene già affrontato (in vista della prossima campagna olearia 2018/2019) dall’Amministrazione Comunale del neo Sindaco Di Brina, come detto appena insediatosi solo a Giugno 2011 ed a cui è mancato il tempo necessario per risolverlo, una volta per tutte...eppure questa problematica è presente a Carpino già da moltissimi anni e non si comprende come mai le precedenti Amministrazioni Comunali non abbiano neppure fatto un tentativo di risoluzione. Proprio nel mese di Ottobre 2017 il Parroco, unitamente e in sinergia con il Consiglio Pastorale Parrocchiale, con la Caritas Parrocchiale e con la stessa nuova Amministrazione Comunale, non appena notato l’anomalo afflusso a Carpino di quei extracomunitari di colore hanno rivolto, con pubblici volantini fatti distribuire in tutto il paese e nelle parrocchie, un “Appello alla Solidarietà” e una “Raccolta Emergenza Immigrati”, affinché gli imprenditori agricoli in primis e, comunque, ogni cittadino, ogni famiglia di Carpino si adoperassero per trovare e segnalare decorosi alloggi per l’accoglienza e la sistemazione di questi lavoratori, nonché per la raccolta di indumenti e prodotti alimentari da portare in Caritas. Ma poi le cose, come accennato, sono andate un po diversamente anche se si può affermare che la solidarietà comunque non è mancata da parte del Popolo di Carpino.
Ringrazio i Funzionari del Comune per i dati demografici e statistici forniti per l’anno di riferimento.

(Mimmo Delle Fave)

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Continua a sorprendermi il suo atteggiamento nei miei riguardi e quindi nei confronti di una comunità intera che rappresento (non lo dimentichi).
Quando Lei parla di dimensione umana mi viene da sorridere; provi a sentire solo per un attimo le migliaia di malati da me curati e quelli che sono affidati ancora alle mia professionalità e troverà una risposta immediata. Quanto al mio profilo istituzionale e politico provi a sentire invece qualche rappresentante istituzionale che Lei conosce molto bene e Le saprà dire.
Francamente stento a riconoscere le aggressioni gratuite di cui parla poiché ho semplicemente sottolineato che Lei vorrebbe far passare una “sospensiva “ del TAR come un atto di condanna e di annullamento di procedimenti amministrativi o come quale sciagura che sia capitata alla mia amministrazione, senza considerare il danno che ha prodotto allamia immagine di uomo,professionista e rappresentante istituzionale eletto e non nominato.
Sospendere non significa azzerare o annullare e Lei lo sa molto bene così come non può far finta di non sapere che nel meritomsi entrerà ad Ottobre 2018.
Relativamente alla sua nomina, Lei lo sa e non lo scrive volutamente, che l’art.32 del Decreto L.vo 151/2015 continua e recita: Non si applicano al riguardo le disposizioni di cui all’art. 6 comma 1 della legge 15/7/2000 n. 145. In altri termini Lei ha già ricevuto un secondo incarico scaduto a Gennaio 2016 e per tutto questo non poteva più svolgere le sue funzioni.
Ma qui entriamo anche nel campo della sensibilità istituzionale e della moralità che Lei ha dimenticato: decaduto il suo secondo mandato doveva rimettere le sue funzioni e consentire ad un’altra di poter essere nominata; ma Lei ha pensato bene di rimanere ancorata alla sua poltrona.
Le chiedo: allorquando ha appreso che il sottoscritto ha esperito tutte le procedure per reclutare una donna da inserire in Giunta e non ha ricevuto disponibilità dalla persona prescelta, perché non si è fermata? Perché ha continuato ad assecondare le insidie ( tutte protese a creare scompigli nella mia amministrazione) da parte di una opposizione che ha governato per 20 anni senza mai inserire una donna nelle svariate Giunte? Era consapevole di tutto questo? Il suo è stato un inutile accanimento che ha fatto spendere a me tempo e denaro.
Era informata che ho assunto un impegno solenne innanzi al Consiglio Comunale che avrei fatto il bando? E che ho tenuto informato di tutto il Prefetto di Foggia?
Tutto ciò non è bastato evidentemente a frenare la sua corsa frenetica e alla esasperata ricerca di gloria e visibilità.
Intanto Lei “sfugge” rispetto ad altre questioni fondamentali che ho sottolineato nella mia dichiarazione precedente:
Dica ai Cittadini Pugliesi quanti soldi hanno dovuto spendere i Comuni per far fronte ai suoi ricorsi al TAR
Quanti soldi pubblici Lei ha utilizzato per pagare gli avvocati a cui ha conferito gli incarichi
Come ha scelto gli stessi avvocati ( visto che si tratta sempre degli stessi)
Ad oggi è in possesso della nomina di Consigliera Regionale di Parità? I ruoli secondari e supplenti, nazionali, non mi interessano.
Confermo il mio rispetto, la mia stima, la mia ferma convinzione del ruolo che le donne possono e devono avere in ogni contesto della vita, resto amareggiato e offeso dal modo in cui Lei mi ha fatto apparire di fronte alla opinione pubblica e del cui giudizio tuttavia, sono assolutamente sereno.
La saluto cordialmente e La invito a non farmi sottrarre ulteriore tempo ai problemi che assillano la mia comunità che amo e che difenderò sempre con ogni mezzo.

Dr. Rocco Di Brina

 

 

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Egr. Sig. Sindaco,

la mia dimensione umana ed il mio profilo istituzionale mi hanno, da sempre, imposto di
prescindere da provocazioni e polemiche, soprattutto allorquando esse si appalesano totalmente
gratuite.
A tale principio, che reputo irrinunciabile, non intendo contravvenire neppure nel caso di
specie. Del pari, le efferate aggressioni verbali e gli attacchi livorosi rivolti all’azione del mio
Ufficio confermano in me la già risoluta volontà di profondere il massimo impegno nel
perseguimento dei fini istituzionali devoluti alla figura della Consigliera Regionale di Parità che, Le
rammento, rappresenta, il “presidio” per la promozione ed il controllo dell’attuazione dei principi di
uguaglianza, di opportunità e di non discriminazione.
Le ricordo, altresì, che la Consigliera di Parità regionale è nominata (dunque per legge non è
eletta) sulla base del Dlgs.198/2006 e successive modifiche e integrazioni, in particolare Dlgs.
151/2015, con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, su designazione della
Regione, sulla base di comprovati requisiti di specifica competenza ed esperienza pluriennale in
materia di lavoro femminile, parità, pari opportunità e mercato del lavoro e previo espletamento di
una procedura di valutazione comparativa.
Come mi auguro saprà, la Consigliera Regionale di Parità ha il dovere di proporre ricorso
davanti al tribunale in funzione di Giudice del Lavoro o al Tribunale Amministrativo Regionale
territorialmente competente, qualora rilevi l'esistenza di atti, patti o comportamenti discriminatori
diretti o indiretti di carattere collettivo, anche quando non siano individuabili in modo immediato e
diretto le lavoratrici o i lavoratori.
A tale obbligo normativo non mi sono mai sottratta sin dal mio insediamento, risalente al
lontano 2008, e ne sono evidente testimonianza le azioni giudiziali e stragiudiziali condotte
(indipendentemente dal colore politico delle Giunte, vista la mia funzione super partes), con esiti
lusinghieri, proprio in materia di parità di genere nella composizione degli organi giuntali, di cui, a
livello nazionale, sono stata reputata pioniera, ma che da diversi anni vedono molte altre
Consigliere di Parità impegnarsi sul territorio per affermare il principio di non discriminazione
(basti pensare che la più importante sentenza del Consiglio di Stato che abbiamo su tale materia è a
favore della già Consigliera Regionale della Calabria Stella Ciarletta).
Da ultimo, peraltro, con decreto congiunto della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 25.09.2017 sono stata nominata nuova
Consigliera Nazionale di Parità supplente.
Quanto all’incarico regionale, mi corre l’obbligo di precisare che, ai sensi dell’art. 14 del
decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, come modificato dall’art. 32 del D.lgs. 151/2015 « ... Le
Via P. Gobetti, 26 – 70126 Bari Tel. 080 5406451 – Fax 080 5406420
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Sito: www.consparitapuglia.it
consigliere e i consiglieri di parità continuano a svolgere le loro funzioni fino al
completamento della procedura di cui all'articolo 12, comma 4. ....».
Ebbene, poiché al Ministero del lavoro e delle politiche sociali sono ancora in fase di
valutazione le nuove designazioni operate dalla Regione Puglia, in virtù del chiaro tenore testuale
del richiamato art.31 del D.lgs. 151/2015 che modifica l’art. 12 del D.Lgs.198/2006 (che prevede
appunto la continuazione delle funzioni sino alle nuove nomine), sono abilitata ad esercitare le
attribuzioni proprie del predetto ufficio, con assoluta legittimazione attiva in riferimento alle
prerogative proprie del munus che legittimamente continuo a rivestire.
I chiarimenti, che precedono, all’apparenza pleonastici, poiché rinvenienti dal dato
normativo e dalla voluminosa e trasparente attività svolta, si impongono a seguito delle veementi
dichiarazioni rivolte al mio indirizzo.
Quanto poi all’ordinanza collegiale n.14 dell’11.01.2018, resa dal T.A.R. Puglia, sede di
Bari, Sez.II, al di là delle Sue personali interpretazioni, è sin troppo evidente che, per effetto
dell’accoglimento dell’esperita istanza cautelare, risultano sospesi gli atti impugnati con il
ricorso principale (nel dettaglio: decreto n. 2 prot.n.5004 del 27.06.2017 con cui sono stati
nominati gli assessori chiamati a comporre la Giunta e designato il Vice-Sindaco; la nota
prot.n.4999 del 27.06.2017 ad oggetto “Rappresentanza di Genere nella Giunta Comunale”; la
deliberazione di Consiglio Comunale n.27 del 27.06.2017 di presa d’atto della compagine giuntale;
il decreto n.3 del 06.07.2017 con cui sono state conferite le deleghe assessorili; ogni altro atto
presupposto, consequenziale e/o connesso a quelli impugnati principaliter ivi comprese tutte le
deliberazioni adottate dalla Giunta Comunale in illegittima composizione, nonché ove occorra,
dello Statuto comunale nella parte in cui dovesse essere interpretato nel senso di non prevedere il
rispetto del principio costituzionale e legislativo di pari opportunità effettiva tra uomo e donna in
materia di composizione della Giunta).
Del pari sono, allo stato, sospesi gli atti gravati con il successivo ricorso per motivi
aggiunti (trattasi dell’avviso pubblico prot.n.7445 del 27.09.2017, edito in pari data, rubricato
“nomina di un assessore esterno di sesso femminile”, pubblicato all’albo pretorio on line dal
27.09.2017 al 02.10.2017 e conosciuto in data 06.11.2017 all’esito della costituzione in giudizio
dell’Ente intimato; di ogni altro atto ad esso presupposto, consequenziale e/o connesso, ivi
compreso ed ove occorra: -della nota sindacale prot.n.8030 del 23.10.2017, conosciuta in data
06.11.2017 all’esito della costituzione in giudizio dell’Ente intimato).
Ma di questo Lei è perfettamente consapevole, né può essere altrimenti!
Tanto si doveva.

Distinti Saluti
La Consigliera di Parità della Regione Puglia
Serenella Molendini

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