Articoli filtrati per data: Venerdì, 09 Febbraio 2018 - Ondaradio - Tra le vie della città Gargano

Anche dopo la terza serata, “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno” resta in fascia blu, quella che ospita i brani più apprezzati. La fiaba dedicata al monolite viestano che Max Gazzè sta presentando al 68mo Festival di Sanremo continua a conquistare consensi sia tra i critici che tra gli ascoltatori; nella stessa fascia di merito ci sono anche Lo Stato Sociale, Ermal Meta e Fabrizio Moro, Diodato e Roy Paci, Ornella Vanoni (con Bungaro e Pacifico), e Ron.

La quarta serata prevede l’assegnazione del titolo di vincitore del Sanremo Giovani ma anche l’esibizione di tutte le 20 canzoni proposte dai big, ognuno accompagnato da un ospite a propria scelta. Max Gazzè si esibirà per settimo (presumibilmente il codice per il televoto sarà proprio 07, ma la conferma la si saprà solo nel corso della trasmissione) e avrà con se sul palco due mostri sacri del panorama jazzistico italiano: Rita Marcotulli e Roberto Gatto.

E a proposito di televoto, anche stasera ci sarà la possibilità di inviare le preferenze (fino a 5 per ogni utenza telefonica) tramite sms al numero 4754751 o chiamando l’894001 da rete fissa. Il costo è sempre di 51 centesimi per ciascun voto. Per oggi e domani, in concomitanza con le ultime due serate del Festival, il peso del televoto aumenta rispetto a quello espresso dalla sala stampa e dalla giuria demoscopica (da questa sera sostituita dalla giuria di esperti): le percentuali, infatti, passano da 40-30-30 a 50-30-20, motivo per cui diventa ancora più importante inviare messaggini e fare telefonate.

Il brano “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno” è inserito nell’album “Alchemaya” uscito oggi; un’opera contemporanea con influenze progressive, classiche ed elettroniche suddiviso in due atti: il primo è una vera e propria opera sinfonica originale, un racconto misterioso e fantastico sull'origine ed evoluzione del mondo e dell'uomo, mentre il secondo è composto da una selezione di brani di repertorio, rivestiti da un suggestivo arrangiamento orchestrale e tre brani inediti, tra i quali “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”.

Pubblicato in Spettacolo

Sorteggio con il rispetto della parità tra sessi, esclusione dei consiglieri comunali e di chi è stato nominato alle ultime elezioni: sono questi i criteri stabiliti dalla Commissione Elettorale del Comune di Vieste per individuare gli scrutatori per le elezioni politiche del prossimo 4 marzo. La commissione, composta dal Sindaco Giuseppe Nobiletti e dai consiglieri Azzarone, Marchetti e Siena, ha confermato quanto già adottato per il referendum di dicembre 2016, ribadendo di voler dare un netto taglio col passato, quando i nominativi venivano indicati direttamente dai consiglieri comunali (i soli esponenti PD della precedente amministrazione individuavano gli scrutatori tramite un sorteggio dando priorità ai disoccupati).

Questo l’estratto del verbale con cui vengono elencati i criteri per la selezione:

La commissione ha ritenuto di nominare gli scrutatori secondi i seguenti criteri:

  1. nomina degli scrutatori con estrazione mediante sorteggio pubblico tra gli iscritti all’albo con rispetto della parità di genere (qualora gli scrutatori da nominare siano di numero dispari, sarà data preferenza al sesso femminile);
  2. verranno scartati, seppur sorteggiati, coloro che sono stati già nominati scrutatori dalla Commissione Elettorale Comunale nella ultima consultazione elettorale;
  3. la graduatoria per le sostituzioni (elenco”B”) sarà formata dai sorteggiati scartati per esubero di genere, in ordine di estrazione, e verrà opportunamente integrata, fino al completo raggiungimento del numero necessario, mediante sorteggio a seguire (in tal caso senza considerare la parità di genere);
  4. saranno scartati altresì gli scrutatori sorteggiati che attualmente ricoprono la carica di consigliere comunale.

Come precisato nel verbale, non potranno essere incluse nelle liste per le elezioni dei rappresentanti di Camera e Senato quelle persone già nominate dalla Commissione Elettorale alle ultime elezioni, ossia al referendum di dicembre 2016; è, invece, ancora nominabile chi ha fatto da scrutatore a quella tornata elettorale ma solo se individuato dinanzi ai seggi per sostituire chi non si è presentato.

Il sorteggio sarà aperto al pubblico e si svolgerà domani 10 febbraio alle ore 10:30 presso la sala consiliare. Saranno estratti 43 nominativi (22 donne e 21 uomini) che saranno inseriti nella lista dei titolari, e altrettanti per la lista delle riserve dalla quale si attingerà qualora uno o più titolari dovesse comunicare l’impossibilità ad assolvere l’incarico entro le 48 ore successive alla ricezione della nomina.

Pubblicato in Avvisi

Sarà presentato a Roma, con ingresso aperto a tutti, il 15 febbraio alle ore 16 presso la Piccola Protomoteca in Campidoglio il Progetto di lotta al randagismo Zero cani in canile, nato a Vieste, in sperimentazione nella provincia di Foggia ed oramai conosciuto in tutta Italia. Il progetto è stato ideato dalla viestana esperta di marketing territoriale Francesca Toto ed applicato con successo dal gruppo dei volontari della Lega Nazionale per la Difesa del cane di Vieste. In sette anni ha visto l’abbattimento del fenomeno randagismo e relativi costi in favore di uno sviluppo economico e turistico Animal friendly, senza precedenti: strutture turistiche, ristoranti, bar, lidi, cinoanimatori della FISC, cani bagnini SCISAR, escursioni, percorsi trekking e anche una gelateria per cani che lo scorso anno fece parlare di Vieste anche all’estero. Nel 2018 è in previsione una collaborazione con il motociclista e animalista Giacomo Lucchetti ed il suo progetto Cuori in corsa. A Cerignola dove lo applicano da anni Gli Amici di Balto, sta portando alla riconversione di un canile lager in oasi senza gabbie. Zero cani in canile ha di innovativo che non punta a combattere il randagismo con l’uso dei canili ma con il supporto di una rete di famiglie e aziende. Importante il ruolo di soggetti come le associazioni di categoria, i Parchi e i GAL (Gruppi di Azione Locale). Fu proprio il GAL Gargano infatti, a sperimentare qualche anno fa per primo in Italia con “Il GAL in Masseria con la Pet therapy”, un progetto che univa valorizzazione del territorio e benefici della relazione uomo-animale-natura. A fare gli onori di casa al Sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti e ai promotori del progetto, il 15 febbraio saranno presenti per il Comune di Roma: Giuseppina Montanari, Assessore alla Sostenibilità ambientale Daniele Diaco, Presidente Commissione Ambiente, Edgar Meyer, referente Benessere animale Assessorato alla sostenibilità ambientale. Per l’occasione sarà presentato in anteprima nazionale il videoclip “Vieste città animal friendly” .

Interverranno:

Rosalba Matassa: Il Randagismo, azioni di contrasto e prevenzione

Giuseppe Nobiletti, Sindaco di Vieste: i benefici per gli enti pubblici dell'applicazione del progetto Zero cani in canile

Michele Pezone avvocato della LNDC:,il ruolo delle associazioni nella promozione delle adozioni

Chiara Valentino, Ass. Amici di Balto- CPPAFG: Come riconvertire i canili in oasi senza gabbie

Francesca Toto, Esperta marketing territoriale e ideatrice del progetto Zero cani in canile: il randagismo da peso a risorsa sociale ed economica

Nicoletta Pagano, Presidente LNDC Vieste sez. Orta Nova: Presentazione anteprima nazionale videoclip LNDC "Vieste città Animal friendly"

Giacomo Lucchetti, Progetto Cuori in corsa e Zero Cani in Canile l'importanza di fare rete

Question time

Pubblicato in Società

L’appuntamento per la celebrazione della GIORNATA Di PREGHIERA PER GLI AMMALATI e alla cappellina della Casa di Riposo Gesù e Maria, di fronte al Faro, alle ore 17,30 di lunedì 12 febbraio per il Santo Rosario,
alle ore 18,00 Santa Messa.

A seguire processione presso la Cappellina della Madonna posta nel giardino della casa.

Il parroco
Don Giuseppe Clemente

 

 

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Pubblicato in Avvisi

Non si contano oggi le madri ed i padri per l’ispirazione della canzone di Max Gazzè e delle versioni della “Leggenda di Pizzomunno”. Vi risparmiamo le comparsate di politici ed arrampicatori vari e le “orinate” su Facebook ed affini. Pur di appuntarsi una medaglia sul petto ora si fanno quasi dei “pellegrinaggi” a Sanremo per poter dire “io c’ero” o farsi l’agognato selfie.

Ed ora è arrivata la chicca finale: sarebbe addirittura un falso mito, per giunta nato negli anni ’80, la storia d’amore di “Pizzimunno-Vesta”. Questa mattina abbiamo letto sulla stampa provinciale che la favoletta che ci raccontavano già le nonne (mia nonna, venuta a mancare quasi 60 anni fa, alla veneranda età di 92), sarebbe nata con i turisti. Anzi, che a partorirla siano stati incalliti strateghi di marketing per giunta non viestani, di località remote del Gargano, tanto affini a Vieste quanto Messi con il centravanti del Manfredonia Calcio. Incredibile!!

Vero è che agli inizi degli anni ’80 l’allora Commissario dell’Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo di Vieste, il compianto Carlo Nobile diede incarico ad un giornalista Rai della sede di Bologna di realizzare una pubblicazione, ad ampia diffusione, con alcune storie del nostro Gargano, intitolato “Sotto le Stelle”. Fra le storie scelte c’era anche quella sul Pizzomunno, che era riportata nel libro “La sperduta”di Giuseppe Beltramelli nel 1907, ripresa successivamente dalla scrittrice americana Caterina Hooker, inserita nella raccolta di 395 leggende pugliesi, poi narrata e pubblicata nel libro “Le leggende dello Sperone” scritto con maestria da Giuseppe D’Addetta nel 1960 per i tipi delle Grafiche Leone di Foggia (vedi testo in basso). Altro che “inventata” negli anni ’80 da menti illuminate!!!

Successivamente a quelle pubblicazioni, a fine anni ’80, sempre Carlo Nobile, in collaborazione con l’editore Claudio Grenzi, rielaborando la leggenda che i nostri antenati ci hanno tramandato, realizzò un pieghevole verticale di quattro facciate, con eleganti disegni monocromatici raffiguranti i vari momenti della storia. Il pieghevole (che peraltro porta come autore Paolo Grenzi, figlio di Claudio ed allora frequentante la terza elementare a Foggia) ebbe un notevole riscontro fra turisti e residenti, ed anche nelle scuole.

Ma alla base di tutto questo percorso editoriale c’è, in realtà, un lungo tramandarsi a livello orale della storia nelle famiglie viestane, da centinaia di anni.

Merito dunque e grazie solo a Max Gazzè per l’intuizione e per averla cantata e fatta conoscere al grande pubblico.

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Ogni cent'anni (di Giuseppe D'Addetta)

Giuseppe D’Addetta è stato tra gli intellettuali garganici più attenti alla valorizzazione del promontorio, e tra i più abili a raccontarne le millenarie radici. Nato a Carpino nel 1899, ha scritto molti libri sulla Montagna del Sole, ed è stato tra i primi ad intuirne il potenziale, battendosi tenacemente per superare i localismi e i campanilismi, e privilegiando la narrazione del Gargano come unicum.

Ne è splendida testimonianza il racconto che pubblichiamo di seguito, che ho trovato in uno dei primi numeri da La Tribuna di Foggia, settimanale di ispirazione democristiana che si pubblicava negli anni Cinquanta. 

D’Addetta fu molto attivo come scrittore e come giornalista. Fondatore del periodico Rinascita Garganica, ebbe il merito di rilanciare la pubblicazione de Il Gargano Nuovo.

Ogni cent’anni racconta la leggenda di Pizzomunno (che nella novella viene chiamato con il nome più antico di Pizzimunno) e Vesta. Una storia di rara delicatezza, resa ancora più struggente dalla notevole capacità letteraria di Giuseppe D’Addetta, che si spense a San Menaio, nel 1980. Buona lettura. (g.i.)

 

Ogni cent’anni

di Giuseppe D’Addetta

Era buio sul mare, quella notte ormai lontana. Ed era tutto silenzio e  mistero.

Mormorava solo l’acqua che la prora spartiva, e la grande vela arancione della paranza qualche volta batteva sgonfia per il cessare della brezza.

Tacevamo, stretti seduti a prua, sognando la luna bianca nella notte nera, mentre ascoltavamo i battiti dei cuori vicini che si sentono quando intorno è quiete e nell’animo garrisce la giovinezza.

A poppa, il marinaio di mezza età che governava la barca s’indovinava dal chiarore che arrossava l’apice della pipa ad ogni boccata di fumo, Neanche lui parlava; taceva con noi e con la notte.

La mia compagna mi si strinse di più.

- Hai paura?

- No; ma vorrei scendere a riva, guardare da terra questo buio misterioso che pesa sull’acqua,  temerlo ancora di più e poi provare più forte la sensazione di andare incontro all’ignoto quando riprenderemo il mare.

La vela fu spostata e docile la paranza, dopo qualche minuto,  si arenò con la chiglia.

La riva era ciottolosa; un taglio quasi perpendicolare mostrava appena nell'oscurità il candore della costa alta, da dove s’affacciavano le chiome dei pini che s’intravedevano soltanto come schermi forati dalla lucentezza delle stelle.

Camminammo un po’; la ghiaia scricchiolava sotto i nostri passi, con uno stridio che nella notte s’incupiva. Poi ad un tratto ci si parò davanti come un enorme fantasma bianco, una roccia alta, conica. alla cui base mormoravano le ondine in una carezza lieve che cessava e riprendeva, c schiumava appena nell’infrangersi ai piedi del faraglione.

 

Lontano, su Vieste, un chiarore rossastro interrompeva il buio che avvolgeva terra e mare.

Tornammo.

Il barcaiuolo cl attendeva sulla riva, con le mani congiunte sul dorso e la pipa spenta fra le labbra Ed a lui chiedemmo cos'era quella roccia alta che nella notte ci era apparsa come un enorme fantasma bianco, immobile vedetta a guardia sul mare. Scorgemmo appena l’incresparsi delle guance in un breve sorriso. mentre il marinaio ten- . tennava la testa dall’indletro in avanti quasi ad esternare un grave pensiero che in quel momento gli serrava il cervello

Poi disse: È una storia lunga e dolorosa e potrebbe anche sembrare una favola se qualche vecchio pescatore non assicurasse che. quanto si narra, è vero perché se ne è accertato personalmente. Andiamo a sederci sulla barca e ve la racconterò.

L’acqua ci sembrò più fredda quando.abbordammo la paranza. coccolata dalle piccole onde. La vela era ammainata; l’albero si sperdeva nel buio Dalla poppa cominciò a giungere u pruu. la voce cupa del barcaiuolo, che nel silenzio assumeva alle volte tonalità strane, quasi uscisse dal fondo del mare. E la voce strana diceva

• • •

Qui siamo sul limite estremo del Promontorio, dove la terra maggiormente s’insinua nel mare Quel faraglione si chiama Pizzimunno ed è davvero un fantasma come a voi è sembrato, anche se di pietra.

La piccola rada di Vieste - voi lo avete visto - è sbarrata da uno scoglio lungo e basso, battuto ora dalle sciabolate luminose del faro.

Vieste è un'antica cittadina che - dicono - fu fondata da Noè su questa piccola rada, dopo il diluvio universale. E non v’era ancora a rimirarsi nel mare, al tempo in cui avvenne la storia che vi narro. Al suo posto, poche capanne si sperdevano fra i pini.

In una di quelle capanne, aggrappate al dorso del colle da dove le mura nere dello sbrindellato castello guardano ora il mare, viveva la più bella fanciulla di tutto il Gargano. Era più bella del sole quando sorride all'aurora, della rosa quando schiude all'alba la sua prima corolla. Dicono che si chiamasse Vesta e che di lei anche i fiori fossero innamorati tanto grande era la sua bellezza. E quando Vesta passava, si aprivano tutti per profumarle l’aria che respirava.

Vicino alla riva, in un’altra piccola capanna che le onde bagnavano durante l’alta marea e davanti alla quale s’arenava la barca nei giorni di burrasca, abitava Pizzimunno, un pescatore dalle membra perfette e vigorose, tutto il giorno in mare. E quando l’acqua era trasparente. Pizzimunno scorgeva sul fondo visi bellissimi di donne, mentre canti maliosi cominciavano a serpeggiare nell’aria. Poi. come quei visi s’innalzavano fino al pelo delle onde, il canto s’irrobustiva e la melodia s'avvicinava. E durava a lungo. conturbante, mentre dal mare uscivano a mezzo busto bellissime ragazze bionde e brune che sorridevano al pescatore tutt’intorno alla sua barca. Di tanto in tanto cessava il canto e voci carezzevoli invitavano Pizzimunno a scendere negli abissi del moro dove l’attendeva un regno fiabesco e tutto il loro amore. Sarebbe stato il loro signore, le avrebbe prese tutte o soltanto quelle che desiderava e quando le volesse. Felici anche le altre di poterlo guardare soltanto, di una sua carezza, di una sua parola. E gli avrebbero donato la loro stessa immortalità, con il loro amore eterno.

Ma Pizzimunno amava Vesta ed alle sirene rispondeva che la sua amante era sempre la più bella e nessuna di loro reggeva al suo confronto E una carezza di Vesta valeva tutta l’eternità che esse volevano donargli.

E quando a sera ritornava nella rada, Vesta l’attendeva sulla spiaggia per salire sulla sua barca ed andare insieme sullo scoglio piatto che chiude la cala, soli con il loro amore a cui il mare cantava la sua canzone senza fine.

Illividivano le sirene quando. nelle notti di luna, scorgevano sullo scoglio gli amanti. E nei giorni successivi, più dolci erano le loro voci ed i loro canti, più promettenti i loro sguardi, più tentatori i loro sorrisi nell’ansia di conquistare il bel pescatore. Il quale un giorno disse loro:

- No, sirene, io amo il mare, i vostri canti che ripetono le onde quando voi non ci siete, tutto l’oro del sole fra il turchino che circonda la mia solitudine. Ma amo di più Vesta che nel suo corpo incatena il sole, che ha negli occhi il glauco delle onde, e tutte le vostre bellezze nella sua. Siatemi sorelle nella sconfinata solitudine marina ma amanti no perché solo Vesta io amo.

Allora le sirene lo minacciarono. Ed egli rise perché non cosi, con le minacce, sarebbe finito il suo amore per Vesta; né il suo cuore lo avrebbero mai avuto loro E Vesta lo avrebbe amato sempre, anche fantasma, oltre la vita.

Le sirene allora si consultarono. Non potevano sopportare che un misero e mortale pescatore si ridesse di loro, ed una fanciulla terrena le vincesse in amore; vincesse loro, le ammaliatrici a cui nessuno aveva mai resistito

E dal consiglio di tanta gelosia. venne fuori una sentenza terribilmente crudele che nell’eternità avrebbe fatto soffrire i due amanti.

Tacque per un momento il marinaio

Nella notte scura spirava appena un alito di vento. La barca era immota sull’acqua; il mistero aveva ansie e palpiti sospesi

• • •

- Vesta, solo tu sei tutta la mia vita, sussurrò una notte sul io scoglio Pizzimunno. a conclusione dell'ultimo racconto delle lusinghe delle sirene e delle loro minacce.

- Pizzimunno, ho paura. Sento che qualche cosa di molto grave pesa sul nostro destino.

La voce di Vesta era flebile, accorata.

La luna guardava, alta nel cielo; la terra e il mare sorridevano al suo argento senza calore. Sullo scoglio solitario si ripercuoteva il fremito delle onde.

Ad un tratto un canto dolce s’intese e pareva lontano.

Pizzimunno rise credendo ad un altro tentativo delle sirene in presenza della sua amante. Vesta si rifugiò nelle sue braccia; tremava.

S’avvicinava sempre più il canto.

Non da lontano ma dalle onde ora sgorgava e saliva su dal fondo, lento ma sempre più vicino. E quando fu da presso, divenne più dolce ed intenerì gli amanti che immobili ascoltavano, con gli occhi fissi sul mare.

E non si accorsero che delle sirene erano alle spalle di Vesta.

Ad un tratto la fanciulla fu stretta da catene ed uno strappo forte la fece cadere In acqua mentre il giovano, come pietrificato, guardava il gorgo che brevemente ribolli sulla testa dell’amata. Poi si riscosse e si tuffò quasi a raggiungere il fondo.

Sghignazzava ora il canto lontanando e Pizzimunno lo seguiva a nuoto nella speranza di raggiungere Vesta.

Poi si sentì sfinito ed ogni movimento gli fu impossibile.

L’alba che segui vide sulla riva quella roccia alta e bianca che a voi è sembrata un fantasma. Da quella notte Pizzimunno non è più apparso nella rada.

Vesta fu trascinata lontano, negli abissi marini. E i suoi occhi lucenti di pianto, videro un regno fiabesco, antri splendenti che si susseguivano all’infinito con volte frastagliate di madreperla, dei quali un mare turchino e trasparente formava il pavimento. E da quel pavimento le sirene uscivano a mezzo busto, bellissime nel volto e con negli occhi un odio terrificante. E beffavano Vesta, la bella del mondo, e la invitavano ad invocare il suo Pizzimunno perché venisse a riprenderla.

Poi Vesta senti che i piedi le diventavano di ghiaccio E il ghiaccio salì pian piano su fino al capo; ed al posto di quella fanciulla bella come il sole, la più bella che mai abbia visto il Promontorio, si formò una stele di corallo rosa intorno alla quale le sirene sarabandarono.

Si fermò ancora il marinaio nel suo dire.

La mia compagna emise un profondo sospiro come a liberare il cuore da un incubo; e con le mani strinse forte il mio braccio perché temeva le sirene in quel buio che il racconto del barcaiuolo rendeva più misterioso.

E il marinaio riprese:

Nessuno sa con precisione dove sia il regno fiabesco delle sirene negli abissi del mare. Tutti però dicono che si trova fra le Tremiti e la costa garganica. E la stele di corallo rosa in cui Vesta è trasformata,  dal suo apice goccia sempre lacrime mentre una catena di cento maglie la tiene assicurata ad una grande colonna che sorregge la volta. Le lacrime cadono come perle fosforescenti sull’acqua azzurra che circonda la stele rosa e si ammucchiano alla sua base cerne a formare il piedistallo Ma se una sirena le tocca, si liquefanno e tornano stille di acqua nell’acqua

Ed anche la stele di corallo ridiventa Vesta e il faraglione ridiventa Pizzimunno se una sirena li accarezza. E non vi è pianto più accorato di quello dei due amanti quando riprendono spoglie umane.

Da questo pianto le perfide sirene sono state impietosite ed hanno deciso di far rivedere gli amanti ogni cento anni, su quello stesso scoglio dove vissero l’ultima notte d'amore. Ma è pietà la loro o una più grande perfidia se l’attesa di un secolo non è che un tormento senza fine per le anime di quei corpi irrigiditi? Perché neanche le anime possono ricongiungersi avendole, l’incantesimo, per l’eternità legate alla materia.

Così ogni cento anni Vesta e Pizzimunno si ritrovano sullo scoglio piatto che chiude la rada ed è folle la loro gioia in quella notte che trascorrono insieme

Ma nessuno riesce a fuggire verso la terra dove le sirene non potrebbero raggiungerli. La catena dalle cento maglie si tende e il mare inghiotte di nuovo Vesta mentre Pizzimunno guarda ancora come inebetito il gorgo che ribolle Poi comincia a nuotare seguendo il canto delle sirene e si rinnova l’incanto sulla riva che ci è vicina; lì si riforma il faraglione, gigantesco fantasma di pietra bianca

E che questo accada, lo hanno assicurato vecchi pescatori i quali inutilmente in una notte hanno cercato il faraglione senza trovarlo. Eppure conoscono la riva palmo a palmo.

Ma nessuno riesce a ricordare la data in cui l'incantesimo di Pizzimunno s’interrompe. Si sa solo che la notte è buia, con poche stelle, nella calma più assoluta del mare.

- Potrebbe anche essere questa notte, disse la mia compagna.

- Si potrebbe essere, rispose il pescatore

E con un remo spinse sul fondo per disincagliare la paranza dalla sabbia fine in cui la chiglia si era arenata.

Pubblicato in Turismo

Si terrà domani alle 9:30 presso l’aula magna dell’IPSSAR “E. Mattei” di Vieste il convegno sulla “Valorizzazione e utilizzo dei prodotti tipici del Gargano nelle aziende ristorative”, un appuntamento importante organizzato dagli allievi del corso ITS di Vieste in collaborazione con l’istituto alberghiero E.Mattei, con il patrocinio del comune di Vieste – Assessorato all’Agricoltura e del Gal Gargano – Agenzia di Sviluppo,
La giornata si aprirà con i saluti istituzionali del Dirigente Scolastico dell’IPSSAR Prof. Paolo Soldano e dell’Assessore all’Agricoltura del Comune di Vieste - Ass. Dario Carlino e della Presidente dell’ ITS IOTA Sviluppo Puglia - dott.ssa Giuseppa Antonaci.
Il convegno proseguirà con gli interventi del dott. Massimo Mezzina direttore tecnico di Gal Gargano Agenzia di sviluppo, della dott.ssa Maria Antonietta Di Viesti presidente dell’Associazione “Fave di Carpino”, Peppe Zullo del ristorante “Peppe Zullo”, Leonardo Vescera del Ristorante “Il Capriccio” e Pascal Barbato dell’azienda “Fulgaro Panificatori” che parteciperanno alla discussione sulla valorizzazione dei prodotti tipici, presentando le loro esperienze professionali e iniziative in itinere; al termine dei lavori sarà possibile partecipare ad una piccola degustazione di prodotti tipici a cura di alcune aziende locali.

Per tutte le informazioni e le comunicazioni contattare:
Pasquale Bua 340/3583068
Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

 

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Pubblicato in Manifestazioni

La Direzione Didattica Statale “G. Rodari” di Vieste informa la cittadinanza che, grazie ai Fondi Strutturali Europei – Avviso pubblico FSE n. 1953 del 21 febbraio 2017 - Programma Operativo Nazionale “Per la scuola, competenze e ambienti per l’apprendimento 2014-2020” - “Progetti di miglioramento delle competenze chiave degli allievi, anche mediante il supporto dello sviluppo delle capacità di docenti, formatori e staff”–, si attiveranno nell’anno scolastico 2018/19 percorsi di formazione che vogliono creare le condizioni per l’innalzamento delle competenze dei piccoli allievi, allo scopo di compensare svantaggi culturali, economici e sociali di contesto, privilegiando approcci innovativi che mettano al centro del percorso di apprendimento lo studente ed i propri bisogni e valorizzino gli stili di apprendimento e lo spirito d’iniziativa.

I Fondi Strutturali sono il principale strumento finanziario con cui l'Unione Europea persegue il fine di integrazione economica e sociale dei Paesi membri, nel rispetto dei principi di solidarietà e coesione tra di essi ai sensi dell'articolo 174 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea. Attraverso tali strumenti,che rientrano nel quadro finanziario dell'Unione Europea, vengono assegnati dal Consiglio dell'Unione contributi a fondo perduto ai Programmi Operativi ritenuti meritevoli presentati da ogni Paese. Il periodo di interesse per i fondi in esame va dallo 01/01/2014 al 31/12/2020 (art. 26 del Regolamento UE 1303/2013).

Inserendosi in tale quadro, la nostra Istituzione scolastica è risultata beneficiaria di un finanziamento pari a € 56.790,00, in grado di offrire una variegata opportunità di formazione per gli allievi, di cui € 17.046,00 per la realizzazione di n. 3 moduli - interventi per la Scuola dell’Infanzia, ed € 39.774,00 per la realizzazione di n. 7 moduli – interventi per la Scuola Primaria.

LA SCUOLA PER NOI! (Azione 10.2.1A) è il progetto destinato alla Scuola dell’Infanzia per il potenziamento di linguaggi e multimedialità, dell’espressione creativa e corporea, con predisposizione e realizzazione dei moduli:

- L’allegro movimento
- Il piccolo artista
- Le note emozionanti

LA SCUOLA DELLE COMPETENZE! (Azione 10.2.2A) è il percorso rivolto alla Scuola Primaria per l’integrazione e il potenziamento delle aree disciplinari di base: lingua italiana, lingue straniere, matematica e scienze con predisposizione e realizzazione dei moduli:

- TG SCUOLA
- Un amico in biblioteca
- Lo spettacolo dell’universo
- Il mondo dei numeri 1
- Il mondo dei numeri 2
- At School!
- English Theatre

Il Dirigente Scolastico
prof. Pietro LOCONTE

 

 

 

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Pubblicato in Società

Il Top IDj Angelus Marino sarà presente nella città di Sanremo, sabato 10 febbraio 2018, altra tappa importante del suo nuovo tour mondiale. In questo clima musicale non poteva di certo mancare una visita sanremese. Nella patria della canzone italiana Angelus porterà il suo show al Victory Morgana Bay, nell’ambito dell’evento Closing Party, dove, grazie alla collaborazione della direzione e di tutto lo staff del noto locale, renderà un tributo alla memoria del dr Feelx, prematuramente scomparso un anno fa e che nella cittadina dei fiori portava la sua musica, la sua voce inconfondibile ed il suo entusiasmo nel periodo del Festival della canzone italiana in vari locali.
Il tour mondiale di Angelus Marino, iniziato a Capodanno a Tokio, continuerà in varie importanti città con il ritmo particolare del suo Teletrasporto DNA Revolution e il nuovo format Vitamina V, in attesa del lancio del nuovo singolo “Imane” dedicato alla libertà di tutte le donne. Il noto IDj toccherà le seguenti città: Marrakesk, Instabul, Barcellona, Rotterdam, Londra, Miami, Lagos, Las Vegas, mentre in Italia sarà presente a Campobasso e a Milano.
Radio ufficiale del top IDJ Angelus Marino è la Vendjs.com & Win Italia Dj Network.

Info Booking: Emmanuele Galbu Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ufficio Stampa: GIOMAR Srls Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

https://youtu.be/d7sIRybtay8

https://youtu.be/gJ0Bt9owQb0

 

 

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Per chi non sa come dire “TI AMO” il giorno degli innamorati, i fiori del LA GARGANICA corrono in aiuto! C’è solo l’imbarazzo della scelta: ROSE ROSSE? Ma puoi sperimentare con altri fiori.

Se il TUO amore è appassionato dillo con i garofani rossi o i fiori di CAMELIA.

Se invece il TUO amore è sincero sono perfette le VIOLE e i NONTISCORDARDIME: simboleggiano tutto il TUO romanticismo!

E’ un amore appena sbocciato regalaLE un fiore bianco: un GIGLIO e delle MARGHERITE.

Il TUO amore è perfetto? Unico al mondo? Indescrivibile?

I fiori di San Valentino alla GARGANICA perfetti sono i TULIPANI.

CON i FIORI de LA GARGANICA ogni giorno c'è il sole, che con i suoi raggi illumina la VOSTRA vita e riscalda i VOSTRI cuori.

La Garganica è in via Verdi a Vieste, telefono: O884/701740 – 340/6232075

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Pubblicato in Personaggi

Dal 2000 ogni anno, il secondo sabato di febbraio, in tutta Italia, migliaia di volontari di Banco Farmaceutico sono presenti nelle oltre 3.600 farmacie aderenti, e invitano i cittadini a donare farmaci per gli Enti assistenziali della propria città: è la GRF - Giornata Nazionale di Raccolta del Farmaco. Ogni Ente viene convenzionato ad una o più farmacie in cui sono raccolti esclusivamente farmaci senza obbligo di prescrizione.
Anche nella provincia di Foggia la generosità della popolazione è stata evidente. A Foggia, Manfredonia, Stornarella, Monte Sant'Angelo, Vieste sono state raccolte, lo scorso anno, in totale oltre 1350 confezioni di farmaci, permettendo di rispondere a circa il 50% del fabbisogno evidenziato dagli enti assistenziali convenzionati con la Fondazione Banco Farmaceutico onlus. All’iniziativa hanno aderito 17 farmacie. La realizzazione è stata possibile grazie al supporto di più di 140 volontari.
È stato fatto molto, ma molto resta ancora da fare. È necessario e possibile continuare a donare per far fronte alle necessità degli enti. Ricordiamo che il Banco Farmaceutico opera tutto l’anno.

La Giornata del Farmaco torna per il quarto anno anche a Vieste. Due, quest’anno, le Farmacie che aderiscono alla raccolta:

Farmacia S. Giuseppe – corso Fazzini
Farmacia S. Giorgio – via Verdi

Lo scorso anno a Vieste sono stati raccolti 151 farmaci distribuiti a Vieste e Vico. Quest’anno si replica. Le donazioni sono aperte per tutta la giornata di sabato 10 febbraio.
L’invito è a donare.

 

 

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Pubblicato in Società

La vicenda delle foibe rappresenta un momento oscuro e ignoto della storia italiana. Per molti anni abbiamo assistito ad una cecità politica nei confronti di questo fenomeno e casualmente , ad oggi, è ancora raro trovare nei libi storia approfondimenti sul tema.
L'orrore istriano si compie fra il 1943 e il 1947 con migliaia di persone gettate nelle foibe (voragini rocciose, spesso molto profonde, a forma di imbuto rovesciato ) o uccise dopo falsi processi dai comunisti del maresciallo Tito.
Molti morivano nei campi di concentramento comunisti e, nel caso di militari, durante le marce di trasferimento. Molte esecuzioni si effettuavano nelle foibe ed i prigionieri, dopo torture di ogni genere, erano condotti sull'orlo delle voragini e legati l'uno all'altro da un filo di ferro stretto ai polsi con delle pinze. Infine, uno dei soldati sparava al membro in testa al gruppo dei condannati, che trascinava nella foiba il resto dei compagni, ancora vivi.
Il massacro delle foibe ha provocato un gran numero di vittime, tra le 10 e le 15mila persone e 350mila che furono costretti alla fuga dalle violenze comuniste, poiché avevano come unica colpa quella di essere italiani. Infatti era una vera e propria pulizia etnica che doveva annientare la presenza italiana in Istria e Dalmazia.
Il Genocidio venne ufficialmente riconosciuto solo nel 2004, con la legge numero 94 che istituì il giorno 10 febbraio la "Giornata del Ricordo", in memoria dei martiri delle foibe e dell’esodo delle comunità giuliano-dalmate e istriane.
Tra gli “infoibati” ci furono diversi viestani: Vincenzo Vescera, poliziotto in servizio a Trieste, catturato il 2 Maggio 1944 ed infoibato presso Basovizza, ai discendenti, su segnalazione del Comune di Vieste, venne riconosciuta la Medaglia alla Memoria del Presidente della Repubblica in occasione delle celebrazioni del “Giorno del Ricordo” del 2015; Francesco Cavaliere, poliziotto in servizio a Gorizia; Francesco Paolo Ascoli, anch’esso poliziotto; Giovanni Battista Chieffo, civile; ed altri due dei quali si conosce solo il cognome, Russo e Santoro.
Bisogna ricordare, con orgoglio, anche l’impegno umanitario del nostro Comune, poiché Vieste fu l’unica città italiana che si impegnò a fondare la nuova Pola sul proprio territorio (cedendo parte dello stesso) per poter accogliere gli esuli delle terre italiane di Istria, Giulia e Dalmazia. Infatti nella Delibera di Giunta Municipale nr. 70 del 18.04.1947, recante all’oggetto “Fondazione della nuova Città di Pola” vi è sancito <<... una nuova Pola deve essere creata, sullo stesso mare e sulla stessa sinuosità insidiose di identiche scogliere... Delibera... ... a far sì che i fratelli polesi possano riaffacciarsi su quel loro mare da dove incomprensione ed ingiustizia li hanno cacciati... >>.
Si nota con dispiacere che, negli ultimi tempi, tale Giornata del Ricordo non venga celebrata nella nostra città con giuste iniziative sul tema. Ci auguriamo che l’amministrazione comunale torni ad essere protagonista sul tema , coinvolgendo le comunità scolastiche e tutta la città.
E’ nostro obbligo morale ricordare i nostri morti e ricordare anche la generosità dei viestani e dell’Amministrazione comunale del 1947.

Matteo Parisi - FDI Vieste

 

 

 

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Pubblicato in Politica
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Reporter della tua città

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25 Maggio 2018 - 11:56:35

Reporter della Tua Città/ Attenzione ai falsi esattori di gas e luce

Numerose segnalazioni ci sono giunte in redazione circa gentilissimi esattori o pseudo tali che stanno facendo visita, in queste ore, in tanti condomini di Vieste, chiedendo…

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