Articoli filtrati per data: Giovedì, 10 Agosto 2017 - Ondaradio - Tra le vie della città Gargano
Giovedì, 10 Agosto 2017 19:24

Vieste - Questa sera si gioca a... sei zampe

Vieste è ad oggi la città italiana più Animal Friendly d’Italia. Lo dice una indagine dell’Agenzia Sinergie e lo conferma la massiccia presenza di turisti con cani, da quest’anno rappresentata anche da turisti stranieri dopo che The Local e Lonely Planet l’hanno pubblicizzata in tutto il mondo per aver sconfitto il randagismo e per i suoi servizi animal friendly. Lidi attrezzati, strutture turistiche che accettano animali, gelaterie per cani e da quest’anno, grazie ad un progetto condotto con la FISC e il Danny’s Pet Village anche il primo villaggio, Spiaggia Lunga, con l’Animazione cinofila. Tutte queste iniziative rientrano tra le azioni di lotta al randagismo del progetto ZERO CANI IN CANILE, ideato e messo in atto dai volontari della Lega Nazionale per la Difesa del cane di Vieste e condiviso in toto dall’Amministrazione Nobiletti.

Così parte “Giochi di zampa”, il primo progetto di animazione cittadina Animal Friendly questa sera alle ore 21,00 presso Piazza Marina Piccola. L’evento, patrocinato dal Comune di Vieste e fortemente voluto dall’Assessore al Turismo Rossella Falcone, vede insieme: la sezione Provinciale della Lega Nazionale per la Difesa del cane (LNDC), il Denny’s Pet Village affiliato FISC (Federazione Italiana Sport Cinofili), il Centro Cinofilo Gargano, gli Ambulatori veterinari S Francesco e S Giorgio. Si tratta di giochi che cani e padroni potranno fare insieme divertendosi, e che prevedono premiazioni finali. Per l’occasione sarà allestita una postazione con volontari LNDC che faranno attività educativa (raccolta deiezioni, corretta detenzione in spiaggia, ecc), medici veterinari per dare consigli sulla profilassi e la gestione degli animali in vacanza ed educatori cinofili per suggerimenti comportamentali.

Cani e padroni potranno iscriversi gratuitamente dalle ore 21,00 presso Piazza marina Piccola. Cittadini e turisti, rigorosamente accompagnati dal proprio cane, sono invitati a partecipare. Per ulteriori info: 3479689038

Pubblicato in Manifestazioni

I militari della Guardia Costiera di Rodi Garganico e Peschici hanno accertato in località “Isola di Varano”, comune di Cagnano Varano, l’abusiva occupazione di circa 1.600 metri quadri di spiaggia da parte di tre strutture turistiche operanti in zona.
Sono stati rilevati 110 ombrelloni e 160 lettini posizionati senza le prescritte autorizzazioni demaniali su di un tratto di arenile ampio circa 200 metri fronte mare.
I responsabili di tale illecita condotta, oltre ad essere stati deferiti alla competente Autorità Giudiziaria di Foggia, hanno provveduto a sgomberare l’area così occupata restituendola prontamente all’uso pubblico.
Suddetta attività di polizia marittima si innesta nell’ambito della più ampia operazione “Mare Sicuro” condotta durante il periodo estivo dalla Guardia Costiera italiana su tutto il territorio nazionale, a salvaguardia della vita umana in mare, a garanzia della sicurezza della balneazione e a tutela dell’ecosistema marino.
Come sempre, per tutte le emergenze in mare è sempre attivo il NUMERO BLU 1530, operativo e gratuito su tutto il territorio nazionale 24 ore su 24.

IL COMANDANTE
T.V. (CP) FRANCESCO MARIA RICCI

Pubblicato in Cronaca

Il salvataggio e la messa in sicurezza del Castello di Lucera, una imponente fortezza svevo-angioina: lo chiede il sindaco, Antonio Tutolo, che da questa mattina, insieme con il consigliere comunale Leonardo Renzone, ha piantato davanti al castello una tenda ed un ombrellone, si è incatenato ai puntelli messi alle mura del Castello, e ha cominciato uno sciopero della fame che,assicura, "andrà avanti ad oltranza". Tutolo ha scritto una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ed al ministro di Beni Culturali e Turismo, Dario Franceschini. "E' un vero e proprio SOS per salvare la Fortezza -spiega - indirizzato anche all'Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania, Susanne Marianne Wasum-Rainer, all'Ambasciatore del Regno dell'Arabia Saudita, Rayed Khaled a. Krimly". Già nel 1998 l'Ufficio del Genio Civile di Foggia ha accertato una situazione drammatica e preoccupante del lato Sud della cinta muraria, paventandone il crollo.

Pubblicato in Cultura

E’ stato pubblicato il bando Tecnonidi, la misura più innovativa tra i bandi regionali per le piccole imprese che intendono avviare o sviluppare investimenti a contenuto tecnologico. La prima dotazione economica è di 30 milioni di euro.

Lo rende noto l'assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, Michele Mazzarano, dichiarandosi particolarmente soddisfatto perché questo intervento consente di raccogliere i frutti dei cospicui investimenti in ricerca fatti sia dalla Regione Puglia che dalle imprese, favorendo la nascita di start up tecnologiche che accompagnino la trasformazione economica della Regione.

“Tecnonidi è la novità assoluta del programma regionale Jump Start Puglia - ha dichiarato Mazzarano - il fiore all'occhiello di un piano articolato per la crescita attraverso la leva dell’innovazione che comprende anche Nidi, il Microcredito e gli aiuti per la tutela dell'ambiente. L’obiettivo è favorire, da un lato, l’autoimprenditorialità, quale forma di contrasto alla disoccupazione, dall’altro, i progetti ad alto contenuto innovativo per incentivarli nella fase iniziale e accompagnarli sul mercato fino all’industrializzazione”.

Tecnonidi è, infatti, lo strumento con cui la Regione Puglia offre un pacchetto di aiuti per l’avvio o lo sviluppo di un’impresa innovativa mediante un prestito rimborsabile ed una sovvenzione sia per gli investimenti che per i costi di funzionamento.
Si rivolge alle piccole imprese di nuova costituzione o operative da cinque anni al massimo che, nel territorio della Regione Puglia, intendono avviare o sviluppare piani di investimento a contenuto tecnologico in una delle aree di innovazione (Manifattura sostenibile, Salute dell’uomo, Comunità digitali, creative e inclusive) o “tecnologie chiave” abilitanti individuate dalla Regione Puglia nel documento Smart Specialitation Strategy. L’importo complessivo del progetto imprenditoriale dovrà essere compreso tra 25mila e 350mila euro, di cui massimo 250mila euro destinati a spese di investimento e 100mila euro destinati ai costi di funzionamento. L’agevolazione per le spese di investimento è pari all’80% delle spese ammissibili ed è costituita da una sovvenzione (40% del totale) e da un prestito rimborsabile (40% del totale).

L’agevolazione per i costi di funzionamento è pari all’80% delle spese ammissibili. Per tutti i progetti proposti ad agevolazione verrà acquisito il giudizio di esperti indipendenti, di elevate competenze tecnico-scientifiche individuati negli albi tenuti da ministero dello Sviluppo Economico e Arti, finalizzato a valutare la possibilità per l’impresa proponente di sviluppare in futuro prodotti, servizi o processi nuovi o sensibilmente migliorati rispetto allo stato dell'arte nel settore interessato.

“Tecnonidi, insieme con gli altri strumenti di ingegneria finanziaria messi in campo - ha continuato Mazzarano - rappresenta l'idea di sviluppo che la Regione Puglia intende costruire per il territorio, attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro altamente qualificati e specializzati. Si tratta di un investimento complessivo di 174 milioni di euro che sono una potente iniezione di liquidità quasi interamente dedicata alle piccole imprese che rappresentano la stragrande maggioranza del tessuto produttivo pugliese.

“E' un atto di fiducia nel loro grande potenziale - ha concluso Mazzarano - ed una grande opportunità per i giovani, ai quali chiediamo idee nuove per sviluppare un made in Puglia che possa essere sempre più competitivo nel mondo”..

Pubblicato in Economia

La solitudine è uno dei mali della società moderna che non è solo causa di afflizione psichica ma, più in generale fa male alla salute. È uno studio della Brigham Young University (BYU) di Provo (Utah), a confermare le gravi conseguenze sulla salute di solitudine e isolamento sociale, arrivando alla conclusione che sono killer maggiori dell’obesità. La ricerca, presentata da Julianne Holt-Lunstad alla 125/ima convention annuale della American Psychological Society tenutasi a Washington, ha verificato che il rischio di morte prematura aumenta del 50% in condizioni di solitudine e isolamento sociale.
Secondo Holt-Lunstad si tratta di risultati rilevanti perché nel mondo occidentale vi è una ‘epidemia di solitudine’ che bisogna gestire con opportune misure da intraprendere a partire dall’infanzia, e naturalmente centrando l’attenzione sugli anziani. Già in passato altri studi avevano mostrato una connessione tra solitudine (la sensazione soggettiva di essere disconnessi dalla società, di non avere affetti vicini), isolamento sociale (la condizione oggettiva di essere socialmente isolati) e cattiva salute, in particolare rischio di Alzheimer e minore sopravvivenza in caso di tumore al seno.
In questi lavori, invece, si è teso a cercare un nesso tra solitudine, isolamento e rischio di morte. Il primo studio ha coinvolto oltre 300.000 adulti che avevano precedentemente partecipato a un totale di 148 studi, mentre la seconda meta-analisi ha compreso 70 studi per un totale di oltre 3,4 milioni di adulti. È emerso che l’isolamento sociale è associato a un rischio di morte prematura del 50% maggiore rispetto a chi è socialmente connesso. Inoltre, è emerso che il rischio di morte prematura associato a isolamento e solitudine è uguale se non maggiore al rischio associato a gravi problemi di salute come l’obesità.
Si tratta di risultati che dovrebbero far riflettere tutti, a partire dalle istituzioni, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti [1]”, perché la causa principale va ricercata in una società sempre più egoista e meno inclusiva, nella quale gli enti, a partire da quelli di prossimità sono sempre più lontani dalle istanze dei cittadini che inevitabilmente si isolano non trovando più risposte alle proprie esigenze. Solo un’inversione di tendenza che riporti il cittadino all’interno della comunità potrà ridurre i fenomeni della solitudine e dell’isolamento sociale e quindi delle patologie connesse che in virtù dei dati emersi dallo studio americano, risultano avere dei costi sociali enormi.

Giovanni D'agata

Pubblicato in Società

Quattro morti a San Marco in Lamis, fra cui due ignari contadini. L'arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo riflette sulla realtà locale a partire dalla cronaca nera. La criminalità rovina una terra potenzialmente ricca e una società vivace. "Qui ognuno cerca di fare la sua parte. Non possiamo arrenderci". Il ruolo delle istituzioni, i compiti di una Chiesa "missionaria", aperta, "in uscita".

Una violenza sfacciata, assurda, senza misura, che insanguina una terra bella e potenzialmente ricca. Una strage che interpella nuovamente – e con urgenza – le coscienze, perché al male si risponda con il bene, con una ritrovata speranza. I quattro morti di ieri a San Marco in Lamis confermano che la criminalità organizzata non dà pace al Gargano. “La dinamica dei fatti appare ormai piuttosto chiara. Si parla di un regolamento di conti in cui, però, hanno perso la vita anche due contadini, due vittime innocenti. Questa volta, come già accaduto in passato, il delitto appare ancora più grave”: mons. Michele Castoro, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, riflette a partire dalla cronaca, anche per richiamare le istituzioni e la Chiesa stessa a un’azione decisa e coraggiosa “per il futuro della nostra gente”.

Monsignore, siamo di fronte a un nuovo regolamento di conti, un fatto di sangue che si aggiunge a una lunga scia di vendette e omicidi...

Certo, l’episodio di ieri dimostra un’altra volta che la violenza non riguarda solo poche famiglie impegnate in una faida atavica, una vera e propria guerra attorno a interessi economici illeciti, droga, malaffare. Dev’essere chiaro che questa criminalità non guarda in faccia a nessuno: essa attraversa la nostra società, colpisce tutto il territorio, producendo solo male e ulteriore odio. Così il Gargano, la “montagna sacra” che ospita il santuario di San Michele Arcangelo e quello dedicato a San Pio, vede scorrere sangue dappertutto. Per questo non possiamo arrenderci.

Molti osservatori sostengono che lo Stato e le istituzioni siano assenti. Cosa ne pensa?

Lo Stato, le istituzioni, le forze dell’ordine sono presenti e attivi. Magari lo potrebbero essere anche in forme più visibili ed efficaci, in modo da rassicurare la realtà locale. Ma di certo qui ognuno cerca di fare responsabilmente la propria parte. C’è una realtà viva, fatta di lavoro, di volontariato, di fede, che va sostenuta e affiancata.

E la Chiesa locale?

Come comunità cristiana ci sentiamo fortemente interpellati da quanto accade attorno a noi. Del resto diocesi, parrocchie, associazioni rappresentano realtà vivaci, impegnate nella formazione dei giovani e nel sociale; ad esempio in questi mesi è tutto un fermento di “grest” e campi-scuola, di iniziative di socializzazione e di cultura, oltre che di spiritualità. Al contempo sappiamo che non possiamo più accontentarci di una pastorale di conservazione: occorre una pastorale missionaria con i tratti di una “Chiesa in uscita”, come richiama Papa Francesco. Dobbiamo farci avanti, intercettare quella parte di popolazione che si dimostra indifferente alla fede, che sembra aver chiuso ogni rapporto con la Chiesa. Si tratta di instaurare un dialogo basato su incontro e fratellanza. Di questo hanno bisogno le nostre terre: che le forze vive e buone della società procedano insieme.

È un richiamo a valori positivi e testimonianze limpide che facciano da contraltare al male e all’odio?

Esattamente. Bisogna portare nella società i valori del vangelo: il perdono, la misericordia, la giustizia, la pace. La Buona Notizia deve percorrere le strade delle nostre città con la testimonianza di cristiani autentici e credibili, aperti al dialogo, costruttivi.
Perché nel Vangelo troviamo insegnamenti condivisibili che hanno anche valore civile. Come diceva don Bosco: non si può essere buoni cristiani se non si è onesti cittadini.

Servizio Informazione Religiosa

Pubblicato in Società

Almeno 28 clan censiti e 17 morti ammazzati dall'inizio dell'anno (oltre a due lupare bianche). è questo l'identikit della mafia foggiana che ieri ha segnato un record storico: 4 morti ammazzati, un triste primato che riporta le lancette indietro al 1986 con la strage del Bacardi, a Foggia.
La mafia foggia deve controbattere non a una mafia piramidale ma alle mafie: da quella garganica, sempre più sanguinaria (solo di qualche giorno fa l'assassinio in pieno giorno in un ristorante di Vieste affollato di turisti) a quella cerignolana specializzata in assalti a portavalori, tir e caveau. alla «società» foggiana, tutta racket e droga, a quella che spadroneggia nell'alto Tavoliere seminando terrore e morti a San Severo, Torremaggiore ed Apricena.

«La criminalità pugliese e in particolare questa efferatissima forma di criminalità foggiana, è stata considerata troppo a lungo una 'mafia di serie B'». Lo ha detto il Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti alla trasmissione '6 su Radio 1' della Rai per commentare l’agguato di ieri nelle campagne di San Marco in Lamis nel foggiano in cui è stato ucciso un boss mafioso e altre tre persone. Roberti ha detto che le faide tra clan vanno avanti da 30 anni, ci sono stati 300 omicidi, e l’80% è rimasto impunito.
Per tutta la notte sono state ascoltate persone e compiute perquisizioni nell’ambito delle indagini dei carabinieri del Comando provinciale di Foggia. I militari nella notte hanno ascoltato una decina di persone tra amici e parenti delle vittime, ma finora - a quanto si è appreso - non è stato possibile trarre nessun elemento utile per le indagini. Stesso risultato alla fine delle perquisizioni effettuate, più di una decina.
Per quanto riguarda la scena del delitto, prima di poter mettere un punto fermo sulla ricostruzione effettuata dagli investigatori, sarà necessario attendere la comparazione balistica che verrà effettuata dal Ris, che dovrà stabilire con certezza se, ad esempio a sparare contro il Fiorino e, quindi contro i due contadini, siano state le stesse armi che hanno fatto fuoco ed ucciso Romito e il cognato. Diverse decine le cartucce repertate che sono state sparate da un fucile d’assalto AK 47 Kalashnikov e da un fucile da caccia calibro 12. L'auto dei killer è stata ritrovata bruciata dopo l'agguato.

Le indagini, a detta dei militari, al momento non hanno una pista privilegiata. Non viene, cioè, tralasciata alcuna pista e alcuna ipotesi. Da verificare la circostanza che il boss Romito si trovasse lì per un appuntamento o se la sua presenza sia stata del tutto casuale. Cosìsi sta verificando ogni particolare della vita dei due contadini, anche se al momento emerge che sarebbero del tutto estranei alla vicenda. Non è improbabile che gli omicidi di ieri si possano comunque collegare ad una vendetta per quanto accaduto circa un mese fa, proprio alla periferia di Apricena, con l’uccisione di due persone o che l’agguato possa essere inserito in un contesto più ampio di guerra per la conquista del territorio per la droga proveniente dall’Albania, un 'business' che fa gola a vari gruppi della malavita locale e che potrebbe aver scatenato una vera e propria guerra.

Pubblicato in Cronaca

 

Comunicato del Sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti. - 

In merito alle ricorrenti, prolungate ed intollerabili interruzioni di energia elettrica comminate a cittadini, ospiti ed attività economiche del nostro territorio in questi giorni, mi unisco alle tantissime e più che giustificate espressioni di più viva protesta rivolte all’ ente gestore della rete elettrica (Enel distribuzione) che sta dando prova di inefficienze ed inadeguatezze di livello quasi terzomondista.

Già al primo verificarsi dei blackouts avevo sollecitato all’Enel gli opportuni interventi di manutenzione e prevenzione degne di questo nome, nonché la dislocazione di squadre di pronto intervento.

Col perdurare dei disservizi ed a fronte di una sostanziale sordità del gestore, visti gli enormi disagi ed i gravi danni inflitti a cittadini, ospiti ed attività ho ritenuto opportuno informare il Prefetto di Foggia, sollecitando anche un suo intervento su Enel.

Il Comune di Vieste, al riguardo, si rende disponibile a valutare la sussistenza di ogni profilo di risarcimento danni ed a condividere ogni iniziativa legale volta ad ottenere ristoro degli interessi diffusi lesi.

Vieste, il giorno 10 agosto 2017

Il Sindaco

Pubblicato in Notizie

Mi chiamo Marco Minniti (niente a che fare con il ministro), abito vicino Bergamo. Sono in vacanza nella Vostra “speciale” cittadina. L’altra sera ero a cenare su un lido della spiaggia Pizzomunno, quando siamo stati rammentati che esiste il buio. Poi il black aut si è protratto e sono iniziati per noi piccoli problemi, ma per loro che lavoravano grossi problemi. E presumo, per la vostra amata Vieste, anche danni di immagine. Problemi che per i proprietari del ristorante si sono ingigantiti al ritorno della corrente. Frigorifero, friggitrice saltati. Vieste è sul podio italiano per le presenze estive, quindi l’Enel non può farsi trovare spiazzato. Sa che la cittadina può avere un carico di centinaia di migliaia di persone. Questa mattina, ascoltavo le lamentele di tante signore sotto l’ombrellone: dei danni subiti ai loro elettrodomestici. Lancio una proposta banale: perché con l’aiuto di facebook non costituire una CAUSA COLLETTIVA. Gli esperti amano chiamarla class action. Tradotto: chiedere seri danni all’Enel. Della serie: dalle solite lagnanze ai fatti! Raccogliere le giuste documentazioni per i guasti avuti (frigoriferi, tv, microforni, computer, monitor, ecc), passarli a degli avvocati che si presteranno gratuitamente (così si divertono un pochino contro il colosso Enel). Se poi alla giusta causa partecipasse anche il Comune sarebbe ancora meglio. Immaginate il clamore mediatico nazionale, proprio come fanno loro quando gli conviene. Ogni tanto bisogna batteri i pugni contro l’arroganza di certi pseudo colossi (Enel)....

Grazie per l’ospitalità sul Vostro sito....ma soprattutto grazie a tutta Vieste  e buon lavoro.

Marco Minniti
(niente a che fare con il ministro)
Bergamo

Al Sindaco del Comune di Vieste

All'assessore al Commercio

Ai Componenti della Giunta

OGGETTO: Proposta regolamentazione mercato adiacente il campo sportivo.

Di fianco al campo sportivo viene effettuato giornalmente il mercato di prodotti agricoli, ittici e di altri generi. Su segnalazione degli operatori del settore, dei cittadini nonché per riscontro diretto si sono evidenziate delle inefficienze di seguito elencate che rendono lo stesso mercato piuttosto caotico:

1. presenza di autoveicoli di ogni genere ivi parcheggiati durante lo svolgimento del mercato, talvolta anche camper.
2. Assenza di posti assegnati ai venditori.
3. Presenza nella stessa corsia di prodotti merceologici diversi (prodotti ittici, agricoli e di altre categorie merceologiche).
4. Mancanza di senso unico lungo la strada adiacente il campo sportivo che attraversa lateralmente il mercato.

Sulla base di quanto segnalato il gruppo “Democratici” per rendere ordinato lo svolgimento del mercato propone quanto segue:

1. l'installazione di una segnaletica fissa orizzontale e verticale con senso unico sulla via adiacente il campo sportivo per evitare ingorghi.
2. Istituzione di corsie riservate al mercato con divieto di parcheggio nelle ore in cui si svolge la stessa attività di vendita.
3. L'individuazione di una corsia riservata esclusivamente ai produttori propri con eventuale esenzione per gli stessi dalla tassa di occupazione del suolo pubblico al fine di promuovere la coltivazione e valorizzazione dei prodotti locali e a chilometro zero.
4. L'individuazione di corsie differenziate a seconda del prodotto merceologico che si offre (corsia per la vendita del pesce, corsia per la vendita dei prodotti ortofrutticoli, corsia per la vendita di prodotti merceologici diversi, ecc.).
5. L'individuazione di posti assegnati ad ogni commerciante che dovrà pagare il suolo pubblico in base alla superficie effettivamente occupata e non in maniera forfettaria.
6. Maggior vigilanza per rendere lo svolgimento del mercato più agevole ed ordinato.

Per concludere, vista la durata del mercato che impegna tutta la mattinata, si propone altresì la collocazione di bagni pubblici nell'area mercatale.

 

Rita CANNAROZZI

Paolo PRUDENTE

Pubblicato in Politica
Pagina 1 di 2

Ondaradio consiglia...

Reporter della tua città

16 Agosto 2017 - 14:43:49

Reporter della Tua Città/ BANCOMAT SCARICHI CHE FARE?

C’è un fenomeno che puntualmente si verifica ogni anno durante l’alta stagione turistica, quello dell’incapacità dei bancomat e delle loro provviste, di soddisfare il fabbisogno…

Seguici su...

Emittente radiofonica OndaRadio - Editore: Associazione Amici della Radio - Lungomare Europa - Marina di Vieste - Lotto 24 - CF 93005440719 - Partita Iva 01689250718
Presidente: Mario Vieste - Direttore Responsabile: Ninì delli Santi - Telefono: 0884 705248 - Email: info@ondaradio.info
Registrazione al Tribunale di Lucera n. 64 del 24/02/1988 - Registro periodici del Tribunale di Foggia 02/09/2005