Articoli filtrati per data: Martedì, 01 Agosto 2017 - Ondaradio - Tra le vie della città Gargano

A Vieste, quando si entra nella bottega artigianale “Lithos” si resta subito affascinati e avvinti da un alone di magia. Nel laboratorio, in attività dal 1996, dove viene lavorata la cosiddetta pietra leccese, si è accolti calorosamente da Carlo e Raffaele Gentile, padre e figlio, che subito mostrano ai visitatori le loro opere ispirate alle antichissime stele daunie risalenti al VII-VI secolo a.C. e che sono custodite nel museo di Manfredonia.

Qui si creano anche elementi per decorazioni architettoniche e monili in alabastro. E mentre ci guardiamo attorno con curiosità, Carlo preso da un momento di ispirazione, comincia a lisciare un piccolo blocco, e così una nuova creazione prende pian piano forma sotto gli occhi di chi guarda; e intanto racconta di quando, bambino di 6-7 anni, rimase incantato dai disegni realizzati da alcuni madonnari giunti a Vieste. Il piccolo Carlo, tornando a casa, dopo aver visto all’opera quegli artisti di strada, avrebbe voluto cimentarsi anche lui con colori e pennelli, ma i suoi genitori erano poveri e lui non sapeva come procurarsi l’occorrente per provare a dipingere, così aguzzò l’ingegno: tagliò le vibrisse al povero gatto di famiglia e con queste si costruì un rudimentale pennello, poi prese un barattolo di salsa di pomodoro e l’adoperò come se fosse vernice.

Ma, ci tiene a precisare Carlo, adesso convinto animalista, quella marachella non provocò danni permanenti al micio e non vi furono ulteriori tentativi di usare in modo improprio i baffi del felino, soprattutto dopo gli aspri rimproveri paterni. La scoperta della scultura, per Carlo bambino, arrivò qualche tempo dopo quando rubò martello e scalpello ad uno dei fratelli maggiori che faceva il muratore, per creare la sua prima opera in pietra. Fu così che Carlo Gentile si rese conto di essere pervaso dal sacro fuoco dell’arte, che da allora non l’ha mai abbandonato, tanto che adesso non riesce neppure ad immaginarsi in pensione, poiché considera il suo, non un mestiere, ma una vera e propria passione.

E Raffaele spiega di restare egli stesso ancora sbalordito dall’abilità paterna e dalla sua innata manualità nel far sì che un banale blocco inanimato quasi prenda vita, trasformandosi in una figura umana, in un animale o in un oggetto d’arredo. “Lithos” è l’unica bottega di questo genere in paese e non ci sono oltre ai Gentile altri artigiani che abbiano preso in considerazione la lavorazione della morbida e chiara pietra calcarea, risalente al periodo miocenico. Ma Carlo spesso nel suo laboratorio ospita intere scolaresche, nella speranza che un altro bambino, come accaduto a lui tanto tempo fa, possa vedere oltre l’essenza di una banale pietra e immaginare un mondo da creare con la fantasia.

Silvia Scardino (www.ilsitodisicilia.it)

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Non sarà solo l'azzurro il colore preferito dagli spettatori della Vieste Beach Arena che dal 2 al 4 agosto assisteranno al campionato mondiale di beach soccer; venerdì, infatti, sventolerà anche il rosso e il nero, i colori sociali del Foggia Calcio, che sarà presente alla manifestazione con le massime cariche: è prevista la presenza di un rappresentante della famiglia Sannella, proprietaria della società, del presidente Lucio Fares, del direttore generale Giuseppe Colucci, del direttore sportivo Giuseppe di Bari e di mister Giovanni Stroppa. Una sorpresa che riempie di gioia gli organizzatori del torneo (Dario Carlino assessore allo sport del Comune di Vieste e Michele Prencipe titolare dell'arena e dell'annesso stabilimento balneare denominato lido Cristalda) ma soprattutto Maurizio Iorio, presidente e selezionatore della Italia Beach Soccer. Prima di vestire le maglie di Roma e Inter (per citare solo le più prestigiose), l'ex attaccante ha esordito in serie A proprio nel Foggia di Puricelli totalizzando 21 presenze e 6 reti. Nella conferenza stampa di presentazione dell'evento tenutasi a giugno, Iorio non riuscì a trattenere la sua gioia nel commentare il ritorno dei satanelli in serie B, precisando che “è comunque una categoria che sta stretta a questa società e a questa città che meritano di raggiungere la massima serie: Foggia ha bisogno della serie A perché la serie A ha bisogno del Foggia”.

Tornando al torneo di beach soccer, c'è da segnalare il forfait della squadra francese, costretta ad alzare bandiera bianca per l'infortunio di ben 4 suoi giocatori. I transalpini saranno sostituiti dall'Honduras. Confermata invece la presenza di Argentina, Canada ed, ovviamente, Italia. E a proposito degli azzurri, a Vieste ci sarà l'esordio di Luciano Zauri, ex calciatore di Lazio, Chievo, Atalanta, Fiorentina, Sampdoria e Pescara totalizzando 506 presenze in serie A (e 10 gol) e 5 in nazionale maggiore.

Mercoledì 2 è previsto l'arrivo delle rappresentative, mentre giovedì e venerdì si disputeranno le gare, con inizio alle ore 16. Come sempre, l'accesso alle gradinate della Vieste Beach Arena è completamente gratuito. Le partite saranno registrate e trasmesse in differita tra qualche settimana da Fox Sport (canale 204 del decoder Sky).

 

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Coinvolti un’autovettura Mercedes ed un Autocarro. I due mezzi che percorrevano la Provinciale con opposta direzione, giunti in una semicurva all’altezza del Km 11, venivano a collisione, ambedue sul lato anteriore sinistro, procurando gravi danni ai due veicoli. Ferita la passeggera dell’autoveicolo Mercedes, subito soccorsa ed accompagnata al Pronto Soccorso di Vieste. Per via dell’impatto è rimasto bloccato il traffico per quasi un’ora. Sul posto sono prontamente intervenute due pattuglie della Sottosezione Polizia Stradale di Vieste, che hanno ripristinato il passaggio in senso alternato. I rilievi della Polstrada sono ancora in corso per la ricostruzione della dinamica dell’incedente.

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11 appuntamenti in 11 città del Gargano, 5 gruppi folk tra i più rappresentativi del territorio (Rione Junno, Tarantula Garganica, Terranima, La Pacchianella e i Frizzicaroli), 2 sagre (Carpino, olio e fave – Cagnano, pesce): sono i numeri della rassegna “Tutela e valorizzazione delle tradizioni popolari garganiche” promossa dal Parco Nazionale del Gargano con la direzione artistica di BCM – Biagio Ciuffreda Management. Canale Italia e Teledauna. Dopo la tappa di Mattinata, 26 luglio con i Rione Junno, da mercoledì 2 agosto parte il tour che terminerà martedì 15 agosto a Peschici. Tutti gli spettacoli si terranno alle ore 21.

Ecco tutti gli appuntamenti. Mercoledì 2 agosto, a San Giovanni Rotondo (Piazza Europa), i Rione Junno in concerto.

I Terranima si esibiranno giovedì 3 a San Marco in Lamis (Villa Comunale).

A Rignano Garganico (Piazza San Rocco), sabato 5 agosto, i Rione Junno, che replicheranno a Vico del Gargano domenica 6.

Lunedì 7 agosto lo storico gruppo de La Pacchianella si esibirà a Monte Sant’Angelo (Piazza Duca d'Aosta).

Martedì 8, a Lido del Sole (Rodi Garganico), sul palco si alterneranno i Terranima e i Frizzicaroli.

Mercoledì 9 i Terranima saranno a Vieste (Marina Piccola) e sabato 12 a Carpino (Piazza del Popolo), in occasione della sagra dell’olio extravergine d’oliva e delle fave.

Per l’altra grande sagra del Gargano, quella del pesce a Cagnano Varano, gli ospiti saranno i Tarantula Garganica e i Frizzicaroli.

Peschici ospiterà la chiusura della rassegna, il giorno di Ferragosto, martedì 15, con il concerto dei Terranima.

 

 

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In corso il primo monitoraggio italiano sulla crescita dei faggi che studia l’incidenza dei cambiamenti climatici sulle foreste vetuste garganiche.

Le faggete vetuste della Foresta Umbra, dopo essere state inserite nel patrimonio naturale dell’Umanità con il primo riconoscimento italiano per il valore biologico ed ecologico, sono le prime in Italia su cui è in corso un importantissimo monitoraggio sulla crescita degli alberi capace di quantificare aspetti finora sconosciuti del ciclo vitale del faggio nelle foreste vetuste mediterranee.
Considerando l’eccezionale siccità che sta colpendo il Paese in questo anno da record climatico, lo studio in corso nelle faggete del Parco Nazionale del Gargano sarà di estremo interesse per la conservazione delle faggete garganiche e per osservare la strategia operata dai faggi durante quest’estate particolarmente arida.
“Abbiamo montato - ha spiegato Alfredo Di Filippo, docente del Dipartimento DAFNE dell’Università della Tuscia di Viterbo - nove sensori metallici (dendrometri elettronici) in tre zone che presentano condizioni ambientali diverse. I primi risultati di questo studio, che monitora su scala sub-oraria le oscillazioni che interessano il fusto dell’albero, confermano sorprendenti capacità di crescita dei faggi che aumentano in circonferenza anche 1-2 mm al mese nelle prime fasi della stagione vegetativa. La crescita è stata particolarmente intensa tra metà maggio e i primi di giugno, incrementando rapidamente nei periodi caldi conseguenti ad eventi piovosi, ma mostrando stasi nelle fasi aride. Altro elemento importante è che alberi si contraggono ed espandono giornalmente anche di 1-2 decimi di mm (in senso radiale), con le manifestazioni più impressionanti a seguito delle piogge, in cui l’albero può aumentare notevolmente il volume dei propri depositi idrici in fusto e rami”.

I dati sul monitoraggio sono stati forniti nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Palazzo Dogana a Foggia e organizzata dal Parco Nazionale del Gargano, che ha colto l’occasione per ufficializzare l’iscrizione delle faggete della Foresta Umbra nel Patrimonio Naturale dell’Umanità. Ha voluto farlo proprio con Alfredo Di Filippo, che nel percorso di candidatura UNESCO è stato responsabile della supervisione scientifica del dossier, oltre ad aver fornito un importantissimo contributo tecnico direttamente agli ambasciatori UNESCO sia nell’incontro preliminare di Parigi che direttamente a Cracovia al World Heritage Committee, durante il quale c’è stata l’iscrizione ufficiale.
“Si tratta del primo riconoscimento per il valore biologico ed ecologico – ha precisato Di Filippo - perché i quattro siti naturali già insigniti dall’UNESCO (Dolomiti, Monte San Giorgio, Etna e Isole Eolie), sono tutelati per la loro eccezionalità riguardo la storia geologica della Terra e per la bellezza naturale mentre quello delle faggete è invece un aspetto unico su scala continentale che dà lustro ad un duro lavoro che ha coinvolto, per oltre 5 anni, più di 250 ricercatori ed esperti di 12 nazioni europee. Sono particolarmente legato alle faggete della Foresta Umbra, davvero uniche a livello europeo per la presenza di faggi di 300-350 anni a quote estremamente basse (longevità di riferimento sotto gli 800 m slm sull’Appennino: 200-250 anni), alcuni dei quali rasentano le massime dimensioni raggiunte dalla specie (45-50 m)”.
Con questa nuova iscrizione, l’Italia detiene ben 10 delle 75 faggete Patrimonio dell’Umanità. I siti selezionati ricadono nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise; Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi; Parco Nazionale del Gargano; Parco Nazionale del Pollino; Comuni di Soriano nel Cimino e Oriolo Romano.
“Oltre alla natura che ha scelto di farci questo straordinario regalo – ha dichiarato Claudio Costanzucci, vice presidente del Parco Nazionale del Gargano – il merito di questo importantissimo riconoscimento va anche a chi ha creduto fortemente in questo obiettivo, impegnandosi con entusiasmo e dedizione. Un grazie particolare va a tutta la tecnostruttura diretta da Carmela Strizzi e al componete della giunta esecutiva Pasquale Coccia. Insieme stimo già lavorando per un grande evento che organizzeremo con la Regione a settembre prossimo in Foresta”.
Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Franco Tavaglione, Presidente Comunità del Parco Nazionale del Gargano; il Generale Nazario Palmieri, Comandante dei Carabinieri per la Tutela Forestale, il Colonnello Claudio Angeloro, responsabile UTB (Ufficio Territoriale Biodiversità); Leonardo Di Gioia, Assessore regionale all’Agricoltura e Foreste e Raffaele Piemontese, assessore regionale Bilancio, Demanio e Patrimonio.

“Questo è un risultato importante per l’intero territorio garganico - ha sottolineato Leonardo Di Gioia - troppo spesso ripiegato su stesso per ragioni anche non del tutto piacevoli, ma che da occasioni come queste può trarre spunti per rinascere e per riprendere un cammino di crescita virtuoso”.

Le faggete UNESCO ricadono nel territorio di Monte Sant’Angelo che si fregia di un secondo riconoscimento mondiale dopo la basilica di San Michele Arcangelo.

“Da garganico - ha concluso Raffele Piemontese - sono doppiamente orgoglioso per un riconoscimento che offre alla nostra terra una ulteriore vetrina a livello internazionale. È questo il momento di fare squadra per intercettare sempre più turisti 365 giorni l’anno. Con il suo immenso patrimonio naturalistico, culturale, storico ed eno-gastonomico il Parco Nazionale del Gargano ha tutte le carte per diventare una meta ambita e questo riconoscimento ne è la conferma”.

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L’assessore regionale Caracciolo ha promesso un provvedimento della Giunta prima di Ferragosto  -----

Nuovi problemi in tema di rifiuti per i Comuni della Capitanata (fra cui anche Vieste, Peschici e Vico). Da oggi cancelli chiusi nel sito di Deliceto: il conferimento avverrà a Taranto. La novità era stata comunicata venerdì scorso a Bari dal neo assessore regionale all'Ambiente Filippo Caracciolo, assistito dal commissario dell’Agenzia regionale per la gestione dei ciclo rifiuti Gianfranco Grandaliano, in un incontro con i sindaci dei Comuni che conferiscono i loro rifiuti alla discarica di Deliceto. Per il Gargano erano presenti il sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti, il sindaco di Vico del Gargano Michele Sementino e quello di Peschici Franco Tavaglione, insieme ai rappresentanti di altri Comuni come Lucera, San Severo e Deliceto.

Nell’incontro, svoltosi presso gli uffici regionali di via delle Magnolie, si è spiegato che a partire proprio dal 1° agosto i Comuni finora afferenti a Deliceto devono conferire la parte indifferenziata nella discarica di Taranto mentre la quota destinata al recupero energetico andrà al termovalorizzatore di Manfredonia. Inevitabile sarò perciò una ripercussione sul costo del conferimento pagato dai Comuni e di conseguenza sull’entità della Tari per i cittadini di Capitanata.

Nell’occasione dell’incontro tutti i sindaci presenti hanno sollecitato con forza la Regione a porre in atto tutte le azioni finalizzate alla riapertura della discarica di Deliceto. A tal proposito con l’assessore Caracciolo si è impegnato a portare in Giunta regionale, prima della pausa di agosto, un’apposita delibera che anticipa alcune azioni e misure già inserite nel nuovo Piano regionale dei Rifiuti, un documento in attesa di essere varato, per l’ampliamento da subito dei siti di Deliceto e Taranto. Con tale provvedimento sarebbe possibile entro un paio di mesi la riapertura della discarica di Deliceto.

Pubblicato in Ambiente

Il trabucco, conosciuto anche nelle varianti di trabocco, bilancia o travocco, è un’antica macchina da pesca tipica delle coste garganiche, molisane e abruzzesi. Tutelati come patrimonio monumentale dal Parco Nazionale del Gargano, i trabocchi sono disseminati sul paesaggio costiero del basso Adriatico e del basso Tirreno, fino ad arrivare ad alcune località della costa settentrionale della provincia di Bari. Queste macchine sono così frequenti che danno vita alla cosiddetta Costa dei Trabocchi, che si estende precisamente da Ortona a Vasto. Proprio tra San Vito e Fossacesia, sul cosiddetto eremo dannunziano, si erge la villa che il Vate acquistò nel 1889 e da cui trasse ispirazione per la composizione del romanzo Il trionfo della morte (1894). In quest’opera appare una sintetica quanto poetica descrizione dei giganti di legno.
Il trabucco, infatti, è tradizionalmente costruito col legno di pino d’Aleppo, comune in tutto il medio Adriatico. Si tratta di un materiale pressoché inesauribile, data la diffusione nella zona, ma anche modellabile, resistente ed elastico. Ciò permette all’intera struttura di reggere le forti raffiche di Maestrale. Entrando nel merito del termine trabocco, esso deriva per sineddoche da trabocchetto, indicativo della rete che viene usata come “trappola” per il pesce. L’efficientissima tecnica di pesca a vista, infatti, consiste nell’intercettare, con grandi reti a trama fitta, i flussi di pesci che si spostano lungo gli anfratti della costa. Sfruttando la morfologia rocciosa di alcune zone pescose della costa, i trabucchi sono eretti nel punto più prominente dei promontori e sono orientati in modo da poter sfruttare favorevolmente le correnti. La rete, generalmente a bilancia, viene calata in acqua grazie ad un complesso sistema di argani, azionati elettricamente o a mano da almeno due uomini. Sul trabocco operano in norma quattro soggetti, detti traboccanti, predisposti all’avvistamento del pesce e alle varie manovre. Questo ingegnoso modus operandi permette di pescare senza inoltrarsi in mare.
Secondo alcuni storici pugliesi, il trabucco sarebbe un’invenzione importata dai Fenici. La più antica data di esistenza documentata risalirebbe al XVIII secolo, periodo in cui i pescatori dell’Abruzzo dovettero ingegnarsi per ideare una tecnica di pesca che non fosse soggetta alle condizioni meteomarine della zona. Molti trabucchi, ricostruiti negli ultimi anni grazie a finanziamenti pubblici, hanno perso la loro tradizionale funzione: da principale fonte di sostentamento per intere famiglie di pescatori, hanno acquisito il ruolo di simboli culturali e di attrattiva turistica. Alcuni di essi sono stati persino convertiti in ristoranti.
Tra questi, uno dei più caratteristici e rinomati è il trabucco-ristorante di Peschici. Un ruvido gioiello incastonato sul costone roccioso di San Nicola. Un ambiente all’aperto, rustico, accogliente, essenzialmente costruito con legni recuperati dopo le mareggiate, boe, reti, vecchi cimeli e arnesi da pesca. Piatti di qualità, sia di terra che di mare, sono serviti in tavola seguendo le ricette di sempre, la stagionalità e i dettami della tradizione. Che si ordini al banco, ci si accomodi al tavolo riservato con la prenotazione o si degusti un aperitivo “da scoglio” non fa differenza: nell’attesa si può godere di una vista mozzafiato a ritmo di jazz e musica d’autore. L’aspetto più caratteristico di questo luogo, che lo rende famoso in tutta la Puglia, è il palcoscenico naturale degli scogli di Punta San Nicola al tramonto. Quando il sole tocca le calde acque dell’adriatico e riempie l’aria di colori morbidi ed avvolgenti, il trabucco sembra la più perfetta delle opere d’arte.
Suggestivo è invece il Trabucco di Cala Molinella a Vieste. Una struttura aggrappata alla roccia in cui è ancora possibile, oggi, praticare la pesca secondo procedimenti e tradizioni centenarie. Veder azionare i mulinelli che calano le gigantesche reti incardinate a lunghi bracci protesi verso il mare, mentre si ascolta il silenzio interrotto dallo sciabordare delle onde che si infrangono sulla nuda roccia, è pura poesia che solo il Gargano con la sua magia e suoi misteri può concedere ai turisti che qui ritrovano se stessi.

Francesca Rotondo
messageroitaliano

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I sei stabilimenti balneari sono stati sequestrati per ragioni di sicurezza. Tutti realizzati a ridosso della falesia, nonostante l’ordinanza emessa dal sindaco di Mattinata, infatti, non avrebbero rispettato la distanza minima dalle falesie, la parete rocciosa a rischio erosione. Per motivi di sicurezza, questa mattina – su disposizione della Procura della Repubblica di Foggia - la Guardia Costiera e i carabinieri di Manfredonia hanno sequestrato i sei stabilimenti. In agitazione i gestori dei lidi per il provvedimento preso in piena stagione turistica e con le strutture ricettive piene di bagnanti.

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Sarà inaugurata venerdì 4 agosto "manfredonia, la mia amata", la prima mostra in assoluto in italia del pittore surrealista e impressionista wolfgang lettl, tra gli eventi culturali più attesi dell'estate pugliese e del mezzogiorno.

Il vernissage - aperto al pubblico - si svolgerà alle ore 19 presso l'auditorium "cristanziano serricchio" alla presenza di angelo riccardi (sindaco di manfredonia), saverio mazzone (amministratore unico dell'agenzia del turismo di manfredonia), pasquale frattaruolo (presidente rotary club sezione di manfredonia) e con gli interventi di federico massimo ceschin ("manfredonia, una nuova economia della bellezza), alex de muzio ("masserie daunie nelle opere di wolfgang lettl"), florian lettl ("mio padre wolfgang e l'amata manfredonia"). A coordinare e moderare sarà geppe inserra giornalista e curatore del blog "lettere meridiane".

La mostra (voluta dal figlio del pittore florian, organizzata da comune di manfredonia ed agenzia del turismo con la sponsorship della "lucky wind4 srl" di antonella pasqualicchio), avrà una dotazione di 75 opere, suddivise in 35 di stile impressionista (opere quasi tutte realizzate “en plein air” nel nostro territorio) e 40 di corrente surrealista (di cui in germania vi sono due musei a lui dedicati), sarà allestita preso le ex fabbriche del convento di san francesco dal 4 agosto al 3 settembre 2017 (con ingresso libero tutti i giorni dalle ore 18.30 alle 23).

Wolfgang lettl, a partire dal 1973, ha vissuto per circa 33 anni allo sciale delle rondinelle, lungo la s.p. 141 “delle saline”, sul golfo di manfredonia. E’ stato una sorta di pioniere della riviera a sud del centro garganico, scelta dall’artista per il clima mite e la luce della puglia, lì piove meno, leggeva sul suo atlante geografico. Lettl lascia una traccia indelebile della sua arte in terra di capitanata, quale grande artista della seconda generazione surrealista e autore di opere come la via del ritorno, il viale alberato del castello nelle due versioni del ’72 e del 1985, il ciclo a tema “il realismo fantastico”, aufforderung zum staatsstreich, divenuta simbolo dell’unificazione delle due germanie (in cui ha posato un concittadino foggiano) ma tanti anche i paesaggi in chiave post-impressionista come la basilica (di siponto), bagnanti, la spiaggia di siponto, zapponeta - la chiesa, passaggio a livello, barche, ecc.

Più volte, ci conferma il figlio florian, amava affermare: non potevo non lasciarmi ammaliare dalla luce del paesaggio di questo angolo di puglia. Ad augsburg e a lindau vi sono due musei d’arte contemporanea dedicati alla sua arte. Per wolfgang lettl la casa e il giardino nell’amata manfredonia erano il rifugio per il suo potere creativo, per il suo impulso artistico. In questo scenario, che aveva creato e determinato sin dal 1973, in questo suo paradiso personale e familiare, a cui solo pochi confidenti avevano accesso, trasformava in immagini surreali visibili le sue idee, le sue emozioni, il suo modo di sentire lasciandosi guidare dalla sua eccezionale creatività, dal suo gusto estetico, ma anche dal calore e dai colori di un ambiente che amava.

Lettl e' stato anche il fondatore dell'organizzazione per la promozione dell'arte surrealista, nonche' creatore lui stesso di un museo surrealista ad augusburg, nella cui accademia di belle arti e' stato professore di pittura. Nel 1940, all'eta' di 21 anni, lettl come militare dell'esercito tedesco presto' servizio a parigi, dove entro' in contatto con gli ambienti surrealisti e realizzo' i suoi primi lavori, degli acquerelli dedicati a scene di vita della capitale francese. Dopo la seconda guerra mondiale, rientrato ad augusta da un campo di prigionia norvegese, lettl si dedico' completamente all'arte, dipingendo paesaggi e ritratti e affinando un originale stile surrealista. Negli anni cinquanta fece esperimenti surrealisti con murales, graffiti e mosaici. La sua prima grande mostra retrospettiva fu allestita nel 1963 a monaco di baviera ed nello stesso periodo divenne membro della neue münchener künstlergenossenschaft. Per quasi tren'anni, dal 1975, in estate l'artista tedesco si trasferiva in italia, nella sua casa in puglia, dipingendo paesaggi marini ispirati dalla spiaggia di manfredonia. Lo studio della luce del paesaggio pugliese gli ispiro' un nuovo stile: alla vena surreale si uni' un tratto piu' decisamente impressionista. Nel 1992 l'artista dono' ad augusta il ''lettl atrium'', un museo dell'arte surrealista con centinaia di suoi quadri e decine di opere di altri maestri europei.

Florian lettl, promotore dell’iniziativa, ama ancora trascorrere brevi periodi dell’anno sul golfo, nella villa paterna, dove incontra amici dei genitori e appassionati d’arte che hanno avuto modo di frequentare casa lettl.

La mostra "manfredonia, la mia amata",un evento molto atteso e dall'ampio respiro turistico internazionale, nonchè di forte caratura culturale, si incastona nel processo di riqualificazione e rilancio della città che negli ultimi anni, con il recupero e la valorizzazione del suo patrimonio, sta affermandosi, nell'ottica del marketing territoriale, come catalizzatore di attenzioni mediatiche e nuovi flussi turistici.

Pubblicato in Cultura
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